è a croce latina, ad
una navata, con pertinenze contigue; pulito e lineare, è movimentato dallo spartito
delle lesene e delle cornici a semplice aggetto.
La chiesa ha tre altari di buona fattura rivestiti di marmi policromi: a destra l’altare
dedicato all’Assunta (dove travavasi un bellissimo quadro della
Vergine, purtroppo andato rubato alcuni decenni fa), a sinistra quello
del martirio di S. Bartolomeo (di fine 1800, probabilmente eretto in
onore di uno dei fondatori della chiesa, il sac. Bartolomeo Vellina) e
quello di Santa
Caterina (che pochi anni addietro era posto sull’altare
maggiore).
La tela, in pessimo stato di conservazione tanto da essere difficilmente leggibile, rappresenta le mistiche nozze della Santa con Gesù alla presenza della
Vergine, degli Apostoli e di Santi.
Sul pavimento della chiesa, all'inizio della navata centrale, è posta
una lapide marmorea leggiadramente scolpita a rilievo con ornamenti
floreali e figure.
In una riquadro porta scolpita la seguente scritta:
"HIC JACET CORPUS AB (abatis) REGIJ S. T. D. D. MARII
PHILIPPI FALLICO CONSULTORIS ET QUALIFICATORIS S OFFICIJ IN HOC
SICILIAE REGNO, BENEFICIALIS AC BENEFACTORIS HUJUS AECCLESIAE SANCTAE
CATHARINAE SENENSIS. OBIIT DIE PRIMO APRILIS 1768".
Oltre
alla sua data di morte, non ci è stato possibile conoscere alcunchè di
questo Mario Filippo Fallico, abate e "benefattore" della piccola
chiesa di Santa Caterina.
Fra i preziosi oggetti di carattere religioso e cerimoniale di proprietà della
chiesa (reliquari, calici ed ostensori di varie
epoche) vi mostriamo un turibolo in argento sbalzato, cesellato e
traforato di Bartolomeo Bartolotta (1753) decorato con motivi
floreali.