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 Ogni tanto uno sguardo al femminile al mondo che ci
circonda |
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Pensieri, commenti, critiche, curiosità, riflessioni, …
su tutto e
di più di una brontese doc |
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Ciccio & Ciccina (mariti che ...vanno in pensione) |
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La seduzione Il violino e il pianoforte I mass media propongono e impongono immagini che indicano in maniera
subdola un intendimento che risulta forte e chiaro: la pubblicità di un
profumo o di un reggiseno sottointende una seduzione per un rapporto
sessuale. Naturalmente c’è chi non si lascia attrarre e chi crede che
basti una lingerie o un parfum de Paris per garantire la riuscita di una
serata intima.
E questi incontri potrebbero lasciare il tempo che trovano se il
rapporto viene inteso come un atto quasi meccanico da consumare in
fretta, come a volersi togliere il pensiero! E noi mettiamo in testa a
qualcuno un altro pensiero: perchè, malgrado questo tipo di “educazione
sessuale”, l’uomo e la donna sono insoddisfatti e vanno alla ricerca di
altro? Profumo compreso? Forse perchè non hanno capito nulla? Diamogli una mano! Propongo l’ascolto di un brano di musica russo famoso “Ochi chyorny”
scelto fra tanti per far capire meglio come si potrebbe intendere un
rapporto intimo e, spero, anche se in maniera inusuale, sia più
efficace di una lezione di manualistica comportamentale. Il partner è il violino e la partner è il pianoforte. |
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Ascoltiamo il primo brano in cui il protagonista, inizialmente, è il
violino in
un adagio
moderato. Il pianoforte è in scena e lo segue
pianissimo, piano, con un crescendo di arpeggi e ... |
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l’orchestra si unisce ai solisti, a tempo, con ritmo graduale, si avvia
verso un
andante allegretto e coinvolge con armonia entrambi che,
sembra, vogliano concludere, ma ... |
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il violino riprende adagio e il pianoforte, in evoluzione,
è violino
anch’esso, in un contrappunto di accordi che gradualmente accelerano in
armonia ... |
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l’orchestra è ormai la sola protagonista che li accompagna in un
allegro,
allegro con brio, allegro vivace, con slancio verso una volùta
appassionata nello spazio ... e poi ... tutto si placa. |
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“Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”!
Quasi Febbraio 2012 |
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La nuora (del nord) e i suoceri (del sud)
Orgoglio e… pregiudizi Alcuni siciliani mandano il
figlio al nord in prestigiose università e mettono in conto che dopo la
laurea il figlio ritorni alla terra natia e, magari, sposi la figlia di
qualche loro amico.
Ma, o prima o dopo, si vedranno presentato un altro conto: una ragazza
nordica, nè bella nè brutta, nè simpatica nè antipatica, nè così e nè
cosà ... passabile!
E fin qui, se piace al figlio, non piantiamo chiodi! Ma la nordica non è stata cresciuta solo a latte e biscotti ma anche
nutrita di pregiudizi a base di “padrino” e “sedotta e abbandonata” e la
discesa in Sicilia per conoscere i genitori del laureato la delude nelle
sue aspettative: dove sono gli uomini con coppola e lupara? E le donne
con lo scialle e i baffi? Il deserto dov’è? Altro che pane e fichi d’India! Fin dal levar del sole imbandiscono la
tavola con ogni ben di diavolo. E l’omertà? Parlano tutti e senza sosta
a voce alta, in italiano e, a bassa voce, in dialetto e fanno le stesse
domande: “ma voi, al nord, come dite, come fate ... assaggia questo ...
quest’altro ... prova anche questo”!
La ragazza sballottata tra nord e sud fa il muso lungo e a Bronte si
dice, fa ‘a fùngia, ma appena si parla di matrimonio ritrae la
fùngia e sorride. La macchina suocera si mette in movimento: compra casa al nord,
organizza la cerimonia e il ricco katering siciliano, invita parenti e
amici vicini e lontani. E per delicatezza telefona alla consuocera se
voglia partecipare, almeno, per l’arredamento, ma riceve la classica
risposta: “qui da noi non si usa ... io sono ospite ... voi, giù,
fate come volete”. Appòstu! Alla faccia della faccia tosta! Questi leghisti, prima dicono che ci
mantengono e siamo mafiosi e poi pretendono che i siciliani debbano
pagare per dare una moglie al figlio; e anche se è un pò coglione, è
soprattutto un pezzu 'i cori e per farlo felice non resta che
pagare!
Pagare soltanto o farla pagare con una piccola soddisfazione?
Suggeriamo a chi è ancora in tempo una convincente risposta al “qui
da noi non si usa”. “In Sicilia vìge un’altra usanza, alla quale
non si può sfuggire, pena la lupara: lo jus primae noctis riservato al
padrino”! |
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E virìmmu, l’òspiti, chi ndi rispùndi! Gennaio 2012 |
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