Home

L'opinione di ...

Tutto quello che vuoi sapere sulla Città di Bronte        Site map

Ti trovi in:  Home-> Brontesi nel Mondo-> L'opinione di...-> I commenti di Laura 1  [2] [3] [4] [5] [6]

Ogni tanto uno sguardo al femminile al mondo che ci circonda

Pensieri, commenti, critiche, curiosità, riflessioni, … 
su tutto e di più di una brontese doc

  Ciccio & Ciccina (mariti che ...vanno in pensione)

La seduzione

Il violino e il pianoforte

I mass media propongono e impongono immagini che indicano in maniera subdola un intendimento che risulta forte e chiaro: la pubblicità di un profumo o di un reggiseno sottointende una seduzione per un rapporto sessuale.

Naturalmente c’è chi non si lascia attrarre e chi crede che basti una lingerie o un parfum de Paris per garantire la riuscita di una serata intima.
E questi incontri potrebbero lasciare il tempo che trovano se il rapporto viene inteso come un atto quasi meccanico da consumare in fretta, come a volersi togliere il pensiero!

E noi mettiamo in testa a qualcuno un altro pensiero: perchè, malgrado questo tipo di “educazione sessuale”, l’uomo e la donna sono insoddisfatti e vanno alla ricerca di altro? Profumo compreso?

Forse perchè non hanno capito nulla? Diamogli una mano!

Propongo l’ascolto di un brano di musica russo famoso “Ochi chyorny” scelto fra tanti per far capire meglio come si potrebbe intendere un rapporto intimo e, spero, anche se in maniera inusuale, sia più efficace di una lezione di manualistica comportamentale.

Il partner è il violino e la partner è il pianoforte.

Ascoltiamo il primo brano in cui il protagonista, inizialmente, è il violino in un adagio
moderato. Il pianoforte è in scena e lo segue pianissimo, piano, con un crescendo di arpeggi e ...

l’orchestra si unisce ai solisti, a tempo, con ritmo graduale, si avvia verso un
andante allegretto e coinvolge con armonia entrambi che, sembra, vogliano concludere, ma ...

il violino riprende adagio e il pianoforte, in evoluzione,
è violino anch’esso, in un contrappunto di accordi che gradualmente accelerano in armonia ...

l’orchestra è ormai la sola protagonista che li accompagna in un allegro,
allegro con brio, allegro vivace, con slancio verso una volùta appassionata nello spazio ... e poi ... tutto si placa.

“Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”!

Quasi Febbraio 2012

La nuora (del nord) e i suoceri (del sud)

Orgoglio e… pregiudizi

Alcuni siciliani mandano il figlio al nord in prestigiose università e mettono in conto che dopo la laurea il figlio ritorni alla terra natia e, magari, sposi la figlia di qualche loro amico.
Ma, o prima o dopo, si vedranno presentato un altro conto: una ragazza nordica, nè bella nè brutta, nè simpatica nè antipatica, nè così e nè cosà ... passabile!
E fin qui, se piace al figlio, non piantiamo chiodi!

Ma la nordica non è stata cresciuta solo a latte e biscotti ma anche nutrita di pregiudizi a base di “padrino” e “sedotta e abbandonata” e la discesa in Sicilia per conoscere i genitori del laureato la delude nelle sue aspettative: dove sono gli uomini con coppola e lupara? E le donne con lo scialle e i baffi? Il deserto dov’è?

Altro che pane e fichi d’India! Fin dal levar del sole imbandiscono la tavola con ogni ben di diavolo. E l’omertà? Parlano tutti e senza sosta a voce alta, in italiano e, a bassa voce, in dialetto e fanno le stesse domande: “ma voi, al nord, come dite, come fate ... assaggia questo ... quest’altro ... prova anche questo”!
La ragazza sballottata tra nord e sud fa il muso lungo e a Bronte si dice, fa ‘a fùngia, ma appena si parla di matrimonio ritrae la fùngia e sorride.

La macchina suocera si mette in movimento: compra casa al nord, organizza la cerimonia e il ricco katering siciliano, invita parenti e amici vicini e lontani. E per delicatezza telefona alla consuocera se voglia partecipare, almeno, per l’arredamento, ma riceve la classica risposta: “qui da noi non si usa ... io sono ospite ... voi, giù, fate come volete”.

Appòstu!

Alla faccia della faccia tosta! Questi leghisti, prima dicono che ci mantengono e siamo mafiosi e poi pretendono che i siciliani debbano pagare per dare una moglie al figlio; e anche se è un pò coglione, è soprattutto un pezzu 'i cori e per farlo felice non resta che pagare!
Pagare soltanto o farla pagare con una piccola soddisfazione?
Suggeriamo a chi è ancora in tempo una convincente risposta al “qui da noi non si usa”. “In Sicilia vìge un’altra usanza, alla quale non si può sfuggire, pena la lupara: lo jus primae noctis riservato al padrino”!

E virìmmu, l’òspiti, chi ndi rispùndi!

Gennaio 2012

 pagina 1 di 6

 PAGINA SUCCESSIVA  ULTIMA PAGINA

CERCA NEL SITO

Piccolo vocabolario brontese di N. Lupo

HOME PAGEPowered by DLC - Associazione Bronte Insieme

         L'OPINIONE DI..., INDICE