Il nono verbale, del 21 luglio 1945 è redatto e firmato dal Segretario uscente G. Sofia. «Sono presenti i compagni: dott. Meli Calogero, Schilirò Pietro(36), Gregorio Biuso, Zerbo Giuseppe, Lupo Diego, Bonanno Giuseppe, Di Caudo Gregorio, Galvagno Antonio, Ponzo Nunzio(37), Cannata Enrico(38), De Luca Antonino, Trischitta Salvatore(39), Neri Antonino, Venia Tano(40), Santangelo Salvatore e Giuseppe(41). «Fatta la relazione il Segretario presenta dimissioni in relazione al 2° punto dell’O.d.G. qui alligato e si procede alla votazione segreta per l’elezione del nuovo segretario. Sono state distribuite N. 17 schede contrassegnate dalla sigla del segretario uscente. Si passa alla elezione e risulta rieletto il Segretario uscente che ripresentate le dimissioni procede alle nuove elezioni e risulta eletto il dott. Biuso Gregorio. A cassiere viene ad acclamazione riconfermato il prof. Meli Calogero. «Si passa alla votazione segreta dei rappresentanti del partito in seno al Comitato di Liberazione. E’ risultato eletto il prof. Biuso, Ponzo Nunzio, e Gregorio Di Caudo. A corrispondente dell’Italia Libera viene eletto alla unanimità il prof. Sofia. Alla unanimità viene eletto il Consiglio nelle persone dei compagni: Santangelo Giuseppe, Trischitta Salvatore, Cannata Enrico, Venia Gaetano. Si chiude la riunione discutendo il problema della sede.» F.to Il Segretario uscente G. Sofia.(42)
Il decimo verbale è di cinque giorni dopo: 26 luglio 1945. E’ scritto dal nuovo segretario Gregorio Biuso. «Il Segretario dopo d’aver elogiato l’opera svolta dal segretario dimissionario prof. Gregorio Sofia; passa ad esporre ai compagni presenti la necessità che il Partito abbia una sede e come ed a quali condizioni se ne può avere una. «Sono presenti i compagni: Sofia Gregorio, Meli Calogero, Santangelo Giuseppe, Santangelo Salvatore, Ponzo Nunzio, Galvagno Antonino, Neri Antonino, Trischitta Salvatore, Cannata Enrico, Venia Gaetano, Bonaventura Biagio(43), D’Aquino Placido(44), Schilirò Pietro, Nociforo Placido; si è stabilito che ogni compagno anticiperà quello che sarà nella sua possibilità per l’affitto della sede.» F.to Il Segretario G. Biuso.
L’undicesimo verbale è del 28 agosto 1945. Redatto sempre dal segretario Biuso porta il seguente ordine del giorno: «1° Relazione sull’attività della sezione; 2° Dimissioni del Commissario Prefettizio; 3° Designazione del nuovo Sindaco. «Sono presenti i compagni: prof. Gregorio Sofia, prof. Meli Calogero, Barbagallo Giovanni(45), Lupo Diego, Cannata Enrico, Schilirò Pietro, Trischitta Antonino(46), Trischitta Salvatore, Ponzo Nunzio, Venia Tano, Zerbo Giuseppe, De Luca Antonino, Galvagno Antonino, Santangelo Giuseppe, Santangelo Salvatore, Guastella Giuseppe, Nociforo Placido, Bonanno Giuseppe. I componenti dell’assemblea ad unanimità designano a Sindaco al Comune il compagno Gregorio Biuso.»(47) F.to Il Segretario Gregorio Biuso.
L’ultimo verbale riportato dal quaderno (il dodicesimo) porta la data di sei mesi dopo, 20 febbraio 1946. Redatto sempre dal segretario Biuso presenta il seguente ordine del giorno: «1° Relazione sui risultati raggiunti al Congresso Nazionale del Partito d’Azione. 2° Atteggiamento della sezione del partito d’Azione di Bronte, di fronte all’indirizzo assunto dal Partito dopo il Congresso. 3° Designazione dei compagni nella lista elettorale. 4° Propaganda in vista delle elezioni amministrative. «Sono presenti i compagni: Gregorio Biuso, Meli Calogero, Bonanno Giuseppe, Lupo Diego, Galvagno Antonino, Di Caudo Gregorio, Guastella Giuseppe, Barbagallo Giovanni, D’Aquino Placido, Nociforo Placido, Venia Gaetano, Santangelo Giuseppe, Santangelo Salvatore, Schilirò Pietro, De Luca Antonino, Zerbo Giuseppe, Neri Antonino, Ponzo Nunzio, Trischitta Giuseppe(48), Bonaventura Biagio, Cannata Enrico. «I suddetti compagni pur non aderendo completamente alle decisioni prese al Congresso Nazionale credono opportuno rimanere uniti in vista delle imminenti elezioni amministrative, riservandosi di prendere delle decisioni quando la lotta elettorale sarà finita. «La sezione decide di partecipare alle elezioni amministrative unendosi ai Liberali, socialisti, comunisti ed indipendenti, e propone di mandare come candidati i compagni: Meli prof. Calogero, Biuso prof. Gregorio, Bonanno Giuseppe e Di Caudo Gregorio.»
L'ultimo verbale riportato dal quaderno a righe dalla copertina nera si chiude qui senza alcuna firma! Conclude la breve vita (19 Aprile 1944 - 20 Febbraio 1946) della Sezione brontese del PdA.
Pochi mesi dopo nelle elezioni amministrative del 7 Aprile 1946 (le prime che si tennero a Bronte dopo la caduta del Fascismo) furono presentate due liste di 24 candidati ciascuna: una della Democrazia Cristiana ed una della "Spiga" dove, oltre a Comunisti, Socialisti, Repubblicani e Liberali confluivano i tre candidati del Partito d’Azione. Il PdA riuscì a portare in Consiglio comunale due consiglieri su sei eletti nella “Spiga”: il segretario Gregorio Biuso e Calogero Meli, uno dei primi fondatori della Sezione. Il primo sindaco del post-fascismo fu il democristiano cav. dott. Placido De Luca. Due mesi dopo, il 2 Giugno 1946, nelle elezioni per l’Assemblea Costituente il Partito d’Azione riportava a Bronte appena 488 voti. Quindi l’avventura della Sezione di Bronte del Partito d’Azione durò, secondo i verbali pervenutici, solo 22 mesi! Ma mandò nel 1° Consiglio Comunale del dopoguerra due consiglieri nelle persone di Gregorio Biuso e Calogero (detto Lillo) Meli. I tre principali promotori, Nicola Lupo, Lillo Meli e Gregorio Sofia, tre amici-colleghi, andammo via: io prima in Calabria e poi a Bari, Lillo Meli a Piacenza e Gregorio Sofia prima e per brevissimo tempo a Locri (RC), poi ad Empoli e quindi a Casalmaggiore (CR); io ho mantenuto i contatti principalmente con Gregorio che, forse sotto l’influsso dell’ambiente toscano, divenne comunista e attivissimo fino a quando non diventò Preside di Scuola Media; Lillo tornò in Sicilia e a Bronte sposò una Calì e andò a insegnare a Catania; ma non so se continuò ad interessarsi attivamente di politica; io, scioltosi il Partito d’Azione, dopo un certo tempo, mi iscrissi al Partito Repubblicano, ma, quando conobbi bene Pacciardi e il dirigente regionale barese che in privato pensava solo “alla gibanza”, facendo segno con la mano a carciofo al mangiare, smisi di rinnovare la tessera, ma sono stato e sono tuttora laico-credente di sinistra per una politica sociale di libertà e giustizia.
| Il “compagno” Gregorio Di Caudo, insegnante in pensione, figura fra i tanti giovani fondatori della Sezione brontese del PdA ed è una presenza costante nelle riunioni del Partito fino all’ultimo verbale del 20 febbraio ‘46. All’epoca aveva 23 anni. Era appena ritornato a Bronte da Modena dove frequentava il Corso Allievi Ufficiali e, dove (nei pressi di Fanano) dopo l’8 Settembre si era nascosto fino alla fine della guerra.Alle prime elezioni amministrative il PdA lo presenta nella lista della “Spiga” (comprendeva, oltre al Partito d’Azione, Comunisti, Socialisti, Repubblicani e Liberali). “Quel Partito - ci dice Di Caudo - a Bronte non raccolse i frutti sperati, solo due consiglieri alle amministrative del 7 Aprile 1946 ed appena 488 voti alle successive elezioni per l’Assemblea Costituente del 2 Giugno. Dopo via via si sciolse perché molti lasciarono il paese alla ricerca del lavoro, alcuni confluirono nella Dc e altri, fra cui io, nel Partito Socialista.» Nel 1960, nelle liste di questo Partito, Gregorio di Caudo è stato eletto consigliere comunale (sindaco Castiglione). «Con Vincenzo Castiglione – ci dice –vivevamo la stessa vita e ci fidavamo l’uno dell’altro ciecamente; eravamo due anime in un solo corpo.» Ancora nel 1964 lo vediamo attivamente impegnato nella politica locale, presente fra i 32 candidati della lista del PSI. Dopo quest’ultima esperienza lo “zio Gregorio” abbandonò la politica dedicandosi totalmente all’insegnamento. (B. I.)
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Enrico Cannata, è conosciutissimo a Bronte: una vita (43 anni) trascorsa all’Ufficio Stato Civile ed Anagrafe del Comune di Bronte ne hanno fatto una figura nota e stimata. Oggi si gode la pensione fra casa, nipoti e Circolo. All’epoca della costituzione della sezione brontese del PdA (19 aprile 1944) era in zona di guerra e non era riuscito a tornare a Bronte. Aderisce al Pda dal 21 Luglio 1945.Prima trovavasi, infatti, ancora nel territorio fra Venezia ed Este sui Colli Euganei dove continuavano i combattimenti e gli scontri con i tedeschi. Era partito da Bronte, diciottenne, volontario nella Milizia portuale con destinazione il Comando generale di Roma. Trasferito a Venezia, dopo l’otto Settembre ‘43, nella dissoluzione dell’esercito italiano e prima del giuramento alla RSI, aveva lasciato il suo reparto e rifugiatosi, sotto falso nome (Enrico Veronesi), fra i partigiani era stato dichiarato disertore. «Ho avuto – ci dice - molta fortuna nel poter rientrare nel mio paese. Per oltre un anno ho patito mille vicissitudini e disavventure ed anche il carcere a Padova fra i prigionieri politici. Ma ho avuto fortuna e ce l’ho fatta anche per l’aiuto insperato di un amico di mio padre (per me uno sconosciuto, ma era stato suo testimone di nozze) che è riuscito a farmi fuggire dal carcere e dalla destinazione in un campo di concentramento.» Il suo nome figura fra gli aderenti nel Partito d’Azione dal 21 Luglio 1945. «Ero appena rientrato a Bronte ed è stata – continua – l’unica esperienza politica della mia vita ed è durata appena un anno. Dopo le elezioni del ’46, infatti, la Sezione brontese del PdA si sciolse perché tantissimi andarono fuori Bronte alla ricerca di lavoro, altri confluirono nella DC o abbandonarono la politica attiva.» (B. I.) |
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