25 Gennaio 2005 La poesia di Maria Ausilia Ponzo Alle ore 17,00 di domenica 30 Gennaio, nella chiesa del Sacro Cuore, sarà presentato il libro di poesie opera-prima di Maria Ausilia Ponzo “Lo sfogarsi dei sentimenti… nel tempo”, edito da “La voce dello spirito” - Edizioni, Catania. Katia Teri leggerà alcune liriche tratte dal libro. Maria Ausilia Ponzo vive a Bronte, dove è nata nel 1980. Ha frequentato la locale Scuola Magistrale ed in atto, iscritta al Corso di Scienze della Formazione dell’Università di Catania, è laureanda in Scienze dell’Educazione. Ha iniziato a scrivere poesie giovanissima, a soli 13 anni, ed il libro raccoglie ottantaquattro poesie scritte proprio da quell’età fino ai vent’anni. «Quando per fa prima volta nel lontano 8 marzo 1993 la mia mano, dopo un profondo sconvolgimento interiore, afferrò la penna per ripetere, inconsapevole, l’opera creatrice della natura non sapevo ancora che da lì sarebbe nata un'intera raccolta di poesie, né tanto meno che queste un giorno avrebbero visto la luce in un libro. «Sono ormai trascorsi undici anni da quel giorno, e seppur la consapevolezza e la maturità con le quali mi trovo oggi a guardare e valutare gli accadimenti e me stessa sono in me mutate, tuttavia rimane inalterato il motivo dì fondo che mi ha spinto a scrivere tutte le poesie qui contenute e cioè la volontà, la "necessità interiore" di "sfogare qualcosa che nel bene e nel male ha per me un’importanza fondamentale: i sentimenti.
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L'Amore è L’amore è nella rosa che nasce; l’amore è nell'alba che sorge, salutando la notte; l’amore è nel volteggiare lieve dì due bianche farfalle in un magico Walzer. L'amore è nell'usignolo che canta di una dolce melodia e in un bimbo che grida gioioso alla vita. L'amore è... nella gente che ama... dì vero amore. Poesia composta a Bronte il 3 ottobre 1997 | «In particolare, il dolore, là rimembranza, la speranza sono stati i temi attorno ai quali si sono svolte queste mie poesie nelle quali la mia vicenda umana è cantata.» (Maria Ausilia Ponzo, "L'autrice a chi legge")
31 Gennaio 2005 POESIA. Al Capizzi Bronte, versi e sentimenti «Lo sfogarsi dei sentimenti... nel tempo», è il titolo della raccolta di poesie scritte dalla giovane brontese Maria Ausilia Ponzo, presentata ieri sera nella chiesa del Sacro Cuore del Real Collegio Capizzi. All'esordio della neo poetessa, ha partecipato una folto pubblico. Per il rettore del Collegio, padre Giuseppe Zingale, Ponzo nei suoi componimenti «esprime il suo intimo» mentre il professore Mario Grasso non ha esitato ad affermare: «E’ nata una voce che ha qualcosa da dire». Infine, un intervento più familiare, quello della sorella dell'autrice, Serena, che con toni emotivi ha definito questa raccolta «un' apertura verso il mondo per mandare un messaggio di vita e d'amore». Il volume con le ottantatre liriche è stato pubblicato ne «I quaderni della fede» da «La voce dello Spirito». (lpu)
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"Un Paese del Sud", scritto negli anni '80 dal sen. Firrarello, sembra diventato l'evento letterario dell'anno | 30 Dicembre 2004 Presentato ai brontesi il libro di Firrarello "Un paese del Sud - Realtà e fantasia", il libro scritto negli anni '70 dal sen. Pino Firrarello ed oggi ristampato dalle Edizioni Greco, è stato presentato oggi anche ai brontesi nell'aula magna della Scuola media statale "Luigi Castiglione". Salone gremito come non mai, distribuzione gratuita del libro ed, anche, un pizzico di commozione e di soddisfazione del senatore nell'apporre autografi e dediche agli amici di Bronte. Dopo i rituali saluti di benvenuto della prof.ssa Cinthia D'Anna e del Provveditore agli studi di Catania, dott. Raffaele Zanoli, la presentazione è stata affidata al prof. Gino Saitta, ordinario di Storia medievale presso l'Università di Catania. Sono intervenuti anche la prof.ssa M. Rita La Spina e il prof. Vincenzo Randazzo. A seguire un concerto degli alunni della sezione ad indirizzo musicale della Scuola e un'esibizione della pianista prof.ssa M. Grosso. | 28 Dicembre 2004 «Il senatore si racconta» La San Cono di Firrarello I suoi ricordi, la sua vita da bambino, la vita nelle campagne di San Cono. Torna a ritroso nel tempo il senatore Pino Firrarello che veste i panni dello scrittore e presenta la ristampa del libro: "Un Paese del sud tra realtà e fantasia" pubblicato per la prima volta sul finire degli anni Sessanta. Il testo, curato dalle edizioni Greco è un "saggio" su San Cono, paese natio di Firrarello. "Scrissi questo libro nei ritagli di tempo - afferma l'autore che ha presentato il romanzo insieme a Elio Rossitto, docente di economia politica e Raffaele Lombardo, presidente della Provincia - Lo pubblicai per caso. Un giorno incontrai la moglie di colui che sarebbe stato il mio editore. La conoscevo da tempo e le chiesi di leggere le mie follie. Decise di pubblicarle". E Firrarello rivive gli anni della guerra, l'arrivo degli americani in Sicilia, la vita tranquilla svolta per lo più in campagna. "A San Cono non c'era nulla. Mancavano le scuole, le farmacie, i medici. Da bambini si trascorreva molto tempo tra i campi". Ricordi legati anche ai racconti degli anziani che stavano, nelle notti d'inverno, a narrare ai nipoti i tempi andati. "Ricordo uno zio che nacque nel 1885 - aggiunge Firrarello - era un piacere sentirlo parlare". [Al. Bo.]
| La recensione di Nicola Lupo |
| 31 Dicembre 2004 Un diario di emozioni antiche firmate Firrarello CATANIA - Tre sorprese in una serata gradevole, ricca di racconti e di memoria, di emozioni e ricordi. La prima: Raffaele Lombardo presidente della Provincia di Catania, eurodeputato e segretario regionale dell'Udc, stava seduto allo stesso tavolo del leader catanese di Forza Italia, sen. Pino Firrarello, del quale è stato presentato il libro. La seconda: un potente ex Dc come Firrarello abiura l'assistenzialismo (su cui si è ingrassata la Dc) e dice che bisogna finirla col clientelismo dei forestali e mirare allo sviluppo del territorio con le infrastrutture. La terza: il prof. Giuseppe Astuto, docente universitario e politicamente di sinistra, sentenzia che la riforma dei patti agrari per la piccola proprietà contadina non ha mai prodotto sviluppo, né ricchezza (e la sinistra per decenni ha illuso i lavoratori della terra). E poi, l'altra sorpresa - sottolineata dall'altro docente universitario che ha presentato il libro di Firrarello «Un paese del Sud: realtà e fantasia» (Edizioni Greco) - è stata l'enorme affluenza di gente ad assistere, «mai tanta neppure alla presentazione di testi altamente scientifici», in una serata che si è trasformata in evento e in un trionfo per Firrarello che ha incassato anche la generosa proposta accademica di adottare il testo nelle facoltà universitarie. Partiamo col dire che il testo del senatore di Forza Italia, non è un'opera letteraria ma un diario di emozioni antiche che il tempo cancella definitivamente, ovunque, senza l'iniziativa di chi intende mantenere vivi cultura, tradizioni e storia di un paese, tramandandoli con uno scritto. E Firrarello l'ha fatto bene. Parla del suo paese, San Cono, ma il libro si può adattare a qualsiasi altro borgo di civiltà contadina in cui, magari, in assenza di bar e ritrovi, il punto di incontro e di cenacolo era il magazzino del "firraru". Leggendo il libro si ritrovano sensazioni umili, come umile è la malinconia di quando si rivede l'infanzia, la povertà. Un libro in cui non mancano sentimenti forti come l'addio tra la madre e il figlio che parte, così come è partita "la meglio gioventù" ed è anche un'opera in cui si palpa il ribellismo disincantato dei siciliani, soprattutto la ribellione capitanata dall'elemento forte che è la donna, straordinaria nella figura di madre, unica in quella che rischia per amore ed eccellente in quella che "riesce" con lo studio malgrado i giudizi, spesso gratuiti, espressi sul suo conto perchè era andata a studiare "fuori". Ma Pino Firrarello riesce a tracciare con le azzeccate metafore il tracciato dello sviluppo del Mezzogiorno, partendo dai paesi che - come dice Elio Rossitto - sono diventati vecchi senza essere stati mai adulti. Ripetendo che non è più epoca di assistenzialismo su cui si è basato il Mezzogiorno e che la tutela dei forestali non ha nulla a che vedere con lo sviluppo, rimanendo invece, assistenzialismo - a volte necessario - ma sempre tale e demoralizzante se si guarda al futuro. [Domenico Calabrò]
15 Febbraio 2005 Presentato il libro del senatore Pino Firrarello RANDAZZO - Presentato anche a Randazzo il libro «Un paese del Sud - Realtà e fantasia», scritto negli Anni 80 dal senatore Pino Firrarello. All'interno di un salone Ariston particolarmente affollato, il senatore ha regalato il libro autografandolo con dedica agli amici. Alla presentazione hanno partecipato i sindaci di Moio Alcantara Salvatore Correnti, Santa Domenica Vittoria Antonio Pinzone, Floresta Antonio Bruno e Maletto Giuseppe De Luca. Con loro l'assessore Concetto Stagnitti di Castiglione di Sicilia e il consigliere provinciale Giuseppe Gullotto. Presenti anche il preside della scuola media prof. Enzo Raccuja, il dirigente scolastico Giuseppe Crascì, il presidente della società Sviluppo jonico etneo dott. Ernesto Del Campo e l'amministratore delegato della società Ato «Joniambiente» Francesco Rubino. Con loro anche assessori e consiglieri comunali di Randazzo. Ha relazionare brillantemente sono stati la professoressa Rita Pagano ed prof. Nino Grasso. «Questo libro - ha affermato il senatore - frutto di un cocktail fra realtà e fantasia, descrive alcuni aspetti particolari della nostra terra e della sua gente, delusa per esempio da una riforma agraria che non portò economia perché già allora anacronistica. Rappresenta - continua - anche una sorta di stimolo per una Sicilia che deve rimboccarsi le maniche se vuole sottrarsi dalla condizione che ancora oggi, per altri versi rispetto al passato, la contraddistingue».
| 19 Aprile 2005 Firrarello presenta il suo libro BELPASSO. Giovedì prossimo alle 19 nei locali del Circolo Operai, piazza Roma, l'Archeoclub in collaborazione con l'assessorato alla Cultura e Pubblica istruzione presenteranno il libro "Un paese del sud, realtà e fantasia" di Pino Firrarello. Relazionerà l'assessore alla Cultura, professoressa Cettina Rapisarda.
10 Febbraio 2005 IL LIBRO Fantasia e realtà da Trigona al senatore Firrarello Nostro inviato SAN CONO. Il senatore Pino Firrarello, che è nato nel cuore di questo paese, si diletta a scrivere, anche. E stavolta ha scritto e descritto San Cono, nel libro intitolato «Un paese del Sud, realtà e fantasia». Appunto, realtà e fantasia, realtà o fantasia. realtà è fantasia? Domande inevitabili, perché Firrarello, scrive nella sua prefazione il prof. Giuseppe Giarrizzo «s'è cimentato in questa ricerca di origini, con questo saggio costruito attraverso la memoria dei vecchi del paese». Già, quanta realtà e quanta fantasia racconta la memoria dei vecchi d'un paese siciliano, tra e con le contaminazioni dell'anima, della coscienza, del dolore e della gioia? Vogliamo parlare di giustizia, per esempio? Nel libro riaffiora, spesso, il concetto. «E' ovvio che la giustizia sia un tema centrale del racconto - spiega Pino Firrarello - come lo è di tutta la storia della nostra isola. C'è, infatti, il marchese Trigona, da cui comincia la storia del paese e quella del libro, un uomo di grande benevolenza e grande cuore, che, però, non manca, puntualmente, di far costruire la forca in paese. Questa è l'immagine con cui cresce il paese, della giustizia, dei buoni e dei cattivi». E San Cono è, curiosamente, anche uno dei primi paesi della Sicilia orientale, che importa il fenomeno mafioso. «Esatto, perché è un paese che si popola di gente che viene da altri centri, dove era già radicata quella mentalità, e la esporta a San Cono, dove verranno addirittura celebrati ad inizio del secolo anche i primi grandi processi di mafia». Tra giustizia, ingiustizia, potere e contro potere, c'è l'odiosa questione dei balzelli, delle imposte sanguisuga. Per esempio con il signor Prizzi, esattore, che si mette in testa di rovinare il povero Mariano Cipolla. Sino a quando non tocca l'intoccabile. «Ovvero, diciamolo subito, la pentola. L'intoccabile pentolone. Perché nelle povere case, stalle spesso, dove i sanconesi vivevano pigiati, coniugi, figli, capre e fame, l'unica fonte di sopravvivenza era quel pentolone che poteva riempirsi di verdure, fave, legumi. Quando l'esattore, dopo aver tolto tutto a Cipolla, cioè quel poco che aveva, pensa di far portare via il pentolone, allora scatta la reazione,la rabbia popolare». Paese dalla cultura patriarcale, impregnato del profumo acre di superstizioni e sacrestia, ma anche paese in cui tre donne diventano tre simboli. «Donne importanti, che fanno capire quanto potessero loro fare autentiche rivoluzioni. Una donna che si ribella al padre per amore, Giovanna. Una che si ribella per poter frequentare le scuole, Rosaria. E una, Rosalia, che alla fine comprende le ragioni del figlio che sogna un futuro migliore, purtroppo lontano dal paese. La forza delle donne, la forza di un paese che voleva cambiare». E per restare anche legati al tema di questo viaggio nel presente di San Cono, c'è la terra, ci sono i contadini. «Che vivendo sulla terra si sentono liberi, perché, del resto, per loro quello è il loro mondo, il loro spazio vitale. Una vita faticosa, difficile, che porterà, più avanti negli anni, anche alle battaglie per dividersi le terre, per superare il feudalesimo ancora imperante. Ma che finirà con l'infrangersi su una riforma agraria che servì solo ad evitare una rivoluzione, proponendo a quella povera gente l'ennesimo inganno». [A. Lod.]
| 26 Aprile 2005 SPETTACOLO ALL'ISTITUTO «CANNIZZARO» Storia e tradizioni di «Un paese del Sud» Oltre duecento studenti dell'istituto tecnico industriale «Stanislao Cannizzaro» hanno assistito al debutto dello spettacolo teatrale «Un paese del sud», liberamente tratto dall'omonimo libro di ricordi del senatore Pino Firrarello. Alla rappresentazione, oltre ai docenti e al preside, Salvatore Indelicato, erano presenti anche il senatore Firrarello (che si è detto soddisfatto dall'adattamento teatrale fatto dal regista Salvo Valentino, capace di cogliere i passaggi significativi del libro) e Salvo Panebianco, assessore provinciale alle Politiche della scuola. Lo spettacolo al «Cannizzaro», organizzato dalla Provincia regionale di Catania, ha avuto per protagonisti, gli attori Salvo Valentino (nei panni di don Michele, voce narrante e filo rosso che lega i personaggi) e Mirella Turco, i danzatori di tango Dario Felice Calì e Patrizia Finocchiaro, le musiciste Angela Melluso (piano) e Manuele Caserta (violino), che hanno eseguito musiche di Piazzola e melodie della tradizione siciliana. «Lo spettacolo si propone di avvicinare il pubblico degli studenti alla storia e tradizioni popolari siciliane, attraverso un racconto che si snoda tra le vicende di un piccolo paese, S. Cono, all'inizio del Novecento». Così ha affermato l'assessore Panebianco, che ha sottolineato le tematiche che vengono affrontate dal testo, quali la questione meridionale, il problema del latifondo e della mancata riforma agraria, l'emigrazione, il ruolo della donna nella società del tempo, la mafia, il lavoro nelle campagne. A conclusione della recita, gli studenti, traendo spunto dai temi rappresentati, hanno dimostrato di aver colto i tratti salienti della vita in un piccolo centro agrario e, durante un animato dibattito, hanno posto attenzione sulle cause storiche del divario Nord -Sud e sulla condizione degli emigranti italiani all'estero.
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