1968 | Venia Antonino Il socialista Antonino Venia (Bronte 1915 - 1995), avvocato, è stato sindaco di Bronte dal 1968 al 1973.
Nelle elezioni amministrative tenutesi anticipatamente il 24-25 novembre del 1968, in seguito allo scioglimento anticipato del Consiglio comunale (sindacatura Nunzio Meli), la Democrazia Cristiana riportò 5.015 voti, perse 4 consiglieri ed ebbe assegnati 13 dei 32 seggi disponibili (8 andarono a componenti della Sezione DC Sturzo e 5 a quelli della Sezione DC Centro). Il Partito Socialista guidato da Vincenzo Castiglione ed il PSDI di Giuseppe Gatto (si erano presentati in una unica lista, il PSU) presero 2.923 voti con 10 seggi (8 al PS e 2 al Psdi). Il Pci ed il Psiup che si presentarono uniti sotto la lista "Trivella" con capolista Mario Lupo (portava in quegli anni avanti, guidando un Comitato cittadino, la sua battaglia orientata all'impiego delle risorse naturali estratte a Bronte come strumento di crescita economica per il Comune e tutto il territorio circostante), ebbero un lusinghiero successo con 1.469 voti e 5 consiglieri (Mario Lupo, Biagio Saitta (Pacifico), Vincenzo Lupo, Antonio Fallico, Antonino Isola). Una lista civica della Contrada Maniace "Unione e Progresso" che aveva l'obiettivo di unificare i voti dei maniacesi per meglio portarne avanti le rivendicazioni prese 3 consiglieri. Il Movimento Sociale Italiano portò in consiglio comunale il ventiduenne Mario Carastro. Le elezioni confermarono la supremazia elettorale della DC che avrebbe potuto avere un peso determinante nella scelta del sindaco e della giunta, ma i 13 consiglieri, incapaci di unità e profondamente divisi nelle due sezioni “Centro” e “Sturzo”, consegnarono il Comune ai partiti di sinistra. La mancata intesa fra i due gruppi portò, infatti, gli otto consiglieri della sezione "Sturzo" ad un accordo con i socialisti. Fu formata una Giunta di centro-sinistra con l'appoggio della lista civica di Maniace e fu eletto Sindaco l'avv. Antonino Venia (PSI). Venia ebbe come assessori Vincenzo Lupo (segretario della locale sezione del PCI, foto a destra) e il giovane Antonio Fallico (del PSIUP), Giuseppe Gatto (PSDI), Castiglione Placido (PSI).
Gli assessori supplenti furono Sebastiano Di Marco e Paolo Caltabiano. Antonio Fallico, segretario del Psiup, fu nominato assessore alla Cultura; in seguito diverrà uno degli italiani più influenti a Mosca, per qualche decennio il più importante trait-d’union tra l’Italia e la Russia con un ruolo chiave nell’interscambio tra i due Paesi. Il Prof. Mariano Ciraldo detto Mario, vice segretario del Psiup, che all’epoca rivestiva anche la carica di segretario del Comitato cittadino per lo sviluppo di Bronte (aveva sede al Circolo Operaio) così ricorda quel periodo:
«… Alle elezioni amministrative (…) si forma una lista civica detta “Rinascita” con il simbolo della Trivella (nome e simbolo li scelse il prof. Lupo).
La lista ottenne cinque consiglieri che insieme ai dieci del Partito socialista unitario, ai tre della lista civica Unione e Progresso (Maniace) e al consigliere del Psiup, Antonio Fallico, permettevano di avere la maggioranza in comune (19 su 32). |
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Si formò così una giunta di sinistra con sindaco l’avv. Antonino Venia (socialista), vice sindaco Vincenzo Lupo (segretario della Sezione del Pci), il prof. Mario Lupo (indipendente) assessore.
Questa giunta incontrò molte difficoltà perché l’opposizione della DC più conservatrice di Bronte lavorava a far staccare i tre consiglieri di Maniace. Dopo due anni riuscirono nell’intento e la giunta si dimise. (…)». La Giunta Venia, tormentata da questa lunga crisi interna, fu costretta a dimettersi nell'agosto del 1970. La crisi però si risolse in pochi giorni: il 29
Agosto, infatti, una coalizione che comprendeva ancora gli otto consiglieri democristiani della Sezione Sturzo (sui tredici che aveva la DC), il Partito Socialista e la lista civica di Maniace eleggeva a sindaco nuovamente l'avv. Venia cambiando solo
la composizione degli assessori. Tre assessori toccarono alla DC: l'avv. Fortunato Attinà (foto a destra), Ignazio Zingale (foto a destra in basso) e Antonino Paparo (il sindaco del 1986); uno al Partito Socialista (Placido Castiglione) ed una alla lista civica di Maniace (Sebastiano Di Marco).
Antonio Venia -
scriveva
Callisto Cosulich in un reportage da Bronte dell'Agosto 1972 -
«regge una giunta di centro-sinistra ove le sinistre collaborano con
una fetta della Democrazia cristiana, che si presenta spaccata in due.
Siamo cioè in un regime di quelli che al centro vengono chiamati
degli equilibri più avanzati». Il sindaco avv. Antonino Venia restò in carica altri tre anni, fino al 1973. Si contraddistinse sempre per uno spiccato senso di onestà, correttezza e generosità; si ricorda ancora che non utilizzò mai per se le indennità che gli spettavano come sindaco, preferendo raccoglierle per acquistare la prima auto del Comune, pagando alla fine anche le tasse sulle indennità percepite. Nel 2003 Bronte gli ha dedicato la piazzetta costruita alle spalle del Palazzo comunale. |
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1968, gli eletti al Consiglio Democrazia Cristiana (5.015 voti, 40,2%), 13 seggi): Lombardo Nunzio, Paparo Antonino, Paparo Luigi, Zingale Ignazio, Zerbo Carmelo, Dell'Erba Nicolò, Immormino Giuseppe, Meli Nunzio, Attinà Fortunato, Spitaleri Francesco (foto a destra in alto), Paparo Vincenzo, Ciraldo Agostino, Catania Signorino. PSU (PSI-PSDI, 2.923 voti, 29,3% 10 seggi): Castiglione Vincenzo, Currenti Maria Nunziata, Venia Antonino, Caltabiano Paolo, Biondi Giuseppe, Castiglione Placido, Lupo Francesco, Saitta Biagio, Gatto Giuseppe (PSDI), Bonaccorsi Antonino (PSDI). PCI-PSIUP (lista civica Trivella) (1.469 voti, 14,7%, 5 seggi): Lupo Mario
(foto a destra al centro), Lupo Vincenzo, Saitta Biagio, Fallico Antonio
(foto a destra in basso), Isola Antonino. Lista Civica Maniace (932 voti, 9,3% 3 seggi): Di Marco Sebastiano, Liuzzo Signorino, Lupica Rinato Nunzio. MSI (415 voti, 4,2%,, 1 seggi): Carastro Mario. PLI (181 voti, 1,8%, nessun seggio)
Nella foto a destra, il sindaco Antonino Venia (PSI) con il consigliere comunale Nunzio Lombardo (DC, Sezione Centro) presidente delle ACLI ed uno dei principali esponenti della politica di quegli anni. |
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| 1973 | Paparo Vincenzo Vincenzo Paparo (Bronte 1922 - 1990), professore di lettere e preside al Liceo Capizzi, è stato sindaco di Bronte dal 1973 fino al giugno del 1979.
Militante nella Democrazia Cristiana capeggiò un manipolo di dissidenti della DC che faceva riferimento al
giarrese on. Giuseppe Russo (l'altra con a capo Nunzio Lombardo era legata al
potente sottosegretario on. Antonino Drago). Paparo fu eletto sindaco successivamente alle elezioni amministrative del 1973, quando la Democrazia
Cristiana con il 44,1 % delle preferenze conquistò 15 seggi, più del doppio del PSI di Vincenzo Castiglione giunto secondo con il 19,5% dei voti (7 seggi). Formò una Giunta bicolore (DC - PSI) con il socialista avv. Vincenzo Castiglione (vice sindaco) e Biagio Saitta, anch'esso del PSI, e con Ignazio Zingale, Giuseppe Sarta e Antonino Paparo della Democrazia Cristiana. Quest'ultimo due anni dopo, nel 1975, eletto commissario al Consorzio di Bonifica Alto Simeto dove rimase per 11 anni, ritenuti inconciliabili i due impegni cedette il posto all'amico Pino Firrarello che per la prima volta entrava al Comune come assessore. Vincenzo Paparo restò in carica dall'anno 1973 fino al mese di Giugno del 1979. Oltre alla sue peculiari doti di specchiata onestà e rigore vogliamo ricordare la sua lungimiranza nell'avviare l’espansione del paese verso valle, in Contrada Sciarotta. Qui le condizioni orografiche erano certamente più miti ed idonee all’espansione urbanistica e quì con il contributo dello stato (Legge 167) moltissimi brontesi riunitisi in cooperative costruirono la loro casa facendo diventare il quartiere fra i più popolati della nostra cittadina. Le amministrative del 1973 I risultati Dc 44,1% (15 seggi), Psi 19,5% (7 seggi), Pci 8,7% (3 seggi), Lista civica Maniace "Unione e Progresso" 9,3% (3 seggi), Psdi 9,1% (3 seggi), Msi 5,6% (1 seggio), Pri 2,5%, Servire il Popolo 1,2%. Gli eletti al Consiglio comunale DC: Lombardo Nunzio (foto a destra, successivamente lasciò Bronte optando per il Consiglio provinciale), Franchina Giuseppe, Paparo Antonino, Spitaleri Antonino, Leanza Biagio Antonino, Zingale Ignazio, Firrarello Giuseppe, Paparo Vincenzo, Longhitano Biagio, Spata Nunzio, Sarta Giuseppe, Faranda Nunzio, Spitaleri Francesco, Campagna Edoardo.
PSI: Castiglione Vincenzo, Currenti Maria Nunziata (sindacalista, foto a destra al centro), Leanza Salvatore, Venia Antonino, Saitta Biagio, Costanzo Zammataro Antonino, Di Marco Calogero. PCI: Lupo Vincenzo, Pafumi Nunzio, Foti Vincenzo. PSDI: Gatto Giuseppe, Botta Biagio Luigi, Bonaccorso Antonino. Unione e Progresso: Sanfilippo Giovanna, Parasiliti Giuseppe, Bevacqua Salvatore. MSI: Liuzzo Vincenzo (dimessosi dopo alcuni mesi e sostituito dal primo dei non eletti, Mario Carastro). Nelle elezioni comunali del 1973 furono eletti per la prima volta in Consiglio comunale due personaggi che in pochi anni diventeranno leaders indiscussi dei loro partiti, Pino Firrarello (nella DC, futuro senatore della Repubblica, foto a destra) e Salvatore Leanza (nel PSI, futuro vice presidente della Regione siciliana). Già dei anni dopo, nelle elezioni comunali successive del 1979, li troviamo l'uno (Turi Leanza) come capolista del Psi e l'altro (Pino Firrarello) candidato sindaco designato dalla Sezione Luigi Sturzo della Democrazia Cristiana. | 1973, la DC brontese Una foto del 1973 con (da sinistra) l'arciprete Antonino Marcantonio, lo "stato maggiore" della DC di allora (Giuseppe Franchina, Vincenzo Paparo e Fortunato Attinà) e, sulla destra, i dott. Giuseppe Camuto e il pediatra Filippo Onorante (foto archivio Acli).
Vincenzo Paparo - scrive Pino Firrarello - fu «un uomo dal grande sentimento umano, profondo conoscitore delle materie classiche che insegnava con entusiasmo. Per lui l’insegnamento rappresentava una vera missione anche quando divenne preside al Liceo Capizzi. Grandissimo oratore, capace ad ogni comizio di riempire fino all’inverosimile piazza Spedalieri. La città accorreva per ascoltarlo e dalle sua parole sembrava rimanere ammaliata. Solo all’apparenza però: la grande partecipazione ai comizi, poi, e ripetutamente, non si traducevano in altrettanti consensi elettorali. Una stranezza o se vogliamo una contraddizione di cui lui stesso era consapevole, ma che non riuscì mai a capire appieno.» | 1974, Referendum abrogativo sul divorzio Nel Maggio 1974 si votò per abrogare la legge sul divorzio. Gli italiani furono chiamati a decidere se abrogare o meno la legge 1.12.1970, n. 898 - "Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio" (la cosiddetta legge Fortuna-Baslini, dal nome dei due promotori Loris Fortuna e Antonio Baslini), con la quale era stato introdotto in Italia l'istituto del divorzio. Fu ampiamente raggiunto il quorum (87,7% ) e vinsero i “no”, con il 59,3 per cento. La legge sul divorzio non fu abrogata. Bronte voto in controtendenza l'abrogazione della Legge Fortuna-Baslini con questi risultati: Si 62,5% - No 38,5% | 1975, Bimba di 2 mesi muore soffocata da un gatto Una bambina di due mesi, Isabella Bonsignore, è morta soffocata nella culla da un gatto che si era accovacciato sulla sua testa. La disgrazia è avvenuta a Bronte, un grosso centro a una settantina di chilometri da Catania. Già altre volte l’animale aveva tentato di salire per dormire al caldo, nel lettino della bimba, ma la madre l’aveva sempre scacciato, chiudendo la porta della camera. Oggi la donna era intenta alle faccende domestiche: ogni tanto andava a controllare che tutto fosse in ordine, che Isabella dormisse tranquilla. Purtroppo, ha lasciato la porta aperta. La bestiola è entrata finalmente nella stanza, con un balzo è saltata nella culla e si è accovacciata proprio sulla testa della piccina che in quel momento dormiva tranquilla. Quando la Bonsignore è tornata a vedere la bambina, ha subito scacciato l’animale, senza pensare che potesse essere accaduto qualcosa. Subito dopo, colta da un improvviso timore, ha preso in braccio Isabella e si è accorta che non respirava più. La donna è corsa in ospedale con la piccina: i medici non hanno potuto che constatarne il decesso per soffocamento. L’autorità giudiziaria ha aperto un’inchiesta. [tratto da La Stampa del 26 Ottobre 1985] | 1978, la pista di moto cross a Piano dei Grilli E’ di questo periodo (ottobre 1978) l’iniziativa sconsiderata di costruire col beneplacito dell’Assessorato regionale al turismo che avrebbe concesso il finanziamento, una pista per competizioni sportive di motocross.
Ottima idea se non che doveva sorgere su circa sedici ettari a 1150 metri di altitudine nei pressi della casermetta dell’Azienda forestale di “Piano dei Grilli”, ai piedi di monte Minardo. Il progetto era stato già approvato dalla Commissione edilizia e pubblicato all’albo del Comune. Il Parco dell’Etna non era ancora nato (sarà istituito tre anni dopo, con la legge n. 98 del maggio 1981) ma se ne discuteva ed il Comune, come si dice, metteva le mani avanti. Sarebbe stato uno sfregio alla Montagna, la distruzione di una rilevante area del patrimonio ambientale e paesaggistico con un altrettanto grave danno d’inquinamento acustico e atmosferico per via del rumore assordante e degli scarichi delle moto e delle macchine impiegate nel motocross. I lavori, per fortuna, non iniziarono e l’allarme lanciato in tempo da “Italia Nostra”, che segnalava lo scempio alla Regione, alla Sovrintendenza, alla Commissione per i Beni culturali dell’Assemblea Regionale e all’Istituto di vulcanologia dell’Università di Catania, riusciva a bloccare tutto. «La vicenda di Bronte – scriveva L’Unità del 25 Ottobre 1978 - si Inserisce nella vivace polemica che appena due settimane addietro si registrò a Sala d'Ercole nel corso della discussione della mozione comunista che denunziava analoghe iniziative di presunto valore turistico in altre zone dell'Etna. (…) Soprattutto in vista dell'approvazione della legge sui parchi che è in fase di definitiva approvazione … » |
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| 1979 | Franchina Giuseppe Il sindaco Giuseppe (Pino) Franchina, insegnante, era il segretario locale del partito della Democrazia Cristiana (Sezione Centro). Dopo le elezioni amministrative del giugno 1979 guidò una Giunta monocolore, come la precedente ancora a maggioranza democristiana, con il PSI che senza entrare in Giunta, garantiva nel Consiglio l’appoggio esterno... (vai alla pagina ) |
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| 1984 | Firrarello Giuseppe Giuseppe (Pino) Firrarello (Democrazia Cristiana) nato il 9 agosto 1939 a San Cono, fu eletto dal Consiglio comunale sindaco di Bronte successivamente alle elezioni amministrative del 1984.
La sua carriera politica lo aveva già portato nelle stanze municipali nove anni prima, nel 1975, quando per la prima volta era entrato come assessore della Giunta guidata dal Prof. Vincenzo Paparo. Nelle elezioni comunali del 1984 la Democrazia Cristiana fu il partito più votato con 5.320 voti (45,49%, primo eletto Firrarello con 858 voti) conquistando 16 seggi (su 32) contro i 3.220 voti del Partito Socialista Italiano (27,53%, 9 seggi, con ben 1.562 voti dati a Salvatore Leanza). Con 11.694 voti complessivi validi, gli altri partiti riportarono i seguenti voti: 1.329 il PCI di Vincenzo Lupo (11,36%, 3 seggi), 822 il MSI di Nunzio Ciraldo (7,29%, 2 seggi, foto a destra), 549 il PSDI di Giuseppe Gatto (1 seggio) e 545 il PRI di Zingali N. Antonino (1 seggio).
Una delle due Sezioni brontesi della Democrazia cristiana, la Sturzo, vide eletti 12 consiglieri sui 16 conquistati dal partito con Pino Firrarello che, primo per numero di preferenze (858), precedeva l'avversario diretto e sindaco uscente Giuseppe Franchina della Sezione Centro (729 voti di preferenza). Con l'accordo dell'on. Salvatore Leanza (allora leader brontese e regionale del PSI, primo eletto con 1.562 voti) il democristiano Firrarello guidò una giunta bicolore (DC-PSI) con gli assessori Livio Castiglione (vice sindaco, figlio del sindaco Vincenzo) e Nicola Furnitto del PSI e Vincenzo Caruso, Francesco Musarra, Salvatore Anastasi e Antonino Triscari (foto a destra) della Democrazia Cristiana. Un successivo rimpasto portò in Giunta nell''85 Giuseppe Catania (DC, subentrò a Vincenzo Caruso) e, nell'86, Salvatore Pizzuto (PSI, vice sindaco), Antonio Longhitano e Calogero Di Marco (PSI) e Nunzio (Zino) Petronaci (DC). | Quell'anno, per ricordare e riscrivere i tragici fatti del 1860, il sindaco Firrarello organizzò un convegno-processo a carico di Nino Bixio. L'intento era in qualche modo, dopo oltre cent’anni, di far luce su un episodio oscuro della spedizione garibaldina e, attraverso un giudizio sull'operato di Garibaldi ma sopratutto del suo luogotenente, porre nella giusta ed inequivocabile prospettiva i tragici avvenimenti di Bronte. Il convegno ebbe notevole risonanza anche sulla stampa nazionale e vide la partecipazione di studiosi, giuristi, storici ed intellettuali di notevole livello. Le conclusioni (estensore il prof. Ettore Gallo) furono illustrate dal sen. Alessi nel marzo del 1987. Firrarello, che oltre alla carica di sindaco ricopriva anche quella di vice segretario provinciale della DC, il 22 giugno 1986 fu eletto deputato all’Assemblea Regionale Siciliana (X Legislatura). Lasciò nell'ottobre dello stesso anno la poltrona di sindaco al fedelissimo, amico di sezione e di corrente, Nino Paparo. Quell'anno Bronte, per la prima volta nella sua storia, aveva due deputati (Leanza e Firrarello) eletti contemporaneamente a Palazzo dei Normanni. Durante i pochi anni rimasto alla guida del paese, Firrarello riuscì a portare a termine molte iniziative intraprese dalle passate amministrazioni, a programmare la costruzione di diverse opere pubbliche (nuovi quartieri, strade, edifici scolastici, fognature e fra tutte sopratutto l'area artigianale di Ss. Cristo) ed a risolvere problemi che interessavano da tempo la collettività brontese. Nel 1996 Firrarello è stato eletto senatore a Palazzo Madama, carica che ha ricoperto fino al febbraio 2013. Nel maggio del 2005 e, cinque anni dopo, nel maggio 2010, è stato riconfermato alla carica di sindaco di Bronte. |
|  |  |  | 1985: nella foto sopra a sinistra, il sindaco Firrarello, il consigliere comunale della DC Salvatore Anastasi (con gli occhiali scuri) ed il socialista deputato regionale on. Salvatore Leanza. Nelle due foto a destra, il sindaco Firrarello riceve nell'Aula consiliare del Comune il prefetto di Catania Verga (alla sua destra, con accanto il vice sindaco Livio Castiglione). Sulla destra, il segretario comunale Catania (nella foto sopra) e (foto sotto) il socialista on. Salvatore Leanza. | 1984: le sezioni Sturzo e Centro della DC | Il sindaco Firrarello (al centro) con accanto il consigliere comunale Nino Paparo (alla sua destra) e (alla sua sinistra) Nunzio Lombardo (consigliere provinciale) e Pino Franchina (consigliere comunale) durante il comizio di ringraziamento per la vittoria della DC alle elezioni comunali del 1984. |  |
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| 1984, i 32 del Consiglio comunale
(Ottobre 1984) - Tra parentesi i voti riportati da ciascun consigliere. Democrazia Cristiana (5.320 voti, 16 consiglieri, 12 della Sezione Sturzo, 4 della Sez. Centro): Anastasi Salvatore (585 voti), Bonaccorso Nunzio (568, foto a destra), Caruso Vincenzo (455), Castiglione Nunzio (554), Catania Giuseppe (429), Firrarello Giuseppe (858), Franchina Giuseppe (729), Galvagno Antonino (416), Leanza Biagio Antonino (444), Orefice Antonino (656,
foto a destra in basso), Paparo Antonino (586), Petronaci Nunzio (468), Pinzone Alfio (469), Saitta Antonino Luigi (592), Spitaleri Francesco (567), Triscari Antonino (495).
Partito Socialista Italiano (3.220 voti, 9 consiglieri): Capace Lorenzo Giuseppe (312 voti), Castiglione Livio (316, foto a sinistra), Di Marco Calogero (360), Furnitto Nicola (331), Leanza Salvatore (1.562), Longhitano Antonino (301), Luca Salvatore (397), Musarra Francesco (444), Pizzuto Salvatore (698). PCI (1.329 voti, 3 consiglieri): Longhitano G. Riccardo (216), Lupo Vincenzo (514), Mavica Biagio (397). MSI (822 voti, 2 consiglieri): Ciraldo Nunzio Biagio (196), Schilirò Pasquale Mario (193). PSDI (549 voti, 1 consigliere): Gatto Giuseppe (409). PRI (545 voti, 1 consigliere): Zingali Nunzio Antonino (291). | 1985, Gemellati con Bronte nel nome di Nelson E’ il villaggio inglese di Burnham Thorpe Nel nome di Orazio Nelson, gemellaggio tra il villaggio inglese di Burnham Thorpe e la cittadina siciliana di Bronte, sul versante nord-occidentale dell’Etna. A legare i due paesi c’è il ricordo comune dell’eroe di Trafalgar. Burnham è orgoglioso d’avergli dato i natali; Bronte è al centro di quella che fu un tempo la Ducea dei Nelson, donata all’ammiraglio dai Borboni per l’aiuto ricevuto nel soffocare la rivoluzione napoletana del 1799.
Cosi, nel castello dell’antica Ducea, acquistato tre anni fa dal Comune di Bronte, stasera la delegazione di Burnham ricambierà la visita fatta nel mese di aprile in Inghilterra dai rappresentanti del centro siciliano, guidati dal sindaco Pino Firrarello. Sarà il completamento del gemellaggio, l’inizio di un’intensa attività. Quali le prospettive dell’iniziativa? «Intensificare i rapporti turistici, storici e di natura commerciale», sottolinea Salvatore Leanza, deputato regionale socialista, presidente del premio «De Aetna». [tratto da La Stampa del 3 Agosto 1985 - Vedi pure "Bronte e l’Irlanda nel nome di Nelson", di E. Faninella] |
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| 1986 | Paparo Antonino Antonino (Nino) Paparo, nato a Bronte il 10 Maggio 1938, impiegato, democristiano, è stato sindaco di Bronte dal novembre 1986.
Nominato dal Consiglio comunale, subentrò nella carica di sindaco a Pino Firrarello, dimessosi dalla carica in seguito alla sua elezione di deputato all'Assemblea Regionale Siciliana. "Fu un buon sindaco - scrisse Firrarello - grazie soprattutto alla sua non comune capacità di accontentare tutti». Paparo confermò la Giunta bicolore precedente (DC-PSI): «l'Amministrazione comunale da me presieduta - ebbe a dichiarare - come formazione politica e programmatica è l'esatta continuazione della precedente». Il Consiglio comunale elesse quali assessori i consiglieri Salvatore Pizzuto (PSI, con funzioni anche di vice sindaco), Calogero Di Marco (PSI), Antonino Longhitano (PSI, assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica, foto a destra) e Vincenzo Caruso, Salvatore Anastasi e Antonino Triscari della Democrazia Cristiana.
Con un successivo rimpasto del 2 dicembre 1987, "in seguito ad una normale rotazione fra Consiglieri Comunali", come fu dichiarato, entrarono in Giunta Salvatore Luca (con funzioni anche di vice sindaco) e gli assessori Lorenzo Giuseppe Capace (PSI), Calogero Di Marco (PSI) e Vincenzo Caruso (dimessosi a fine 1987 e sostituito con Alfio Pinzone), Nunzio Castiglione e Antonino Galvagno della DC. Nino Paparo restò in carica fino alle successive elezioni amministrative del Maggio 1989. | 1986, il Consiglio comunale Il Consiglio Comunale a Novembre 1986: Antonino Paparo (Sindaco), Pino (Giuseppe) Firrarello, Giuseppe Franchina, Antonino Orefice, Antonino Luigi Saitta, Salvatore Anastasi, Nunzio Bonaccorso, Francesco Spitaleri, Nunzio Castiglione, Antonino Triscari, Alfio Pinzone, Nunzio Petronaci, Vincenzo Caruso, Biagio Antonino Leanza, Giuseppe Catania, Antonino Galvagno;
Salvatore Leanza, Salvatore Pizzuto (PSI, foto a destra), Francesco Musarra, Salvatore Luca, Calogero Di Marco, Nicola Furnitto, Livio Castiglione, Lorenzo Giuseppe Capace, Antonino Longhitano, Giuseppe Saitta, Vincenzo Lupo, Gaetano Riccardo Longhitano, Nunzio Ciraldo, Giuseppe Minio (del Movimento Sociale Italiano, foto a sinistra), Giuseppe Gatto, Nunzio Antonino Zingali. |
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| 1989 |
Spitaleri Francesco Nelle elezioni amministrative svoltesi il 28 e 29 maggio 1989
Francesco Spitaleri (detto Ciccio) fu con 897 voti il primo eletto nella lista della Democrazia Cristiana. Il
successivo 1° luglio, presenti 27 consiglieri su 32, con 17 voti favorevoli il Consiglio comunale
lo elesse a sindaco di Bronte; i 9 voti del PSI andarono tutti a Salvatore Leanza ed un voto a Giuseppe Gatto...
(vai alla pagina ) |
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| 1992 | Anastasi Salvatore Salvatore Anastasi (detto Gino), nato a Bronte il 26 Agosto 1949, farmacista, militante nella Democrazia Cristiana, fu eletto sindaco, a scrutinio palese, il 23 dicembre 1991 successivamente alle dimissioni di Francesco (Ciccio) Spitaleri.
Guidò una Giunta DC-PSI (con una maggioranza "bulgara" di 27 consiglieri su 32) con tre assessori democristiani: Antonino Orefice (foto a destra), Biagio Papotto e Giuseppe Basile; e tre socialisti: Francesco Musarra con funzione anche di vice sindaco, Biagio Saitta e Vincenza Meli. Al Consiglio comunale aveva presentato un programma molto ambizioso che toccava l’ambiente e l’ecologia, il verde pubblico, l’acquedotto, la viabilità, i servizi sociali, l’ampliamento del cimitero, i servizi decentrati, lo sport e tanti altri rami della pubblica amministrazione, ma non se ne fece nulla. Ma quella sindacatura durò appena un anno causa lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale. A fine 1992, infatti, i 18 consiglieri democristiani su indicazione dell'allora assessore regionale Pino Firrarello, si dimettevano dalla carica ed ad amministrare Bronte e prepararlo alle successive elezioni venne nominato un Commissario ad acta, Girolamo Di Benedetto. Il periodo della sindacatura di Anastasi fu quello della fine della così detta "Prima Repubblica" (del periodo di "mani pulite", con il dissolvimento, anche a Bronte, dei due maggiori partiti politici, la Democrazia Cristiana ed il Partito Socialista, delegittimati dai media e dall'azione giudiziaria). Era il periodo in cui tanti sindaci o assessori furono chiamati a rispondere di presunti reati o illeciti commessi durante l’attività amministrativa. Anche a Bronte qualcuno finì iscritto nel registro degli indagati ma nessuno fu successivamente condannato o ritenuto colpevole per fatti legati all’amministrazione del Comune.
Salvatore (Gino) Anastasi fu l'ultimo sindaco ad essere eletto nelle segreterie dei partiti. Dopo di lui, una riforma elettorale (la L. R. 7/92) previde l'elezione diretta del Sindaco da parte degli cittadini con un voto a doppio turno con ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno e l'elezione del Consiglio con un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tra le due elezioni, effettuate con schede separate, non era previsto alcun collegamento funzionale. La legge, inoltre, ampliava i poteri del sindaco, sia quelli di nomina che quelli di indirizzo, con nomina o revoca degli assessori che non potevano più fare parte del Consiglio e consentì la rimozione del sindaco, con conseguente scioglimento del Consiglio e quindi nuove elezioni, solo attraverso lo strumento del referendum. |
| 1993 | DI BENEDETTO GIROLAMO, dirigente della Regione siciliana nato a Catania il 21 febbraio 1934, Commissario ad acta, chiamato dopo lo scioglimento del Consiglio comunale a preparare il paese alle nuove elezioni del 21 Novembre 1993.
Un importante atto di Di Benedetto fu l'approvazione del piano particolareggiato di recupero dell’abusivismo edilizio della contrada Sciarotta, redatto l’anno prima dai tecnici Aidala, Caruso e Cusmano, dando così vita anche a tutte le opere di urbanizzazione di cui il popoloso quartiere, sorto nei decenni precedenti prevalentemente in maniera illegale, senza regole urbanistiche e col silenzio assenso dei pubblici amministratori, necessitava. | |
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