Vincenzo Schiliro'

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Il modernismo di Vincenzo Schilirò di Nicola Lupo

Vincenzo Schilirò

Uomo integro, prete modernista e letterato che spazia dalla letteratura italiana alla filosofia, dalla critica alla poesia, dalla sociologia all'estetica e alla drammaturgia

Il brontese Vincenzo Schilirò, (7.1.1883 – Catania 3.7.1950) sacerdote, professore, fu una singolare figura di sociologo, critico, letterato e poeta. ("educatore e letterato" lo definisce Nicola Lupo nella sua minuziosa ricerca storica, pubblicata in questo sito).
Studia nel Real Collegio Capizzi ottenendo la licenza ginnasiale nel 1898; prosegue gli studi nel Seminario di Catania, dove nel 1906 è consacrato sacerdote; si laurea nella Regia Università di Catania nel 1912, a ventinove anni, presentando come tesi "La credenza carducciana" che fu una rivelazione e uno stupore.
Scrive Antos nel suo "Vincenzo Schilirò - Profilo" (1931) che «Il prof. Paolo Savj-Lopez, relatore di essa e critico incontentabile, dichiarò che mai da un esordiente aveva visto presentare una tesi così perfetta nella forma e nella sostanza.
Ma siccome lo Schilirò, che non aveva frequentato i corsi della facoltà, era poco o nulla conosciuto dai professori dell'Ateneo e qualcuno di costoro, mosso dal settarismo allora di moda, avanzò il sospetto che il lavoro, nonchè farina del candidato, fosse una manovra del clericalismo invadente che mirava a rivendicare la credenza del Carducci ateo, la Commissione richiese dallo Schilirò un nuovo saggio scritto.
Fu così che egli nell'ottobre dello stesso anno presentò stampato, oltre che La credenza carducciana e suo valore, un secondo lavoro che completava il primo, cioè Il Romanticismo e gli amici pedanti, la discussione del quale fu per lui un successo e viva soddisfazione pel Savj-Lopez, che invitò ripetutamente lo Schilirò a prender contatto col suo cenacolo letterario di Firenze.».

Schilirò insegnò per un decennio lettere italiane nel Liceo del Real Collegio Capizzi e nella sonnacchiosa Bronte venne apprezzato per le vulcaniche iniziative sociali ed educative.
Oltre che insegnante e drammaturgo, si distinse anche come operatore sociale e finanziario, giornalista pubblicista ed anche come uomo politico.

Fondò, in tempi diversi, ben quattro giornali, una Cassa Agraria, un Circolo culturale e uno stabilimento tipografico (il "glorioso" Stabilimento Tipografico Sociale, editore di moltissimi libri, la maggior parte d’autori locali).

Aderì al Partito Popolare e alle nuove tendenze, in campo sociale, espresse dal modernismo e non viste di buon occhio da papa Pio X, ragion per cui si allontanò dalla Chiesa senza però smettere di portare l’abito talare.

L’arte, la poesia, la critica estetica furono il campo dove potè meglio esprimere il suo ingegno vivace.
Ma le sue prime esperienze furono di pubblicista con il foglio umoristico U Trabanti (accozzaglia di latino maccheronico e di vernacolo), con il periodico Il Propagandista (mirante a risvegliare la coscienza popolare dinnanzi alla grave questione sociale dellepoca ma che dopo la condanna inflitta da Pio X nel 1907 cessò di vivere), con il quindicinale Domani (di carattere politico amministrativo, rivolto a dare un contributo alla organizzazione degli agricoltori brontesi), con "Nuova Juventus" (destinata agli alunni del Capizzi) e, infine, con la direzione (unitamente a Pietro Mignosi) della rivista letteraria La Tradizione.
Ritiratosi dall’insegnamento per motivi di salute si trasferisce a Catania e nella sua abitazione di Via Morosoli e continua la produzione letteraria.

Vincenzo Schilirò morì a 67 anni a seguito di emorragia celebrale. E' sepolto nella Cappella di famiglia del cimitero di Bronte.

Fra le sue opere ricordiamo Appunti d’estetica (1924, Bronte), Il romanticismo e "gli amici pedanti" (1912, Bronte), I motivi estetici dell’arte dannunziana (1918, Catania), La credenza carducciana e il suo valore (1918, Bronte), F. T. Marinetti e il futurismo (1919, Catania), Come vedo Pirandello, Libertà e democrazia (Seli, Roma).
Pubblicò opere in versi (Primavera triste, 1912 Bronte, Santo Francesco, 1931 Bronte), racconti lirici (Il seminatore che non miete), due drammi (Il colpevole, 1919 Bronte e Il carroccio, 1931 Bronte) ed un commento alla Divina Commedia di Dante in tre volumi, ormai introvabile.
«Egli - scriveva nel 1937 Anselmo Di Bella nella prefazione al libro di Antos (Antonino Schilirò) "Vincenzo Schilirò, profilo" (Soc. Anonima Editrice Dante Alighieri, Milano 1931) - ha studiato, lavorato, prodotto, pubblicato senza cercare rumori intorno a sè, senza pretese di nome e di fama; pago soltanto dell'intima soddisfazione che gli è venuta dai libri e dallo studio, del suo amore per l'arte, del conforto e del riposo che il suo pensiero ha trovato comunicandosi e partecipandosi agli altri, ai giovani specialmente.»
 

Francesco Boscarino (nella Prefazione al libro dello Schilirò "Il Venerabile Ignazio Capizzi", Edizioni Esiodo, Bronte 1993) così ne parla:

"Basta scorrere l’elenco delle sue opere per rendersi conto della vastità dei suoi interessi.

Dalla traduzione in versi del­l’Arte poetica di Orazio, ese­guita a diciotto anni ma pub­blicata nel 1910, ai saggi su poeti a lui con­temporanei, (Carducci, D’Annun­zio, Ada Ne­gri, F. T. Marinetti) al dram­ma Santo Francesco, che rap­presenta in cinque atti le vicen­de della vita del Santo dal 1207 alla morte (1226), al romanzo Jadwiga (1946), per citare alcune delle sue opere, che dimostrano versatilità e varietà di impegno culturale, si delinea la figura di un uomo di solida preparazione letteraria e di finezza artistica, quali non è facile trovare."

Vincenzo Schilirò - Educatore e letterato

Vincenzo Schilirò - Educatore e Letterato
«Questo mio lavoro era già pronto nel 1998 e, quindi, era tempo che fosse portato alla conoscenza del pubblico al quale lo affido come esempio da seguire e stimolo a sempre meglio agire nell'interesse della collettività, come ci dimostra Vincenzo Schilirò, al quale va non solo il nostro commosso ricordo, ma anche tutta la nostra gratitudine.
Ho avuto la conferma di una mia vecchia ipotesi e cioè che il sac. prof. Vincenzo Schilirò abbia ancora dei nemici sia a Bronte che altrove per il suo sospetto modernismo».
Nicola Lupo

Il libro del prof. Nicola Lupo
è una minuziosa ricerca storica per completare Il Profilo di Vincenzo Schilirò, pubblicato nel 1931 da Antos.
«Mi sono deciso ad affidare agli amici dell’Associazione Bronte Insieme, che hanno aderito con il solito entusiasmo, e che ringrazio di cuore, l'intera mia "ricerca" su Vincenzo Schilirò - educatore e letterato che fino ad oggi non ha avuto la fortuna di una pubblicazione cartacea. Ma del resto credo che il nostro grande concittadino possa avere più vasta accoglienza con questo moderno mezzo che con quello tradizionale»

Per conoscere un nostro illustre concittadino in tutti i suoi aspetti
La vita e le opere di Vincenzo Schilirò

Il libro di Nicola Lupo
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