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Enzo Farinella, nato a Gangi (Palermo) il 1° gennaio 1949, è residente da 28
anni a Dublino (Irlanda). Scrittore, docente di lingua italiana, è direttore
della locale “Casa Italia”, addetto presso l'Istituto Italiano di Dublino,
componente della Consulta regionale dell'emigrazione e dell'immigrazione e
corrispondente dell'Ansa della capitale irlandese.
Quattro cittadine: Drogheda nell'Eire, Banbridge nel Nord Irlanda, Haworth (Yorkshire)
in Gran Bretagna e Bronte in Sicilia condividono la fama letteraria delle
scrittrici Emily, Charlotte e delle altre sorelle Bronte.
Per la prima volta nella storia, rappresentanti di queste cittadine e della
Bronte Society, sezione irlandese, si sono ritrovati nel Castello di Nelson
della cittadina etnea per discutere quel che le accomuna e lanciare un convegno
mondiale sull'origine del nome delle scrittrici per gli oltre 200 clubs
"Bronte", sparsi in tutto il mondo. E' questa veramente un'avventura
straordinaria, che ci piace ricordare.
Il tutto ha avuto inizio nel secolo XVIII. Fu Patrick Prunty o Brunty, figlio di
Hugh, che si innamorò del nome Bronte, di cui Nelson fu Duca. Hugh nacque a
Drogheda, 50 Km circa da Dublino, sulla via per Belfast.
In cerca di migliori
fortune egli si recò da Drogheda a Mount Pleasant, vicino Dundalk prima e poi
nell'Irlanda del Nord, a Emdale, a poche miglia da Rathfriland, nel Comune di
Banbridge, dove nacque il figlio Patrick, il 17 Marzo 1777, il giorno di San
Patrizio, Patrono dell'Irlanda.
Alcuni anni dopo la famiglia Prunty costruì una
nuova casa più capiente nella vicina Ballynaskeagh, parte oggi del "Bronte's
Homeland Interpretative Centre" o "Il centro studi sul casato Bronte".
Patrick si rivelò fin da giovane un vero protagonista. Lavorò nell'industria del
lino, ma ben presto la sua passione per il mondo classico ebbe il sopravvento,
iniziando a studiare di notte e nelle ore libere. Divenne così un professore.
Nel 1802, con l’aiuto del rettore protestante del luogo, Patrick si trasferì a
Cambridge, dove, all'età di 25 anni, entrò nel St. John's College. In quel tempo
il giovane Prunty nutriva una grande ammirazione per Horatio Nelson, che tre
anni prima era stato insignito del titolo di Duca di Bronte dal Re Ferdinando IV
delle Due Sicilie.
Per questo cambiò il suo nome da Prunty in Bronte, con la
dieresi sopra la "e", affinché gli inglesi non ne storpiassero la pronunzia.
Il
nome Bronte infatti appariva più aristocratico, risentiva meno del retroterra
povero irlandese da cui proveniva Prunty, e soddisfaceva la sua ammirazione per
l'Ammiraglio Nelson. Così nel 1802 egli si firmò con il nome "Nelson's hero" -
L'eroe di Nelson -.
Nel 1806 Patrick venne ordinato pastore e nel 1812 sposò Maria Branwell. La
nuova famiglia, che fu allietata da sei figli, visse a Haworth (Yorkshire) in
Inghilterra.
Tra questi figurano Emily, Charlotte e le altre sorelle Bronte, che
con la loro fama letteraria hanno glorificato e continuano a glorificare il nome
della cittadina siciliana, appollaiata sulle pendici dell'Etna.
Recentemente, le tre cittadine di Bronte, Drogheda e Banbridge si sono ritrovate
insieme per celebrare questo connubio che le unisce in un modo unico. «Questo
storico incontro ha avuto inizio circa quattro anni fa, quando mi hanno
contattato, parlandomi delle relazioni della mia famiglia con Bronte in
Sicilia», ha dichiarato Carol Bronte, l'unica superstite del casato, parlando
alle tre delegazioni a Banbridge. «Adesso abbiamo un legame tra le tre città, ha
continuato Carol, cosa che è molto importante soprattutto per iniziative di pace
e collaborazione tra il Sud e Nord Irlanda».
Per questa ragione Drogheda, una città vibrante, e Bronte hanno stretto nel 1986
un patto di gemellaggio e, si spera che ben presto anche Banbridge e Haworth ne
possano fare parte.
Drogheda condivide molti punti in comune con Bronte. Ambedue hanno avuto i loro
martiri e ambedue hanno pagato con il sangue della propria gente la conquista
della libertà e della dignità dell'uomo. Se la siciliana Bronte adesso potrà
aiutare nel compito di ricostruzione della pace tra la loyalista-unionista
Banbridge e la cattolica-nazionalista Drogheda, questa sarà un'impresa che potrà
passare alla storia, come nei secoli scorsi è successo con la famiglia Bronte.
Banbridge, nella Contea di Down, dove ha sede il Centro Culturale Bronte, è una
ridente città sul fiume Bann, nell'Irlanda del Nord. Una volta era la culla
dell'industria del lino, ma ancora oggi si impone quale nevralgico centro
industriale. E' stata immortalata in una famosa canzone popolare irlandese,
"Star of the County Down" - stella della Contea di Down -, cantata anche da Val
Morrison.
Situata sull'asse principale Dublino-Belfast, Banbridge offre una
ricca storia, un centro commerciale molto attivo, tante amenità e soprattutto il
Centro Studi sulla famiglia Bronte.
I legami tra Sicilia e Irlanda sono stati molti attraverso i secoli e queste tre
cittadine li arricchiscono in modo del tutto unico.
Il Re Ferdinando IV, volendo dire grazie agli inglesi, per averlo aiutato a
mantenersi nel Regno di Sicilia con sede a Palermo, "graziosamente" - scrive
Leonardo Sciascia in La corda pazza - fa dono all'Ammiraglio Nelson, che
capeggiava allora le truppe della corona britannica nel Mediterraneo, di un
grande feudo, sito a Bronte, "per servizi ricevuti".
Più tardi, nel 1799, il re
di Napoli lo nominerà Duca di Bronte.
Ferdinando IV aveva incontrato Horatio
Nelson dopo la battaglia del Nilo, nel 1798, quando l'Ammiraglio inglese
distrusse la flotta di Napoleone e fece dell'Inghilterra la più grande potenza
del Mediterraneo. In tale battaglia però la nave portabandiera di Nelson, la
Vanguard, subì danni seri e si rese necessario salpare subito alla volta di
Napoli per ripararla. Nella città partenopea l'eroe inglese venne accolto da
trionfatore.
Tra le tante personalità che si trovavano nel porto di Napoli c'era
anche l'Ambasciatore inglese, Sir William Hamilton, e la sua giovane moglie,
Emma, che si invaghì subito dell'Ammiraglio.
I due furono amanti per molto
tempo. Dalla loro relazione nacque la piccola Horatia, e Nelson le lasciò una
pensione ricavata proprio dal ducato di Bronte.
Nelson purtroppo non ha potuto dedicare molto tempo alla sua ducea di Bronte,
tuttavia vi rimase legato. Nel 1801, partendo per una nuova campagna nel
Baltico, scrisse a Emma: «Sono sicuro che questa campagna ci darà pace e dopo
potremo partire per Bronte... con la nostra amata piccola». E nel 1803, scrisse
di nuovo ad Emma, dopo la morte del marito: «Uno di questi giorni sarai la mia
duchessa di Bronte».
La connessione dei Nelson con la Ducea durò per altri 175 anni, fin quando
Alexander Nelson Hood, 4° Visconte Bridport e 7° Duca di Bronte, ha venduto il
feudo al Comune della cittadina etnea, nel 1981. |
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Insegna eretta a Drogheda (Dhroichead Atha) in onore del gemellaggio con Bronte |
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6 Giugno
2003, rinnovo del gemellaggio fra Bronte e Drogheda: |
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la delegazione brontese posa con il sindaco della cittadina irlandese, Malachy Godfrey.
Alla sua sinistra l'allora vicesindaco di Bronte Nino Leanza (con la fascia
tricolore), ultimo a destra Enzo Farinella. |
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