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Sono coltivati a frutteti (pere, pesche, agrumi, etc.) e ortaggi i
terreni situati nella parte bassa del territorio, lungo il fiume Simeto; nel
restante territorio si coltivano olive, mandorle, fichidindia (una varietà
spontanea offre
un frutto bianco pressoché privo di semi), frumento e
cereali in genere e, ancora, viti ed alberi di pistacchio.
La pistacchicoltura rappresenta la più significativa coltivazione (l’oro
verde di Bronte) e – stranamente - a proprio agio giusto
sulle rocce laviche che risultano proibitive per qualsiasi altro tipo di
vegetazione ("i lochi", quasi 3.000 ettari di terreno lavico,
con limitatissimo strato arabile).
Il pistacchio è la principale risorsa economica del territorio di Bronte;
si coltiva in buona parte in colture specializzate ma anche in associazione
con l'ulivo, il mandorlo e anche con il ficodindia.
Se ne raccolgono oltre 30 mila quintali e si vende a circa diecimila lire
al chilo con guscio e a 24.000 senza guscio.
Rinomati e d’elevata qualità sono anche le varietà di frutta
sia verde che secca (pesche, pere, albicocche, prodotte lungo la
fertile vallata del Simeto, fichidindia, mandorle, noci), il vino e l'olio d'oliva.
Spiccano per proprietà qualitative anche le produzioni casearie: La
ricotta (fresca, salata o al forno), la provola e, soprattutto il
formaggio.
Primeggia per le peculiari caratteristiche ed il sapore antico e genuino il
pecorino pepato (o anche fresco o "primo sale" oppure con
pistacchio, con peperoncino o con salame).
Un’organizzazione di produttori brontesi di frutta fresca ("Le
Valli dell’Etna", soc. cons. a r.l.), nata alcuni anni fa con
l’obiettivo di concentrare e promuovere le produzioni tipiche della zona
(soprattutto pere e pesche), proprio per l’alta qualità del prodotto, è riuscita
in poco tempo ad imporsi sul mercato dei grandi acquirenti nazionali ed esteri.
Ma, dopo un promettente avvio iniziale, l'iniziativa è fallita per i
soliti contrasti e la mancanza di mentalità cooperativa ed associativa che
affligge da sempre i nostri produttori.
Bronte, da sempre centro con economia prevalentemente agricola, tale è
rimasto: ha rigettato da tempo qualsiasi ipotesi di sviluppo industriale o
processo di trasformazione dell'economia. E' fallita l'iniziativa di creare
una zona industriale mentre è decollato egregiamente il progetto della
Zona artigianale.
In tale zona, costruita in mezzo all’antica lava del SS. Cristo, si è
sviluppato, fra le altre attività, un piccolo ma fiorente artigianato
tessile di aziende façoniste (producono cioè vestiario per conto terzi) che
danno lavoro ad oltre 1000 dipendenti (più i lavoratori dell'indotto,
elettricisti, falegnami, muratori, etc.) con un movimento annuale di circa
20 milioni di euro.
Nel territorio sono stati scoperti importanti giacimenti
di metano ricco di prodotti liquidi (gasolina) lavorati in un
grande impianto di degasolinaggio costruito dall'Eni a qualche
chilometro da Bronte.
Stenta a decollare anche la principale risorsa che ha la Città:
l'iniziativa
turistica che consentirebbe di trasformare il suo territorio,
sito tra i parchi dell’Etna e dei Nebrodi e la valle del Simeto,
le antiche lave ed i boschi secolari, il patrimonio storico,
artistico e culturale, in un polo di attrazione turistica.
E' una occasione mancata, perché le potenzialità turistiche del
territorio e della Città di Bronte sono notevolissime, specie per
un turismo d'èlite.
La zona offre paesaggi di rara bellezza e suggestione, ambienti di
rilevante interesse naturalistico e scientifico, un centro abitato
ricco di storia e tradizioni millenarie, un buon patrimonio
artistico e architettonico, itinerari interessanti, manifestazioni
religiose e folcloristiche genuine e spettacolari, buona cucina,
aria salubre e pulita e una proverbiale ospitalità.
Oggi sembra che qualcosa cominci a muoversi: inizia a prendere
corpo anche un vecchio progetto di creare all’interno della zona
C del Parco dell’Etna, nella bellissima vallata di Rocca
Calanna e di Contrada Difesa, un polo turistico comprendente strutture
ricettive e sportive.
Un primo piccolo albergo, infatti, ha
iniziato l'attività nella vallata.
La speranza è che non resti un evento isolato, fortuito e non
programmato.
L’Agricoltura eco-compatibile, l’agriturismo, il controllo
della qualità dei prodotti tipici locali e la promozione
(soprattutto del pistacchio e della frutta fresca), la
salvaguardia ed il recupero del territorio, sono gli elementi
chiave per la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio
brontese. |
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