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metà del XIX
secolo, e fu dedicata a San Francesco di Paola.
Oggi la chiesetta, sconsacrata e in decadimento, all'interno spoglia
di tutto, è adibita a magazzino e ripostiglio dalla Azienda Agricola
che ne è proprietaria.
E' a pianta longitudinale con l'ingresso dal lato corto e con una piccola
e deliziosa cella campanaria.
L'esterno si presenta ancora in discreto stato.
La facciata, di estrema semplicità, è caratterizzata da un singolare timpano
tricuspidato e da tre archi a sesto acuto disegnati nel muro.
Nello spartito inferiore, in corrispondenza dell’"occhio" del
timpano, è impostato il portale in pietra arenaria con timpano.
Sopra la cuspide di sinistra emerge la piccola cella
campanaria composta da quattro robusti pezzi in pietra lavica.
La chiesetta in origine aveva forma pseudo ottagonale, con archi a sesto
acuto, sotto ai quali, ai quattro angoli sorgevano altri controarchetti
separati da colonne.
Quattro colonne in pietra lavica con la base in pietra arenaria (alcuni
elementi sono ancora visibili all’interno) e capitelli con foglie d’acanto,
sostenevano i quattro archi principali.
L’ambiente in cui sorge la chiesetta merita
senz’altro una visita.
Ci si va percorrendo la Bronte-Cesarò e, dopo pochi chilometri,
deviando verso la Cantera e l'antico ponte Normanno.
Di fronte alla chiesa uno stupendo paesaggio della valle (la più
fertile del territorio), di Bronte e dell’Etna che si erge maestosa sullo
sfondo, il ponte
normanno di Serravalle (sec. XIII) sul fiume Troina, i
caratteristici "balzi" della Cantera
sotto l’omonimo ponte sul Simeto ed i resti di un antico
mulino ad acqua.
Il terreno degrada lentamente sul fiume che qui inizia la sua opera d’erosione
dando origine alla zona protetta dell’Ingrottato
lavico del Simeto.
Purtroppo in quest'ultimo periodo, fra l'indifferenza generale di coloro
che dovrebbero vigilare, l'inciviltà di alcune persone ha trasformato
l'ameno luogo (specie la zona a ridosso dei due ponti) quasi in una
discarica.
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Il paesaggio dalla contrada Serravalle: Bronte e l'Etna fra il verde dei frutteti e la "sciara". |

Di fronte alla chiesa, il ponte Serravalle (sec. XIII) e l'inizio della
zona protetta dell'Ingrottato Lavico |
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