Le famiglie Longhitano
Dico le famiglie e non la famiglia, in quanto il
cognome Longhitano deriva da “Longitanus”
abitante di Longi, piccolo paese dei Nebrodi,
dal quale provenivano. Il Prof. Gino Longhitano
ritiene, secondo una teoria molto verosimile,
che intorno al XVII secolo, la crisi della
sericoltura, allora fiorente in “Valdemone”,
portò, molti di questi abitanti a trasferirsi
sul versante meridionale dei Nebrodi e da qui,
verso la Piana di Catania per coltivare il grano
di cui avevano bisogno per sopravvivere.
Tali abitanti furono appunto chiamati “Longitani”,
d’onde il cognome così diffuso in Bronte e nei
paesi circostanti.
Nel mio lavoro di ricostruzione delle varie
Famiglie, ho riscontrato ben 64 nuclei familiari
abbastanza consistenti ed altri 30 circa,
formate da una due generazioni ed un numero
consistente di individui, sia maschi che
femmine, che non sono riuscito a collegare a
nessuno di essi. Sicuramente molti di questi
nuclei (con il soprannome di
Checchi,
Saranelli,
Bizzuni, Bastuni,
Chicchitti,
Scallipuszi, Puttella, ...,) si potranno
saldare insieme, qualora riuscissi a risalire di
una o due generazioni ancora. Dei più
consistenti citerò qui di seguito il capostipite
e la data o il soprannome della Famiglia con il
capostipite e la sua data di nascita o presunta
tale.
I discendenti di don Modesto Longhitano e Francesca De Luca
Questa è l’unica delle Famiglie Longhitano che è imparentata con quasi tutte le più importanti ed
influenti famiglie brontesi ma, a quanto mi risulta, a Bronte è ormai estinta; gli ultimi
discendenti da me conosciuti sono i discendenti di Elvira Dorotea Longhitano sposata a Giuseppe
Di Bella, il cui figlio Gaetano, ora defunto, fu un tempo direttore dell’ufficio postale di
Bronte.
Il capostipite a noi noto, Don Modesto Longhitano (nato nel 1680, numero progressivo 1
dell’Albero
genealogico), si sposa nel 1734 con Donna Francesca De Luca (1685). La
coppia che apparteneva alla borghesia terriera dell’epoca rappresentata da poche famiglie che
detenevano il potere economico e sociale (sui
registri vengono sempre indicati come “Don”
o “Donna”), ha tre figli: Agata,
Basilia Filippa Anna Francesca e Dionisio
Giuseppe Silvestro.
Come d’uso dell’epoca,
matrimoni ed i battesimi avvenivano nell’ambito
delle famiglie o di famiglie affini per censo e
rispetto nell’ambito della Comunità. E
don Modesto e donna Francesca
rispettano rigorosamente la tradizione: con
la loro prima figlia Agata stringono rapporti di
parentela prima con la famiglia Cannata e
quindi, quando Agata si risposa, con gli
Stancanelli; con il terzo figlio, Dionisio (n.
progr. 1.3), si imparentano con gli Anfuso, e
con i discendenti di Dioniso (la nipote Antonia
Francesca figlia di Dionisio e la pronipote
Giuseppa Angela Maria) con gli Abbadessa e con i
Lo Vecchio.
La prima figlia di don Modesto, donna Agata
Longhitano (1735, n. progr. 1.1) sposa in prime nozze, il 17
ottobre 1756, il notaio Vincenzo Cannata; morto il marito, il 21
dicembre 1783 si unisce in matrimonio con don Carlo Stancanelli.
Tre i figli nati dal primo matrimonio: Giovanni (1760), Giuseppe
Modesto Antonino (1761) e Anna Basilia Margherita Cannata (1766)
che sposa l’8 aprile 1782 don Antonino Stasuzzi.
Nulla ci rivelano i registri della Matrice della
seconda figlia di don Modesto e donna Francesca, mentre ampie
notizie ci danno del terzo, Dionisio Giuseppe Silvestro,
consentendoci di descrivervi i suoi numerosi discendenti. |
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DIONISIO GIUSEPPE SILVESTRO
nato il 22
maggio 1751 (n. progr. 1.3), sposa all'età di venticinque
anni la sedicenne Giuseppa Anfuso. La loro ben
presto diventa una famiglia patriarcale:
in ventisei anni nell’arco del loro matrimonio, dal 1777 al 1803,
la coppia ha infatti ben quindici figli (dieci
femmine e cinque maschi). Vi diamo di seguito
alcuni cenni su qualcuno dei figli e sui loro discendenti.
Antonina Francesca Longhitano, la prima
figlia di Dionisio e Giuseppa Anfuso, nata il 4
aprile 1777 (progr. 1.3.1) sposa don Serafino
Abbadessa (1779) figlio del Notaio Giacomo
generando, a quanto ci risulta, un’unica figlia,
Giuseppa Angela Maria, che il 10 gennaio 1803
imparenta gli Abbadessa e i Longhitano con
un’altra famiglia borghese, i Lo Vecchio,
sposando don Giacomo, aromatario
(erborista) in Bronte. L’unico loro figlio,
Luigi Lo Vecchio (1829), si sposa con Francesca
Meli Copani (1836).
Don Antonino Giuseppe Modesto, sesto
figlio di Dionisio e Giuseppa Anfuso,
(13.6.1785, n. progr. 1.3.6.) il 22 febbraio
1819 si sposa con Francesca Rosa Sanfilippo
(1800), in prime nozze, con Dorotea Nunzia
Cimbali (1819) in seconde nozze.
Sedici i figli
nati dai due matrimoni, sei dal primo e dieci
dal secondo: Rosalia (1820), Francesca Giuseppa
(1822), Dionisio Lorenzo (1825), Grazia (1827),
Giuseppa (1828) e Marianna (1829); Grazia
(1839), Nunzia (1842), Antonino (1844), Vincenza
(1847), Giuseppe (1849), Luigi Dionisio (1852),
Domenico (1855), Angela (1857), Maria (1861) e
Elvira Dorotea (1881).
Dei figli di
Francesca Rosa Sanfilippo:
-- Rosalia (8.1.1820, progr. 1.3.6a.1) il 7
dicembre 1836 sposa Vincenzo De Luca (1807)
figlio di Stanislao, proveniente da Palermo;
-- Francesca Giuseppa (29.10.1822, progr.
1.3.6a.2), sposa il 19 luglio 1839 Giuseppe
Liuzzo (1808);
-- Marianna, la sesta figlia, nasce il 28
febbraio 1829 (progr. 1.3.6a.6); il 22 gennaio
1852 sposa il coetaneo Nunzio Radice
(28.2.1829). Il loro primo figlio, il prof.
Benedetto
Radice (1.2.1854-15.5.1931), scrittore e
storico, fu un benemerito di Bronte: lavorò
per oltre quindici anni (come lui stesso scrisse) «con ardore a
frugare archivi e documenti, a percorrere le
campagne, rovistare, indagare, interrogare
rovine, tombe, monete». Volle sapere tutto
della storia del suo paese e, scrivendola, farla
conoscere agli altri. Ancora oggi il suo annoso
e sfibrante lavoro di ricerca minuziosa in
archivi e biblioteche di tutta Italia (Memorie
storiche di Bronte) rappresenta un
fondamentale punto di riferimento (in effetti è
l'unico) per la conoscenza del nostro passato.
Dei
figli di Dorotea Cimbali: |
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1942 - Contrada Fiteni - L’Avvocato Nunzio Cesare
(1871-1942, ) e la moglie Virginea
Pettinato (1873, numero progr. 1.3.6b.10.2 dell'Albero genealogico).
Nella foto a destra con il loro figlioccio Nunzio Longhitano. Virginea era
figlia di Vincenza Longhitano, pronipote di Don Modesto e Francesca De Luca, i
capostipiti della famiglia.
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CHI ERANO I NOSTRI ANTENATI?
L’albero genealogico dei
brontesi |
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L'Autore dichiara che alcuni dati anagrafici relativi agli
ultimi cento anni, sono stati raccolti direttamente dalla viva
voce dei discendenti e da loro stessi autorizzato alla loro
pubblicazione in un albero genealogico.
N. B.:
Qualsiasi altra informazione in vostro possesso o
conoscenza più precisa sull'albero genealogico è ben accetta.
Mettetela a disposizione di tutti facendola pervenire
alla
redazione o direttamente
all’estensore dell’albero stesso,
indicando il numero progressivo dell’albero cui le date o le
varie informazioni (es. anche foto della persona) si
riferiscono. Grazie
N. Longhitano |
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-- la prima, Grazia Longhitano, nasce l’1.12.1839
(progr. 1.3.6b.7); nel 1863 sposa Mariano
Margaglio generando Ferdinando (1864), Giuseppa
(1865), Giuseppe (1867), Dorotea (1869),
Antonino (1871) e Francesco (1873).
-- Antonino Longhitano, il nono figlio di
Antonino Giuseppe e Dorotea Cimbali, (progr.
1.3.6b.9), sposa una Saccullo, Francesca. Fra i
loro sei figli ricordiamo Elena Matilde (1866,
progr. 1.3.6b.9.3), che sposa don Ignazio Liuzzo
e don Attilio Longhitano (11.3.1895, segretario del P.N.F.
detto “Gerarca”,
n. progr.
1.3.6b.9.6).
-- Vincenza Longhitano (7.4.1847, decima figlia
di Antonino Giuseppe, progr. 1.3.6b.10), sposa
don Francesco Pettinato e genera otto figli, tra
i quali Virginea (19.10.1873, progr.
1.3.6b.10.2), che si unisce in matrimonio con
l’avvocato Nunzio Cesare (1871-1942, vedi foto),
responsabile degli uffici del lavoro del
“Ventennio” (Segretario del Sindacato
fascista)
e che muore di cancrena, in seguito
ad una ulcera formatasi durante il suo
internamento a Priolo, nel 1943.
-- Elvira Dorotea Longhitano (5.2.0881, l’ultima
figlia di Antonino Giuseppe e Dorotea Cimbali,
progr. 1.3.6b.16), sposa Giuseppe Di Bella.
Gaetano, il loro primo figlio, sposatosi con la
professoressa Maria Rosa Ciraldo, fu per decenni
stimato direttore dell’Ufficio postale di Bronte.
L’undicesima figlia di Dionisio, Angela Maria
Tommasa Longhitano (1793, n. progr. 1.3.11),
sposa don Vincenzo Artale (1785) generando in
dodici anni (dal 1814 al 1825) dieci figli.
Angela Maria Antonia (8.4.1798, n. progr.
1.3.13), tredicesima figlia di Dionisio
Longhitano e Giuseppa Anfuso, si sposa due
volte: il 5 giugno 1823 con Vincenzo Torretta
(1805) (ci risulta che l’unica loro figlia
Ambrogia Carmela Giuseppa (1824) si unisce in
matrimonio nel 1845 don Antonino Politi) e con
Carmelo Camuto (1782). |
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