Pioniere nel campo della Psicologia Cognitiva-Comportamentale
Antonino Minio Fondatore e direttore di uno dei più importanti centri italiani di psicologia applicata Antonino Minio, figlio di Signorino e di Giuseppa Spitaleri, è nato a Bronte l’8 Luglio 1944.
Libero professionista psicologo psicoterapeuta, didatta e supervisore in psicologia cognitiva-comportamentale ad orientamento integrazionale, dal 1985 ad oggi è autore di centinaia di pubblicazioni e di articoli su argomenti di psicologia, pedagogia, sessuologia, scienze della formazione. È stato un coraggioso pioniere nella scelta del modello “integrazionista” nel panorama italiano della storia delle psicoterapie, presidente della Montessori Education di Perugia e fondatore del CePASA (Centro Psicologia Applicata e Studi sull'Apprendimento di Spoleto). Dal 1971 vive in Umbria, nella provincia di Perugia.
Dopo aver frequentato dal 1955 al 1961 le scuole
medie e il ginnasio a Pedara nello storico collegio gestito dai religiosi di
Don Bosco, conseguito il diploma di maturità classica (Liceo classico “Don Bosco” - Catania) e il diploma di abilitazione magistrale (Istituto magistrale statale - Acireale) si è laureato in Filosofia (iscrizione all’Università di Catania e conseguimento all’Università di Perugia - indirizzo psicologico - con tesi di laurea su “I limiti dei test e dei sistemi standardizzati di valutazione”), specializzandosi in Psicoterapia Cognitivo-comportamentale e si è qualificato professionalmente con quattrocento ore di analisi didattica.
Ha iniziato giovanissimo ad insegnare nelle scuole dei padri salesiani
nel pomeriggio vendendo porta a porta enciclopedie a rate e, dal 1965 sino
al 1970, esercitando l’attività di psicodiagnosi, consulenza e psicoterapia presso il Consultorio di Psicologia Clinica e Applicata dell’Ispasa di Catania (Via Androne 38) fondato e diretto dallo zio prof. Luigi Minio. Trasferitosi in Umbria, nel 1975 ha fondato a Spoleto l’associazione nazionale scientifico-culturale CePASA (Centro di Psicologia Applicata e Studi sull'Apprendimento). Dal 1975 al 1994 è stato direttore didattico della scuola di specializzazione in Terapia del comportamento a Terni. Nel 1986 ha ricevuto a Malta per meriti culturali il titolo di cavaliere commendatore dell’Ordine di San Giovanni in Gerusalemme.
Nel 1990 ha creato e diretto il mensile “Interprofessionalità: il coraggio come educazione”, uno storico periodico concepito come rivista di collegamento per dirigenti, docenti, medici, psicologi, operatori sociali e amministratori coinvolti nell'attività educativa in tutti i suoi risvolti: professionalità, affettività, management, educazione sessuale, psicologia, disagio, integrazione ed emarginazione. Alcuni articoli (1993) trattano anche del linguaggio dei sordi, la depressione, i disturbi alimentari (anoressia - bulimia) e la sessualità. Ha diretto anche un ciclo di studi che univa l'integrazione di diverse discipline e competenze professionali tra educatori, insegnanti, psicologi e personale medico a una visione etica dell'educazione intesa come atto di responsabilità e coraggio relazionale. Due anni dopo, nel 1992, gli viene riconosciuto il titolo di pioniere nella scelta del modello ad orientamento “integrazionale” nel panorama internazionale del movimento della pratica psicologica. Notevole e instancabile l’attività svolta nel campo accademico su affettività, educazione sessuale, psicologia, disagio, integrazione, emarginazione e “Tutela donne violate”. Degni di nota anche i riconoscimenti ricevuti. Fra i molti altri citiamo: - nel 2001 riceve la laurea honoris causa in Psicologia dalla Miami International University; - nel 2002, all’interno delle manifestazioni della Biennale di Venezia, presso la sede dell’Unesco ha intervistato sui miti fondativi il primo premio Nobel africano per la letteratura, prof. Wole Soyinka; - nel 2007 è stato docente al corso di formazione psicologica degli arbitri di serie A e B; - nel 2011 è stato consulente al Senato della Repubblica nell’audizione della II Commissione del Ministero di Giustizia sul disegno di legge n.2568 del 16/02/2011 in merito alle disposizioni di tutela del rapporto tra madri detenute e figli da 0-3 e 3-6 anni;
- un anno dopo riceve a Pedara il premio “Ara di Giove” riservato a siciliani famosi nel campo della cultura, arte e spettacolo.
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Nel 2014 ha festeggiato 50 anni di attività professionale di psicoterapeuta. A fine Novembre 2017, a Xiamen, in Cina, al quarto congresso mondiale sull’educazione dell’infanzia, importantissimo evento globale che ha radunato circa 10.000 partecipanti tra pedagogisti, psicologi ed educatori provenienti da tutto il mondo, è stato uno dei relatori. In questo palcoscenico fondamentale per il confronto sui metodi educativi innovativi, si è focalizzato in particolare sull'unione dei saperi e sul superamento della frammentazione nell'apprendimento dei bambini. Molteplice e ininterrotta in questi decenni la sua attività culturale e scientifica: docente, direttore scientifico di master e corsi, chairman in numerosi congressi, consulente di Tribunali e enti vari, co-fondatore e coordinatore di numerose associazioni e riviste, organizzatore di decine di convegni e congressi nazionali e internazionali (sull’educazione sessuale a scuola, sull’anoressia e bulimia, sull’aggressività umana e su altre problematiche psicologiche e pedagogiche). Ha collaborato come esperto di psicologia con la RAI (Radio anch’io, Frontiere TG1). Ha fatto parte della redazione di due prestigiose riviste: "HD" (Handicap e Disabilità, Learning press, Roma) e “Rassegna di ipnosi e psicoterapie” (Minerva medica, Torino). È stato membro del Comitato Nazionale della Federazione Italiana delle Scuole di Psicoterapia (FISSPIR - Torino) e consigliere dell’Ordine degli Psicologi dell’Umbria. Ha festeggiato nel 2014 cinquant’anni di attività professionale di psicoterapeuta. Attualmente, la sua principale attività è quella di fare il pensionato e occupa il tempo libero facendo lo psicoterapeuta e il direttore didattico nella formazione delle risorse umane nell’ambito della scuola, della sanità e nel mondo del lavoro. Il 25 gennaio 2025 è stato premiato all’Hotel Park di Perugia con una targa d'oro per i 30 anni di anzianità di iscrizione come psicoterapeuta all’Ordine degli psicologi dell’Umbria. (nL) Agosto 2026 |
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Momenti di vita di Antonino Minio: a Bronte (foto a sinistra) e nell'Umbria, sua seconda patria. Molte volte nei libri
parla del suo periodo infantile e del paese natale, descrive
ricordi, fatti ed esperienze della sua infanzia; riferimenti utili per sviluppare
principi, pensieri, teorie e consigli terapeutici e pedagogici:
«Il tempo - scrive - è governato dalla memoria. Come la
tradizione è la matrice della personalità collettiva di un popolo,
allo stesso modo la memoria fa da base stratificata alla nostra
personalità individuale: nessuno ce la può portare via».
«... Alla mia età - continua -, conservo
con gratitudine una lista di cose belle incontrate e di inevitabili
insuccessi con cui ho dovuto imparare a convivere. Avanzo negli anni
e sempre più ripenso indietro al periodo trascorso al mio paese. I
vagoni del treno della mia biografia riaffiorano nella memoria.» |
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«Scrivo per offrire emozioni guardando il cielo. Indico medicinali psicologici che ognuno liberamente può prescriversi. Invito ad uscire dalle crisi di identità dal momento in cui ci si sveglia, con i capelli in disordine, sino alla tristezza provocata dalle difficoltà sul lavoro.»
«Scrivo per esaltare la vita e per riempirla di pensieri positivi. Svuotare la mente dal pessimismo è il mio grande obiettivo».
«Scrivo per esaltare la mia e l’altrui vita e soprattutto per suggerire di mettere un po’ di gioia nell’accettare il cambiamento perchè la categoria dell’intelletto non è il caos dell’inconscio: nella vita tutto diviene, tutto si trasforma lentamente.»
(Antonino Minio, Controcanto, Cepasa, 2004 Spoleto) |
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2 Agosto 2013 «Mentre ero a Pesaro per il funerale di …, a San Ginesio è venuto a cercarmi, insieme all’amico Piero Tordelli, Antonino Minio, parente di Vincenzo, il nostro professore di latino e greco al liceo. Poiché non c’ero, mi ha lasciato da Tordelli 15 sue pubblicazioni in un corposo ed elegante astuccio, e un libro intitolato “Emozione e sentimento”. Ancora non ho fatto in tempo a leggere questi lavori, ma lo farò presto con piacere, e gli scriverò per ringraziarlo. Spero pure d’incontrarlo. Infatti, è stato con me così gentile, ancora senza conoscermi personalmente, solo perché ha saputo che sono di Bronte: la nostalgia della patria lontana che ci prende alla gola! Io, fatta eccezione per Graziella Rizzo, con la quale mi sento regolarmente, i Brontesi ormai non li conosco più, ma le notizie sul paese le leggo su “Bronte Insieme”.
Ecco quello che so di Antonino Minio. E’ nato a Bronte nel 1944 e vive in Umbria (Spoleto). Si è laureato a Catania in Filosofia e poi si è specializzato in psicoterapia cognitivo-comportamentale. Ha fondato centri di psicologia applicata e comportamentale. Ha ricevuto a Malta il titolo di “Cavaliere commendatore dell’ordine di S. Giovanni” per meriti culturali. Ha ricevuto la laurea honoris causa in psicologia presso la “Miami International University”. E’ stato docente al corso di formazione psicologica degli arbitri di serie A e B. Ha creato e dirige una rivista mensile, di cui non ricordo il nome. Ha collaborato come esperto alla stesura del disegno di legge n° 2568 in merito alla disposizione di tutela del rapporto tra madri detenute e figli minori di 6 anni. Ha scritto e pubblicato molto altro. Ha insegnato nelle scuole superiori. Caro fratello, è questo quello che mi è stato detto. Conoscendo la serietà di Tordelli, sono indotta a credervi completamente: un qualche giudizio personale potrò darlo solo dopo che avrò letto almeno una parte della sua produzione. Mi meraviglia che a Bronte non si sappia niente di lui: o – probabilmente – sono io che ignoro quello che si dice? Però tra i personaggi di “Bronte Insieme” non c’è.» (lettera di Anna Russo al fratello Nino del 2 Agosto 2013. Vivendo nelle Marche, Anna, aveva avuto notizie di un nostro compaesano che le sembrava molto meritevole segnalandolo, tramite il fratello Nino Russo, alla nostra Associazione). | Alcuni libri di Antonino Minio L’anima sul viso
Quello che ho detto ai miei pazienti in cinquant'anni di attività professionale di psicoterapeuta (Edizioni Thyrus, Collana di scienze psicologiche, 2014, pp. 1671) «In questa opera raccolgo “gli antichi pensieri” per liberare la psicologia dalla sua limitatezza e integrarla negli ampi spazi delle religioni e delle scienze umane e antropologiche. Però non faccio un miscuglio confuso di approcci diversi, collego costanti nelle variabilità dell’esistere, sforzandomi di raccontare “il come e il perché” per stimolare il “tu che ne pensi”. I libri sulla vita non forniscono certezze, ma possono alimentare l’autopulizia. In ognuno di noi, c’è una debole voce capace di far riprendere la gioia di vivere interrotta. Dietro ogni nostra fragilità si nasconde l’energia per riprendere il coraggio. Il materiale psicologico discusso non ha alcuna pretesa di assoluto né di dimostrabilità. I concetti psicologici espressi non aspirano a diventare statuti di verità, ma sono tracce di conoscenza, chiavi di lettura che servono a rendere pensabile la condotta umana.»
Controcanto, percorso di formazione per educatori di minori, genitori, docenti … (Ce.P.A.S.A., Spoleto, Luglio 2004, 610 pp.) Molti sono i riferimenti che l’Autore in questo suo libro fa al suo periodo infantile ed al suo paese natale, utili come basi per sviluppare pensieri, teorie e consigli pedagogici. Il “percorso”, strutturato in tre volumi, è facilmente scaricabile da Yumpu. Sapere la vita (Editrice Thyrus, 1987, pp. 465) Questo libro del prof. Antonino Minio – psicologo clinico – e del dott. Piero Tordelli – psicoterapeuta -, vuole essere una “continuazione dei colloqui fatti con i clienti”, quindi ha una finalità eminentemente operativa. Chiunque provi ad imparare qualcosa, ci può riuscire sempre, a meno che non si faccia bloccare dall’apatia, dallo scoraggiamento o dalla disperazione. Il libro cerca di raccontare come riuscirci. Si presentano tuttavia solo scorciatoie e regole pratiche che permettono di vivere meglio… anche se insufficienti per costruire una “teoria significativa”. Il successo terapeutico infatti dipende non dalle teorie in cui si crede, ma dal rapporto che si riesce a stabilire tra psicologo e utente.
Il coraggio (cofanetto con tre volumi), Thyrus 1994, pp. 754. Il cofanetto contiene tre libri di Antonino Minio editi un anno prima: Il coraggio come vita, il coraggio come educazione e Il coraggio come amore.
Maria Montessori - Analisi psicologica, la vita e l’eredità lasciataci da Maria Montessori, raccontata da uno psicologo italiano. Il libro è scaricabile dal sito web del Cepasa cliccando qui.
Apprendere il rilassamento, Editore Thyrus, 1986, Collana I quaderni del Cepasa, pp. 244, Genere psicologia. | L’eruzione, la sofferenza, l'ascolto «Riconosco di non aver saputo ascoltare, molte volte. Per non essere stato attento nell’ascoltare, una mattina del 1999 ho dovuto ingoiare un grosso boccone amaro. Una mia paziente, sofferente di disturbi dissociativi, una sera venne nel mio studio senza aver preso appuntamento. Spiegai che non potevo ascoltare i suoi fatti dolorosi e l’invitai a tornare la settimana seguente. La donna se ne andò sbattendo la porta e mugugnando strani improperi contro la mia persona.
A tarda notte, armatasi di un sasso, saccheggiò violentemente la mia nuovissima Audi A4. Un vicino di casa, che per caso si era affacciato sul terrazzo, la sgridò con il suo vocione forte e impedì che completasse la vendetta. L’insolito rumore svegliò anche me e, mettendo la testa fuori dalla finestra della camera, vidi uno spettacolo che mi serrò il cuore, proprio come quando, durante la mia infanzia, sentii gridare di notte per le strade di Bronte: “Scassàu ’a muntagna!” L’Etna vomitava Fuoco. Un fungo nero saliva nel cielo, quasi a voler oscurare la luna piena. La cenere vulcanica cadeva come neve sottilissima coprendo strade e tetti. Fontane di lava scendevano lungo le pendici del vulcano. Era un rogo che non si riusciva a spegnere. È amaro constatarlo: le cose brutte si ricordano sempre perché ci graffiano, mentre le cose belle si dimenticano con leggerezza. Di fronte alla mia auto distrutta, provai la stessa sensazione di spavento di allora con l’aggiunta di un po’ di rabbia, anzi molta rabbia. I danni furono enormi, ma non ho potuto richiedere il risarcimento perché mi sono sentito coinvolto per distrazione professionale e per disattenzione alla sofferenza. Non c’è un tempo per ascoltare né un tempo per parlare né un tempo per fare ciò che piace. La sofferenza, quando è forte, si comporta come l’eruzione. Va accolta in quel momento. L’ascolto della persona che soffre va messo al di sopra di qualsiasi impegno.» (Antonino Minio, L'Anima sul viso, Edizioni Thyrus, 2014,
Terni). |
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