I parlamentari brontesi
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Placido De Luca, Francesco Cimbali, Vincenzo Saitta, Luigi Castiglione, Biagio Pecorino, Vito Bonsignore,
Pino Firrarello, Salvatore Leanza, Nunzio CalannaFranco Catania, Giuseppe Castiglione


Placido De LucaPlacido De Luca
Placido De Luca, nato a Bronte il 28 settembre 1802 e morto a  Parigi il 1° novembre del 1861, è stato il primo deputato della Città di Bronte.
Fu un insigne economista, fratello del Card. Antonino Saverio (Nunzio apostolico di papa Gregorio XVI e di Pio IX presso la Corte di Baviera e di Vienna).
E' stato eletto al Parlamento Subalpino nel 1860 nel Collegio di  Regalbuto (con 334 voti su 455 elettori).
I pochi elettori si spiegano col fatto che in quel periodo (e fino al 1912) la legge elettorale prevedeva il diritto di voto solo ai maschi che sapevano leggere e scrivere.
Il De Luca fu fra i deputati che il 14 Marzo del 1861, ad unanimità di voti, proclamarono Vittorio Emanuele re d'Italia.


Vincenzo Saitta
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Vincenzo Saittaavvocato, è nato a Bronte da Giuseppe e Luca Nunzia il 10 febbraio 1876.
Agli inizi della sua carriera politica, giovanissimo avvocato, è stato in diversi periodi consigliere comunale del partito socialista, distinguendosi fra l'altro come attento e puntiglioso difensore dei diritti brontesi nei confronti della Ducea, la "questione brontese" dell'epoca.
«Che cosa rappresenta essa? - scriveva il settimanale catanese "Il Fuoco" (anno I, n. 6 del 23.12.1909) - Non altro che il conflitto tra la forza del feudatario e il diritto del poverello. Buon per quel paese, che una vigile sentinella, che un cittadino esemplare, un uomo di cuore, un carattere adamantino, un grande ingegno, sia rimasto alla vedetta, abbia costituito l'avanguardia di un diritto che non può essere calpestato o manomesso. Intendiamo parlare dell'avvocato Vincenzo Saitta, altrettanto modesto per quanto valoroso».
Il giovane avvocato Saitta, nel luglio del 1902, in un comizio a sostegno della candidatura a sindaco dell’on. Francesco Cimbali si augurava che “il popolo brontese potesse dare una solenne lezione ai padroni del Comune alleati con quel signorotto del Duca Nelson”. (La Gazzetta della Sera, Catania, 17-18-Luglio 1902)
L'avv. Saitta è stato anche deputato provinciale (così erano chiamati all'epoca) e, dal 1921 al 1924, il terzo deputato brontese a sedere nel palazzo di Montecitorio, quando il Parlamento fu chiuso dopo i fatti dell’Aventino.
Nel luglio 1943, con l’entrata a Bronte delle truppe alleate, Vincenzo Saitta fu nominato commissario del Comune dal generale inglese Alexander.
E' morto a Catania il 1 Novembre 1957.


Biagio Pecorino

SEN. DR. BIAGIO PECORINOBiagio Pecorino, medico, nato a Bronte il 10 Gennaio 1909 e morto a Catania all'età di 74 anni il 31 Gennaio 1983, è stato un  famoso chirurgo, primario prima all’ospedale Castiglione-Prestianni di Bronte e successivamente all’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania.
Uomo di singolare umanità, generoso e grande oratore fu un trascinatore di popolo grazie sopratutto alla sua grande disponibilità e le attenzioni che riservava ai meno abbienti.
Eletto (nelle elezioni del maggio 1971) con larga messe di suffragi nella lista del Movimento Sociale Italiano, è stato il primo senatore brontese a sedere fra i banchi di Palazzo Madama, per ben tre legislature consecutive (VI, VII e VIII, quando nel 1983 morì).
E' stato anche consigliere provinciale del MSI (all'epoca presidente della Provincia era l'ing. A. Drago).
Un profilo della sua persona ce lo ha fornito Nunzio Ciraldo, anche lui brontese, allievo politico e soprattutto suo indiscusso amico:
«Avevo 14 anni quando l’ho conosciuto - racconta Ciraldo -. Lui uomo di mezza età, alto magro, con un sottile baffetto, sguardo bonario e un’aria da “Gentiluomo di campagna”. Chirurgo eccellente, primario all’Ospedale V. E. di Catania; “u dutturi” per i brontesi, suoi concittadini … Biagio Pecorino  aveva due figli, Vincenzo, nato malato, e Agostino.
Leader politico dell'Msi - continua Ciraldo - fu un trascinatore di popolo grazie alla sua  disponibilità per tutti ed all'attenzione per i meno fortunati.
Svolgeva la sua professione privata presso una sua clinica in via Macallè, poi in via San Vito, a Catania. Strana attività la sua, perché, - precisa Ciraldo - o per amicizia o per bisogno, pochi erano quelli che pagavano le sue prestazioni.
Ad un certo punto, verso la fine degli anni '60 la sua vita cambiò radicalmente. Perse in successione il figlio Vincenzo e dopo, in un tragico incidente d'auto, Agostino, giovane universitario in medicina sul quale aveva riposto tutte le sue speranze. Il suo sguardo si spense, le sue spalle si incurvarono e solo la politica gli consentì di continuare a vivere.
Dalla morte di Agostino - continua emozionato Ciraldo - si rifiutò di tornare a Bronte dove il figlio aveva studiato al Real Collegio Capizzi. Saliva sì tutte le domeniche accompagnato da Angelo (suo autista fino alla fine) ma si fermava al cimitero, dai figli.
I Brontesi però presero l'abitudine di andarlo a trovare in quel luogo: guardava analisi e radiografie, fissava appuntamenti, scambiava qualche saluto con amici e "camerati" e poi via di nuovo in città... Una parte dei suoi beni servì per costruire a Catania un Istituto per giovani handicappati dedicato ai figli Vincenzo e Agostino». (Luigi Putrino in “Bronte Eventi”, n. 4, Dicembre 2003).
Oltre ai numerosi riconoscimenti avuti in vita, dopo la sua morte, Bronte e Catania, hanno dedicato a Biagio Pecorino due vie.

Nunzio Ciraldo, il sen. Biagio Pecorino e Giorgio Almirante durante un comizio del MSI in Piazza Spedalieri.

Ciraldo, Pecorino, Almirante

UN RICORDO DI NICOLA LUPO

Biagio PecorinoIl dott. Biagio Pecorino era amico di mio padre e nostro, come mio nonno era stato amico di suo padre il quale gli aveva affittato un locale, accanto a quello di Destro, che mio nonno adibiva a magazzino. Il nostro amico lavorò quasi sempre come chirurgo all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania che era ubicato nella zona popolare di S. Cristoforo, che poi gli diede i voti necessari per essere eletto senatore, memore della sua grande disponibilità a favore di tutti, ma specialmente dei più bisognosi. A noi che nell’anno accademico 1938/39 abitavamo in quella zona, vicino al castello Ursino, quando ne avevamo bisogno veniva a visitarci e a curarci. Come fece con mio padre nel dicembre del 1943, quando tentò, purtroppo inutilmente, di salvargli la vita. Io lo rividi l’ultima volta una notte alla stazione Termini: prendevamo il vagone letto, io per Catanzaro, e lui per Catania e mi disse che preferiva il treno all’aereo; era vecchio e distrutto dalle molte sciagure familiari che lo avevano lasciato solo, ma mi abbracciò e volle il mio indirizzo di Roma, ma non lo sentii più!
Poco tempo dopo seppi che era morto: un altro amico ci aveva lasciati!
Nicola Lupo


 

Vito Bonsignore
Vito BonsignoreVito Bonsignore, è nato a Bronte il 3 luglio 1943. Ha studiato nel Collegio Capizzi e conseguito la laurea in Economia e Commercio all'Università di Catania si è trasferito a Torino.
Nella stessa città ha fatto una veloce carriera, diventando prima direttore tecnico e poi direttore generale della società che gestisce l’autostrada Torino-Piacenza. E’ stato anche amministratore delegato della Torino-Milano. Ma poi l'amore per la politica ha avuto il sopravvento.
Eletto per due legislature al Parlamento nelle file della DC (corrente di Andreotti), ha ricoperto anche l'incarico di sottosegretario in diversi Governi e di componente della Direzione centrale della Democrazia Cristiana.
Nel primo Governo Amato (XI Legislatura, 28 giugno 1982 - 22 aprile 1993) è stato Sottosegretario al Bilancio e programmazione economica con i ministri Franco Reviglio (fino al 21.2.1993) e Beniamino Andreatta (dal 21.2.1993). Nel primo Governo Ciampi (XI Legislatura, 28 aprile 1993 - 16 aprile 1994) è stato (fino al 14-4-1993) sottosegretario al Bilancio e programmazione economica con il ministro Luigi Spaventa.
Nel ’93, quando la bufera di Tangentopoli insieme ai suoi rami correntizi si porterà via l'intera pianta della Democrazia Cristiana, Bonsignore, raggiunto il 13 aprile dal terzo avviso di garanzia, si è dimesso dalla carica di sottosegretario al Bilancio ed è tornato a Torino a fare l’imprenditore a tempo pieno. Ma la passione per l'amministrazione pubblica gli è rimasta addosso e nonostante il brutto ricordo di una condanna (senza iscrizione del reato) ha continuato ad impegnarsi attivamente nella politica.
E’ stato componente della Giunta Esecutiva del Cdu (Coordinatore Organizzativo ed Elettorale) e tra i soci fondatori (assieme a Rocco Bottiglione, Sergio D'Antoni, Marco Follini ed altri) di Democrazia Europea. Nel 2002 partecipa al congresso ed è tra i fondatori del nuovo soggetto politico dell’Udc (accorpamento dei tre ex partiti Ccd, Cdu e De).
Nello stesso partito, nelle Elezioni Europee del Giugno 2004 è stato eletto parlamentare europeo nella Circoscrizione Italia Nord-Ovest. Nel Parlamento europeo, Vito Bonsignore ha fatto parte del Gruppo del Partito popolare europeo (Democratico Cristiano) e dei Democratici europei; è stato membro della Commissione per i bilanci, per il controllo dei bilanci e della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti ed anche vicepresidente della Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.
Nelle successive Elezioni del  6/7 Giugno 2009 si è presentato nella Circoscrizione Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia) ed è stato rieletto al Parlamento europeo nella lista del Popolo della Libertà con oltre 53.000 preferenze. Attualmente ricopre la carica di Vicepresidente del Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE) e di Vicepresidente della Commissione per la pesca e della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashrek.
La vita professionale di Vito Bonsignore si è prevalentemente svolta nel settore della realizzazione delle grandi infrastrutture. Tra i numerosi incarichi ricoperti, è stato presidente della Federazione autotrasportatori ed ausiliari del traffico dell'Unione Industriale di Torino, consigliere di amministrazione dell'IMI e dell'Insud spa.
Attualmente è amministratore delegato dell'ILI (Infrastrutture Lavori Italia spa). Brillante imprenditore, è diventato un protagonista della vita economica nazionale e si appresta a diventare il terzo gestore di autostrade in Italia.

“Vito Bonsignore munifico donò”, cosi riporta una grande scritta sulla vetrata posta nel rosone della chiesa del Sacro Cuore.
Nel recente rifacimento della chiesa (1992), le vetrate sono state, infatti, un dono di Vito Bonsignore al Collegio dove ha iniziato gli studi.

 

Pino Firrarello
Pino Firrarelloragioniere, pensionato del Ministero delle Finanze, è nato il 9 agosto 1939 a San Cono (Catania) e qui ha trascorso la sua prima giovinezza dedicandosi a lavori agricoli.
Subito dopo il servizio militare, assunto dal Ministero delle Finanze, lascia il suo paese ed il suo lavoro lo porta a conoscere alcuni paesi della provincia di Catania, fra i quali nel 1963 Bronte, che sceglie come sua dimora definitiva.
Brontese di adozione a tutti gli effetti, nel nostro paese, Pino Firrarello lavora, contrae matrimonio ed inizia con tenacia ed intelligenza i primi passi nella politica (militando nella Democrazia Cristiana).
Nel nostro comune ha modo di poter estrinsecare quella che era una sua dote naturale: inserirsi nella politica con il preciso scopo di portare avanti i problemi delle classi meno agiate, sempre basandosi su quelli che sono i profondi e veri principi cristiani.
Cresce sotto la guida democristiana del Ministro Gullotti, e ricopre varie cariche fra le quali quella di consigliere, vice sindaco e sindaco di Bronte (1984), vice segretario provinciale della DC di Catania (negli anni 80) per finire poi il 23 giugno 1986 deputato alla Regione Siciliana (X legislatura) dove è stato eletto nella lista della DC, collegio di Catania, con 42.903 voti di preferenza.

Pino nel 1993, assessore alla Regione SicilianaNelle successive elezioni regionali (1991), è stato rieletto nello stesso Collegio con 59.633 voti di preferenza su 241.659 di lista ed una  percentuale del 24,67.
Alla Regione ha ricoperto importanti incarichi assessoriali; è stato componente della Prima Commissione legislativa permanente e della Commissione CEE, vice presidente della Terza Commissione legislativa permanente; presidente della Sesta Commissione legislativa permanente, Sanità e solidarietà civile.
E' stato anche Assessore alla Sanità (1992-1993) ed Assessore alla Presidenza (dal 1994 al 1996).
Nel 1986 il grande passo nella politica nazionale: in data 21 aprile, infatti, viene eletto a Palazzo Madama nel Collegio 14 di Acireale (XIII Legislatura Senato) con 64.693 voti (50,3 %).
Inizialmente entra nel gruppo della Federazione Cristiano Democratica - CDU (dal 12 maggio 1996 al 16 gennaio 2000); dal 17 Gennaio 2000 fa parte del gruppo Forza Italia.
In questa legislatura è stato membro della quarta Commissione permanente (Difesa) dal 21 gennaio 2000; della ottava Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) dal 30 maggio 1996 al 20 gennaio 2000; della Commissione d'inchiesta sul fenomeno della mafia dal 21 novembre 1996 al 13 aprile 1999 e della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti dal 26 maggio 1997.
Ha sempre svolto un’intensa e produttiva attività legislativa
e non presentando come primo firmatario o come cofirmatario numerosissimi DDL (oltre 100), intervenendo sul oltre 50 Disegni di legge.
Ha presentato in prima persona o come cofirmatario Documenti sulla istituzione di Commissioni parlamentari d'inchiesta sulla sicurezza del sistema ferroviario italiano, sulla crisi del Banco Ambrosiano, del Banco di Napoli e delle banche creditrici del gruppo "Ferruzzi Montedison", sulla morte di Don Giorgio Govoni, Bergamini e Ederoclide, sull'Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul trasporto aereo nella Sicilia orientale.
Fra l'altro, ha presentato come primo firmatario i DDL concernenti l'Istituzione di una casa da gioco nel comune di Taormina, le Norme per il finanziamento dei lavori di ammodernamento e di messa in sicurezza della Strada statale 120 (tratto Fiumefreddo - Randazzo), le Norme in materia di personale docente della scuola, l'Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell'inquinamento da mercurio prodotto dalle industrie nell'area di Priolo, l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui rapporti fra Coni e federazioni sportive con particolare riferimento al cosiddetto caso Catania e al rapporto fra giustizia sportiva e giurisdizione ordinaria.
Nelle elezioni nazionali del 13 Maggio 2001 è stato rieletto a Palazzo Madama nel Collegio 14 di Acireale (Coalizione della Casa delle Libertà) con una larghissima maggioranza di voti (76.509 voti, con una percentuale del 52,9). Proclamato in data 24 maggio 2001 Senatore nella XIV legislatura, membro del gruppo Forza Italia, dal 6 giugno 2001 ha ricoperto la carica di Segretario della Presidenza del Senato.
Dal 22 giugno 2001 è stato anche membro della IV Commissione permanente (Difesa) e dal 15 ottobre 2002 membro della XIII Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali).
Nel 2005 Pino Firrarello è tornato a ricoprire a Bronte anche la carica di primo cittadino (è stato eletto sindaco al primo turno con il 58,95% nelle amministrative del maggio 2005).
Nelle elezioni politiche nazionali del 9-10 Aprile 2006 (si è votato con il sistema proporzionale, senza espressione di preferenze) è stato rieletto a Palazzo Madama per un terzo mandato consecutivo (Firrarello era al 4° posto nella lista per il Senato della Circoscrizione Sicilia della Coalizione della Casa delle Libertà).
Nelle successive elezioni del 13/14 aprile 2008, sempre al 4° posto nella lista per il Senato della Circoscrizione Sicilia del PdL (Il Popolo delle Libertà, coalizione Silvio Berlusconi), Pino Firrarello è stato rieletto per un quarto mandato consecutivo fra i 26 senatori che la Sicilia ha mandato a Roma.
In questa XVI Legislatura (dal 29 aprile 2008) il 9 dicembre 2008 è stato eletto presidente del Comitato per le questioni degli italiani all'estero e dal 22 maggio 2008 membro della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport).
Nelle elezioni comunali del Maggio 2010, il sen. Pino Firrarello con 6.740 voti (52,90%) è stato per la terza volta eletto dai brontesi alla carica di primo cittadino della Città del pistacchio.

"Un paese del Sud, realtà e fantasia"
Giornalista pubblicista, Pino Firrarello ha pubblicato anche un libro "Un paese del Sud - realtà e fantasia".
Il libro, recentemente ristampato dalle Edizioni Greco (Catania, 2004) è stato scritto negli anni ’60, quando ancora la “vita politica” di Pino non era che all’orizzonte. E’ una «ricerca di origini», un saggio sul paese natio, San Cono, costruito attraverso la memoria ed i racconti dei vecchi del paese, una memoria «fra realtà e fantasia», come indicato nel titolo.
Così lo presenta lo stesso Firrarello:

«Non ho voluto scrivere un romanzo, né una storia del paese, tuttavia il presente lavoro non si può dire solo frutto della fantasia, in tal caso, fra l'altro, superata dalla realtà. Sono esperienze personali, discussioni ascoltate ed avute con i vecchi.
Sono testimonianze di valori della grama vita del sanconese identificabili con quelle di molti cittadini nati e cresciuti in piccoli paesi del meridione d’Italia che nella prima parte hanno il sapore di una cronaca semplice ma autentica, quasi registrata dal vero, dall'età del latifondo agli anni duri del Fascismo, mentre nella seconda «Colloqui d'emigranti» nel personaggio protagonista vero o immaginario che sia, affiorano sentimenti comuni a tanti sanconesi di ieri, giovani desiderosi di affrontare il mondo e sperimentare da sé gioie e dolori, per vincere la miseria.»
Pino Firrarello
”… Firrarello disegna a tutto tondo, per quel ruolo, la figura dello zu' Micheli: e in qualche modo egli si identifica, con il più smaliziato distacco critico ed ironico, proprio col «traduttore», e col cantastorie. A questi appartiene il raccontar di casi, e di figure -spesso conosciute per la mediazione dei «vecchi»; a questi appartiene il gusto di avvolgere, nella sottile pellicola del rammemorare, il ricordo del tempo che fu. Stupisce, va detto, in un politico che l'opinione comune rappresenta come «realistico», questo bisogno di immergersi nella nostalgia - che è quella del luogo e del tempo, della Sicilia feudale e della propria adolescenza. (…) Il lettore troverà nel politico cattolico segni convenzionali di polemica contro lo Stato (liberale) e di antiurbanesimo.
(…) ”Mi auguro che in una postfazione Firrarello ci dica come quello scritto è nato, e a qual tempo appartenga veramente. L'impressione del lettore esperto è che il testo, pubblicato negli anni '80, sia stato redatto negli anni '60, quando l'emorragia migratoria arrestava o chiudeva gli stessi processi di «giustizia» sociale che la riforma agraria pareva avesse aperto; e che le interpolazioni, se tali sono, appartengono invece agli anni '80 una volta che Firrarello scelse di pubblicare lo scritto. […]
(G. Giarrizzo, prefazione al libro)

"Un paese del Sud" è stato presentato a Bronte nel Dicembre 2004



Salvatore Leanza
dottore in giurisprudenza, imprenditore, è nato a Bronte il 20 settembre 1947, dove è stato Consigliere comunale e vice sindaco negli anni 1980 e 1981.
E' stato eletto nell'XI legislatura all'Assemblea Regionale Siciliana nel collegio di Catania (lista Unità Socialista - PSI), con 40.197 voti di preferenza su 77.548 di lista (percentuale 51,83). Già deputato della IX e della X legislatura, eletto sempre nel PSI, rispettivamente con 11.765  e 30.412 voti di preferenza.
E' stato componente dell'Assemblea nazionale e del Comitato regionale del PSI, Presidente nazionale della Cantus (Cassa Nazionale per il Turismo Sociale e Culturale), Vice-Presidente del Quarit (Consorzio Nazionale per la promozione dell'Artigianato di qualità) e componente il Cer (Comitato Edilizia Residenziale) in rappresentanza della Regione siciliana.
Nella IX legislatura è stato segretario del gruppo parlamentare del Partito Socialista Italiano, componente della VI Commissione legislativa permanente, e segretario della Commissione speciale per i rapporti tra la Regione e la Comunità Economica Europea.
Nella X legislatura, è stato Assessore regionale per la cooperazione (44° Governo), componente della VI Commissione legislativa permanente, della Commissione CEE e Vicepresidente della VII Commissione legislativa permanente.

Salvatore Leanza

 

Nella XI legislatura è stato Assessore regionale per i lavori pubblici (45° Governo). Salvatore Leanza è stato anche Presidente provinciale dell'ARCI (Associazione Ricreativa Culturale Italiana) negli anni 1979-'81 e Vice Presidente regionale nel 1982, componente il direttivo provinciale della Lega Cooperativa e Mutue (dal 1974 al 1981), Presidente del Comitato Provinciale di Catania dell' A.N.L.A. (Associazione Nazionale Lavoratori Anziani) ed ideatore del Premio Internazionale «De Aetna», che per parecchi anni si svolse a Bronte presso il Castello Nelson.
Si è allontanato dalla politica con la fine della così detta "Prima Repubblica" (1992, con il dissolvimento, anche a Bronte, dei due maggiori partiti politici, la Democrazia Cristiana ed il Partito Socialista) e con la «rivoluzione» che ha visto la magistratura incriminare tanti politici, compreso lui, che dal Tribunale successivamente è stato riabilitato ed assolto dai reati che gli erano stati contestati.
Le elezioni comunali del Giugno 2002 hanno visto il suo ritorno alla politica attiva e la sua inaspettata elezione a sindaco di Bronte con una coalizione di liste civiche di sinistra. La sindacatura di Leanza non ha avuto però vita felice ed è stata  breve: il Consiglio comunale (dove l'opposizione, la CdL, poteva contare su una maggioranza di 14 consiglieri su 20), il 23 ottobre 2004, ha votato una mozione di sfiducia (con quindici voti a favore), rimandando tutti a casa (sindaco e consiglio) ed i brontesi alle urne. Salvatore Leanza, presentatosi in una coalizione di centro-sinistra nelle successive elezioni comunali del maggio 2005, non è stato rieletto (ha preso solo il 23,82% dei voti). Cinque anni dopo, nel maggio 2010, si ancora candidato a sindaco di Bronte ma i brontesi gli hanno dato solo 974 voti (il 7,64%).



Nunzio Calanna
nato a Bronte il 6 luglio 1943, è stato deputato all’Assemblea Regionale Siciliana. Dottore in Giurisprudenza, in atto esercita la professione di avvocato penalista.
E’ stato eletto nella lista del Partito Socialista, collegio di Catania, con 2.246 voti di preferenza su 12.682 di lista (percentuale 17,71).
E’ stato consigliere della Provincia regionale di Catania, componente della Direzione Nazionale del Partito Socialista e Presidente della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi (L.R. 10/91).
Alla Regione è stato componente della Commissione Legislativa degli affari della CEE e Vice Presidente della Commissione speciale Antimafia.
Alle ultime elezioni dell'Assemblea Regionale Siciliana del 24 Giugno 2001 (XIII legislatura) si è presentato nelle liste di Democrazia Europea e non è stato rieletto. Un anno dopo, nelle elezioni comunali del Maggio/Giugno 2002, si è presentato come candidato sindaco della coalizione di centro-destra: al ballottaggio, con 5.129 voti (45,26%), perdeva la sfida con il candidato del centro-sinistra, Salvatore Leanza.
Dal maggio 2005 fino a marzo 2010 ha ricoperto la carica di vice sindaco (Giunta Firrarello).

Nunzio Calanna



Franco Catania
deputato all’Assemblea Regionale Siciliana (XII e XIII legislatura), è nato a Bronte il 1° maggio 1955. Giovane imprenditore nell'industria tessile è riuscito in pochi anni ad affermarsi producendo capi di abbigliamento per noti marchi nazionali ed  internazionali, dando uno sbocco lavorativo a migliaia di giovani brontesi. E' stato il fondatore a Bronte di Forza Italia.
E' stato eletto per la prima volta deputato (nella XII legislatura) nella lista di Forza Italia, Collegio di Catania, con 8.403 voti di preferenza su 109.835 di lista (con una percentuale 7,65). In questa legislatura è stato vice Presidente della III Commissione legislativa permanente e componente della V Commissione legislativa permanente.
Nelle ultime elezioni dell'Assemblea Regionale Siciliana del 24 Giugno 2001 (XIII Legislatura) è stato rieletto all'ARS, sempre nella lista di Forza Italia, Collegio di Catania, con 12.978 voti di preferenza su 149.393 voti di lista (8,67%).
E' stato il più votato a Bronte con 2.153 voti. Nella XIII legislatura è stato iscritto al gruppo Forza Italia; ed è stato Presidente del Collegio dei Deputati Questori (dal 02/08/2001), componente della V Commissione legislativa permanente Cultura Formazione e Lavoro (dal 27/08/2001) e della I commissione Affari istituzionali (dal 21/7/2005).

Franco Catania

Nell'aprile del 2004 Franco Catania ha lasciato Forza Italia confluendo nelle file del Centro sinistra (Gruppo dell'Ulivo).
Nella successiva tornata elettorale del 28 Maggio 2006 (XIV legislatura), Catania si è candidato nella lista della "Margherita" (nella coalizione che sosteneva la candidatura a Presidente di Rita Borsellino); non è stato rieletto all'Ars, classificandosi, con 6.585 voti, al quarto posto (secondo dei non eletti). A Bronte con 2.269 voti è stato il più votato. Nel 2010 è passato tra le fila dell'UDC.



Giuseppe Castiglione
Deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, Giuseppe Castiglione è nato a Bronte il 5 ottobre 1963. Dirigente d’azienda, revisore ufficiale dei conti, giornalista pubblicista.
Ha maturato diverse esperienze nell’ambito degli interventi comunitari, rivolti alle piccole e medie imprese e nel mondo dell’associazionismo e volontariato cattolico. Consigliere comunale a Bronte, giovanissimo, a soli ventidue anni, è stato nominato componente del Comitato di gestione nonché Presidente del Comitato dei Garanti dell’USL n. 39 di Bronte. E' stato anche consigliere nazionale dell'A.I.C.C.R.E (Associazione Italiana Comuni e Regioni d'Europa).
Eletto all’Assemblea Regionale nella lista del CDU, collegio di Catania, con 8.487 voti di preferenza su 52.611 di lista (percentuale 16,13). E’ stato, dal 1966 al 1999, assessore regionale del 50°, del 51° e del 52° Governo, preposto all’Assessorato Industria.
Nelle elezioni dell'Assemblea Regionale Siciliana del 24 Giugno 2001 (XIII Legislatura) è stato rieletto all'ARS nella lista di Forza Italia (partito nel quale era entrato nel 2000 dopo aver abbandonato l'Udr), Collegio di Catania, con 18.023 voti di preferenza. E' stato il record della preferenza unica (a Bronte ha riportato 1.412 voti). Iscritto al gruppo Forza Italia è stato eletto Vice Presidente della Regione Siciliana ed Assessore Regionale Agricoltura e Foreste.

Giuseppe Castiglione

A giugno 2004 un'altra sua eccezionale perfomance è stata l'elezione al Parlamento europeo quando, nelle ultime consultazioni elettorali, è stato mandato dai siciliani a Strasburgo fra i 78 rappresentanti italiani al Parlamento europeo. Eletto nella circoscrizione dell'Italia Insulare (Sardegna e Sicilia) Giuseppe Castiglione, uno dei 16 deputati europei di Forza Italia, ha avuto 94.051 voti. Al Parlamento europeo, ha fatto parte del Gruppo del PPE (Democratici-cristiani) e dei Democratici Europei ed è stato designato quale portavoce di FI.

Giuseppe Castiglione (1985)
Giuseppe Castiglione, nel 1985, giovanissimo componente del Comitato di Gestione dell'Usl N. 39  di Bronte

E' stato membro delle Commissioni per l'agricoltura, per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e ha fatto parte delle delegazioni per le relazioni con l'Iran e con la Repubblica popolare cinese. Dal gennaio 2006 è stato anche nominato vice coordinatore di Forza Italia in Sicilia e Commissario dello stesso partito a Messina; a febbraio è stato eletto vicepresidente nazionale dell'Aiccre (l'Associazione italiana del Consiglio, dei Comuni e delle Regioni d'Europa) ed a giugno nominato relatore al Parlamento europeo per la riforma del settore vitivinicolo. Dopo due anni di lavoro, la proposta di bozza legislativa per la riforma dell'organizzazione comune di mercato (Ocm) del vino, presentata a luglio del 2007 è stata approvata dall'Ue a dicembre dello stesso anno. La riforma riprende molte delle idee e dei suggerimenti contenuti nella relazione di Castiglione.
L'ultimo straordinario successo dell'eurodeputato Giuseppe Castiglione è stato a Giugno 2008 l'elezione a Presidente della Provincia Regionale di Catania con il 77,62% dei voti (sono stati 411.549, un vero plebiscito). «C'è incompatibilità tra le due cariche ed io ho scelto di lavorare per la Provincia», ha dichiarato il nuovo presidente, mercoledì 10 Settembre, al ritorno da quella che è stata la sua ultima presenza all'Assemblea europea.
Dall'aprile 2009, a poco più di un mese dal congresso di fondazione, è stato nominato coordinatore del PDL in Sicilia. Un altro prestigioso incarico è arrivato a dicembre 2009 quando l'Assemblea congressuale dell'Upi lo ha eletto presidente dell'Unione Province Italiane. E con questa carica ha ricevuto dall'UIC il Premio Braille 2010 «per avere dato luogo ad una fattiva collaborazione tra l'Unione Italiana Ciechi e le Province d'Italia nell'ottica dell'integrazione sociale».


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