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1993 |
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ZAPPIA MARIO, nato a Catania il 19 Luglio 1962, medico,
membro dell’Unitalsi, appartenente ad una illustre famiglia brontese
molto vicina agli ambienti cattolici e parrocchiali di Bronte. . E' stato il primo sindaco eletto direttamente dai cittadini (elezioni amministrative del 21 novembre 1993) nella lista civica "Insieme per ricostruire".
Zappia è stato anche il primo sindaco del dopo "mani pulite", definito il "sindaco
della svolta", amministratore e non più il mediatore che doveva mettere insieme e raccordare diversi colori partitici.
Superò al ballottaggio con 5.937 voti (61,55%) l'avv. Livio Castiglione
(figlio di Vincenzo, il sindaco
socialista del 1956).
Scelse come primi assessori Galvagno Antonino, Galvagno Maria, Sanfilippo Antonino, Meli Nunzio, Schilirò Antonio e Spanò Nunzio.
La nuova giunta non aveva il sostegno
della maggioranza del Consiglio comunale. Era sostenuta solo dai 6
consiglieri della
lista Insieme per Ricostruire e da quello de La Rete.
«La prima giunta - ebbe a dichiarare lo stesso sindaco - fu distante dai partiti e dalle
loro influenze, era formata da persone che avevano maturato l’interesse
per il proprio paese in diverse esperienze nel campo sociale e culturale
ma non avevano mai avuto rapporti di militanza nel mondo della politica.
Da queste esperienze nasceva la volontà di riappropriarsi
dell’amministrazione comunale e di riutilizzarla per i bisogni
collettivi e non per le esigenze elettorali del momento.» |
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Nel 1997 entrò in vigore una nuova legge elettorale che
abbandonava il modello dualistico (doppia scheda e mancanza di
collegamento tra l'elezione del sindaco e quella dei consiglieri) e
prevedeva una scheda unica con la possibilità del voto disgiunto. Venne
anche previsto il premio di maggioranza alla lista o al gruppo di liste
collegate al sindaco e la sfiducia del sindaco se richiesta dal 60%
dei consiglieri comunali. Con
questa nuova legge elettorale si va alla
elezioni comunali del
30 novembre 1997. Sempre al ballottaggio, Mario Zappia viene riconfermato alla carica di sindaco con 9.032 voti (l'altro candidato, Franco Catania, aveva
clamorosamente dato forfait ritirando la propria candidatura e non partecipando al turno successivo
di ballottaggio).
La sua prima Giunta di questa seconda sindacatura era composta da Bonina Gaetano, Costanzo Angela Daniela, Leanza Nello, Pappalardo Consolazione e Salvia Carmelo (nell'ultimo periodo con funzioni di vice sindaco).
L’opposizione era
formata dalle forze del centrodestra ma, a differenza
della elezione precedente, questa
volta Zappia ha la maggioranza in Consiglio grazie al premio di
maggioranza conquistato dalle liste a lui collegate di cui facevano
parte anche le liste socialiste che sostenevano al primo turno Calanna.
Negli anni successivi, per dimissioni e rimpasti entrarono come assessori anche Biuso Nuccio, Bonina Antonino, Gorgone Maurizio, Navarria Antonino, Longhitano Maurizio e Pinzone Alfio. Mario Zappia, è stato sindaco di Bronte per otto anni (dal '93 al 2002).
Nella successiva tornata elettorale del 10 giugno 2002 si è ripresentato
per il Consiglio comunale nella lista dell'UDC,
risultando eletto con 161 voti. Nel settembre 2004 si è dimesso dal Consiglio essendo stato eletto presidente della Joniambiente, l'Ato rifiuti che abbraccia i Comuni da Giarre a Bronte.
Riconfermato nella carica dalla assemblea dei sindaci nel dicembre 2007, due anni dopo è stato sfiduciato dall'assemblea della Joniambiente. Ad agosto 2009, Zappia è approdato alla Regione siciliana con la nomina di capo della segreteria tecnica dell'Assessorato alla sanità.
A dicembre dello stesso anno nel cosiddetto "Lombardo ter" è stato nominato dirigente generale del dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell'Assessorato per la salute.
La nomina però alcuni mesi dopo veniva revocata perchè il
presidente della Regione Raffaele Lombardo
aveva sforato il numero di esterni contrattualizzabili. Per i due anni
successivi Zappia è stato direttore generale dell'Ircs Oasi di Troina
fino al Luglio 2012 quando lo stesso Lombardo, un giorno prima di
dimettersi da presidente della Regione, lo ha nominato commissario
straordinario dell'Asp di Siracusa. 1994
Un'intervista al sindaco Zappia D. Cominciamo anche con lei con le presentazioni di rito: chi è il sindaco Mario Zappia? R. Un giovane di 32 anni che si è da poco specializzato in medicina interna, che abita a Bronte dove da due anni si è sposato senza ancora figli.
D. Lei pensa di essere amministratore super partes, o pensa di rivestire un ruolo politico? R. Direi che vi è da parte mia uno sforzo di essere sopra le partì, almeno per quello che attiene al quadro politico locale. |
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Nelle
elezioni del 21 Novembre 1993, le prime con l'elezione diretta del
sindaco da parte dei cittadini, si presentarono cinque candidati:
Livio Castiglione, Nunzio Ciraldo, Biagio Saitta, Aurelio Sammartino
e Mario Zappia. «I nomi dei cinque candidati sindaci - scrive
Mauro Petralia nella sua tesi di laurea (Il sistema politico e i
partiti: Il caso di Bronte) - sono in
maggioranza (3 su 5) volti nuovi, persone prive di esperienze
politiche rilevanti, né in cariche istituzionali né in cariche di
partito, e sono sostenuti per lo più da liste civiche (5 su 8),
anch’esse formate prevalentemente da volti nuovi.
I partiti
provvedono alla formazione di liste civiche e alle candidature di
gente nuova, nella speranza di rilanciare la loro azione politica e
di non perdere il controllo dell’ente comunale. Cercano di
costruire e aggregare coalizioni più ampie possibili, o di
presentare candidati sindaci che possano rappresentare una forte
novità e alternativa politica agli occhi degli elettori brontesi.
Per questo motivo, la Dc non candida un proprio esponente ma opta
per la costruzione di una coalizione trasversale con Rifondazione
Comunista e i Progressisti, a sostegno della candidatura a sindaco
del prof. Gino Saitta, già consigliere comunale del Pci nella
legislatura 68 - 73, fuori da tempo dalla politica e dal partito in
cui aveva militato in passato. L’altra coalizione a sostegno della
candidatura di Livio Castiglione, è formata dalle liste, Unione
Progressista e da Patto per Bronte, lista dove confluiscono i
candidati del Pds, del Psdi e del movimento civico “Che fare”
guidato dal prof. Maurizio Gorgone.
Le altre candidature sono
sostenute da liste non coalizzate: Insieme per Ricostruire
sostiene Mario Zappia; La Rete appoggia come sindaco il dott.
Aurelio Sammartino; Andare Oltre, lista composta da militanti
e simpatizzanti del Msi, si presenta a sostegno di Nunzio Ciraldo.» «L’esito delle elezioni – continua Petralia - regala una grande
sorpresa. Saitta, dato per vincente,
non arriva nemmeno al
ballottaggio, dove è invece Mario Zappia a conquistare lo scranno
più alto del Consiglio comunale a discapito di Castiglione.
Per la
prima volta nella storia politica brontese, viene eletto sindaco un
personaggio non sostenuto dai partiti e viene formata una giunta
nominata direttamente dal sindaco senza l’intervento dei partiti. La
giunta viene formata con assessori presi dalla società civile,
personalità esterne al mondo dei partiti che vengono scelte dal
sindaco perché portatrici di competenze specialistiche o per il
prestigio sociale e la notorietà di cui godono». | |
Elezioni comunali del 1993:
Le liste, i risultati,
gli eletti | |
Elezioni comunali del 1997:
Le liste, i risultati,
gli eletti |
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D. Da tempo circola a Bronte la voce di un rimpasto, che includa magari nel governo della città pure
i popolari...
R. Se capisco bene, credo si tratti di una voce “agostana”: in estate avrei avuto un incontro amare con l’On.le Firrarello e là avremmo raggiunto un accordo in tal senso. Peccato in agosto non mi sia mosso un sol giorno da Bronte! E’ vero però che vi è disagio da parte di alcuni amministratori che hanno avuto difficoltà a contatto con la complessa realtà amministrativa; questo però non vuol dire che siano programmati dei rimpasti, né che vi siano accordi con altre forze.
D. Quale sarà il destino del suo gruppo “Insieme per ricostruire”? R. C’è stata una fase dì riflessione alla fine della campagna elettorale, ora mi auguro un rinnovato impegno. Ci sarà una riunione del gruppo consiliare che cercherò di ridare fiato alle attività.
D. Andiamo al tormentone della piscina comunale: a che punto stiamo?
R. Posso dire quanto abbiamo fatto noi: abbiamo aperto una transazione con il vecchio proprietario del terreno e abbiamo in bilancio un miliardo e cento per il completamento dei lavori. Vi dirò però di un equivoco che si è creato: nel caso di un bene pubblico che insista su un territorio privato è l’interesse pubblico ad aver ragione. Il collegio arbitrale dovrà dunque sciogliere necessariamente la vertenza a favore del Comune.
D. Nei numeri passati abbiamo dato voce ad alcune critiche sollevate alla sua amministrazione dal prof. Saitta. Le diamo la possibilità di replicare. R. Mi ero augurato che, finita la campagna elettorale, vi fosse da parte di tutti uno smorzamento dei toni e l’inizio di una collaborazione fattiva tra tutti i cittadini desiderosi del bene di questa città. Vedo però che il prof. Saitta pensa di essere ancora alla vigilia di un ballottaggio!
D. Quali sono i suoi orari di lavoro in quest’ufficio comunale? R. Svolgo la mia attività di sindaco a tempo pieno, tranne qualche breve intermezzo che dedico al mio lavoro... qualche visita, qualche elettrocardiogramma...
D. Quali sono i provvedimenti presi dalla sua amministrazione a favore dell’occupazione? R. Vi dirò, oggi abbiamo ad esempio una commissione edilizia che sbloccherà 40 pratiche, e per quanto riguarda i lavori pubblici sono già state fatte 18 gare d’appalto. |
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D. Allora lo sblocco della difficile situazione è affidato unicamente al comparto edilizio? R. Non solamente. Però questo è un settore trainante, e il dibattito che oggi accompagna il Piano Regolatore Generale ne è una testimonianza. (…)
D. Cosa può dire del problema dell’acqua: il vanadio è una invenzione, una speculazione? R. Vi risponderò da medico: non esistono ricerche scientifiche attendibili sui livelli di tollerabilità del vanadio. Così la questione è di tipo amministrativo: in Francia e in Giappone, per legge, i livelli di tollerabilità sono molto più alti che in Italia. (…)
D. Quale eredità le hanno lasciato le vecchie amministrazioni? R. Una eredità pesante. Mi conforta vedere che anche altri paesi hanno problemi analoghi, però in questa città sono arrivati parecchi finanziamenti che sono poi stati spesi male. Non dico affatto che gli amministratori precedenti fossero incapaci; era la logica di amministrazione ad essere perversa: incarichi senza delibera... Io non credo che oggi vi sia una Seconda Repubblica, se per questo si intende un modo diverso di far politica; credo però che Tangentopoli abbia avuto il merito di costringere tutti ad un maggior rigore, ad agire con più prudenza e aderenza alle regole. Quanto al sindaco, esso viene sì eletto dal popolo, ma alla fine opera con le stesse leggi della Prima Repubblica. Al sindaco non vengono attribuiti nuovi poteri, dov’è dunque il nuovo?
D. Allora non è cambiato nulla? R. No! Il nuovo è nella coscienza degli errori compiuti in precedenza e l’aver selezionato una classe dirigente che si sforza di assumere una logica e uno stile diverso. (…) |
Il 1996 è un anno particolarmente importante per
Bronte, forse irripetibile: un piccolo paese di
montagna, Bronte, proietta nella vita politica
nazionale ben quattro suoi cittadini.
In
occasione delle elezioni regionali, vengono
infatti eletti come deputati all'Ars Franco
Catania (Fi), Giuseppe Castiglione (Cdu)
e Nunzio Calanna (Ps
Sicilia) e, nello
stesso anno, Pino Firrarello viene eletto al Senato della
Repubblica nella lista del Cdu. |
2002: "Candido" intervista Zappia |
D. Lei non ha una maggioranza in Consiglio: come pensa di poter attuare il suo programma? R. Confesso che molta attività dell’amministrazione ha subito rallentamenti durante i lavori consiliari. E’ però mia intenzione andare avanti chiedendo, punto per punto, il consenso di tutti i consiglieri.
D. In questo paese abbiamo conosciuto drammatici fatti di cronaca mafiosa: ma quali interessi la mafia può avere a Bronte? R. Ritengo che Cosa Nostra non possa avere in questo Comune grandi interessi. Vi è certo una presenza diffusa del cancro mafioso nelle attività correnti dell’economia della nostra comunità.
D. Cosa pensa, da cattolico, del nome di Dell’Utri, plenipotenziario Fininvest ma anche indiziato di collusioni con la mafia, sulla tomba del Ven. Capizzi? R. Non conosco bene la faccenda di Dell’Utri. Però non mi piace la beneficienza che si esibisce. Quanto al Collegio Capizzi, sono perplesso su molte iniziative dell’ultimo rettore Zingali.
D. Una domanda maligna: il clero ha un ruolo politico? R. In passato ne ha certamente avuto. Oggi cerca di ritrovare spazi, ma è più difficile. (…) (L’intervista, a cura di Sebastiano Ciraldo e Vincenzo Pappalardo, è stata rilasciata dal sindaco di Bronte Dott. Mario Zappia il 17/11/1994 e pubblicata su «Lo specchio e il piacere» (Anno I, n. 7, Dicembre-Gennaio 1994), quaderni di cultura e politica ambientale del Circolo Etna-Simeto di Bronte. La redazione dei quaderni (sedici i numeri usciti - da Piazza Saitta 14 - tra maggio 1994 e dicembre 1995) era composta da Gaetano Bonina, Alessandra Ciraldo, Sebastiano Ciraldo, Silio Greco e Vincenzo Sciacca]). |
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2002 | |
SALVATORE LEANZA
(Bronte 20 Settembre 1947), avvocato e dirigente d'azienda, socialista, ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex assessore regionale ai Lavori Pubblici.
E' stato sindaco di Bronte dal Giugno 2002 all'Ottobre 2004. Dopo trent'anni aveva riportato nuovamente la sinistra al governo della città di Bronte: nel turno di ballottaggio del 10 Giugno 2002 Leanza veniva, infatti, eletto sindaco in una coalizione di centro-sinistra con
un ampio margine: 6.205 voti (54,76%).
Il distacco dall'altro candidato, l'avv. Nunzio Calanna della coalizione della Casa delle Libertà, era di 1.077 voti.
"Un sorpasso contro ogni previsione", "Leanza strappa Bronte a
Forza Italia", "Rimonta irresistibile per Leanza",
così titolavano i quotidiani
siciliani all'indomani del voto. Gli assessori della sua prima Giunta, già indicati nel programma elettorale, furono Antonello Caruso, Rosaria Costanzo Zammataro, Antonino Leanza (vice sindaco), Alfio Paparo, Franca Reale e Vincenzo Sanfilippo. La sua breve sindacatura non ha avuto però vita felice: già fin dai primi mesi si rivelavano incostante e variabile la composizione dei sei assessori della sua Giunta (in due anni il sindaco roteava nella carica ben 13 nominativi) ed estremamente litigiosi i rapporti con il Consiglio comunale dove l'opposizione (la Casa delle Libertà) poteva contare su una maggioranza di 14 consiglieri su 20, avendo superato al primo turno elettorale del 26-27 Maggio 2002 con una schiacciante maggioranza la coalizione che aveva eletto Leanza (7.376 voti, il 60,47%). La sindacatura Leanza durò appena due anni: dopo continui, numerosi ed a
volte immotivati dissidi e
polemiche ed anche
qualche censura,
il 23 ottobre 2004, con quindici voti a favore (quelli della Cdl più uno del consigliere indipendente Enzo Bonina), il Consiglio comunale
gli ha votato una mozione di sfiducia rimandando tutti a casa (Sindaco e
Consiglio) ed i brontesi alle urne. «In riferimento alla mia breve ma intensa
esperienza di Sindaco - ci ha scritto in
una e-mail lo stesso Leanza - ritengo che sia opportuno ricordare che
nel corso della mia sindacatura è
stata avviata una rilevante programmazione di opere pubbliche – quali i
Contratti di Quartiere e la presentazione in Consiglio Comunale del PRG - e
sono state realizzate importanti infrastrutture, come il Parco Urbano
sottostante la Chiesa della Madonna del Riparo e più di tutte la soluzione
dell’annoso problema della distribuzione idropotabile nell’abitato mediante
anche il reperimento di nuove fonti di approvvigionamento (lo scavo del
secondo pozzo Musa )». Nella successive
elezioni comunali del maggio 2005 Salvatore Leanza, presentatosi in una coalizione di centro-sinistra, non è stato rieletto (ha preso solo il 23,82% dei voti) cedendo la poltrona di sindaco a Pino Firrarello.
Cinque anni dopo, nel maggio 2010,
si è ancora candidato a sindaco di Bronte ma i brontesi gli hanno dato solo 974
voti (il 7,64%), preferendogli ancora una volta il sindaco uscente Pino Firrarello. Le relazioni semestrali |
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2004 | Ernesto Bianca, dirigente della Prefettura di Catania, nominato dal presidente della Regione, Cuffaro, commissario al Comune dal 2 Dicembre 2004. |
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2005 | |
FIRRARELLO GIUSEPPE, nato il 9 agosto 1939 a San Cono, eletto nella Coalizione della CdL, con 7.490 voti (58,95%), al primo turno delle elezioni amministrative del 15/16 Maggio 2005, dopo oltre venti anni
è ritornato - da senatore della Repubblica - a fare il sindaco di Bronte (lo era stato agli esordi della sua carriera politica nel 1984). Con un programma elettorale di tutto rispetto, riporta il centrodestra al Comune sconfiggendo con una larga maggioranza le due coalizioni del centrosinistra capeggiate da Salvatore Leanza (sindaco uscente, sfiduciato dal Consiglio, che raggiunge appena il 23,82% dei voti) e da Dario Sammartino (candidato
espressione dell'on.
Franco Catania che non va oltre il 16,88%).
La Giunta Firrarello
nel primo quinquennio della sua sindacatura (sarà riconfermato nella carica nel
2010) potè contare su una larga maggioranza nel Consiglio comunale (13 consiglieri contro i 7 del centrosinistra e cioè i 4 della coalizione di Salvatore Leanza ed i 3 di Dario Sammartino).
Insediatosi il 23 Maggio 2005, il sindaco ha assegnato le deleghe assessoriali il 3 Giugno indicando come
assessori:
Nunzio Calanna, vice sindaco, nato a Bronte il 6 Luglio 1943, Salvatore
Mario Fioretto, professore, nato a Bronte il 18 settembre 1973, Aldo
Catania, impiegato, nato a Bronte il 21 Settembre 1961, Lino Leanza,
deputato ARS, nato a Maletto il 27 Marzo 1957, Antonino Petronaci,
avvocato, nato a Catania il 14 Settembre 1970 e Vincenzo Sanfilippo,
sindacalista, nato a Bronte il 13 Giugno 1964.
Successivamente nello stesso anno 2005 sono stati nominati assessori, Maria De Luca (subentrata a Giugno ad Aldo Catania) e Carmelo Salvia (a Novembre ha preso il posto dell'on. Lino Leanza); a Gennaio 2007, dopo la modifica apportata allo Statuto comunale che ha elevato da sei a sette il numero degli assessori, è stato nominato Giuseppe Pecorino mentre un anno dopo, a Gennaio 2008, con un rimpasto precedentemente concordato, Firrarello ha sostituito gli assessori Petronaci, Sanfilippo e Fioretto con Basilio Daquino, Damiano Ferrara e Luigi Putrino.
(2006: La relazione sui primi dodici mesi di attività)
Elezioni comunali del 2010
Nelle successive elezioni
comunali del maggio 2010 il sen. Pino Firrarello è stato
riconfermato dai brontesi per la terza volta alla carica di sindaco con
6.740 voti (52,90%); ha vinto al primo turno battendo i tre candidati
Aldo Catania (sostenuto dall'MpA di Raffaele Lombardo), Enza Meli (PD) e
Salvatore Leanza (sindaco di Bronte nel 2002). |

Pino Firrarello, nel 1973 (giovane consigliere comunale a Bronte) ed
oggi
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Le quattro liste che
sostenevano Firrarello (PdL, UDC e due liste civiche) hanno ottenuto 7.138 voti (57,17%)
dando al sindaco un'ampia maggioranza al Consiglio
comunale con 13 consiglieri su 20.
Il 19 Giugno 2010 Firrarello ha assegnato le deleghe
nominando assessori Melo Salvia (vice sindaco), Enzo Bonina, Nunzio
Castiglione e Biagio Petralia. |
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