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I locali della Cartiera costituiscono la parte più interessante del museo,
il punto di partenza del percorso che illustra il lavoro domestico,
artigianale ed agricolo, ripercorso attraverso una serie di piccoli oggetti
come macchine per il caffé, pentolame in terracotta ed in rame, lampade a
petrolio, attrezzi per la lavorazione del legno, recipienti per la
misurazione delle granaglie e dei liquidi, vasi da notte, gioghi per buoi,
aratri, seghe di boscaioli, bracieri per riscaldamento, crivelli, madie,
culle in bambù (nache), basti e numerosi altri oggetti quotidiani del
passato.
La storia degli attrezzi e degli arnesi da lavoro è ripercorsa anche nel
pergolato esterno, dove spiccano numerose basculle, bilance per corpi di
grandi dimensioni e peso e, con riferimento specifico alla cultura e al
lavoro agricolo della zona di Bronte, diverse macchine che raccontano
l'evoluzione tecnologica della “smallatura” dei pistacchi.
La sala
degli abiti costituisce un altro nucleo di estremo interesse del museo;
contiene tappeti di diversa provenienza, cardatrici per la lana, fusi, ferri
da stiro a carbone, un antico telaio, macchine per cucire, numerosi abiti e
scialli femminili, abiti di confraternite, “cappucci” e paramenti sacri,
ripercorrendo così una piccola storia dei costumi.
Sopra la sala degli abiti si trova il grande padiglione, in cui è
custodita un'interessante e ricca collezione di piastrelle in maiolica,
provenienti da diverse parti della Sicilia, che ricostruiscono la storia
artistica di questo importante attività artigianale del passato.
Lo stesso
padiglione custodisce diversi carretti siciliani e gli arnesi utilizzati per
la loro costruzione, tra cui un interessante attrezzo per l’“'equilibratura”
delle ruote di legno.
Impossibile citare tutti gli oggetti custoditi nel Museo, che sicuramente
stimoleranno la curiosità e l'interesse anche dei visitatori più esigenti e
suggeriranno spunti per una riflessione sugli usi ed i costumi delle civiltà
che costituiscono le radici della cultura siciliana del nostro tempo.
(pubblicato su “d’inverno un viaggiatore”,
anno I, n. 1, Settembre 2006)
Così,
sulla Masseria Lombardo, ha scritto Luigi Putrino in un
articolo apparso sul "Giornale di Sicilia" del 29 Agosto 2003
Bronte.
Scolaresche al singolare «Museo della civiltà locale»
La storia s'impara in masseria
Continua il flusso turistico al "Museo dell'Antica Civiltà
Locale" ospitato presso la "Masseria Lombardo", che
anche quest'anno grazie alle gite istruttive di scuole elementari,
medie e superiori, ha dato la possibilità a migliaia di studenti
provenienti da ogni angolo della Sicilia di toccare con mano realtà
di tempi andati.
Ineguagliabile testimone degli insediamenti sorti a
Bronte nel VI secolo dopo Cristo, si possono osservare oltre 150
specie di vegetazione mediterranea, un parco zoologico e tanto
altro. Visitando la cartiera araba, ritenuta prima del Mediterraneo,
si fa un tuffo nell'anno mille.
E' possibile ammirare la
"Storia del caffè" che per fortuna non è un trattato
sulla sua tostatura ma una simpatica collezione di
"caffettiere" di centinaia d'anni.
E ferri da stiro e
macchine per cucire antichi, proiettori cinematografici di inizio
'900 e abiti ecclesiastici secolari uniti a corone per il rosario
rendono più apprezzabile il variegato il patrimonio storico.
Poi ancora numerosi arnesi da lavoro dei contadini, tra cui gli
aratri in legno e quelli in ferro.
Le misure come il "duemondelli"
(pari a circa 9 Kg.), la "garozza" (pari a un Kg) gli
"otri" (recipienti di pelle) per il trasporto del mosto o
le "maille" (vasche di legno per impastare il pane).
Un
salto alla "Bottega del Maniscalco" lascia capire come
questo "calzolaio del cavallo" fosse anche un
"estetista". Accanto ad essa un terrazzo funge da
parcheggio per carretti da trasporto (con impressa la
targhetta comunale, come ricevuta di pagamento della "tassa di
circolazione") e da officina per la convergenza, che anche al
carro andava fatta.
Ma di oggetti che
appartengono alla realtà e non al mondo delle favole ce ne sono a
migliaia e tra questi la: "cintura di castità"; con tanto
di lucchetto.
Si è poi attratti dal "Viale delle
campane", dalla "Torre di Guardia Medievale" e da
tanto altro con a sfondo il sorridente "Monte Barca".
Dopo questo viaggio fantastico fra le memorie della civiltà
brontese, Nunzio Lombardo, padre di questa singolare iniziativa
privata nonché titolare e direttore del Museo, ci ha parlato del
programma di sviluppo che intende perseguire e di cui ha già
ipotizzato la realizzazione:
«Oltre al potenziamento del parco
botanico e di quello zoologico con il recupero, la cura, il
mantenimento degli animali abbandonati - ha spiegato Lombardo - si
continuerà con l'incrementare la dotazione degli oggetti da esporre
al Museo, con l'apertura di nuove sale di esposizione per le nuove
collezioni e per l'ampliamento di quelle esistenti.
Si continuerà
poi con le iniziative prettamente culturali - ha concluso il
direttore Lombardo - utilizzando le strutture in dotazione e
privilegiando mostre, incontri culturali e spettacoli di autori
siciliani». [Luigi Putrino]
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Masseria Lombardo, Contrada Piana Cuntarati
– Bronte, Tel. 095 7723977.
Orario di apertura: Lunedì- Sabato 9 -13. L'orario di apertura è solo indicativo e conviene sempre prenotare con
anticipo la visita. Per informazioni: sig. Ridà (Tel. 329 7368263). |
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Un
antichissimo telaio e, a destra, "a conca" con sopra "u ciccu"
(fino agli anni '50 era il sistema di riscaldamento" di ogni
casa contadina); sopra u "cuncheri" sono appoggiate un paio di scarpe utilizzate dai braccianti
brontesi fino agli anni '50 ("i zampitti",
realizzate con pelli o, durante la guerra, riciclando vecchi copertoni
d'auto). |

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Accanto una foto di
Zino Lombardo scattata nel 1986 in occasione della
consegna del Premio XXIV Casali per il turismo alla Masseria
Lombardo.
La targa è stata consegnata con questa motivazione:
"Per
aver riportato alla luce, restaurato e conservato reperti
degli antichi insediamenti nella zona di Bronte, mettendoli a
disposizione degli studiosi ed aver così donato al patrimonio
culturale siciliano rare testimonianze della nostra civiltà
locale."
Va sottolineato come il Museo della "Masseria Lombardo" si
pensa come messaggio alle generazioni presenti e future, di
richiamo al rispetto ed alla valorizzazione delle tradizioni
siciliane". |
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Dopo la
morte del suo fondatore, orgoglioso
mecenate e convinto animalista, che ha
garantito il funzionamento continuo senza interruzioni della
gestione della «Masseria», ora Bronte rischia di perdere anche questo prestigioso museo, con dispersione
in mille rivoli degli innumerevoli
oggetti raccolti con tanta passione da Zino Lombardo.
Un timido tentativo di salvare la Masseria è stato fatto
dall'ex sindaco di Bronte Leanza.
Ma non ha portato a nulla di concreto. E' mancata, sopratutto, la
volontà politica per la trasformazione da privato a ente pubblico
del "Museo dell'antica civiltà contadina" salvando così oltre
al patrimonio culturale anche il posto di lavoro alle persone che con
tanta passione ci lavorano da tempo.
Qualcosa si è mosso, invece, a
marzo 2006
quando l'Assessorato regionale ai beni culturali ed
ambientali, con decreto n. 7651 del D. G. ha apposto alla Masseria
Lombardo il vincolo di tutela previsto dal Decreto Legislativo
n. 42/04, riguardante le strutture per le quali ricorrono
evidenti motivi di pubblico interesse. |
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