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Società affidata a Puri Mezzi Naturali Una società anche puramente naturale,
cioè che non pratica la religione, ha delle leggi morali in
grado di arginare l’amor proprio. C’è il senso di Prudenza
naturale che opera a trovare il giusto mezzo tra il bene
pubblico e il bene privato. Gli aiuti naturali in
favore della Società Civile sono, oltre la ragione degli
individui, le leggi civili, l’uso delle pene, l’attrazione del
premio, il potere dell’opinione pubblica e l’educazione.
Lo Spedalieri tuttavia trova che questi mezzi hanno dei limiti e
sono troppo deboli per controllare l’impeto delle passioni. Nei
luoghi comuni si dice: “Fatta la legge, trovato l’inganno”,
e, volgarmente, si asserisce pure: “Chi può approfittarne e
non lo fa è un fesso”. È facile notare come più si vada
avanti e più abbiamo bisogno di leggi nuove, perchè l’Amor
Proprio trova tutti gli espedienti e le scappatoie per il
proprio tornaconto.
Malgrado le sue limitazioni, una Società affidata a Puri
Mezzi Naturali, afferma il Filosofo Brontese, è da
preferirsi ad una Società in balìa all’anarchia e ad una
Società totalmente Atea. Una Società Naturale sebbene non
sia Religiosa, non esclude di per sè la Religione. Una Società Atea, invece, esclude la Religione e:
- porta al Materialismo che esclude l’esistenza
dell’anima umana, e l’esistenza di ogni essere spirituale,
escludendo così una Morale Trascendentale. Si è notato come la
corruzione si sia aggravata col progresso del materialismo e
questo non dà sicurezza alla Società.
- porta al Fatalismo il quale sostiene che tutto avviene
per necessità di cose, non c’è libertà e possibilità di scelta.
La moralità quindi non ha ragione di esistere.
- porta allo Scetticismo. Gli Scettici sono sempre nel
dubbio, camminano su sabbie mobili. Contestano tutto sebbene non
siano certi di nulla e così facendo seminano discordia e
disordine. Contestano l’autorità dei padroni verso i loro
dipendenti, contestano l’autorità dei genitori verso i loro
figli e così via.
L’irreligione di fatto distrugge pure i mezzi naturali necessari
alla sussistenza della Società. Essa va decisamente messa al
bando. Questi sono gli argomenti esposti da Nicola Spedalieri nei
diciassette Capitoli del Libro Secondo, e negli undici Capitoli
del Libro Terzo.
Società Deistica Aristotele, il Filosofo Greco che
visse dal 384 al 322 avanti Cristo, diceva che “L’uomo deve rendere omaggio
ed essere grato al suo Creatore.” I Sociologi di oggi dicono che il 95 per
cento della popolazione mondiale crede nell’esistenza di un Essere Supremo.
Una Società Deistica crede in Dio e lo accetta, ma rigetta la Rivelazione.
Accetta quindi Dio come Creatore, ma ripudia i Principi Morali che regola i
rapporti dell’Uomo con Dio e degli Uomini fra loro. Non accettano quindi Leggi
Positive Divine. Giusto per darne un esempio pratico, il Settimo Comandamento
“Non Rubare” può di per sè essere considerato naturale; ma il Decimo
Comandamento “Non desiderare la roba d’altri”, è certamente un
comandamento positivo divino, cioè riguarda un comportamento non necessariamente
naturale.
Lo Spedalieri analizza per vedere se una pura Società Deistica sia in grado di
controllare l’Amor Proprio. Si è già visto come la prudenza naturale non sia
adeguatamente sufficiente ad arginare le nostre passioni. Gli argomenti proposti
dalla prudenza non sono convincenti al punto di fare desistere le passioni dalle
loro azioni illecite.
Il Dogma dell’Immortalità dell’Anima e quello della Punizione e del Premio
Divino nell’altra vita sono molto più efficaci; anche perchè il Premio e il
Castigo Divino sono strettamente legati alla nostra perfetta ed eterna felicità.
Il difetto del Deismo è che esso non è preciso, certo e predominante. Gli manca
un’Autorità Infallibile, una dottrina chiara e precisa: Cosa e quali sono i vizi
per esempio, cosa e quali sono le virtù. I Deisti sostengono che le Leggi
Naturali iscritte nell’Essere Umano sono sufficienti a garantirgli la felicità.
L’Autore Siciliano invece sottolinea il fatto che le leggi naturali sono vaghe e
soggette a interpretazioni erronee. La Rivelazione è necessaria per rettificare
le nostre vedute sulla Legge Naturale. Il Deismo senza la Rivelazione scivola
facilmente nell’instabilità morale, nello scetticismo e nella irreligione. Il
Deismo è più una Filosofia che una Religione. Lo stesso Rousseau affermava che
“Ogni moderno filosofo definisce la legge naturale a modo suo... Si
contraddicono continuamente fra loro.”
Lo spirito umano, continua lo Spedalieri, ha bisogno di tenere costantemente
presenti nella sua mente i buoni principi. Ebbene il Deismo non ha i mezzi per
assicurare questa necessità. Non ha la predicazione, non ha il culto. Il Deismo
non ha dunque i mezzi per rafforzare la volontà umana, per rendere l’uomo
resistente contro la violenza delle passioni. Il Deismo insomma è inconsistente.
Uno stato di consistenza, è uno stato in cui la mente umana trova riposo, sicura
di avere trovato la verità. L’uomo ha bisogno di proiettare i propri interessi
nella vita futura per essere in grado di accettare l’Ordine Sociale, con tutto
il suo peso di leggi. L’uomo ha bisogno di assicurazione riguardo a quello che è
necessario per salvarsi. Ciò di cui ha veramente bisogno è la Parola certa di
Dio stesso. Quella Parola certa si ha nella Rivelazione e la Prova che la
Rivelazione sia Parola di Dio sono i Miracoli e le Profezie.
(Libro Quarto, Cap. 1-23) |
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LA RELIGIONE CRISTIANA
è la più sicura
CUSTODE DEI DIRITTI UMANI
La Religione
Cristiana La Religione Cristiana, dice lo Spedalieri, è basata sulla
Rivelazione. Dio ha parlato agli uomini per manifestare loro delle
verità che non potrebbero essere scoperte in altro modo. Il punto
focale della Rivelazione è Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto
uomo. Per i Cristiani quindi la Regola è la Rivelazione, mentre
la Regola dei Deisti è la Ragione Naturale. (PV,C1,2).
Lo scopo della Rivelazione è di santificare l’uomo e mantenerlo
sulla via della rettitudine affinchè possa raggiungere la Felicità
Eterna. Questa felicità è soprannaturale e consiste nella visione e
nell’amore di Dio. (PV,C1,3).
Il fondamento della Rivelazione è il Mistero della Santissima
Trinità. Non si tratta di un mistero sterile. Dio è vita e azione
e ciascuna delle Tre Divine Persone opera nella persona umana. Il
Padre, l’Onnipotente, è la fonte di tutto ciò che appartiene
all’Ordine Naturale. Il Figlio, il Verbo, la Sapienza, governa
il regno della Fede, Lo Spirito Santo, la Carità, l’Amore di Dio,
amministra la Giustizia. Noi esseri umani deriviamo la nostra
esistenza e le facoltà naturali dalla Prima Persona Divina,
partecipiamo alla fede della Seconda Persona Divina, e siamo resi
perfetti dalla Terza Persona Divina. Non c’è altra religione che
proponga una simile relazione immediata ed intima tra Dio e l’uomo.
(PV, C1, 4-5).
Dio ha creato l’uomo destinandolo alla felicità soprannaturale.
Dio rivelò ad Adamo, il Primo Uomo, il suo piano ed il suo amore per
il genere umano. Adamo aveva il dovere della fede. Dio che ha il
diritto d’imporre obblighi positivi all’uomo sua creatura, volle
sottoporre l’uomo alla prova dell’obbedienza. Adamo trasgredì il
commando di Dio, per ingratitudine, ambizione e superbia. Perse allora
il diritto alla vita eterna. Non sappiamo come, ma la Rivelazione ci
dice che, a causa della disobbedienza originale di Adamo tutti gli
uomini nascono in uno stato di debolezza e di schiavitù. (PV,C1,
6-10)
Solo Dio poteva riscattare l’uomo, e per sua divina bontà promise
ad Adamo la liberazione dalla schiavitù e la riabilitazione alla
felicità celeste. Quella promessa fu ripetuta durante i secoli ai
Profeti, e fu confermata con la venuta del Verbo Incarnato.
(PV,C1,11).
A causa del peccato originale l’uomo divenne vizioso e corrotto.
Dio allora segregò un popolo per preservare le verità necessarie alla
salvezza. Volle che questo popolo si stabilisse in Palestina e si
tenesse lontano dai gentili per proteggere la fede ed il deposito
delle Sacre Scritture. Dio volle pure che le varie tribù conservassero
la propria identità, affinchè, secondo le profezie, fosse evidente da
quale fra esse il Messia sarebbe nato. (PV.C1,12).
Quando giunse il tempo, il Verbo prese carne nel seno della
Vergine Maria per iniziare la sua missione redentiva. Dio poteva
decidere di riscattare l’uomo diversamente, senza bisogno di
incarnazione, di passione e morte del suo Divin Figliolo, ma nella sua
Sapienza scelse quella via perchè più utile ai bisogni umani e per
dimostrare quanto grande fosse il suo amore per l’essere umano.
(PV.C1,13).
Gesù fu torturato e fatto morire sulla croce. Ma al terzo giorno
risuscitò da morte a conferma della verità insegnata e della sua
divinità e per provare il suo trionfo sul male e sulla morte. Gesù, di
suo diritto, diritto acquistato con la morte, stabilì le pratiche
attraverso le quali la grazia redentiva di Dio sarebbe trasmessa agli
uomini: i Sette Sacramenti. Gesù stabilì il Regno di Dio:
la Chiesa, ne designò la Costituzione e ne determinò la
Gerarchia. Scelse Pietro come centro d’Unità della Chiesa.
Quindi ascese al cielo ed inviò lo Spirito Santo per
santificare gli Apostoli e prepararli alla loro missione evangelica.
(PV.C1,14-15).
Il Vecchio Patto tra Dio e la Nazione Ebraica era così concluso e
dava via al Nuovo Testamento. Di fatti Gesù stabilì la sua religione
come un’Alleanza nuova tra Dio e tutti gli uomini. Gesù elesse
pure un Corpo/Guida composto di vescovi e sacerdoti con il compito di
predicare, di conservare intatto il deposito della Rivelazione,
interpretare le Scritture e risolvere le controversie di fede e di
morale. Questo Corpo/Guida, parla in nome di Dio e con l’Autorità di
Dio, gode dell’Infallibilità quando agisce in unità, ed ha
giurisdizione sul pubblico esercizio della religione. Va notato che lo
Spedalieri parlava di Corpo/Guida 173 anni prima che il Concilio
Vaticano II definisse la dottrina della Collegialità. (PV,C1,16).
La Moralità, che al Battesimo, il Cristiano promette di
osservare, comprende la Legge Naturale (che è incorporata nella
Rivelazione, fin dall’inizio del mondo, cioè i Dieci Comandamenti), i
Precetti di Fede, Speranza e Carità, e i Comandamenti della
Chiesa. Certo Gesù ha ristabilito l’uomo allo stato soprannaturale
in cui era stato creato; ma ha lasciato all’uomo il compito di
combattere la propria concupiscenza, dandogli però i mezzi. L’uomo
deve saper cooperare con i mezzi soprannaturali per raggiungere il suo
sublime fine. (PV.C1,17).
Questa è in essenza la Religione Cristiana, dice Nicola
Spedalieri. Questa è iniziata alle origini del mondo, è l’unica e vera
religione capace di assicurare la salvezza umana. Quanto espresso non
è filosofia, ma fatto storico, una storia dettata da Dio stesso.
(PV.C1,14-18-19).
Caratteristiche del Cristianesimo Alcuni filosofi sostengono che la Religione Cristiana si preoccupa
solo della felicità eterna, e quindi non ha potere in politica, in
quanto questa si preoccupa di guidare l’uomo verso la felicità
temporale. (LV, C2, 1).
Se così fosse, tutte le religioni sarebbero da scartare. Noi
abbiamo detto e provato, asserisce Spedalieri, che i mezzi naturali e
l’irreligione non sono in grado di assicurare la felicità terrena agli
uomini, in quanto non sono capaci di controllare l’amor proprio. Che
dicano apertamente, gli obbiettori, quale dei Dogmi o delle pratiche
ecclesiastiche sono contro il bene di questa o quella nazione.(LV,
C2, 4).
I razionalisti portano come esempio la predicazione di Gesù:
“Il mio regno non è di questo mondo.” “Beati coloro che soffrono…”
Ebbene, va detto che con la prima frase Gesù ha voluto specificare che
la sua missione non era quella di stabilire un Regno Temporale. Con la
seconda invita l’uomo alla pazienza, alla tolleranza… e non sono
queste virtù che assicurano la felicità terrena oltre che quella
celeste? Se gli oppressi si lasciassero andare a risentimenti e
rivendicazioni, ci sarebbero lotte e rivolte senza fine a scapito
della felicità terrena di tutti. L’accettazione paziente del proprio
stato è pure fonte di felicità terrena per chi soffre; e quale
vantaggio non ne trae la Società Civile. (LV, C2, 7-8).
Non si può tacere d’altronde il Comandamento di Cristo: “Ama il
tuo prossimo, come te stesso.” Gesù prega il Padre affinchè i suoi
discepoli siano uniti. E a chi Gesù promette la felicità eterna? A chi
fa del bene al suo prossimo. E far del bene al prossimo non è già
assicurare la felicità temporale? (LV, C2, 12-13).
Avendo stabilito che il Cristianesimo vuole e promuove pure il
bene temporale dell’uomo insieme con il bene eterno, l’autore afferma
che il Cristianesimo realizza le promesse che il Deismo non è capace
di assicurare per mancanza di mezzi. Ed afferma pure che il
Cristianesimo provvede tanti altri aiuti che il deismo non può neppure
promettere. (LV, C2, 14).
Contrariamente a quanto avviene con il Deismo, le promesse che il
Cristianesimo fa alla Società sono efficaci in quanto le idee
religiose Cristiane sono Precise, Certe e Vivaci. (LV,
C3, 1-2). Riguardo alla Moralità ad esempio i Deisti dicono che nel
dubbio ci si deve rivolgere alla Ragione, alla stessa ragione che crea
il dubbio. Il Cristiano può consultare le Scritture e la Tradizione.
Le scritture danno esempi pratici ed in modo semplice e facile ad
essere capiti da tutti. La Chiesa ha cura di conservare tutte le
decisioni dei Concili, gli insegnamenti dei Padri e dei Papi. Il
Deismo è incapace di distinguere con precisione i vari gradi di
moralità: quale sia, ad esempio, la colpa o il peccato grave che fa
perdere la Grazia Santificante e guadagnare l’eterna dannazione.
Questo è importante in quanto non è tanto la legge morale, ma la paura
della punizione che è capace di controllare l’amor proprio. Il Deismo
non è neppure in grado di dire come si possa riacquistare la grazia
perduta. Il Cristiano sa che Dio perdona, ma sa pure che Dio chiede un
pentimento sincero e la promessa di non agire più malamente. (LV,
C3, 3-15). Riguardo agli Attributi di Dio, i Deisti sono vaghi.
Razionalmente parlando è difficile conciliare ad esempio la prescienza
di Dio con la libertà umana, il male che c’è nel mondo con la bontà
infinita di Dio, la Sua giustizia ed immutabilità con la Sua libertà,
ma la Rivelazione viene in nostro aiuto e non insegna per via di
ragione, ma presentandoci dei fatti: Dio che crea l’universo, Dio che
crea l’uomo, Dio che mostra il suo amore per l’uomo. Nel racconto del
peccato originale e della punizione abbiamo l’idea della giustizia di
Dio. Nella storia del Vecchio Testamento si nota come Dio conosca,
predìca e conduca tutti gli eventi. Dio controlla i venti, la pioggia,
la fame, i terremoti, le pestilenze. Dio regola l’evoluzione degli
imperi e tutto è orientato verso un ordine morale. Il Nuovo Testamento
ci narra la storia di Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo. ci parla
degli insegnamenti di Gesù: Gesù ci Parla del Padre e dello Spirito
Santo, e ci dice chiaramente ciò che Dio apprezza e ciò che detesta.
Anche in questo dunque il Cristianesimo è superiore al Deismo. (LV,
C3, 16-21). Riguardo all’Aldilà i Deisti sono solo capaci di dire che i
virtuosi saranno premiati e i viziosi castigati, ma non sanno
precisare, dicono anzi che il castigo non è eterno. In questo la
Rivelazione è molto precisa. Il premio dei giusto sarà Dio Stesso. La
perfetta felicità consiste nella visione di Dio, nel Suo amore e nel
Suo possesso. La privazione di questa visione causa il tormento dei
dannati. Dire, come fanno i Deisti, che la punizione non è eterna, dà
rigoglio all’amor proprio, non lo controlla. La Rivelazione ci dice
pure che siccome il corpo umano è compagno inseparabile dello spirito,
ogni essere umano risusciterà con il proprio corpo e, dopo il Giudizio
universale condotto da Gesù Cristo, tale essere integro godrà o
soffrirà eternamente. (LV, C3, 22-29). La Dottrina Cristiana è certa. Il Deismo non può asserire con
certezza le proprie idèe. L’uomo con le sue proprie forze non può
imporre le proprie idèe agli altri. La maggioranza della popolazione è
inable di seguire la via della speculazione razionale ed è facilmente
portata al dubbio e allo scetticismo. Il Cristianesimo ha un mezzo che
assicura certezza. questo mezzo è la Fede, non la Scienza.
Il Cristianesimo vuole che l’uomo creda, non che esamini. (LV, C4,
1-2).
La Scienza è la certa cognizione della verità acquisita per via
di dimostrazione.
La Fede è l’assenso dato alla proposta di un fatto basato su
l’autorità del proponente. Quindi io posso credere ad una verità non
perchè la comprenda e mi sia stata dimostrata, ma perchè credo a chi
me lo dice. È chiaro che l’autorità deve essere legittima e
competente. Noi crediamo agli eventi storici perchè degli storiografi
esperti ce lo dicono. In materia dottrinale l’uomo non è competente.
Solo Dio, Saggezza e Verità Somma ha autorità in questo campo. Ed è
questa l’Autorità proposta dal Cristianesimo. Le verità dell’Esistenza
di Dio Uno in Tre persone, della Creazione, della Vita Soprannaturale
dell’essere umano, del Peccato Originale, dell’Incarnazione e del
Piano Salvifico di Dio, sono essenziali alla nostra salvezza e
felicità eterna; ma la ragione non può scoprirle da sè. Dobbiamo
quindi lasciar da parte il ragionamento metafisico e prendere ad
esaminare la Rivelazione. Accettando l’Autorità di Dio, troviamo
certezza. (LV, C4, 3-18).
La Religione è necessaria dunque alla nostra salvezza e felicità
eterna. Questo possiamo provarlo per via di Autorità o per via di
Ricerca Personale. La Ricerca Personale tuttavia non è facile per la
maggioranza della gente e mena piuttosto allo scetticismo invece che
alla certezza. Rimane la via dell’Autorità. Ma i Deisti dicono che
questa via non esiste. Ebbene così dicendo i deisti si dimostrano
incapaci di offrire allo spirito umano uno stato di consistenza e di
sicurezza. (LV, C10, 1- 3). I Deisti dicono ancora che la via dell’Autorità deve essere
sottoposta ad esame privato. Ci troveremmo in un circolo vizioso
poichè questo crea ancora dubbio e incertezza. Lo Spedalieri
asserisce: noi cattolici sosteniamo che l’uomo con le sue forze
naturali non può raggiungere la fede di Cristo, e questo a causa della
debolezza causata dal peccato d’origine. Noi accettiamo questa verità
come parte essenziale della Dottrina Rivelata. Quando Cristo chiede
agli Apostoli chi pensino che egli sia, Pietro risponde: “Tu sei il
Cristo, il Figlio di Dio vivo.” e Gesù gli dice: “Beato sei tu,
Simone, figlio di Giona, perchè carne e sangue non te l’ha rivelato,
ma il Padre mio che è nei cieli.” (Mt 16, 16-17). (LV, C10, 4-6).
Il fondamento della fede è la Grazia Interna. Questa cura
la nostra infermità e dà carattere soprannaturale alle buone azioni
umane. La Grazia, come il termine stesso dice, è un dono gratuito di
Dio. Perchè la Grazia possa operare in noi, e affinchè la nostra Fede
sia vivente, abbiamo bisogno di udire la Dottrina Rivelata,
L’apostolo infatti asserisce: “Fides ex auditu”. (Ro 10,
17). (LV, C10, 7-8).
La Rivelazione è in realtà il trattato di un’Alleanza che Dio
vuole stabilire con l’uomo. Per rendere questo patto operante Dio ha
stabilito un’ambasciata: il Sacerdozio con il compito di
proporre l’Alleanza e di ricevere i nuovi alleati nel nome e con
l’autorità di Dio. (LV, C10, 9)
I mezzi che Dio dunque usa per condurre l’uomo alla salvezza sono
due: uno interno: la Grazia, e l’altro esterno: l’autorità
della Chiesa. La Chiesa propone la Dottrina Rivelata e la
Grazia suscita l’assenso e persuade. (LV, C10, 10).
In questo modo nessuno ha bisogno di esaminare. L’esame,
d’altronde, non è alla portata di tutti. La Grazia, in chi è capace di
esaminare, facilita e guida il ragio-namento; in chi non è capace di
analisi, agisce direttamente sulla volontà senza impor-tunare la
ragione. La Grazia con forza divina persuade l’uomo sul fatto che la
Chiesa gode dell’Autorità di Dio e dell’Infallibilità. E questo dà
certezza. (LV, C10, 11).
Il principio della Grazia interna è alla portata di tutti. Quale
certezza maggiore vi può essere di una persuasione che viene
direttamente da Dio con un atto soprannaturale. E quanto più facile è
d’accettare l’ispirazione della Grazia che d’imparare e analizzare
storicamente i vari articoli della religione Cristiana. Ed il
principio della grazia è talmente generale che anche i bambini, ancora
incapaci di credere, possono ricevere il sacramento della fede nel
battesimo ed essere salvati. (LV, C10, 12).
Possiamo quindi asserire che solo nella Comunione Cattolica lo
spirito umano trova la certezza, la consistenza, la sicurezza e la
tranquillità che egli desidera. (LV, C10, 9-18).
I Protestanti separano l’esterna Autorità della Chiesa
dall’interna assistenza della Grazia; essi sostengono sì che la fede
Cristiana viene dalla Grazia, cioè per opera interna dello Spirito
Santo, ma erroneamente sostengono che la Grazia ha il compito di
istruire, mentre le Sacre Scritture attribuiscono questo ruolo alla
Chiesa. L’errore dei Protestanti è all’origine delle continue dispute
che ci sono state e ci sono fra loro. Questo causa instabilità nella
loro fede e lo spirito umano non vi trova consistenza e pace. (LV,
C10, 21-24).
La Predicazione, il Culto ed il Buon Esempio
danno vivacità alle idee Cristiane Vi sono tre mezzi con cui le idèe cristiane vengono rafforzate e
rese viventi: la Predicazione, il Culto Esterno ed il
Buon Esempio.
I Deisti non possono predicare perchè le loro idèe mancano di
precisione e di certezza, non possono reclamare nessuna missione nè
Autorità Divina. Per i Cristiani tutto è ben definito, la Rivelazione
dà certezza al loro insegnamento, e sono investiti da Dio stesso della
missione divina dell’evangelizzazione. “Come il Padre ha mandato me,
dice Gesù agli Apostoli, così io mando voi. Andate e predicate la
Buona Novella a tutte le nazioni.” (Gv 20, 21 – Mt 28, 19).
Questa missione non dà alla Chiesa solo un diritto, ma impone un
dovere, e la Chiesa di cristo ha sempre esercitato e continua
fedelmente, con pazienza e costanza, ad esercitare questa missione
pure ai giorni nostri, anche a costo della vita di tanti suoi membri.
Questo mezzo dà forza alle idee religiose contro le forze del male con
grande beneficio della Società Civile. (LV, C5).
I Deisti non hanno Culto Esterno, poichè non professano
espliciti e precisi dogmi. La Chiesa Cristiana pone la massima cura
nel culto esterno. Ironicamente i Protestanti e i Deisti, per questa
pratica, accusano i Cattolici di superstizione, mentre Rousseau, il
laicista, approvava il culto esterno.
Ovunque si vedono chiese, altari e icone, pitture e sculture sacre. La
liturgia fa riferimenti continui ai dogmi e alla morale della Religione
Rivelata. Il culto dei Santi pure sprona e dà efficacia alla
preghiera. Questo culto ha attratto sui cattolici l’accusa di
idolatria. Ma ben sappiamo che la Chiesa insegna chiaramente che
l’adorazione va solo a Dio. Si onorano i Santi in quanto amici di Dio;
e la Chiesa insegna pure che le immagini non vanno onorate in sè
stesse; per mezzo delle immagini noi onoriamo il santo o la santa che
rappresentano.
Le solennità Cristiane sono disseminate su tutto il calendario
annuale, riproponendo le singole fasi della vita di Gesù, di Maria e
di tutti i Santi. Il rito dei Funerali attrae l’attenzione sulla
vanità delle cose terrestri e la focalizza sui beni eterni. Il rito
del Matrimonio, che Cristo ha elevato alla dignità sacramentale, è
celebrato in modo da sottolineare le responsabilità degli sposi verso
la Società. Detto in breve: per un Cristiano la religione riguarda
tutti gli aspetti della vita, sia privata che pubblica. I sacramenti,
i pellegrinaggi, tutto nella Religione Cristiana ispira virtù e
santità, invita alla riconciliazione, conforta nelle avversità e
consiglia i dubbiosi. E tutto questo a buon giovamento per tutta la
Società Umana. (LV, C6).
Il Buon Esempio non è neppure contemplato dai Deisti. Una
delle caratteristiche della vera Chiesa è la Santità. Dicendo
santità non si vuole intendere solo purezza di Dottrina, che indica la
via della perfezione, non solo sacralità dei sacramenti che sono i
mezzi della santificazione, e non solo di Dio, il Santo per essenza.
Noi abbiamo bisogno di vedere una Santità in atto, almeno in alcuni
membri della Chiesa; e questa santità deve essere eccezionale,
eminente ed eroica.
Nessun uomo con le proprie forze può diventare santo. Solo Dio può
produrre i Santi e la santità nella Chiesa prova che la Chiesa è
istituita ed assistita da Dio. I Santi della Chiesa sono la
conseguenza diretta dell’opera dello Spirito Santo.
Può un Filosofo o un Avvocato fermare l’agitazione dei rivoltosi? Un
Santo ci riesce. Il Santo è capace di rendere accettabili al popolo
delle imposizioni pesanti, non l’Economista. Il Santo è capace di
portare la pace nelle famiglie, di convertire i ladri, di aiutare e
proteggere gli ammalati e i bisognosi.
La Religione Cristiana insomma incoraggia e dà forza all’uomo di
vivere bene. Noi soffriamo terribilmente del contrasto che proviamo
tra i dettami dello spirito e quelli della carne. Ma Dio ci viene in
aiuto nella Religione Cristiana. Il Deismo abbandona l’uomo alla sua
debolezza e infermità. (LV, C7, C8).
Ciò che dà forza alle Idee Cristiane è pure la stabilità della
Morale. I Principi Morali del Cristianesimo, ispirati da Dio e
redatti nelle Sacre Scritture sono protetti da manipolazione e
alterazione umana dallo stesso Spirito Santo che assiste la Chiesa.
Gesù stesso ha assicurato la sua Chiesa che neppure una lettera della
legge sarà mai cambiata. E la Chiesa guidata dai Papi ed assistita
dalla Spirito Santo ha sempre preservato puro ed intatto il deposito
della Morale Cristiana anche a costo di tante avversità e
persecuzioni. (LV, C9).
Questi sono i benefici eccellenti ed indiscutibili che la Società
Civile ottiene dalla Religione Cristiana. |