La Storia di Bronte, insieme, nel web

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Il Real Collegio Capizzi

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I Moti rivoluzionari  (1820 - 1848)
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Nino Bixio a Bronte di B. Radice

I dibattiti e le ricostruzioni
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  - Processo a Bixio: la sentenza
  - Il clero e i Fatti
 
 - La fame di terre e l'ambiente
  - "Risorgimento perduto"

  - I Fatti di Bronte nel Risorgimento
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  - I fatti di Bronte, di L. Sciascia
  - Libertà, il commento di Sciascia

      . Una voce contro: Gaetano Falzone

  - Il drammatico agosto del 1860
  - Garibaldi, i mille e il revisionismo
  - N. Bixio, personaggio controverso

1860/2010 - 150° dei Fatti di Bronte:

 - La ferita aperta di Bronte
 - Memoria e revisione dei Fatti di Bronte
 - Bronte e Roma allo specchio
 - Bronte, una strage e due verità
 - Perché a Bronte il popolo fu così violento?
 - Ma insomma, a Bronte chi aveva ragione?
 - Le grandi date/1860: I ribelli di Bronte

La Santa Inquisizione
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1843: L'eruzione dell'Etna
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1911: Si brucia il dazio
1943: La guerra a Bronte
   - Il diario del cap. Giulio Sconzo
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1944: La sezione del Partito d'Azione
1946-50: Gli anni de "Il Ciclope"
1950-60: L'emigrazione
1952: Bronte vista da Carlo Levi

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BRONTE E L'ETNACon gli occhi di oggi scopriamo insieme il nostro passato.

I tempi del nostro lungo medioevo sono documentati da un patrimonio storico-culturale d’eccezionale importanza.

Essi narrano un trascorso di grandezza che i nostri avi hanno costruito o contribuito a costruire.

Le migliorate condizioni di vita favoriscono un movimento turistico sempre più in espansione.

Noi con l’occhio antico del turista, e non per campanilismo, siamo andati a curiosare, a chiedere, talvolta a cercare e immaginare.

Con l’obiettivo della macchina fotografica, come pure con ricerche di archivio e l’ausilio di memorie storiche, abbiamo cercato e fissato quei ruderi che sono o erano gli splendori di una civiltà passata: la nostra.

Abbiamo voluto, quindi, immortalare quei "fantasmi" che sono sopravvissuti ad incuria e abbandono cercando di non farli del tutto svanire e portarli a testimonianza e non a leggenda.

Siamo andati alla ricerca di documenti che ci permettessero di ricostruire l’economia, la società e la cultura del tempo.

Siamo stati attenti alla spiritualità e religiosità popolare cercando dappertutto di cogliere quei legami che fanno della nostra società una figlia di quella primigenia che l’ha preceduta.

Abbiamo, in una parola, cercato le nostre radici.

Narrando la storia del passato, ci proponiamo con questo sito di suscitare interesse verso tutto ciò che è segno indelebile di recupero di tradizioni, valori autentici che la massificazione, segno dei nostri tempi, ha inevitabilmente gettato nell’oblio.

L'esposizione, concisa e veloce degli avvenimenti, non vuole avere la pretesa di un trattato di storia e neppure quella di uno studio sulla vita politica, economica e sociale di Bronte. Per questo - e per approfondire quanto da noi scritto - vi rimandiamo alle Memorie storiche di Bronte di Benedetto Radice.

Ci auguriamo solo che quanto realizzato possa servire da piattaforma di rilancio culturale, sociale ed economico della nostra piccola cittadina.
 

Genealogie di famiglie brontesi

- La famiglia Liuzzo (Marrani)

- Le famiglie
   Barbaria  |  Camuto  |  Cannata  |  Di Bella  |  Minissale (Tri ppiri)  |  Sciavarrello

- i Longhitano: BizzuniChecchi-ChicchittiSaranelli,

   i discendenti di don Modesto Longhitano

 - le famiglie Lupo
 - i Meli (Capubanda)

 - i Meli (Bindozzu)

 - i discendenti di Stefano Pannucci  |  le famiglie Politi

 - i Russo (Acquavitari)

 - La casata Lupo di Bronte

L’origine e il significato dei cognomi brontesi

 

Bronte trae origine da 24 casali, popolati di contadini e pastori.

Sempre in lotta per l’esistenza, i brontesi hanno conservato una natura fortemente determinata, libertaria e raramente disponibile al compromesso.

Il giureconsulto Antonino Cairone ed il capitano d'armi Matteo De Pace con Luigi Terranova condannati a morte per aver gridato Viva il re di Francia ne sono un fulgido esempio.

E forse non a caso è nato a Bronte il filosofo Nicola Spedalieri che per primo in Italia parlò dei diritti dell’uomo e non è un caso che i brontesi siano stati anche protagonisti dei Moti siciliani tendenti ad affermare i principi dell’autonomia e dell’indipendenza (1820 e 1848-1849), soprattutto, dei sanguinosi Fatti del 1860
che durante la spedizione dei Mille ci procurarono
oltre ad una dura repressione l’accusa infamante di "lesa umanità" e della rivolta contro i dazi del 1911.

Stemma del comune di Bronte (da un dipinto di G. Politi, 1832)
Stemma del Comune di Bronte (tratto da un dipinto di Giuseppe Politi del 1832 raffigurante una eruzione dell'Etna dello stesso anno)

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