Le Ultime sulle Elezioni Comunali Da Dicembre 2003 a Febbraio 2004 | Ti trovi in: Home-> News da Bronte News correlate mesi precedenti | seguenti |
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La proposta di Leanza sarebbe «inammissibile» Consiglio comunale da sciogliere? Dalla Regione chiarimenti e secco «no» Chiarimenti procedurali, dal “Servizio II - Vigilanza e Controllo EE. LL. dell'Assessorato alle Autonomie Locali, ce li ha forniti il dottore Greco: «Con deliberazione n° 90 del 21/10 (del consiglio comunale di Bronte, ndr) - afferma Greco - è stato approvato lo stato di attuazione dei programmi e della salvaguardia degli equilibri di bilancio, per l'esercizio finanziario 2003. In precedenza con deliberazione n° 89, di pari data, era stata riconosciuta la legittimità di alcuni debiti fuori bilancio. E questo è: l'equilibrio a cui la legge commina un eventuale commissariamento del consiglio comunale. Invece loro (l'Amministrazione comunale, ndr) fanno richiesta del commissario ad acta, che è una cosa ben diversa, per la mancata approvazione dell'assestamento generale di bilancio 2003. Solo che dicono: comprensivo del riequilibrio dello stesso. Però parliamo di assestamento. In ogni caso l'assestamento generale - conclude Greco - non è momento di scioglimento del consiglio comunale, semmai di nomina del commissario ad acta». Apparirebbero pertanto insussistenti i presupposti di scioglimento. [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia]
Dopo la decisione del primo cittadino di voler proporre lo scioglimento dell’assise il mondo politico è in subbuglio.> Per i tecnici: «Non sussiste alcuna causa per far ciò» Bronte, questo consiglio non si tocca
Desta scalpore in paese la richiesta di scioglimento anticipato del consiglio comunale proposto dal sindaco Turi Leanza. Un atto che, di fatto, ha spaccato in due il mondo politico. «Il Testo Unico sugli Enti Locali - sostiene Leanza - equipara la mancata adozione dei provvedimenti di riequilibrio alla mancata approvazione del bilancio di previsione poiché non è stata approvata la variazione relativa alla copertura finanziaria dei maggiori oneri derivanti dalla decurtazione del finanziamento regionale per le Autonomie locali e dell'aumento obbligatorio per il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti comunali».
«Il consiglio non corre alcun rischio, - afferma l'ex sindaco Mario Zappia (foto a destra) - semmai dovrà essere l'Amministrazione a rispondere per non aver presentato delibera a parte, inserendo gli equilibri assieme all'assestamento». Sgombra il campo dal dubbio il parere tecnico di Biagio Petralia, presidente del "Collegio dei Revisori dei Conti" del Comune. «E' evidente - sostiene - la volontà del consiglio nel voler approvare gli equilibri di bilancio, tant'è che l'emendamento tecnico, presentato dalla Quarta Area Contabile Finanziaria, è stato doppiamente votato all'unanimità dai consiglieri. In riferimento alle spese per il rinnovo del contratto dei dipendenti si evidenzia che già nel bilancio 2003 erano stati stanziati 200.000 euro e che in ogni caso, l'iter amministrativo contrattuale non si è ancora concluso pertanto la relativa copertura può essere prevista con il bilancio 2004».
Leanza chiede alla Regione lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale
«L’assestamento di bilancio - afferma il sindaco - oltre a prevedere l’accensione di un mutuo destinato alla costruzione della caserma dei Carabinieri e degli uffici del “Collocamento”, le cui sedi sono inagibili, conteneva tutta una serie di iniziative di grande rilevanza sociale ed occupazionale, oltre ad una variazione dovuta alle decurtazione del finanziamento regionale e dell’aumento per il rinnovo del contratto ai dipendenti comunali. E dal momento che la legge equipara la mancata adozione dei provvedimenti di riequilibrio alla mancata approvazione del bilancio di previsione ho chiesto alla Regione la nomina del commissario, ed il conseguente scioglimento anticipato del Consiglio comunale». Per Leanza, infatti, la bocciatura delle “variazioni 2003” ha apportato squilibrio al bilancio e l’approvazione del riequilibrio dello stesso avvenuta il 30 scorso sarebbe nulla, visto che alla fine l’intera delibera è stata respinta. «Gli equilibri di bilancio - risponde il capogruppo dell’Udc, Alfio Pinzone - sono stati approvati in una seduta separata ed all’unanimità. Non potevamo poi votare debiti fuori bilancio sotto forma di variazioni di bilancio». «Il sindaco - replica il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Gullotta - vuole realizzare opere pubbliche attraverso prestiti che porterebbero ad aumentare le tasse. Vuole adeguare il contratto dei dipendenti comunali utilizzando avanzo di amministrazione nonostante i revisori abbiano raccomandato prudenza, ed accendere un mutuo per stabilizzare gli Lsu senza il loro consenso. Noi vogliamo fare la stessa cosa, però senza aumentare tasse, mettere a rischio il bilancio e con il consenso degli Lsu». «Leanza vuole fare la vittima, - aggiunge il consigliere Mario Bonsignore, capogruppo di Calanna per Bronte - ci porti progetti veri e troverà il nostro consenso». «La votazione dei riequlibri di bilancio è stata annullata dalla bocciatura del documento, - aggiunge l’assessore Alfio Cuzzumbo - oltre a ciò rimane lo squilibrio derivato dai maggiori oneri per i dipendenti». Il consigliere Tommaso Lupo concorda con il sindaco. «Se la legge prevede lo scioglimento del Consiglio è giusto che questo avvenga. Perché di fronte al tentativo di rendere questo paese ingovernabile è bene che la legge imponga il suo primato e ci si affidi all’unica garanzia che è quella della certezza del diritto».
Leanza all'attacco: sciogliete il Consiglio Dopo il «no» al Bilancio il sindaco di Bronte chiede l’intervento della Regione Il sindaco Turi Leanza chiede alla Regione lo "scioglimento anticipato del consiglio”. Il presidente del consiglio Aldo Catania ribatte: «Richiesta infondata». Giuseppe Di Mulo di “Nuova Sicilia" accende la miccia: «Il Consiglio esaudisca il desiderio del sindaco, gli faccia la mozione di sfiducia». E’ incandescente l'atmosfera al Comune di Bronte. Tutto ha origine nella bocciatura dal consiglio delle variazioni di bilancio. Dal comunicato del sindaco si apprende che «ha chiesto nuovamente alla Regione la nomina del commissario ad acta a seguito della mancata approvazione dell'assestamento generale del bilancio per l'anno 2003, comprensivo del riequilibrio dello stesso». L'ex sindaco Mario Zappia, dall'opposizione, replica: «Ritengo che il Consiglio nella seduta del 30 novembre abbia dato ampia dimostrazione di equilibrio e responsabilità approvando gli equilibri di bilancio, nonostante l’Amministrazione non avesse presentato delibera a parte, ma l'aveva messi artatamente assieme all'assestamento». Continua Leanza: «L'assestamento generale, oltre a prevedere l'accensione di un mutuo destinato alla costruzione della nuova caserma dei carabinieri e degli uffici del collocamento, le cui sedi sono in atto ospitate in un immobile dichiarato inagibile, conteneva tutta una serie di iniziative di elevata rilevanza sociale ed occupazionale ed una variazione relativa alla copertura finanziaria dei maggiori oneri derivanti tra l'altro dall'aumento obbligatorio per il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti comunali. Dal momento che il "Testo Unico sugli Enti Locali” equipara la mancata adozione dei provvedimenti di riequilibrio alla mancata approvazione del bilancio di previsione, nel considerare le inevitabili conseguenze a carico della giunta in termini di possibile paralisi politico-amministrativa, ho chiesto alla Regione con nota n 22802 dell'1.12.2003 la nomina del commissario ad acta, al fine di procedere in via sostitutiva all'approvazione della manovra finanziaria, sulla quale peraltro era stato espresso parere favorevole del Collegio dei Revisori, ed al conseguente scioglimento anticipato del consiglio comunale, così come prevede il "Regolamento di contabilità" ed il "Testo Unico sugli Enti Locali". Zappia ribatte: «La mancata approvazione dell'assestamento, così come proposto dall'amministrazione comunale, non comporta alcuna conseguenza per il Consiglio... ».Tommaso Lupo, dell'area del sindaco, precisa che «se la norma lo prevede è bene che questo consiglio si sciolga. D'altronde visto che si vuole rendere questo paese ingovernabile è bene affidarsi alla legge». Il presidente del consiglio Aldo Catania conclude: «La richiesta di scioglimento avanzata dal sindaco è infondata in quanto il consiglio alle 23,35 del 30 novembre ha votato i riequilibri di bilancio». [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia] | |
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Un «tour de force» di sei giorni in aula contraddistinto da scambi accesissimi e dalla sorpresa del voto finale che congela le spese dell’amministrazione Per il sindaco anche la terza «censura» da parte dell’opposizione Bilancio bocciato, Leanza in bilico La "Casa delle libertà" mette alle strette la giunta Leanza bocciando le variazioni di bilancio e oltre 5 milioni di euro di mutui e, per concludere, trova anche i motivi per appioppare una "terza censura" al primo cittadino, che agli avversari continua a gridare: «Fatemi la mozione di sfiducia». Il "travaglio" è stato lungo è faticoso, protraendosi per ben sei sedute consiliari consecutive, da martedì sera fino alle due e mezza della notte di domenica. La seduta decisiva di domenica è iniziata con ben 3 ore di ritardo e così alle 20 ad avviare l'ultimo dibattito è stata la vice sindaco Francesca Reale, chiedendo l'approvazione della "manovrina" da ben 8 milioni e 386 mila euro, di cui 5 milioni e 393 mila (circa dieci miliardi e mezzo di lire) solo di prestiti, appellandosi alla diligenza del "Pater familias". Mutui per realizzare una nuova caserma dei carabinieri e un ufficio di collocamento, un auto parco e un mercato in contrada Sciarotta. Gli altri debiti per progetti nel centro storico, per tetti fotovoltaici su strutture pubbliche e per stabilizzare i lavoratori precari. Il sindaco è tornato sul consuntivo 2002 (che il Consiglio bocciò con contestuale censura per "spese pazze") dicendo: «Lo ha approvato il commissario senza modificare una virgola. Per cui quella censura, della quale chiederò formalmente la revoca, è stata scellerata». Immediata la risposta dall'opposizione per voce di Mario Bonsignore: «Noi abbiamo contestato l'entità delle spese, non i conti». Tornato sull'argomento della seduta, sempre Bonsignore ha evidenziato: «Il bilancio comunale è al limite. La manovra ingente. Dove sono le carte sui benefici di questa manovra?». E Leanza: «I rapporti costi-benefici sono nei progetti, altrimenti la Regione non li avrebbe approvati». Giuseppe Galati (FI) ha fatto notare che alcuni progetti come quello fotovoltaico e degli Lsu potevano essere rimandati al 2004. Duro e deciso Alfredo Pinzone dell'Udc: «Questa più che una variazione sembra un bilancio di previsione e le variazioni delle sanatorie: vi abbiamo trovato debiti fuori bilancio mascherati da variazioni». Poi 90 minuti di relax e il consiglio riprende alle 23,30 approvando gli equilibri di bilancio. Un'altra sospensione a mezzanotte e mezza e alle 2 in aula per il "colpo finale", che ha visto sfumare mutui e variazioni e materializzare la terza censura, il tutto suffragato da 11 punti di contestazione sottoscritti dal centrodestra, di cui colpisce il finale: «Le affermazioni e gli atteggiamenti intimidatori messi in atto dal sindaco appaiono fortemente gravi e lesivi del decoro e della dignità dei consiglieri…». Leanza ha replicato: «Il mancato assestamento di bilancio blocca l'attività dell'ente, il rinnovo degli aumenti dei dipendenti, la possibilità di svolgere il Natale... Proporrò immediatamente la chiusura di mercato, caserma dei carabinieri e ufficio di collocamento, perché inagibili. In questo consiglio non si ha la dignità di essere consiglieri comunali». [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia] |
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