I parlamentari brontesi
I personaggi illustri di Bronte, insieme NOTIZIE ED INFORMAZIONI DA BRONTE

Ti trovi in:  Home-> Personaggi-> I parlamentari brontesi

Placido De Luca, Francesco Cimbali, Vincenzo Saitta, Luigi Castiglione, Biagio Pecorino, Vito Bonsignore,
Pino Firrarello, Salvatore Leanza, Nunzio CalannaFranco Catania, Giuseppe Castiglione

I parlamentari brontesi

Luigi Castiglione

acutissimo avvocato del Foro di Catania di cui fu principe a tutti gli effetti, fu il quarto deputato brontese a sedere fra i banchi di Montecitorio.
Nacque a Bronte il 21 giugno 1881 da una famiglia di modeste condizioni economiche, anche se la madre (Nunzia Tirendi) aveva un rapporto di parentela col card. Antonio De Luca. 
Rimasto orfano del padre Francesco a sette anni, fu ammesso a studiare nel prestigioso collegio Capizzi (allora gestito dai Padri Salesiani), dove frequentò le scuole elementari e ginnasiali e, successivamente, continuò gli studi in un seminario di Roma. 
Qui, per gli ottimi risultati raggiunti, fu chiamato all’Università Pontificia Gregoriana, ove conseguì la laurea in Teologia («probatus magna cum laude»).
Il giovane Luigi però non volle farsi sacerdote; aveva già deciso la strada da percorrere nella vita: la professione d'avvocato.
Con questa determinazione torna in Sicilia e nonostante la laurea in teologia, priva di riconoscimento statale, deve riprendere gli studi medi ed iscriversi alla prima classe del Liceo Spedalieri di Catania.
Due anni dopo consegue da esterno la maturità classica e torna a Roma per seguire i corsi della Facoltà di Giurisprudenza. Superato il primo biennio rientra a Catania dove, il 20 novembre 1909, consegue la laurea ed inizia l'attività professionale.
Dotato di un talento straordinario per l'oratoria al quale si accompagnava una notevole cultura e un timbro di voce estremamente modulabile e potente ebbe subito un grande successo.
Incomincia anche ad avviarsi alla carriera politica abbracciando gli ideali del Partito Socialista. Per sensibilità e preparazione culturale Luigi Castiglione non può non aderire agli ideali del socialismo e lo fece, com’era nella sua natura, totalmente.
Nel 1910 fu consigliere comunale a Bronte (sempre nel partito socialista).
Dopo la parentesi del primo conflitto mondiale, al quale partecipa assolvendo il dovere di soldato anche se ideologicamente contrario all'interventismo, riprende la professione forense e l'attività politica.
Negli anni bui del fascismo non abiura i suoi principi democratici ed assume la difesa di quanti vennero perseguitati per le loro idee. Caduto il regime divenne prezioso il suo apporto per la ricostruzione del partito socialista e per la formazione di una nuova società democratica.
Il rigore morale e i meriti culturali fecero di Castiglione un personaggio di grande notorietà e non a caso gli Alleati lo proposero come prefetto della Provincia di Catania; alla fine del 1945 gli viene offerto il delicato incarico di sottosegretario alla Giustizia. In entrambi i casi Luigi Castiglione rifiuta.
Nelle prime elezioni regionali del 1947, eletto deputato alla prima Assemblea Regionale Siciliana, non accetta nemmeno l'invito dell'on. Alessi di assumere la carica di presidente nel primo governo regionale siciliano. Dimissionario dalla carica di consigliere regionale, nel 1948 fu a 67 anni il quarto deputato brontese a sedere fra i banchi di Montecitorio, eletto nella Sicilia orientale nella lista del Fronte Popolare (racchiudeva il Partito Comunista ed il Partito Socialista nenniano).
Anche l’attività in questo mandato politico fu però di breve durata in quanto si dimise il 18 aprile 1949, per motivi di salute e per continuare la professione forense.
La sua vera passione, infatti, più che l'attività politica, restò sempre la professione di penalista dove con la sua straordinaria foga oratoria e la sua preparazione giuridica non aveva rivali.
Era benvoluto da tutti, non solo per la sua bravura professionale, ma anche per il suo immenso cuore. Oltre che privo di ambizione Castiglione, infatti, non era interessato al denaro. Gli onorari accettati dai clienti rappresentavano sempre cifre modeste e ai meno abbienti, ma anche agli amici e ai paesani, prestava gratuitamente la sua assistenza.
Fece della sua professione un autentico momento d’incontro tra morale, cultura e diritto. Straordinario e geniale penalista, partecipò ai più importanti processi che si celebravano nella città etnea. Per il suo aspetto ieratico e sofferente e la grande foga oratoria fu definito "l'apostolo". Eppure, durante le orazioni giudiziarie, dimostrava una forza magnetica che sublimava il ragionamento.
Chi lo conobbe di persona, rammenta i confronti durissimi con Giovanni Albanese (altro grandissimo penalista). Castiglione e Albanese incrociarono spesso le loro spade dialettiche in modo veramente memorabile.
A quel tempo il processo veniva partecipato dal pubblico con un autentico coinvolgimento emozionale e con passione oggi pressoché scomparsi. I processi a cui partecipava Castiglione erano sempre affollati: molti partivano da tutta la provincia (tanti anche i brontesi che si recavano appositamente a Catania) per sentire la dolce melodia «dell'usignolo del tribunale» o «dell’angelo della parola» (così era chiamato).

Negli ultimi anni di vita, ormai sofferente per due attacchi di trombosi, si allontanò gradatamente dall'ambiente politico e forense per ritirarsi a vita privata confortato dalla cognata Rosalia, dalla sorella Ignazia (nonna dell’ex presidente della Corte Costituzionale Antonio La Pergola) e dai nipoti.
Stava scrivendo una "storia del socialismo in Sicilia" allorché la morte lo raggiunse.
Era la mattina del 19 giugno 1956. La fine del grande giurista suscitò profonda emozione e smarrimento nei numerosi amici, nei discepoli, nelle autorità e nel popolo catanese. "Voce di tenore e di sirena" dissero di lui durante la commemorazione funebre.
Per ricordare la grandezza e i meriti di Luigi Castiglione Bronte gli ha dedicato una strada e una scuola, Catania una strada, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Catania ha istituito in suo onore una borsa di studio.

Luigi Castiglione Luigi Castiglione

L'avv. Gigi Castiglione ancora giovanissimo (nel 1904) ed in una foto dell'aprile 1924. (conservata nella Biblioteca Comunale, con dedica autografa ad un altro grande penalista brontese, Giovanni Gorgone, "perchè ricordi sempre chi per primo l'addestrò all'arte forense godendo di essere ben presto superato".
L’ex Presidente della Corte Costituzionale Antonio La Pergola lo ricordava come lo «zio barba», cioè lo zio Gigi Castiglione, così chiamato per la caratteristica barbetta.

 

A destra, Luigi Castiglione in una caricatura di A. Mazzola tratta da "Il Ciclope" (anno I, numero 1 del 14 luglio 1946).
Nella didascalia che accompagnava il disegno, L. Margaglio scriveva:
«A Luigi Castiglione che la mano non pretende
per aver da demogorgo, la medaglia o le prebende»



Quando Castiglione si candidò alle elezioni dell'aprile 1947 che doveva eleggere la prima Assemblea regionale siciliana lo stesso giornale così lo presentò:

«Un socialista: Luigi Castiglione.
Gran cuore, grande mente, cultura vasta e profonda: maestro di diritto, avvocato magnifico, di quelli che dopo aver difeso senza onorario il cliente povero, gli danno per giunta i soldi per il viaggio.
Con queste spiccate doti, Luigi Castiglione brontese di buon sangue, scende in campo per il P.S.L.I., dopo aver costantemente rifiutate le cariche in ogni tempo offertegli.»
["Il Ciclope", anno II, n. 7  del 13 Aprile 1947]
 

Perché Luigi Castiglione più volte rinunziò alle cariche politiche, quando gli altri si tenevano con i denti la poltrona del potere?
L’avvocato Antonello Dato, per più di dieci anni suo discepolo e collaboratore e del cui culto è custode, fornisce la spiegazione per il rifiuto d’incarichi, per i quali molti sarebbero disposti a qualsiasi compromesso: «Castiglione non era una persona ambiziosa, aveva invece un profondo senso del dovere che non gli permetteva di accettare impegno alcuno senza la certezza di poterlo assolvere. Aveva superato i 60 anni e le condizioni di salute non buone non gli avrebbero permesso di far fronte al duplice impegno professionale e politico. Costretto a scegliere, optò per la professione forense che praticava con lo spirito di missionario».
Nel Dicembre 2002, Bronte ha concesso la cittadinanza onoraria all'avv. Antonello Dato  per «l'amore da lui dimostrato nei confronti di un grande brontese: Luigi Castiglione»


Uomini illustri di Bronte HOME PAGE Powered by Ass. Bronte Insieme - Onlus      
Riproduzione riservata anche parziale - Ultimo aggior. giugno 2009