ASPETTI TECNICI PER LA REALIZZAZIONE DI UN CAMPO DA GOLF DI 18 BUCHE
Cos’è il gioco del golf E’ opinione corrente dei meno informati che il golf sia uno sport d’élite e adatto solo agli anziani. Niente di più sbagliato: è dimostrato che il golf si gioca a tutte le età e in tutte le stagioni. Da un punto di vista sanitario il golf è consigliato come il miglior antidoto ai problemi fisici determinati da una vita troppo sedentaria. [Da dove deriva questo dato? Addirittura il “miglior antidoto”? I golfisti si spostano nel campo per lo più con l’aiuto di automobiline elettriche; camminano quindi relativamente poco, certamente molto meno di chi pratica altri sport o fa footing e trekking] Dal punto di vista della promozione turistica di un’area, è ormai chiara che la presenza di un impianto per il gioco del golf, offre una fonte di reddito, creando dei posti di lavoro. Un ulteriore aspetto particolarmente interessante, è rappresentato proprio dal fatto che il percorso Golf garantisce la sicura conservazione di un’area, dimensionalmente sempre ragguardevole, nella sua originaria conformazione naturalistica, eliminando così tutta una serie di degradi che possono averla nel tempo dequalificata. Non è un caso che negli ultimi anni, anche Pubbliche Amministrazioni si interessino sempre più al golf e riconoscono maggiormente i risvolti positivi che esso sottende. Il golf è uno sport molto semplice: il suo scopo fondamentale può sembrare addirittura banale, mandare una pallina in buca con il minor numero di colpi possibile, seguendo naturalmente una serie di specifiche regole di gioco. Caratteristica del gioco del golf, infatti, è che allo scopo primario, precedentemente spiegato, si affiancano anche altre motivazioni non meno importanti: • il piacere di godere della bellezza della natura, • di fare una passeggiata all’aria aperta, • di trovare una sana evasione ai problemi quotidiani, • di misurarsi con se stessi combattendo contro i propri errori nel tentativo di migliorare continuamente le proprie prestazioni. Un altro motivo di successo del golf è dato dal fatto che chiunque lo può giocare, dai giovanissimi (da 8-9 anni in su) agli anziani. Infatti, grazie al “fattore handicap”, che ogni giocatore riceve in funzione della propria abilità, tutti possono giocare contro tutti.
Quanto costa giocare Contrariamente a quanto si crede, giocare a golf non costa più ci altri sport. [Veramente, facendo un po’ di conti a partire dai dati forniti, non costa meno di 2.000 € a persona, che non rappresenta una cifra propriamente popolare e sempre escludendo tutte le spese non golfistiche. Il trekking è molto più salutare e costa circa un quinto del golf] Per praticarlo, occorre una sacca attrezzata con un numero di bastoni che può variare da 5 a 14, per una spesa iniziale da €. 300.000 in su. Vi è anche un fiorente mercato dell’usato a prezzi più accessibili. C’è poi bisogno di qualche pallina (€. 2,5 cad.). Dopo una serie di 10-15 lezioni, del costo di circa €. 20,00, si è nelle condizioni di iniziare a divertirsi e giocare liberamente sui percorsi. Per quanto riguarda il vestiario, non è richiesto nulla di particolare. Ovviamente a tutto ciò va aggiunta la quota di iscrizione che può aggirarsi intorno a €. 750,00 –1.000,00 nel caso di impianti pubblici. Nel caso invece di giocatori iscritti ad altri Circoli Golfistici il greenfee (iscrizione giornaliera) si aggira intorno a €. 40,00 – 50,00
Localizzazione degli impianti La scelta delle aree dove realizzare Campi da Golf non va fatta a caso, ma deve tenere conto in maniera molto precisa e realistica del bacino d’utenza esistente nell’intorno. Come per ogni altro impianto sportivo questa è l’unica garanzia che l’impianto sia utilizzato. Si considera che su ogni 100.000 abitanti si ha una propensione media al gioco del golf di almeno 70 abitanti. [Quindi mettendo insieme tutti i cinque paesi ipoteticamente coinvolti –Bronte, Castiglione, Maniace, Maletto, Randazzo- non si arriverebbe a 70 persone! Realisticamente, credo che sarebbero ancor meno, visto che la “propensione” verso tale sport è del tutto assente dalle tradizioni storiche e antropologiche della nostra zona. Insomma, si conferma che il campo sarebbe costruito esclusivamente per dei forestieri. Non sarebbe meglio spendere dei soldi e investire su degli sport praticabili anche da noi poveri mortali brontesi?] I campi da golf Sotto tale denominazione si identificano strutture golfistiche di 9-18-27-36 buche o più. A loro volta tali campi hanno un’ulteriore suddivisione: - Par 3 - Executive Course - Regular o Championship corse Il Par di un Campo da Golf è rappresentato dal numero di colpi ideali che un giocatore, in assenza di errori, dovrebbe impiegare per portare a compimento il gioco della buca. Il Par varia in funzione della lunghezza dei percorsi: - il par 3 ha una lunghezza fino a 228 m - il par 4 ha una lunghezza che varia da 229 e 434 m - il par 5 ha una lunghezza di oltre 434 m
Percorsi par 3 I percorsi par 3, le cui buche sono tutte par 3, a loro volta si suddividono in pitch and putt e vengono realizzati solitamente in aree intensivamente urbanizzate ove il reperimento dello spazio necessario si presenta quanto mai difficoltoso e comunque molto costoso. La lunghezza su 9 buche oscilla tra i 1000 e 1250 m. I par 3 hanno il vantaggio di permettere ai giocatori l’effettuazione dell’intero giro in poco tempo; oltretutto non richiedono costi elevati di manutenzione. Executive corse Si tratta di percorsi con buche par 3 e par 4 con una lunghezza, su 9 buche, di circa 1500-2000 m. Regular o Champion-ship course I regular course rappresentano la stragrande maggioranza dei campi esistenti. La loro lunghezza, per 9 buche, oscilla attorno ai 3000 m. con un par complessivo oscillante tra 34 e 37 ed una superficie occorrente di circa 20-25 ettari, chiaramente nel caso di 18 buche questi valori raddoppiano.
Superficie necessaria per un percorso di 9 buche championship-course Generalmente le competizioni di golf si disputano su 18 buche; ne consegue che il minimo di buche richiesto è quello di un modulo da 9 buche ( il complessivo percorso viene compiuto due volte in successione). Pertanto la superficie minima indispensabile si aggira tra i 20 e i 25 ettari; in tale dimensione è compresa l’area necessaria per un campo pratica; il putting-green, il pitchin-green ed il percorso di 9 buche. Tale superficie va aumentata con quella necessaria per la realizzazione di altre infrastrutture sportive (tennis, piscina) dei servizi di club, di eventuali aree destinate a residenza, e così via, e che solitamente non supera i 5 ettari per un superficie totale di 25-30 ettari. Va da sé che la superficie minima richiesta per un percorso di 18 buche è di circa 60 ettari.
[Una estensione enorme, che stravolgerebbe del tutto le caratteristiche ambientali della Difesa. E comunque un’estensione ancora sottostimata, visto che a pag. 11 si dice che un 18 buche comporta l’utilizzo di una «superficie media complessiva» di 65 ettari di terreno] Le caratteristiche ideali dell’area Il terreno ideale per la realizzazione di un Campo da Golf deve rispondere a diversi requisiti: - struttura del terreno di medio impasto e di facile drenaggio, se diverso sarà opportuno correggere la struttura meccanicamente; - pendenza media longitudinale inferiore al 10%; - orografia varia, con presenza di zone pianeggianti accanto d aree mosse; - possibilità di captare acque meteoriche e presenza di eventuali altre forme di approvvigionamento idrico di soccorso. L’area può essere ulteriormente apprezzata se risponde anche ad ulteriori requisiti, fra i quali possiamo ricordare: - elevato valore paesaggistico-ambientale; - presenza di una ricca vegetazione; - terreno non eccessivamente pietroso; - assenza di servitù sulle aree
Studio di fattibilità e piano finanziario La pratica realizzazione di un Campo da Golf deve essere preceduta da una serie di studi ed interventi che vanno demandati a operatori di provata esperienza. Lo studio di fattibilità che deve precedere sia le fasi di progettazione esecutiva che di costruzione deve comprendere: - ipotesi di progetto del Percorso; - ipotesi di progetto della Club-house e dei servizi annessi; - ipotesi di piano finanziario con il bilancio dei prevedibili costi e ricavi
Tecniche di costruzione Indipendentemente dal tipo di Percorso che si ha intenzione di costruire, esso deve evidenziare in modo equilibrato 3 principi fondamentali: - la strategia e la tattica di gioco; - la bellezza e la salvaguardia della natura circostante; - la facilità di manutenzione.
La strategia di gioco Il Percorso di Golf è andato mutandosi nel tempo. L’ architettura del Campo da Golf è divenuta negli ultimi anni “strategica” e cioè propone quesiti interessanti sia per il campione che per il giocatore dilettante. Ma cosa si intende per architettura strategica? Si tratta di una tecnica progettuale e realizzativa del Percorso tale per cui, per ogni buca, vengono proposte ai giocatori varie possibilità alternative di eseguire il colpo. Ciò costringe il giocatore, di qualsiasi livello, a pensare e a costruirsi appunto una strategia di gioco per portare al massimo profitto le proprie maggiori o minori capacità di gioco.
Sicurezza in campo I campi oggi sono sempre più affollati di giocatori più o meno bravi; risulta pertanto estremamente importante poter garantire buoni livelli di sicurezza sia in campo sia nel suo immediato ritorno. Sono perciò indispensabili alcuni accorgimenti progettuali tali da poter salvaguardare l’incolumità dei giocatori: i tees, i greens e gli assi dog-leg vanno dislocati a debita distanza tra loro (50-70 m.); - la scelta, il posizionamento di piantumazioni ex novo vanno accortamente posizionate poiché possono favorire o rovinare la strategia della buca, ma al di là di tutto ciò, il posizionamento degli alberi, soprattutto lungo i lati dei fairways, è garanzia di sicurezza.
Facilità di manutenzione del percorso Come è facilmente supponibile la progettazione del Campo deve tenere in debita considerazione la facilità di manutenzione; si danno a riguardo alcune indicazioni: - i tees devono avere dimensioni adeguate, a forma preferibilmente tondeggiante che favorisce il giro delle macchine da taglio; - i fairways vanno previsti preferibilmente ondulati e mossi in quanto, oltre favorire il livello tecnico della buca, vengono facilitati il drenaggio e le opere di manutenzione in generale dei greens, costruiti quasi interamente con materiali inerti, devono essere mossi e rilevati in modo da accelerare lo smaltimento delle acque, facilitare la circolazione dell’aria sopra l’erba del green; - i bunkers vanno dislocati ponderatamente, in modo ben visibile e in posizione che devono essere di grande importanza per l’effettuazione del gioco.
La manutenzione Il taglio dell’erba ha una notevole importanza ai fini estetici. L’erba tagliata in modo concentrico attorno ai greens è un esempio da seguire come anche il taglio dei percorsi in modo appaiato, trasversale e longitudinale. Solo un’ equilibrata combinzione tra la conoscenza del terreno, lavoro di disegno ed esperienza, può essere la premessa vincente per ottenereun nuovo Impianto Golfistico di successo.
[In generale, tutto il discorso sulla manutenzione conferma che la gestione di un campo necessita di personale altamente qualificato, che nelle nostre zone non si trova. Verrebbero impiegati quindi soggetti esterni con nessun vantaggio per l’occupazione locale] Il costo di un Campo da Golf La determinazione di un costo medio per la realizzazione di un Campo da Golf risulta estremamente difficile. In linea generale, si possono costruire Campi da Golf a costi variabili. Le grandi diversità dei costi sono dovute dall’ incidenza maggiore o minore di fattori quali: - qualità della progettazione; - dimensioni e tipo di Campo da Golf; - i movimenti terra più o meno pronunciati - costruzione di laghi e ruscelli; - irrigazione del campo con un impianto irriguo monorango a doppia fila di irrigatori; - superficie complessiva della Club-house; - materiali usati per la costruzione della Club- house e delle infrastrutture (impianti sportivi vari, parcheggi, ecc.)
- Il costo medio per ettaro è pari a €. 250.000,00
[La realizzazione del campo costerebbe pertanto almeno 15.000.000 di Euro, una cifra già da sola altissima e che sarebbe destinata –come sempre- a crescere] La Club-house Il centro delle attività di relazione e dei servizi di supporto di un Impianto di Golf trova sede nella Club-house. E’ difficile dare in merito precise indicazioni operative. E’ preferibile proporre l’articolazione di una Club-house per un campo a 18 buche con l’elenco delle varie funzioni e servizi che deve possibilmente accogliere: - segreteria e archivio; - shop con retro; - spogliatoi uomini; - spogliatoi donne; - deposito sacche; - locali dispensa per bar e ristorante; - piccolo bar a quota campo; - locale ristorante con atrio e servizi; - salette gioco, living-room e tv (eventuale); - servizi vari e disimpegni; - locali tecnici. La superficie coperta va dunque calcolata tra 400 e 1500 mq. Va previsto inoltre il deposito dei macchinari per la manutenzione del Campo e delle automobiline elettriche a disposizione dei giocatori. La Club- house va servita da un parcheggio per almeno 120-150 auto.
GLOSSARIO - Tee: Piazzola di partenza di ogni buca (indica anche il supporto in plastica, legno o sabbia sul quale viene collocata la pallina per effettuare il primo tiro ad ogni buca). - Fairway: Tappeto erboso ben rasato tra il tee di partenza ed il green della buca. - Green: Piazzola d’arrivo nella quale è posizionata la buca vera e propria, indicata con una bandiera ( le piazzole del green sono, a seconda delle caratteristiche progettuali, più o meno mosse). - Rough: Area situata ai lati del fairway in cui l’erba è più o meno incolta e di altezza superiore rispetto al fairway, in modo da rendere più difficile il colpo.
Il progetto del campo da golf di percorsi ecocompatibili La realizzazione di un percorso di golf deve considerarsi come la risultante di un processo di operazioni che vede coinvolte diverse e qualificate professionalità. Questa interdisciplinarietà di interventi è alla base di un processo mediante il quale la acquisizione di informazioni, l’elaborazione delle stesse, la tecnologia applicata, l’estro e l’espressione artistica profusa, rappresentano tappe fondamentali per una costruzione di qualità. L’obiettivo di una realizzazione di un elevato livello professionale, che vale per qualsiasi tipo di iniziativa, indipendentemente dal budget a disposizione, deve porsi a maggior ragione quando si intenda fare del golf un importante strumento di qualificazione ambientale. L’assioma golf = benefici per l’ambiente circostante, deve sempre più assumere un significato di primaria risorsa. Questo scopo non è di per sé facilmente perseguibile se le iniziative golfistiche non prevedono una regolamentazione ambientale in termini progettuali e costruttivi.
[Questa ammissione è molto importante e significativa, confermando che la presunta dimensione “ecologica” del golf è tutta da dimostrare, come attesta l’insieme delle condizioni elencate più sotto, e in particolare la seguente: «sviluppare la progettazione assecondando l’assoluta necessità di costruire tappeti erbosi in grado di tollerare forte intensità e stress biotici e abiotici. Sistema costruttivo dei drenaggi, qualità dei substrati, tipo di essenze da tappeto erboso, corretta costruzione dell’impianto di irrigazione, sono solo alcuni dei fattori che influenzano la salute del tappeto erboso»] I nuovi percorsi di golf dovranno pertanto: - insistere su aree di alto valore ambientale e / o culturale; - valorizzare l’ambiente naturale preesistente; - aumentare il rapporto tra superficie complessiva e superficie di gioco; - adattare le movimentazioni naturali alle esigenze tecniche di gioco senza per questo produrre impatti negativi o scarsamente benefici. Le linee generali per guidare una progettazione ed una successiva costruzione di un percorso di golf a favore di una naturale integrazione ambientale, devono necessariamente comprendere una riduzione nell’uso di fertilizzanti fitofarmaci ed acqua nelle successive fasi di manutenzione. Una speciale attenzione deve anche essere riposta ai fini di una riduzione complessiva dell’intensità manutentiva attraverso la giusta selezione delle essenze del tappeto erboso, una scelta adeguata delle essenze arboree ed arbustive eventualmente insediate, una corretta modellazione del piano naturale di campagna,ed infine una idonea progettazione dell’impianto di irrigazione.
La progettazione deve avvenire esaltando le seguenti caratteristiche: • armonizzazione degli interventi artificiali attraverso una movimentazione del suolo ridotta all’indispensabile e una modellazione delle superfici quanto più possibili naturale; • esaltazione di tutte le caratteristiche originali del paesaggio, di eventuali valori culturali, architettonici ed archeologici presenti; • introduzione di specie erbacee, arboree e arbustive, solo se conformi alle caratteristiche complessive del paesaggio; • se in presenza di un ambiente degradato predisporre un piano di riqualificazione ambientale consultando esperti del settore; • evitare di erigere barriere artificiali (reti, muri ecc…) ai confini o all’interno della proprietà salvo i casi di potenziale pericolo; • prevedere ampi spazi di vegetazione naturale privi di qualsiasi tipo di manutenzione e di intervento umano; • ridurre tutte le potenziali situazioni invasive nei confronti della flora e della fauna preesistenti; • in presenza di corsi o bacini d’acqua naturali lo sviluppo del progetto dovrà rispettare e possibilmente proteggere tali elementi caratteristici del paesaggio; • sviluppare la progettazione assecondando l’assoluta necessità di costruire tappeti erbosi in grado di tollerare forte intensità e stress biotici e abiotici. Sistema costruttivo dei drenaggi, qualità dei substrati, tipo di essenze da tappeto erboso, corretta costruzione dell’impianto di irrigazione, sono solo alcuni dei fattori che influenzano la salute del tappeto erboso. Questi ed altri motivi sono alla base della scelta del campo da golf come strumento per la salvaguardia e la valorizzazione delle caratteristiche paesaggistiche come quello in progetto.
Categorie superficiali 1) Percorsi con 36 buche = n° 2. Superficie media complessiva = ha 130. • Superficie fairway = ha 30. Superficie green = ha 3 2) Percorsi con 27 buche = n°13. Superficie media complessiva = ha 100. • Superficie fairway = ha 25. Superficie green = ha 1 3) Percorsi con 18 buche = n° 62. Superficie media complessiva = ha 65. • Superficie fairway = ha 15. Superficie green = ha 1 4) Percorsi con 9 buche = n°70. Superficie media complessiva = ha 20. • Superficie fairway = ha 6. Superficie green = ha 05 5) Percorso con meno di 9 buche = n°18. Superfici medie variabili comunque non significative ai fini dell’analisi
Categorie altimetriche Secondo un ulteriore livello di differenziazione, pur semplificando, i percorsi golfistici possono essere suddivisi per posizione climatica in “campi di altitudine” (percorsi di montagna) e “campi di pianura e litoranei” > 1) Campi di altitudine = 29; > 2) Campi di pianura e litoranei = 136
Categorie riferibili al livello manutentorio Fondamentale per questa analisi diviene considerare il livello manutentorio riferibile a tre categorie: - Campi di alta manutenzione (eseguono tutte le pratiche di manutenzione previste in un programma ideale di gestione tecnica del percorso) = n°32 - Campi a media manutenzione (attuano parzialmente le strategie operative previste in un programma manutentorio ideale) = n°61 - Campi a bassa manutenzione (eseguono solo interventi strettamente necessari per la sopravvivenza dell’erba e per una modesta pratica golfistica) = n°62
Il bilancio idrico [Si ammette che:] L’acqua è una risorsa sempre più limitata. E’ bene quindi creare le premesse per un approvvigionamento autonomo e non competitivo nei confronti di altre attività come l’industria, l’agricoltura ecc. [ma poi si danno indicazioni generiche e non si dice come nel nostro specifico territorio si risolverà il problema della quantità enorme di acqua di cui un campo da golf necessita per tutto l’anno e in particolare nei mesi estivi] La progettazione di un Percorso di Golf deve quindi porsi l’obbiettivo di ridurre quanto più possibile i consumi idrici e parallelamente, quello di rendere autonoma la struttura golfistica ricorrendo alla creazione di bacini idrici naturali. In generale quindi un approccio razionale al problema deve prevedere: - La scelta di specie arido-resistenti evitando quindi la scelta di essenze particolarmente esigenti di acqua; - La captazione di tutte le acque da scorrimento superficiale e sottosuperficiale (drenaggio) ed il loro convogliamento in bacini di stoccaggio (laghetti) favorendo altresì il riciclo di irrigazione; - Lo sfruttamento di eventuali acque reflue provenienti da depuratori o da aree di fitodepurazione; - La creazione di eventuali risorse alternative (pozzi); - La creazione di sistemi costruttivi e manutentori volti a ridurre i consumi irrigui
Struttura di supporto all’attività golfistica Nel pieno rispetto delle normative C.O.N.I. per la realizzazione di impianti sportivi, la struttura golfistica in questione, come tutte quelle omologabili, dovrà essere dotata di servizi di supporto all’attività sportiva. La sua localizzazione, per ovvi motivi logistici, deve essere nelle vicinanze del campo pratica e delle partenze delle buche. Inoltre le specifiche inerenti gli “spazi al chiuso” pertinenti a percorsi di 18 buche con lunghezza superiore a 5213 metri valide per associazioni affiliate – omologazione in cat. B- superiore indicano: - suddivisione in almeno due locali con annessi servizi igienici e docce direttamente accessibili dai locali spogliatoio; - accessibilità agli spogliatoi ai disabili motori; - spogliatoio uomini/donne superficie minima pari a 80 mq per percorsi di 18 buche; - numero minimo complessivo (uomini/donne) di docce pari a 8 per percorsi di 18 buche; - numero minimo complessivo (uomini/donne) di wc pari a 8 per percorsi di 18 buche; - numero minimo complessivo (uomini/donne) di lavabi pari ai wc.
Parcheggi e altre strutture sportive Dovranno essere realizzati n.120-150 posti auto attiguamente alla struttura di supporto all’attività golfistiche nonché strutture sportive accessorie come una piscina e campi da tennis. |