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Buongiorno, A tal proposito sento sempre usare il termine “scèffira” (non ho idea di come si scriva) per indicare una pietanza mancante di sale. Non trovo, però, questo termine nel dizionario online e mi chiedo quale sia la sua origine. Potete aiutarmi? Grazie e buona giornata 5 mar 2026, 09:32 “Scèffiru” è vocabolo prettamente brontese ancora correntemente utilizzato. L’origine etimologica però ci è sconosciuta. Abbiamo cercato “scèffiru, scièffiru, scìffiru” nei più importanti antichi vocabolari siciliani (Traina, Mortillaro, Del Bono, Pasqualino, …) ma non vi abbiamo riscontrato alcuna traccia. Negli stessi vocabolari abbiamo cercato il termine italiano “dissapito” ma in nessuno c’è il riferimento a “scèffiru” o parola consimile, insomma buio totale. Il termine quindi, come detto, è prettamente brontese o comunque della nostra provincia. Il suo significato principale è “scèffiru ri sari” (con poco sale, dissapitu) ma si utilizza anche come “mancante di conditura”, scipito, insipido, disamorato o di qualcosa da mangiare priva del dovuto gusto e sapore. “Non avi ne amuri ne sapuri. E’ scèffiru!” si dice. Per il suo significato principale («senza sale») si utilizza metaforicamente anche per indicare una persona «sciocca», senza grazia o senza carattere o insulsa e di poco senno. Per quanto riguarda la sua origine siamo al buio completo. Abbiamo chiesto aiuto all’IA e ci ha risposto che può derivare dal greco antico Ζέφυρος (Zéphyros) e successivamente dal latino Zephyrus. Zèffiro è la personificazione del vento che soffia da ponente, utilizzato in senso poetico o letterario per indicare un'aria dolce e leggera, contrapposto a venti più impetuosi. E, per l'IA, è un modo colorito per dire che il piatto è venuto male perché troppo leggero o privo del giusto condimento, quasi come se si stesse mangiando "aria" o "un soffio di vento". Che dire? Convince poco. Più pertinente la risposta di Copilot: «Scèffiru è quasi certamente una variante brontese di una radice siciliana antica (sciàffiru / sciàffaru / sciàfuru), con significato originario “sciocco, senza vigore”, poi esteso a “insipido, senza sale”. L’evoluzione fonetica e semantica è pienamente coerente con i fenomeni linguistici dell’area etnea.» Ma anche questa ipotesi non ci convince perché i termini citati (sciàffiru / sciàffaru / sciàfuru) non appaiono nei vocabolari sopra da noi indicati. Chiediamo, quindi, a qualcuno più esperto di noi (e dell’IA) di suggerirci una etimologia un tantino più plausibile. (BI)
Gentilissimi curatori del sito "BronteInsieme",
Nel 1990, quando i Brontesi di Sydney avevano formato l'Associazione Maria SS Annunziata, ho scritto un libro che raggruppava insieme la Storia della Madonna Annunziata, una breve storia di Bronte e la storia del Cattolicesimo in Australia. (...) Non ho altre copie di quel libro, ma ho una copia digitale in PDF della storia di Maria SS Annunziata di Bronte. Mi affretto ad inviare questa copia digitale da inserire nel sito "BronteInsieme".
A tutti invio i miei piu cordiali saluti dall'Australia. Bruno Spedalieri 30 ago 2025, 10:40
Oltre al valore di interesse storico e scientifico dell’opera (che merita di essere letta da noi brontesi in particolare) l’iniziativa costituisce un meritato riconoscimento per una figura di sacerdote e di uomo davvero ragguardevole, qual è stato Vincenzo. Del quale ricordo con ammirazione l’impegno pastorale, svolto con abnegazione e semplicità; senza retorica e con sincera vicinanza alle persone. Un esempio raro e che avrebbe meritato di essere proseguito Ho scaricato il file e l’ho diffuso fra alcuni brontesi che hanno conosciuto e apprezzato Vincenzo. Un cordiale saluto P. M. 8 ago 2025, 17:44 Placido de Luca Buongiorno, Vi auguro una buona giornata! Cordiali saluti C. S. 17 giu 2025, 10:40 | ||||||||||
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