«Il lungo corridoio, 150 piedi di lunghezza - scriveva nel 1924 il V° Duca Alexander Nelson Hood (The Duchy of Bronte), porta, alle pareti, dipinti e stampe quasi esclusivamente di Nelson e degli Hood. Arrivarono da Cricket, dopo la sua vendita, o da Royal Lodge, dopo la morte di mio padre (il resto dei dipinti e delle stampe delle familiari battaglie, si trova alla Falconara, Taormina, o a Londra al n. 13 di Pelham Crescent)». Nel corridoio sono esposti quadri e stampe raffiguranti l'ammiraglio inglese ed i suoi discendenti, lettere autografe dei reali inglesi, medaglie e piani di battaglia navali, ordini militari, sarcofagi, anfore romane e reperti archeologici ritrovati durante i recenti scavi eseguiti per la ristrutturazione della Ducea.
Nelle due foto a destra, il vasto ambiente che immette nel lungo corridoio e un dipinto raffigurante la battaglia di Trafalgar. «Nella stanza n. 2 - scrive ancora il V° Duca, Alexander Nelson Hood, nelle sue "Memorie scritte per la famiglia" - ci sono ritratti della nostra Famiglia Reale, regalati a mio padre dalla Regina Vittoria in diverse occasioni. (...) Dei cinque busti, tre di gesso, uno di marmo e uno di bronzo, i numeri 1, 2 e 3 sulla sinistra partendo dalla Hall sono: il primo dell'Ammiraglio Visconte Hood; il secondo di Maria Marchioness del Downshire, la madre di mia madre; il terzo di Elliot, Lord Heathfield, Conquistatore di Gibilterra. Quest'ultimo busto fu dato a mio padre, al Castello di Windsor, dalla Regina Vittoria la quale, informata che fosse un busto dell'Ammiraglio Lord Hood, affermò che pensava che a mio padre avrebbe fatto piacere averlo. Al suo arrivo a Cricket lo stemma sul piedistallo mi confuse perché non mi sembrava quello di Lord Hood» (Attraverso la Ducea Nelson in La Ducea di Bronte di A. Nelson Hood, Bronte, 2005). E William Sharp che fu "ospite dell'accogliente Castello di Maniace" per ben tre volte scriveva estasiato che «dalle mie stanze posso andare nel grande corridoio centrale (un museo di oggetti belli e interessanti, con deliziosi vasi, antiche sculture greche, rari stampi greco siculi e un autentico museo di articoli di ogni tipo appartenenti a Nelson, incisioni e stampe a colori nonché altri oggetti simili legati al grande ammiraglio) e dal balcone dell’estremità nord, che sovrasta i rapidi flutti grigio verdi (a volte un corso sottile e veloce altre un furioso torrente) guardo al di là delle mura del castello i solitari pascoli collinari...» «O posso recarmi all’altra estremità del corridoio e attraverso il salottino [drawing room] e sala della musica entrare nella scura stanza da pranzo [breakfast room] rivestita di quercia e affacciandomi da una delle sue finestre ammirare l’Etna che domina vicinissima: e rivivere scene come quelle raffigurate in Empedocle sull’Etna». | |  |  |  |  |  | Il Museo è storicamente interessante ma anche ricco di straordinario fascino e di bellezza.
Sulla sinistra del lungo corridoio si aprono i sontuosi appartamenti dei duchi inglesi ancora ornati delle suppellettili originarie (le camere da letto, lo studio, la sala da pranzo, i servizi, i bagni etc.) e in parte piastrellati con pavimenti originali di maiolica del secolo XVIII. Le stanze stesse sono state pure scrupolosamente restaurate. Repliche delle originali mattonelle da pavimento sono state realizzate per ogni camera e una sezione delle vecchie mattonelle è stata lasciata, protetta, nel posto come paragone. Oltre alle stanze, ai servizi ed alle cucine, rigorosamente ammobiliati con mobili e suppellettili dell'epoca, altri numerosi oggetti d'arte sono conservati nel Castello. Gli ambienti conservano preziosi cimeli, oggetti di uso comune e numerose opere d'arte appartenuti ai Nelson: ritratti di Lady Hamilton o della Regina Vittoria col principe consorte Alberto, lettere autografe dei reali d'Inghilterra, arredi e mobili di grande pregio e di vario stile, vasi ed orologi dell'ottocento, cassapanche di pregevole fattura, maioliche calatine del XVIII secolo, stampe e dipinti di autori inglesi (Luny, Paton, Spencer, Elliot), porcellane napoletane e gli stemmi dei Nelson. Nelle stanze dei Nelson non si vedono più i maggiordomi o la numerosa servitù, le cucine, le stufe e i caminetti sono spenti e tutto è immobile, ma in un grande silenzio affiorano alla memoria la storia e la magia del luogo rimasta immutata ma anche le sofferenze del povero popolo brontese angariato ed espropriato per secoli delle sue ricchezze a favore dello storico Ospedale grande e nuovo di Palermo prima e di Nelson e dei suoi discendenti dopo.
La mobilia è un miscuglio di stili: parte di essa è stata portata dall’Inghilterra, parte, come il tavolo da refettorio del 6° secolo, si crede sia parte dell’originale mobilia del convento. Altri pezzi erano stati comprati localmente dai Bridports ed includono alcuni magnifici esempi d’artigianato siciliano. La casa è in vari modi un monumento a Horatio Nelson, con ricordi della sua vita e delle sue vittorie dappertutto. | | Alcuni dei numerosi oggetti esposti nel corridoio e nei vari ambienti del museo. I due busti a destra sono del V Duca (Alexander Nelson-Hood, 1854-1937) e di un giovanissimo Alexander Nelson-Hood (VII, attuale Duca di Bronte). L'orologio al centro in ottone e tartaruga è del XIX secolo. | | Fra i mobili d'epoca, gli oggetti di uso comune ed i cimeli di vario genere, presenti nelle stanze del Museo, sono esposti medaglie e diplomi con sigilli originali concessi ai Bridport, ordini militari, piani di battaglia, l'asta terminale del pennone e la campana della nave di Nelson e i due bicchieri di cristallo e la bottiglia con i quali, prima di morire, l'Ammiraglio ed i suoi ufficiali brindarono alla vittoria la notte prima della battaglia di Trafalgar (21 ottobre 1805); il servizio di cristallo, era posto (e lo è ancora) in una nicchia per tenerlo fermo nel mare più mosso.
Purtroppo il museo
nel 1984, appena tre anni dopo l’acquisto
della Ducea da parte del Comune, ha subito un gravissimo furto di una ventina di preziose opere (fra dipinti e mobili d'epoca) che ancora non sono state recuperate e che difficilmente potremo un giorno vedere esposte ed ammirare nel Museo Nelson. Il compianto giornalista Salvo Nibali, appassionato studioso e ricercatore del monachesimo in Sicilia, nel suo libro "Il Castello Nelson" (Giuseppe Maimone, 1985) riporta un elenco delle cose trafugate:
1 - Seguace di G. Dughet, Figure in un paesaggio boschivo; 2 - Meadows, Paesaggio boschivo con contadini ed animali; 3 - Seguace di J. M.W. Turner, Figure su una banchina; 4 - J. Wyck, Soldati in un campo di grano; 5 - Monomy, Navi, battaglie e chiatte in mare mosso; 6 - Lietenant William Elliott, Victory con ammiraglio Hood vicino Bastia; 7 - Thomas s Luny, Azione durante la battaglia dei santi e La Cattura della città di Parigi. 8 - Incisione su vetro a colori raffigurante la morte di Nelson. Insieme a questi quadri furono rubati pure arredi e mobili di grande pregio e di vario stile: un tavolo in noce stile XVII secolo, quattro comodini in noce, uno specchio e tre comò in noce del XVIII secolo. | |
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