Venerdì 2 Febbraio 2012
CHIUSURA PUNTO NASCITE A BRONTE Contro la chiusura si muovono le associazioni femminili del territorio Raccolta firme e sit-in davanti all’ospedale Chi intende chiudere il “Punto nascite” dell’ospedale Castiglione-Prestianni dovrà vedersela con la determinazione e la caparbietà delle donne di Bronte e dell’intero territorio che hanno già organizzato un sit-in davanti all’ospedale per la giornata di sabato 11 febbraio alle 9 e 30. Ad organizzarlo sono quasi tutte le associazioni al femminile del comprensorio che riunisce i Comuni di Randazzo, Maletto, Maniace, Cesarò, San Teodoro, Santa Domenica Vittoria e naturalmente Bronte che vede già al lavoro il Consiglio delle Donne, presieduto da Maria Pia Castiglione e le associazioni al femminile Fidapa, Ipab, Club Donne Insieme, Centro Aiuto alla Vita e Telefono Rosa. «Lo facciamo – ha affermato la Castiglione – come mamme che abbiamo fatto nascere qui i nostri figli e come donne, per garantire anche alle altre, in futuro, questo sacrosanto diritto». E tutte le associazioni rosa di Bronte su iniziativa del Consiglio delle donne, sabato 4 e domenica 5, in piazza Rosario e nei piazzali antistanti i supermercati, allestiranno dei gazebo per distribuire i volantini della protesta di giorno 11, ma soprattutto per permettere ai cittadini di sottoscrivere il documento da inviare all’assessore Massimo Russo ed alla deputazione delle province di Catania e Messina che il Consiglio comunale di Bronte, presieduto da Salvatore Gullotta, ha approvato assecondando magistralmente le indicazioni di maggioranza ed opposizione. “Il documento – afferma Gullotta – presto potrà essere anche firmato all’Ufficio anagrafe, ma noi consiglieri comunali scenderemo in piazza, allestiremo gazebo informativi per raccogliere le firme. Invito quindi i cittadini a firmarlo – conclude - per far capire a Palermo che a chiedere è tutta la comunità”. | 3 Febbraio 2012
Punto nascite, raccolte 1.500 firme Già oltre 1.500 firme contro la chiusura del punto nascite dell’ospedale di Bronte. Le hanno raccolte, solo nella giornata di ieri, le caparbie componenti del Consiglio delle donne di Bronte insieme alle associazioni tutte al femminile Fidapa, Club Donne Insieme e Telefono Rosa, cui si è aggiunta anche la Misericordia. «La gente ha firmato e ci ha incoraggiato a continuare - ha affermato il presidente del Consiglio “rosa” brontese, Maria Pia Castiglione - oggi continueremo e forse ripeteremo la raccolta anche il prossimo weekend». I gazebo rimarranno aperti anche oggi in piazza Rosario e nei piazzali antistanti i supermercati, anche per informare la gente sul “sit in” di sabato prossimo davanti l’ospedale. |
22 Gennaio 2012
Punto nascite: Telefono rosa e Fidapa «Partorire vicino a casa è un diritto» Bronte, le donne alzano la voce Adesso sono le donne di Bronte a scendere in campo per difendere il punto nascite del loro ospedale. Le associazioni “Telefono rosa” e “Fidapa”, fanno già sentire la propria voce. «Il Telefono Rosa di Bronte, facendosi portavoce dei diritti di tutte le donne che vivono in questo comprensorio e nei paesi pedemontani – dichiara Fabiana Attinà, vice presidente dell’associazione - intende sostenere la lotta contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Bronte. Il nostro sostegno alla protesta non ha alcun colore politico, ma l’obiettivo preciso di dare voce allo sdegno delle dirette interessate; l’importanza di un’assistenza continua ed immediata, il diritto di partorire vicino alla propria abitazione, con la possibilità di raggiungere facilmente ed in tempi brevi il reparto nascita deve essere un diritto di ogni donna e di ogni nascituro». Per le donne di Bronte non vi sono ragioni plausibili o politicamente giustificabili per accettare una decisione che vincolerà generazioni di donne a programmare il parto o, peggio, a non avere immediata assistenza specialistica in caso di necessità. «Chi dovrà decidere sappia - afferma i presidente della Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari) di Bronte, Francesca Longhitano - che questo è un territorio montano mal collegato con i Comuni dell’area metropolitana e che ha bisogno di servizi. Il punto nascite di Bronte non va soppresso, ma potenziato assieme all’intero ospedale che, quando saranno completati i lavori di rimodulazione, se dotato del personale necessario i 500 l’anno li supererà».
21 Gennaio 2012
CHIUSURA PUNTO NASCITE A BRONTE Deroga possibile L’on Lino Leanza: «L’assessore Russo disponibile a valutare un’articolata e motivata richiesta» | «Nessun pregiudizio nei confronti del Punto nascite dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte e se l’assessorato regionale dovesse concedere deroghe al decreto che vede chiudere i punti nascita con meno di 500 parti l’anno, di fronte ad una motivata richiesta del commissario dell’Asp 3, Gaetano Sirna, il mantenimento del Punto nascite di Bronte sarà valutato». Questo in sintesi il pensiero dell’assessore regionale Massimo Russo raccontato dall’on. Lino Leanza che, di fronte rischio di vedere sottrarre il servizio al versante nord dell’Etna, ha deciso di intervenire, incontrando, ieri a Catania, direttamente l’assessore Russo. «Ho incontrato l’assessore insieme con il commissario Sirna - afferma l’on. Leanza - che mi ha ulteriormente ribadito la volontà a presentare opportuna richiesta di deroga al decreto, affinché il punto nascite di Bronte venga mantenuto. L’assessore Russo – continua Leanza - non ha posto alcun veto, anzi ha chiaramente detto che di fronte ad una articolata e motivata richiesta di deroga, c’è tutta la disponibilità possibile a valutarla». In pratica l’assessore regionale alla Sanità non ha preso l’impegno di salvare il servizio di Bronte, ma è pronto a verificare condizioni e necessità del territorio. «Proprio così - ha ribadito Leanza - Russo ha chiaramente detto che se la Regione deciderà di concedere deroghe al decreto, quella di Bronte sarà valutata». Adesso la parola quindi passa al commissario Sirna che entro il 30 giugno dovrà presentare l’istanza. «Sono fiducioso - conclude Leanza – anche perché l’ospedale di Bronte in passato ha usufruito di deroghe in virtù della sua valenza, delle caratteristiche del territorio e delle difficoltà che incontrerebbero pazienti. Condizioni reali che anche questa volta potrebbero avere il loro peso.» «Adesso - conclude - bisogna solo attendere, ma preannuncio già che mi batterò affinché l’ospedale di Bronte veda concludere i lavori di ampliamento e completare gli organici». E il mantenimento del Punto nascite del Castiglione Prestianni è stato oggetto di dibattito ieri all’interno del Consiglio comunale di Bronte presieduto da Salvatore Gullotta. Tutti i gruppi politici si sono schierati a favore dell’ospedale e si riuniranno per redigere un documento comune da inviare alla Regione. [L. S.] | 20 Gennaio 2012
Lino Leanza «Punto nascite da mantenere» "Il Punto nascite dell’ospedale di Bronte non deve essere chiuso, senza se e senza ma". A sostenerlo con decisione è l’on. Lino Leanza che questo pomeriggio incontrerà l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, appositamente per chiedergli di concedere a Bronte la deroga al decreto regionale. "L’ospedale di Bronte - afferma - è al servizio di un territorio di montagna e non può essere ridimensionato, semmai potenziato. Ogni struttura ospedaliera deve essere messa in condizione di superare i 500 parti l’anno. E’ Bronte in questi anni ha avuto tanti disagi. Ho già parlato con il commissario dell’Asp, Gaetano Sirna, che mi ha confermato di voler presentare all’assessore regionale la richiesta di deroga per Bronte. Oggi incontrerò l’assessore Russo per chiedergli di assecondare questa richiesta, mantenendo a Bronte un servizio così importante". |
| 18 Gennaio 2012
CHIUSURA PUNTO NASCITE A BRONTE Lettera del sindaco all'assessore Russo «Rivedete la scelta politica» Il decreto regionale prevede la chiusura del punto nascite dell’Ospedale Castiglione Prestianni di Bronte, ed il sindaco sen. Pino Firrarello scrive all’assessore regionale Massimo Russo e per conoscenza al commissario dell’Asp 3 Gaetano Sirna: «Intendo – si legge nella missiva - manifestarle la mia preoccupazione per la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Bronte, prevista dal decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana del 5/1/2012. Non discuto la scelta del parametro dei 500 parti nell’ultimo anno, che considero un numero equo per l’organizzazione di un sistema ospedaliero funzionale. Il bacino di utenza dell’ospedale di Bronte comprende i Comuni di Bronte, Maletto,Randazzo in Provincia di Catania e S. Domenica Vittoria, Cesarò e S. Teodoro in Provincia di Messina per un totale di 50.000 abitanti collocati in un territorio montano che va da 800 a 1000 metri di altitudine tra l’Etna e i Nebrodi. La circostanza che l’Ospedale di Bronte sia annoverabile tra gli unici ospedali alto montani della Sicilia, reputo che non sia stata, opportunamente, valutata». Poi Firrarello sottolinea come il reparto di Ostetricia di Bronte abbia operato benissimo ed ottenuto numeri lusinghieri nonostante le tante difficoltà che attanagliano la struttura ospedaliera ed i suoi servizi: «I 347 parti che il punto nascita ha raggiunto durante il 2011 è un numero altissimo, ove si considerino le difficili condizioni in cui il reparto ha dovuto operare. Infatti la divisione di ostetricia è priva di primario da ormai cinque anni, ha un numero di medici ed ostetriche ridotto ed una ginecologia insufficiente. Tali circostanze in presenza di un servizio che, complessivamente, riesce a soddisfare la domanda degli utenti di un vasto territorio piuttosto che essere soppresso avrebbe dovuto essere potenziato. Intendo altresì precisare che fino a quando il reparto non ha registrato le carenze di personale sopra indicate il parametro dei 500 parti l’anno era abbondantemente superato. L’ospedale di Bronte è peraltro da molti anni un cantiere di lavoro per un progetto di ampliamento e ristrutturazione per somme rilevanti. La lentezza con i quali procedono i lavori non hanno trovato alcuna legittima spiegazione e la parola fine sembra allo stato attuale una chimera. In tali difficili condizioni il personale ha sempre operato con grande abnegazione, superando ogni difficoltà pur di dare una adeguata assistenza alla popolazione. In questi anni non sono mai mancate le mie sollecitazioni, anche scritte ai responsabili dell’ASP della Provincia di Catania nelle persone dei dott.ri Scavone, Calaciura e Sirna. Da uomo delle istituzioni, quale ritengo di essere, mi sono adoperato assieme ad altri per realizzare un piccolo ospedale capace di dare un servizio ottimale ad una popolazione che ha evitato di intasare gli ospedali della città. I 110 posti dell’Ospedale di Bronte garantivano una adeguata funzionalità a fronte di costi di gestione sufficientemente contenuti». Infine il senatore conclude affermando che «sarebbe molto opportuno rivedere la scelta politica della soppressione degli ospedali di comunità che hanno una grande funzione non solo sociale, ma anche economica sul piano del contenimento dei costi».
10 Gennaio 2012
SANITA' IN SICILIA Russo: «Chiudono i punti nascita ma i parti ora saranno più sicuri» «Il piano regionale dei punti nascita non si tocca, andiamo avanti a testa alta». Parola dell’assessore alla Salute, Massimo Russo, che parla per la prima volta dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana del 5 gennaio del decreto “Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita”. Soltanto il “minimo sindacale” di disponibilità ad ascoltare le deroghe eventualmente proposte dai manager delle Asp sui sette punti nascita (Lipari, Pantelleria, Bronte, Nicosia, Corleone, Mussomeli e Santo Stefano di Quisquinia) dapprima graziati e adesso tagliati comunque. Bronte in trincea: pronti al ricorso Il piano «cancella» anche Paternò. Il commissario dell’Asp: «Verificheremo le deroghe» | Sotto il Vulcano c’è chi prepara le barricate. L’ultima versione del decreto dell’assessorato regionale della Saluta ha tagliato un punto nascita inizialmente “graziato”: Bronte. Che guarda caso è il feudo di Pino Firrarello, uno dei più acerrimi nemici politici del governatore Raffaele Lombardo. Ma il sindaco della città del pistacchio non ne fa una questione personale: «Visto lo stato disastroso della sanità siciliana ormai non mi stupisco di nulla, tanto meno del fatto che in extremis Bronte sia stato escluso dalle deroghe dell’assessorato». Il senatore del Pdl annuncia battaglia: «Faremo di tutto per dimostrare, carte alla mano, che si sta commettendo un errore madornale. E se non dovessimo essere convincenti con la ragione e il dialogo allora andremo fino in fondo con qualsiasi mezzo, compresi i ricorsi giudiziari». Firrarello fa propria l’istanza della comunità di Bronte, ma non soltanto: «Il bacino d’utenza del nostro punto nascita serve anche i cittadini di Maletto, Randazzo e Maniace in provincia di Catania, e di San Teodoro, Cesarò e Santa Domenica nel Messinese». È pure vero che il trend di parti a Bronte è in continuo calo: dagli oltre 600 di tre anni fa ai 341 del 2011. «Ma è il frutto di un depotenziamento mirato - spiega Firrarello - che ha visto Bronte perdere il primario di ruolo e due aiuti su quattro. È il cane che si morde la coda...». E adesso la patata bollente viene scaraventata sul tavolo di Gaetano Sirna, commissario straordinario dell’Asp di Catania. Che, se lo riterrà opportuno, potrà inviare all’assessore Massimo Russo una relazione motivata per chiedere una o più deroghe. La questione riguarda anche l’altro punto nascita da riconvertire: quello di Paternò, 440 parti l’anno scorso (Giarre è stato già chiuso da un anno). «Premesso che sono completamente d’accordo sulla chiusura delle piccole strutture - precisa Sirna - e che se mia moglie dovesse partorire non la porterei mai in un posto che non assicura gli standard di sicurezza indicati dalla letteratura scientifica, è anche vero che alcuni punti nascita presentano condizioni orografiche e di comunicazione particolari. E non mi riferisco tanto a Paternò, che a pochi chilometri ha Biancavilla e il Garibaldi di Catania e che quindi non ha ragione di essere mantenuto, quanto a Bronte, che serve anche il bacino montano etneo e messinese, con rilevanti distanze da percorrere in caso d’emergenza e difficoltà nei collegamenti viari. Studieremo una soluzione che possa tenere conto di questi fattori e nelle prossime settimane approfondiremo la questione al meglio. Il personale delle strutture da chiudere sarà inserito nella mobilità aziendale: nessuno perderà il posto». Sirna punta però alla pars construens del decreto: «Un sistema basato su efficienza e sicurezza presuppone un investimento sulla qualità e noi vigileremo affinché tutti i punti nascita corrispondano agli standard». [Mario Barresi]
11 Gennaio 2012
SANITA' Il recente decreto regionale che sancisce l'accorpamento delle strutture a quella di Biancavilla suscita polemiche «No alla chiusura dei punti nascita» Paternò e Bronte scendono in guerra | 15 Gennaio 2012 «Salviamo il punto nascite» Calanna (Mpa) ne parlerà con il governatore Lombardo «Sediamoci e vediamo come salvare il punto nascite dell’ospedale di Bronte». E’ in sintesi la proposta che il consigliere comunale dell’Mpa di Bronte, Graziano Calanna, lancia al presidente della Regione, Lombardo ed all’assessore alla Sanità, Russo. «Ben vengano le riforme finalizzate a tagliare tutti gli sprechi ed a creare in Sicilia un sistema sanitario serio ed efficiente. – afferma Calanna - Quanto alla chiusura di reparti disposta dalla normativa regionale, ricordo che tutte le leggi sono generali ed astratte; tuttavia, ciò non toglie che ad esse si possa derogare, quando la particolarità del caso appaia meritevole di tutela da parte dell’ordinamento giuridico». «Ora, - prosegue - considerato che il caso dell’Ospedale di Bronte si presenta, per molteplici ragioni, come uno di quelli meritevoli di deroga, sarà chiesta al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo la convocazione di un tavolo tecnico, così da poter esporre le ragioni di un territorio montano che raccoglie almeno 7 Comuni». Calanna immagina già le figure istituzionali da coinvolgere: «Penso ai presidenti dei Consigli comunali del comprensorio ed ai capigruppo consiliari, totalmente rappresentativi delle comunità di riferimento». Poi Calanna aggiunge: «Ritengo che, prima di pensare alle barricate o a fomentare le folle, sia più serio e produttivo cercare il dialogo - tramite il Capo dell’Amministrazione regionale - con l’Assessore Russo, al quale saranno rappresentate le caratteristiche di un territorio che ovviamente non conosce bene come chi ogni giorno lo vive. Si proceda per gradi. – prosegue - Siamo tutti per l’Ospedale di Bronte, a prescindere dalle posizioni politiche. Chi pensasse di insinuare il contrario, offenderebbe le Città, ancor prima degli interessati. Confido, dunque, - conclude - sul senso di responsabilità di tutti, affinché si rifugga dalla tentazione di strumentalizzare un argomento come quello dell’Ospedale che, per definizione, coinvolgendo il diritto alla salute, non può avere connotazioni partitiche». |
| I sindaci dei due comuni Pippo Failla per Paternò e Pino Firrarello, annunciano ricorsi e si dicono pronti a dare battaglia in qualsiasi sede (...) Immediata la replica del commissario straordinario dell’ASP di Catania GaetanoSirna: «La sicurezza è il punto strategico per riqualificare l’intero sistema sanitario - spiega il commissario Sirna - le piccole strutture, che hanno un trend negativo di parti annui, non possono garantire infatti la qualità dell’assistenza a tutti i livelli, quella relativa alle mamme e ai neonati prima di tutto». Per quanto riguarda l’Asp Catania, tra i presidi ospedalieri citati nel decreto assessoriale c’è quello di Giarre, dove il punto nascita è già chiuso da un anno, quello di Paternò, che l’anno scorso ha chiuso con 440 parti e Bronte, con 341 nascite nel 2011: «Il punto nascita di Paternò - prosegue Sirna - si trova a pochi chilometri da Biancavilla, dal Nuovo Garibaldi e dal Policlinico ed è preferibile pertanto rinunciare al parto “sotto casa” per recarsi in un presidio con alti standard di qualità, dove sia il personale che le strutture possono rispondere al meglio alle esigenze dell’utenza. Per quanto riguarda Bronte, che presenta invece una condizione orografica e di comunicazione particolare, l’ospedale serve infatti il bacino montano etneo e parte di quello messinese, abbiamo tempo fino a giugno per studiare una soluzione che possa tenere conto di questi fattori.» Ricordiamo che i provvedimento, firmato dall’assessore alla Salute Massimo Russo, prevede 42 centri nascita su 70: a chiudere, perché non raggiungono i 500 parti all’anno, sono 20 unità operative pubbliche e 8 case di cura private. I direttori generali delle aziende sanitarie e le strutture private accreditate avranno tempo fino al 30 giugno per presentare un apposito piano di riconversione delle strutture interessate per l’accorpamento o la disattivazione dei punti nascita e di procedere entro il 30 settembre 2012 all’accorpamento o alla disattivazione. [Orazio Caruso]
9 Gennaio 2012 SANITÀ IN SICILIA
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sul riordino. Confermati 42 centri su 70. A chiudere i battenti, perché non raggiungono i 500 parti all’anno come previsto dagli standard ministeriali, sono 20 unità operative pubbliche e 8 case di cura private Chiudono 28 punti nascita, è rivolta Ne resteranno aperti 42 in tutta l’Isola, 28 cancellati. Tagli operativi dal prossimo ottobre. Si annunciano mobilitazioni e ricorsi contro il provvedimento dell’assessore Russo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Si annunciano mobilitazioni, cortei di protesta e soprattutto ricorsi con tanto di carta bollata contro il decreto sul riordino e la razionalizzazione della rete dei punti nascita in Sicilia. Il provvedimento firmato dall’assessore per la Salute, Massimo Russo, che tante critiche nei mesi scorsi ha suscitato, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana alla vigilia dell’Epifania. Infatti, la nuova mappa prevede la conferma di 42 punti nascita nei tre bacini d’utenza: Sicilia Occidentale, Sicilia Orientale e Sicilia Centrale, contro gli attuali 70. Quindi, a chiudere i battenti a partire dall’ottobre prossimo, così come prevede il decreto, saranno 28 unità operative di Ostetricia e Ginecologia: 20 pubbliche e altre 8 case di cura private che non hanno raggiunto i 500 parti l’anno, così come previsto dagli standard ministeriali e dal nuovo piano sanitario 2011/2013. A meno di improvvisi colpi di scena – già sono state annunciate manifestazioni di protesta, mobilitazioni e accese contestazioni – dal prossimo ottobre non si potrà più partorire nei punti nascita di (…), Paternò, Giarre, (…), Bronte, Nicosia e in alcune case di cura private convenzionate. Stando alla nuova «geografia», i 15 punti nascita di II livello saranno (…) le aziende ospedaliere «Garibaldi», «Cannizzaro», Policlinico (Catania) (…). A questi si aggiungono i 27 punti nascita di I livello. Si continuerà a nascere al (…) «Maria Ss Addolorata» di Biancavilla; al «S. Marta e S. Venera» di Acireale; in tre case di cura catanesi: «Gibiino »; «Falcidia»; «Gretter/Lucina» (…). Intanto, il deputato regionale del Pdl, Salvino Caputo ha annunciato ricorso contro il decreto. «Impugneremo davanti il Tar Sicilia il decreto dell’assessore alla Sanità – ha detto – che dispone la chiusura dei centri nascita (…). Ancora una volta sono state disattese le istanza dei sindaci e dei cittadini e gli impegni assunti in commissione Sanità dall’assessore Russo». [Antonio Fiasconaro] |
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13 Dicembre 2011
Ospedale, code al Pronto soccorso Protesta del consigliere Di Mulo Pomeriggio di fuoco domenica scorsa al Pronto soccorso dell’Ospedale Castiglione Prestianni. Intorno le ore 15, l’unico medico in servizio sarebbe stato costretto a soccorrere una decina di pazienti, giunti quasi contemporaneamente in ospedale, che di conseguenza sono stati costretti ad attendere prima di essere soccorsi.
Qualcuno ha segnalato il problema ed in ospedale è arrivato il consigliere comunale Giuseppe Di Mulo, capogruppo dell’Udc, che ha avvertito il sindaco Firrarello: «Sono sempre più frequenti – afferma Di Mulo – le segnalazioni di disagi all’ospedale. Domenica, ad esempio, al Pronto soccorso c’era un solo medico e due infermieri, che sono da apprezzare per le decine di persone, in attesa per diverse ore, che sono riuscite ad assistere fra tante difficoltà, tra cui il sistema informatico che rallenta le procedure. La tecnologia, - continua - che dovrebbe velocizzare le attività, paradossalmente costituisce un ostacolo, con ripercussioni negative anche sulla qualità del servizio. Pensate che il personale del 118 è costretto a lunghe soste con i pazienti sulle barelle, compromettendo l’efficacia di una attività che ha carattere di urgenza.» Di Mulo sottolinea anche la “irrazionalità della nuova organizzazione ospedaliera in Sicilia: «I posti letto dove c’è maggiore afflusso sono stati tolti. L’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo deve prendere atto delle defaillance della sua riforma e dei problemi che sta cagionando. Sulla questione chiederò un intervento dell’onorevole Marco Forzese, componente della commissione Sanità dell’Assemblea regionale, e dei deputati Salvo Giuffrida e Raffaele Nicotra. A Bronte, invece, mi farò promotore di una riunione congiunta della 4ª commissione consiliare servizi sociali, di cui sono vice presidente, con la 1ª commissione Sanità.» | 14 Dicembre 2011
Bronte. Una decina di pazienti ha ingolfato la prima emergenza dell’ospedale: denuncia di un consigliere Un solo medico, Pronto soccorso nel caos Pomeriggio movimentato, domenica scorsa, al Pronto soccorso dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. Intorno alle ore 15, l’unico medico in servizio sarebbe stato costretto a soccorrere una decina di pazienti, giunti quasi contemporaneamente in ospedale. Ovviamente, questi non potevano essere soccorsi contemporaneamente e sono stati costretti ad attendere un po’ prima di essere ricevuti dal medico. (…) Ferma la replica dell’Asp di Catania: «Al Pronto soccorso di Bronte da sempre è prevista la turnazione ordinaria con un solo medico - ha spiegato il commissario straordinario dell’Asp di Catania, Gaetano Sirna - la dotazione delle risorse è infatti stabilita dalla pianta organica in base alla registrazione della domanda territoriale ed ai bisogni dell’utenza. Purtroppo, non possiamo prevede i flussi nell’area dell’emergenza, pertanto può capitare, anche se di rado, di vedere congestionato il sistema. Questo modello organizzativo ha sempre funzionato. Ringrazio - conclude il commissario - il nostro personale che, con grande dedizione, svolge al meglio il proprio lavoro, soprattutto al Pronto soccorso, dove le urgenze rappresentano un’ulteriore difficoltà da aggiungere al lavoro ordinario».
14 Dicembre 2011 Denuncia. Di Mulo (UdC): troppe disfunzioni Bronte, pronto soccorso intasato: c'è un solo medico
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Venerdì 30 Settembre 2011
OSPEDALI NEL MIRINO. BRONTE PERDE IL REPARTO DI ORTOPEDIA Il commissario dell’Asp di Catania, Gaetano Sirna, visita le strutture e conferma il piano I tagli regionali alla Sanità colpiscono anche Paternò, Bronte e Biancavilla Al «Santissimo Salvatore chiude il punto nascite, nel nosocomio di Biancavilla Chirurgia e a Bronte Ortopedia (…) La visita paternese è stata preceduta da un altra all’ospedale di Biancavilla dove è emersa la volontà di chiudere il reparto di Chirurgia. Anche Bronte dei presidi ospedalieri etnei, che secondo un preciso disegno dovrebbero lavorare in sinergia, visto i tagli e la chiusura dei reparti, viene a perdere il reparto di Ortopedia. (Il reparto era stato inaugurato agli inizi del 2002) [Orazio Caruso]
20 Agosto 2011
Il direttore generale dell'Asp annuncia «massima attenzione per l'ospedale Castiglione Prestianni» Ospedale: «Tutti i reparti potenziati entro l'anno» «Entro l'anno reparti potenziati all'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte». Ad annunciarlo è il direttore generale dell'Asp, Giuseppe Calaciura alle prese con le piante organiche degli ospedali della provincia di Catania e quindi anche dell'ospedale di Bronte. Al momento i riflettori sono puntati verso il Pronto soccorso dove al momento operano solo 5 medici, quando, secondo i dati forniti dall'Asp, dovrebbero essere in 7. Ma l'attenzione è rivolta anche verso i problemi degli altri reparti. «L'Asp etnea - spiega Calaciura - nonostante il periodo estivo è al lavoro per far funzionare al meglio la macchina organizzativa e per innalzare il livello qualitativo del presidio ospedaliero di Bronte. Entro l'anno completeremo la dotazione organica dei vari reparti, che verranno così potenziati per garantire agli utenti un sistema sanitario di qualità. È infatti prevista entro il mese di settembre la conclusione dell'iter procedurale del concorso di “Medicina, Chirurgia e Accettazione d'urgenza” per incarichi a tempo indeterminato, che sarà propedeutico al completamento della pianta organica all'interno del Pronto soccorso del presidio, dove sono previste ben 7 unità per la gestione delle emergenze». Ma ci sono in vista anche altre novità. «Il 23 agosto - continua Calaciura - prenderà servizio un cardiologo con contratto di sostituzione, mentre entro il mese di ottobre ultimeremo le procedure per il concorso di chirurgia che prevedrà l'immissione in ruolo di altre nuove unità. Inoltre, non essendo prevista la chiusura del punto nascita, anche i reparti di ostetricia vedranno l'integrazione delle risorse umane. Insomma - conclude il direttore generale dell'Asp - in pochissimo tempo riusciremo a risolvere tutte le criticità con assunzioni a vario titolo, grazie al documento di programmazione approvato dalla Regione che ha consentito lo sblocco delle assunzioni. Integrazione e ottimizzazione dell'organizzazione dell'offerta assistenziale rappresentano per noi obiettivi prioritari, per preservare anche e soprattutto i piccoli centri del nostro territorio». Le buone notizie fornite da Calaciura giungono in un momento in cui l'attenzione delle forze politiche brontesi e dei Comuni vicini verso l'ospedale non si è mai allentata. L'ospedale è stato oggetto di dibattito in diversi Consigli comunali del comprensorio che rivendica servizi ospedalieri all'avanguardia. |
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2 Agosto 2011 ANNUNCIO DEL CONSIGLIERE COMUNALE GRAZIANO CALANNA (MPA) CHE AVEVA SOLLECITATO IL DIRETTORE DELL’ASP
Tac di nuovo in funzione all’ospedale La Tac dell’ospedale «Castiglione Prestianni» torna a funzionare, dopo il «black out» che aveva costretto i pazienti a lunghi e fastidiosi trasferimenti in altre strutture ospedaliere per effettuare un esame così importante. A comunicare la notizia è il consigliere comunale dell’Mpa, Graziano Calanna, che per questo problema ha direttamente interpellato il direttore generale dell’Asp 3 di Catania, Giuseppe Calaciura: «A seguito - afferma Calanna - di diverse segnalazioni di cittadini che lamentavano come un servizio ormai indispensabile per la diagnostica non funzionasse da tempo, ho incontrato il direttore generale dell’Asp Calaciura, chiedendogli di risolvere il problema. Oggi ho avuto la conferma che il servizio è ripreso a pieno regime, restituendo agli utenti del nostro ospedale, che ricordo è riferimento di una vasta utenza che supera i confini brontesi ed ingloba, tra gli altri, Comuni come Maletto, Maniace e Randazzo, un servizio così importante». «Sento il dovere di ringraziare Calaciura - ha continuato il consigliere Calanna - che ha dimostrato prontezza nell’affrontare e risolvere un problema delicato come questo. Come ho più volte ribadito allo stesso direttore generale dell’Asp, l’attenzione mia e del gruppo dell’Mpa nei confronti dell’ospedale di Bronte è massima e non accetteremo in alcun caso irragionevoli riduzioni di servizi sanitari. Sia chiaro, però, che impediremo che le problematiche sull’ospedale diventino strumento di lotta politica - conclude - che certamente non serve alla nostra collettività». L’ospedale di Bronte, oltre ad essere al servizio di un vasto comprensorio che comprende anche diversi Comuni, anche della provincia di Messina, è l’unico ospedale del versante nord ovest dell’Etna e fra i pochi ospedali montani della Regione. Per questo motivo, già mesi fa i sindaci di sette Comuni che per i servizi sanitari gravitano attorno alla struttura ospedaliera di Bronte hanno protestato affinché questi non venissero ridimensionati. In particolare, i lavori di ristrutturazione dell’intera struttura dovevano essere conclusi nel 2008, e, invece, ancora oggi non si conosce la data in cui gli operai lasceranno il cantiere. Per tale ragione, il capogruppo del Pdl al Consiglio comunale, Nunzio Saitta, ha annunciato la richiesta di una convocazione dell’assemblea che dovrà servire per fare il punto della situazione e anche per affrontare il problema della carenza di personale fra i reparti. [L. S.]
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29 Luglio 2011
Il capogruppo Pdl chiede un impegno comune «Vigileremo tutti sul nostro ospedale» Saitta segnala, tra l'altro, alcune carenze di organico nel nosocomio, con il timore di casi di malasanità Bronte non attenua l'attenzione verso il suo ospedale. Il capogruppo del Pdl in Consiglio comunale, Nunzio Saitta, ha annunciato la presentazione, insieme ai consiglieri di maggioranza, di una richiesta di convocazione di Consiglio comunale per affrontare i problemi che ancora oggi attanagliano il nosocomio brontese. «Sempre più spesso - afferma Saitta - ci giungono preoccupazioni dei cittadini. Ne abbiamo discusso a febbraio con il direttore generale dell'Asp, Giuseppe Calaciura, ma oggi è necessario riprendere il discorso. La Uil, che non è un partito - continua - ha presentato un dossier dove denuncia carenze e turni massacranti soprattutto negli ospedali della provincia e Calaciura, presente a Maniace, rispondendo al mio intervento, ha assicurato che ad aprile avrebbe sopperito alle carenze di personale. Adesso siamo a luglio - conclude - ed è bene fare chiarezza per sapere cosa è stato fatto, cosa no e perché». Saitta, nel suo intervento, ha ricordato anche la lentezza con cui procedono i lavori di ristrutturazione dell'ospedale che sembrano non dover terminare mai. In proposito, il presidente del Consiglio comunale Salvatore Gullotta ha informato: «Già l'11 luglio scorso il direttore Calaciura mi ha invitato a partecipare ad un vertice con la ditta che sta eseguendo i lavori. Nei prossimi giorni ritengo che la questione dovrebbe essere definita. Dopo di ché il Consiglio, ritengo all'unanimità, perché per l'ospedale non ci sono differenze fra schieramenti, prenderà le opportune decisioni. La visita all'Asp mi ha permesso - continua il presidente - di chiedere lumi sul guasto della Tac di Bronte che costringe i pazienti a recarsi a Paternò. Devo dire - conclude - che Calaciura ha chiamato in ospedale ed oggi, anche se la Tac non funziona ancora al meglio, il servizio è stato ripristinato per i ricoverati». Il consigliere Nunzio Spanò ha sottolineato come la battaglia per l'ospedale, cara a tutti i consiglieri, debba rimanere in Consiglio per evitare che diventi terreno di scontro politico. Il presidente Gullotta, però, ha ribadito che il Consiglio non è competente in materia, a differenza del sindaco che rappresenta la massima autorità sanitaria comunale. Vincenzo Sanfilippo ha chiesto di organizzare un tavolo tecnico fra Comune, Regione e Prefettura, mentre il consigliere Andrea Sgrò ha invitato il presidente Gullotta a tenere alto e vigile l'attenzione per evitare che i pazienti in ospedale diminuiscano, temendo casi di mala sanità. [L. S.]
19 Febbraio 2011
Due al pronto soccorso, uno in «medicina», un radiologo e 2 ostetriche: prevista una supplenza ginecologica Ospedale Castiglione Prestianni: più medici «Un infermiere di ruolo, due ostetriche, un radiologo, un medico di medicina interna, due nuovi medici al pronto soccorso, una supplenza ginecologica: sono queste le nuove unità che dal 1° febbraio scorso hanno preso servizio all'ospedale «Castiglione Prestianni» di Bronte». Lo annuncia il direttore generale dell'Asp Catania Giuseppe Calaciura: «L'attenzione nei confronti della realtà brontese c'è e lo stiamo dimostrando - ha spiegato lo stesso direttore generale - grazie all'approvazione della dotazione organica, questa direzione sta finalmente sbloccando le graduatorie per colmare le carenze che si erano registrate negli scorsi mesi». «L'ospedale di Bronte non corre nessun pericolo - aggiunge Calaciura - anzi, nel futuro verrà ulteriormente potenziato, assicurando agli utenti - ancor più che nel passato - i servizi finora erogati». La situazione attuale dell'ospedale di Bronte, infatti, oggi è tutt'altro che rosea. La fine dei lavori di ristrutturazione, che dovevano essere già completi da tempo, rimane una incognita e i reparti sono carenti soprattutto per quanto riguarda il personale medico. Per Calaciura però in futuro la situazione migliorerà: «Bronte è - infatti, spiega in una nota il manager dell'Aso - rimarrà una struttura qualificata e idonea a garantire un’offerta sanitaria di tipo ospedaliero. Le azioni assunte per incrementare il numero di operatori sanitari - medici e infermieri - che prestano la loro opera al Castiglione-Prestianni, oggi dissipano le paure e rappresentano il segno di una consapevole, responsabile attenzione alla salvaguardia della funzione che l’ospedale deve continuare a garantire». «Gli atti adottati per normalizzare il pronto soccorso - che oggi può fronteggiare l'emergenza con continuità - dimostrano - conclude Calaciura - che le promesse annunciate sono state mantenute». [L. S.] |
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