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AMATO: (dal latino Amatus), “amato da Dio”. Cognome diffuso
tra gli ebrei (in ebraico Chabib, da cui la forma
cognominale “Cabibbo”, diffusa in Sicilia nelle provincie di SR e
RG). È anche nome di un fiume e di una località in provincia di
Catanzaro.
ANASTASI: (dal greco tardo), “risorto”.
ATTINA’: (dal greco tardo), “colui che pettina”. In Grecia esiste
il cognome Ktenàs.
AVELLINA: dal nome della città Avellino.
AZZARA: (dall’arabo), “fiore”. Cognome presente anche tra gli
ebrei.
BARBAGIOVANNI: nome composto da “barba” (dal latino, “uomo
barbuto, autorevole”) e “Giovanni”; dunque, “saggio Giovanni”.
BASILE: (dal greco medievale), “regale”.
BATTICANI: nome composto di origine araba : wadi
(“vallone”) e ayn (“sorgente”); dunque, “sorgente nel
vallone”. In Sicilia esiste un torrente Batticani, affluente del
Beliceo
BERTOLONE: accrescitivo del sic. bertula (“bisaccia”),
dunque “grossa bisaccia”. In senso figurato, “uomo grasso”.
BIUSO: nome proprio (dal lat. medievale), Abiosus.
BONACCORSO: nome augurale di origine medievale, “Buon aiuto”
oppure “bene accolto”.
BONINA: diminutivo del nome proprio medievale Bona.
BONSIGNORE: dal latino medievale “Buon signore”.
BURRELLO: in siciliano bureddu, “intestino”. Oppure dal
francese borrel: “carnefice”.
CALA’: (dal greco), “Bello”.
CALANNA: (dal greco), “buona Anna” (nome augurale).
CALI’: (dal greco medievale), “Buona” (nome augurale).
CAMUTO: (dall’arabo), “grazie a dio”.
CANNATA: “vaso di creta per acqua” (dal siciliano, derivato però
dal greco medievale).
CAPACE: “abile” (dal latino). È il nome di
una località del Palermitano nella forma “Capaci”.
CAPIZZI: dal nome (di origine tardo greca) del centro montano del
Messinese.
CARACI: (dal greco) “Grazia di Dio” (nome augurale).
CARTILLONE: accrescitivo di “Cartello” (nome proprio di origine
tardo greca).
CARUSO: (dal siciliano carusu, derivato dal verbo
accarusare, “capitozzare”, ovvero “potare gli alberi al
tronco”): “garzone”, “ragazzo inesperto”.
CASERTA: dal nome della città campana (dal latino medievale “casa
irta”: “borgo situato in un sito impervio”).
CASSARA’: (dall’arabo), venditore di stuoie”.
CASTIGLIONE: (dal latino medievale) “piccolo castello”. Esistono
diverse località italiane con questo nome; la più vicina a Bronte
è Castiglione di Sicilia.
CATANIA: dal nome (di origine greca) della città etnea; oppure,
dall’arabo, “granone”. È il quarto cognome per diffusione a
Bronte.
CIMBALI: dal siciliano (cìmbalu), “cembalo”.
CIPOLLA: (dal latino) “cipolla”.
CIRALDO: variante del termine siciliano ceraulo (in
calabrese ceravularu, ciaraulu). Esso deriva dal greco e
significa “suonatore di corno”, strumento con il quale tale
misterioso personaggio attirava su di sé l’attenzione della gente.
Sorta di stregone-guaritore, figura erratica, il ceraulo
andava girando di paese in paese (è attestata la sua presenza in
tutta l’Italia meridionale), recando con sé dei serpenti che
adoperava a scopo terapeutico. In particolare, nell’ambito delle
credenze popolari legate alla civiltà agricola, si riteneva che i
cerauli possedessero poteri soprannaturali tali da poter
guarire gli uomini dai morsi degli animali velenosi. Ad accrescere
l’aura mitica che circondava la figura dei cerauli
concorreva anche la credenza che essi fossero diretti discendenti
di S. Paolo, colui che per primo aveva domato il serpente (per
antonomasia, simbolo del male nella mentalità popolare). Il
prestigio del ceraulo decadde con il tramonto delle
credenze dell’arcaico mondo contadino e con la scomparsa delle
pratiche magiche. Il termine andò acquisendo, nel suo nuovo
significato figurato, la valenza negativa di “imbroglione”,
“ciarlatano”.
CIRAMI: nome siciliano di Cerami, località dell’Ennese (dal greco,
“vaso di terracotta”).
CONTI: (dal latino), “compagno”. Il cognome è di origine
tortoriciana.
CORDARO: (dal latino medievale), “fabbricante di corde”.
COSTANZO: nome proprio derivante dal latino “Costantino”: “che è
dotato di forza, di tenacia” (cognome di origine tortoriciana).
CURRENTI: “colui che corre” (dal verbo latino currere).
D’AQUINO: “proveniente da Aquino”, centro della provincia di
Frosinone.
DE LUCA: “di Luca”; in origine “figlio di Luca”, poi “appartenente
alla famiglia dei Luca”(nome di origine latina).
DESTRO: “abile” (dal latino).
DI MARCO: (nome di origine latina) “di Marco”; in origine “figlio
di Marco”, poi “colui che appartiene alla famiglia dei Marco”.
DI SANO: (nome di origine latina) “che è figlio di genitori
integri fisicamente e moralmente”.
DI VINCENZO: “figlio di Vincenzo”; in seguito “membro della
famiglia dei Vincenzo” (dal latino: “colui che risulta
vincitore”).
FALLICO: (dal greco), “ciottolo”.
FARANDA: nome proprio greco, Farandas.
FAVAZZA: dispregiativo di “fava”.
FAZIO: nome proprio derivante dall’abbreviazione di “Bonifazio”
(dal latino: “colui che fa del bene”).
FOTI: (dal greco), “luce”. Il cognome potrebbe derivare da
mestieri che hanno attinenza con la “luce” e col “fuoco”.
FRANCO: (dal germanico), “libero”; oppure dal nome di una località
navarrina. È cognome ricorrente anche presso gli ebrei (un esempio
famoso è quello di Anna Frank, autrice del famoso “Diario”).
GALATI: dall’omonimo comune messinese (dal greco medievale,
“latte”). Il cognome è originario di Tortorici.
GALVAGNO: nel Messinese esiste una località con questo nome, che
deriva dal nome proprio “Galvano”.
GANGI: dall’omonimo comune palermitano (parola di probabile
origine tardo greca).
GATTO: (dal latino tardo), “gatto”.
GERMANA’: (dal greco) “campo di segale”.
GORGONE: dal greco, “mostro” ; oppure dal francese, “baratro” (?).
GRASSIA: (dal greco), “obliquo”, “trasversale”(?).
GRECO: (dal latino), “greco”. In epoca medievale, gricu,
nel dialetto siculo, era sinonimo di “albanese”. Nel significato
figurato vuoi dire “uomo astuto, furbo”.
GRIGOLI: nome proprio,”Gregorio” (dal greco medievale).
GULINO: nome proprio derivante dall’abbreviazione di “Ugolino”.
GULLOTTO/I: in greco: “mutilo”, “storto”. In calabrese gullu
significa “senza corna”.
IMBROSCIANO: variante di “Ambrosiano” (dal nome proprio, di
origine greca, “Ambrogio”: “Immortale”).
INCOGNITO: “non conosciuto”. Ha il medesimo significato di cognomi
quali: Diolosà, Esposito, Degli Esposti, Trovato, Innocenti,
Diotallevi.
ISOLA: nome proprio femminile, “Isola”.
LAGANA’: (tardo greco), “ortolano”, “erbivendolo”.
LAZZARO: nome personale di origine ebraica: “Eleazaro”, “colui che
è assistito da Dio”.
LEANZA: “da lianza” (siciliano), “dall’alleanza” , ovvero
“colui che proviene dalla (o che appartiene alla) “Alleanza” tra
Dio e il popolo ebraico”. Oppure, dall’italiano antico leanza:
“lealtà”.
LEMBO: “catino di terracotta” (termine siciliano).
LIUZZO: vezzeggiativo dei nomi propri “Leo”o “Elia”. A Messina
esiste un rione con questo nome. Cognome diffuso anche a
Tortorici.
LOMBARDO: in età normanna, i “lombardi” erano indistintamente
tutti gli immigrati in Sicilia provenienti dall’Italia
nord-occidentale. Ma nel siciliano antico lummardu era
sinonimo di “droghiere”, “venditore di alimenti”, poiché molti
erano i lombardi che venivano in Sicilia ad esercitare tale
mestiere.
LONGHITANO: “che proviene da Longi”, comune del messinese. È il
cognome più frequente a Bronte.
LUCA: nome proprio (di origine latina) derivato da “Lucio”
(“luminoso”) o da “Lucano” (“abitante della Lucania”).
LUPICA: forse dal napoletano luppeca, “upupa”.
LUPO: (dal tardo latino), “lupo”. Centrale era, nella mitologia
fondativa romana, la Lupa, nutrice di Romolo e Remo. Durante il
Medioevo, è assai diffuso anche nell’onomastica germanica, il nome
wulf, simbolo di valore e di forza; senza dimenticare,
infine, il nome proprio longobardo “Lupo”, dal verbo luba:
“amore”.
MANCANI: “addetto al mangano”, “operaio tessile”. Il mangano era
una macchina a cilindri per lisciare e rendere più morbidi i
tessuti.
MARCANTONIO: nome proprio composto da “Marco” e “Antonio”.
MARINO: nome proprio derivante da “Mario”, oppure, “colui che
abita vicino il mare”.
MARTELLI: nome proprio da “Marte” o “Martino”; oppure, “colui che
fa uso di martello”.
MARULLO: dal latino merula, “merlo”. Questa ipotesi è fatta
propria da alcuni genealogisti per la nobile famiglia messinese
dei Marullo di Condojanni, che si vuole far discendere dal console
romano Lucio Cornelio Merula. Prova ne sia, che nello stemma di
tale casata è raffigurato un merlo.Oppure, dal siciliano
mirudda, potrebbe significare “cervello”. Infine, un’ultima
ipotesi, “lattuga” (dal greco).
MELI: nome proprio siciliano di origine greca, “miele”. In senso
figurato, “dolce di carattere come il miele”. È il secondo cognome
per diffusione a Bronte.
MESSINA: dal nome della città peloritana (di origine greca).
MESSINEO: “di Messina”.
MINIO: termine siciliano per “Mineo” (nome di origine tardo
greca).
MINISSALE: (dal greco antico), “mielaio”.
MIRENDA: nome siciliano (mirenna) derivante dal latino:
“cosa meritata”.
MONTAGNO: “montagna” (dal latino). Il cognome è originario di
Tortorici.
MUSARRA: (dall’arabo), “felicità”. Tale cognome proviene da
Tortorici.
OREFICE: “fabbricante e venditore di manufatti preziosi”. È
cognome diffuso tra gli ebrei.
PACE: dal nome del comune del Messinese Pace del Mela.
PAFUMI: nome proprio (dal greco medievale).
PAPARO: “oca giovane” (dal siciliano).
PAPOTTO: “giovane prete” (dal greco medievale).
PALERMO: dal nome della città siciliana (nome di origine greca).
PAPPALARDO: soprannome, “mangiasugna”, dunque, “mangione”.
PECORINO: diminutivo di “pecora”.
PETRONACI: (dal greco medievale) diminutivo del nome proprio “Petrone”.
Si ricorda il beato Petronace, bresciano, citato dallo storico
Paolo Diacono, artefice della ricostruzione del Monastero di
Montecassino.
PIAZZA: dal latino medievale, “piazza-mercato”. Nome della
cittadina ennese Piazza Armerina.
PINZONE: (dal siciliano), “fringuello”. Cognome diffuso anche a
Tortorici.
POLITI: (dal greco), “cittadino”. Oppure, abbreviazione del nome
proprio “Ippolito”.
PONZO: nome proprio derivato da “Ponzio” (di origine latina).
PORTARO: “portinaio dei conventi” (dal siciliano).
PRESTIANNI: “prete Gianni”. Nome composto da “presti” (preste,
nome di origine normanna) e Janni (“Giovanni”).
PRUITI: (dal greco), “brocca”.
RAPPAZZO: dispregiativo dal siciliano rappu, ( “grappolo
d’uva”).
REALE: nome proprio, “Del re”. Nel Medioevo i “re”(-ali) e le
“regine” erano i vincitori di feste campestri o di gare del
contado. Più plausibile a me pare invece la spiegazione che vede
tale cognome in origine come semplice soprannome indicativo
dell’appartenenza di un individuo (privo di chiari natali) “al
re”.
RIZZO: “riccio di terra” (dal siciliano rizzu). “Rizza” è
invece il “riccio di mare”.
ROMANO: “di Roma”. In siciliano rrumanu è però il nome con
cui si indica una parte della stadera.
RUBINO: “rosso” (dal latino rubeus). In senso figurato
“bello come un rubino”. Ma potrebbe anche derivare dall’ebraico
ruben, “figlio della Provvidenza” (cfr. il cognome ebraico
Rubinstein: “pietra rossa” “rubino”).
RUSSO: dal siciliano russu, “rosso (di carnagione, di
capelli).
SACCULLO: “piccolo sacco” (dal siciliano).
SAITTA (dal siciliano): “fulmine”, ma anche “trottola”; oppure
(dall’arabo sayyd), “signore”. È il terzo cognome per
frequenza a Bronte.
SANFILIPPO: dal nome del comune dell’ennese S. Filippo d’Agira.
SCALISI: “proveniente da Scalea” (località calabrese).
SCHILIRO’: cognome di origine albanese, “duro, forte” (dal greco).
È il quinto cognome per frequenza a Bronte.
SCIACCA: dal nome della cittadina agrigentina. Ma anche,
“fenditura” (dal siciliano sciaccare: “spaccare”, “fendere”,
verbo di origine araba, shaqqah).
SPITALERI: (parola siciliana) dal latino medievale
hospitalarius, derivato da hospitium, termine con cui
si designavano le strutture di ospitalità per i viandanti e i
forestieri, ma anche gli asili per gli orfani. L’hospitalarius
era dunque l’addetto a tali ricoveri. Posteriore ad
hospitium è invece il termine hospitalis, che indicava
il luogo di cura per i malati. Di conseguenza, il termine
“spitaleri” assumerà il significato più moderno di “servente di un
ospedale”. In epoca medievale l’ospitalità e l’assistenza agli
infermi, agli orfani e ai trovatelli, era prerogativa degli ordini
monastici e delle chiese principali. Nei registri parrocchiali più
antichi della Chiesa Matrice di Bronte, il cognome Spitaleri è
diffusissimo ed ho motivo di supporre, sulla scorta delle mie
ricerche d’archivio, che Bronte abbia costituito l’“epicentro”, il
fulcro dell’irraggiamento di tale forma cognominale negli altri
paesi etnei. Proprio per l’alta diffusività del cognome, il
filosofo brontese Nicola Spitaleri e i suoi familiari, per
esigenze di distinzione di ceto, adottarono la forma “Spedalieri”,
che è la versione toscanizzata della primitiva versione
“Spitaleri”, dando così origine ad una nuova casata.
TIRENDI: nome proprio (dal greco), “Terenzio”.
UCCELLATORE: (dall’italiano), “chi pratica l’uccellagione”
VITANZA: nome astratto derivato da “vita”(?).
ZERBO: (dal greco medievale), “mancino”.
ZINGALE : (dal greco medievale), “calzolaio”
Classi cognominali
Sulle base del loro significato originario, le 119 forme
cognominali brontesi esaminate sono state ripartite in “classi”
(per i cognomi di cui sono stati indicati più possibili
significati, questi sono stati considerati integralmente e come
tali classificati, per cui capiterà di vedere alcune forme
cognominali inserite in più gruppi):
- Cognomi derivanti da nomi personali:
Amato, Anastasi, Barbagiovanni, Basile, Biuso, Bonaccorso,
Bonina, Calanna, Camuto, Caraci, Costanzo, Faranda, Fazio, Grìgoli,
Gulino, Imbrosciano, Isola, Lazzaro, Liuzzo, Luca, Marcantonio,
Marino, Martelli, Meli, Pace, Pafumi, Politi, Ponzo, Prestianni,
Rubino, Tirendi (totale n. 31).
- Cognomi derivanti da soprannomi scherzosi, spregiativi,
ironici, centrati su caratteristiche fisiche o caratteriali o
comporta- mentali riferibili al singolo:
Bertolone, Bonsignore, Calà, Calì, Capace, Cartillone, Caruso,
Conti, Currenti, Destro, Di Sano, Foti, Franco, Gorgone, Grassia,
Gullotto, Incognito, Meli, Musarra, Mirenda, Papotto, Pappalardo,
Petronaci, Politi, Reale, Rubino, Russo, Saitta, Schilirò, Zerbo
(totale nn. 30).
- Cognomi toponimi ed etnici. I toponimi indicano la località
di provenienza, gli etnici l’appartenenza a etnìa.
Toponimi brontesi sono: Avellina, Batticani, Capizzi, Caserta,
Castiglione, Catania, Cirami, D’Aquino, Franco, Galati, Galvagno,
Messina, Minio, Pace, Palermo, Piazza, Sanfilippo, Sciacca. Etnici
sono invece: Greco, Lombardo, Longhitano, Messineo, Romano, Scalisi (totale nn. 24).
- Cognomi tratti dal mondo della natura:
Azzara, Catania, Cipolla, Favazza, Gatto, Germanà, Lùpica,
Lupo, Marullo, Meli, Montagno, Pàparo, Pecorino, Pinzone, Rappazzo,
Rizzo, Saitta (totale nn. 17).
- Cognomi indicanti un mestiere, una professione, una carica:
Attinà, Burrello, Cassarà, Ciraldo, Cordaro, Laganà, Lombardo,
Màncani, Minissale, Orèfice, Portaro, Spitaleri, Uccellatore,
Zingale, (totale nn. 14).
- Cognomi tratti da oggetti del mondo del lavoro e della casa:
Bertolone, Cannata, Cìmbali, Fàllico, Lembo, Pruiti, Romano,
Saccullo, Saitta (totale nn.9).
- Cognomi patronimici o matronimici (derivano dal nome del
padre o della madre):
De Luca, Di Marco, Di Vincenzo (totale nn.3).
- Cognomi indicanti parte del corpo umano:
Burrello, Marullo (totale nn. 2).
- Cognomi derivanti da nomi astratti:
Lenza, Vitanza (totale nn. 2).
Come si può facilmente osservare, più del cinquanta per cento dei
cognomi brontesi analizzati deriva da nomi personali, soprannomi e
patronimici. All’origine della nascita dei cognomi spesso
concorreva la “cristallizzazione” di un nome proprio o di un
soprannome personale, che da un individuo si trasmetteva ai suoi
discendenti, dando origine ad una famiglia ben distinta (in parte,
qualcosa di simile accade ancora oggi, nei nostri paesi, con i
soprannomi -
’ngiurii o pecchi - mediante i quali,
soprattutto gli anziani, identificano persone e famiglie, senza
far ricorso in alcun modo ai “cognomi ufficiali” dell’anagrafe).
Variegato è l’universo dei cognomi brontesi derivati da nomi
propri. Degni di nota, in particolare, gli “augurali” e i
“granulatori” (nomi indicanti buoni auspici per il nascituro o
l’infante) - tra cui, l’“amato da Dio” (“Amato”), il “risorto”
(“Anastasi”), il “ben accolto” (“Bonaccorso”), l’ “assistito da
Dio” (“Làzzaro”), il “figlio della Provvidenza” (“Rubino”), (il
bimbo) “dolce come il miele” (“Meli”), che è, per i genitori,
“felicità” (“Musarra”).
Tra i soprannomi personali, ritroviamo: un grassone
(“Bertolone”), un mangione (“Pappalardo”), un “mostro” di
bruttezza (“Gorgone”), uno storpio (“Gullotto”), un mancino
(“Zerbo”), un “dritto” (“Schilirò”), un “poco di buono”
(“Grassia”), un ragazzo imberbe (“Caruso”), un “signore
benevolente (“Bonsignore”), oppure, semplicemente, un “signore”
(“Saitta”), un tipo con l’aspetto da “pretino” (“Papotto”), un
“compagnone” (“Conti”), uno “bello come un rubino” (“Rubino”),
etc.
Un’ultima osservazione per i patronimici. Dei tre
considerati solo uno, “De Luca”, possiede la particella “de”
anziché “di” (come per “Di Vincenzo”e “Di Marco”). Spesso, per
alcuni cognomi italiani, tale particella è indicativa di nobiltà.
Il cognome brontese “De Luca”, come è attestato nei registri
parrocchiali più antichi, risulta trascritto semplicemente come
“Luca” o “di Luca”. Il “de” è dunque una variazione postuma,
probabilmente sorta, ancora una volta, per distinguere una
famiglia che ha raggiunto un elevato status socio-economico dalle
omonime.
Al secondo posto, per consistenza, troviamo i cognomi toponimi
ed etnici. Tra i toponimi rileviamo 14 località siciliane.
Diffusissimo il cognome “Catania”; molto meno la forma “Messina”;
segue, per ultimo, il cognome “Palermo”. Cirami (Cerami), Piazza
(Armerina), Sanfilippo (d’Agira) appartengono all’Ennese; Gangi
alla Sicilia occidentale. Diversi i centri del Messinese: Capizzi,
Castiglione di Sicilia, Galati, Galvagno, Pace (del Mela). Alla
Sicilia del centro-sud appartengono i toponimi Sciacca e Minìo
(Mineo). Toponimi non siciliani sono: Avellina (Avellino) e
Caserta (Campania), D’Aquino (Lazio) e Franco (Navarra, Spagna).
Toponimi ed etnici sono cognomi indicatori per lo più di movimenti
migratori. Con il nome della località di provenienza, o con
l’indicazione di una etnìa, infatti potevano essere designati
gruppi più o meno consistenti di persone, che, per differenti
motivi (persecuzioni, ricerca di lavoro, etc.), migravano verso
nuove località. È noto, per esempio, che numerosi cognomi ebraici
siano toponimi: le continue persecuzioni cui erano sottoposti,
costringevano gli ebrei a continui spostamenti verso centri più
sicuri e tolleranti. Qui, essi perdevano i loro cognomi originari,
per assumere il nome della città di provenienza. In effetti, i
toponimi brontesi Catania, Messina, Palermo, Minio (Mineo),
Sciacca, rinviano a città e paesi nei quali esistevano fiorenti
comunità ebraiche ed è probabile dunque che possano essere cognomi
di origine ebraica. È però altrettanto vero che anche immigrati
non ebrei, principalmente i lavoratori stagionali, accolti in un
nuovo paese, potevano essere indistintamente denominati con il
nome delle località d’origine (per esempio, “i Longhitano”, da
Longi; “gli Scalisi”, da Scalea, etc).
L'origine dei toponimi
Un’ultima osservazione, infine, sull’origine dei toponimi: un
toponimo poteva anche essere assegnato ad un trovatello, che
veniva così cognominato con il nome del luogo dove era nato.
Analizzando gli etnici “Lombardo” e “Greco”, ci imbattiamo in
significativi marcatori linguistici nei quali leggiamo, ancora un
volta, importanti pagine della storia siciliana. I “lombardi”
erano infatti popolazioni provenienti dalla Italia
nord-occidentale, che, sotto gli auspici dei Normanni e degli
Svevi, migrarono in Sicilia, con lo scopo di colonizzare e
rinvigorire demograficamente le zone spopolate e più impervie
dell’isola. Nuclei consistenti di “lombardi” si attestarono lungo
tutta la dorsale peloritana del Messinese, dando origine al
sorgere di interessanti realtà economiche e culturali (si pensi,
per rimanere in ambito linguistico, al dialetto gallo-italico di
S. Fratello).
Per quanto concerne il toponimo “Greco” (in
siciliano, “gricu”), esso non deve far pensare ad una memoria
linguistica che ricordi la presenza degli antichi greci a Bronte.
La colonizzazione greca interessò e influenzò in maniera
preponderante altre zone della Sicilia orientale. Tale termine
connotava, invece, in epoca medievale e moderna, genti provenienti
dai Balcani, per lo più di origine albanese. La
presenza degli
albanesi nell’Italia meridionale rimonterebbe, per la prima volta,
al tardo Trecento, come mercenari nelle lotte intestine tra la
grande feudalità, la monarchia angioina e la corona aragonese.
Altri importanti flussi migratori avverranno nel 1500 a seguito
dell’avanzata turca nel Balcani. Consistenti gruppi di albanesi
rappresentarono una importante componente etnica che costituì,
insieme ad altre popolazioni, in età moderna, il nucleo originario
di Bronte.
Variegato è l’ambito dei cognomi brontesi indicanti i mestieri:
tra gli artigiani e i commercianti ritroviamo i calzolai
(“Zingale”), i venditori di stuoie (“Cassarà”), i “Cordari”; non
mancano gli “Orefice” (cognome presente anche tra i cognomi
ebraici), i droghieri (“Lombardo”), gli operai tessili (“Mancani”)
e i parrucchieri (“Attinà”).
Tra le attività legate al mondo della natura annoveriamo i mielai
(“Minissale”), gli ortolani (“Laganà”) e i cacciatori di uccelli
(“Uccellatore”). In ambito medico-assistenziale troviamo gli
“Spitaleri” e i “Ciraldo. Completano l’elenco dei cognomi di
mestiere i “custodi di ingressi conventuali” (“portaro”) e i
“carnefici” (“Burrello”), se facciamo discendere tale forma
linguistica dal termine francese borrel.
Per quanto riguarda i cognomi tratti dal mondo della natura,
in ambito vegetale non potevano mancare i fiori (“Azzara”), il
grano (“Catania”), le cipolle (“Cipolla”), le fave (“Favazza”), la
lattuga (“Marullo”), la vite (“Rappazzo”) e, derivato dai fiori,
il miele (“Meli”). Nel mondo animale rileviamo i gatti (“Gatto”),
l’ùpupa (“Lupica”), il lupo (“Lupo”), il merlo (“Marullo”), l’oca
(“pàparo”), la pecora (“Pecorino”), il fringuello (“Pinzone”), il
riccio (“Rizzo”). I fulmini (“Saitta”) e i monti (“Montagno”)
fanno da sfondo a tale panorama. Non è improbabile che molti di
tali cognomi fossero usati in senso figurato, dato che l’uomo ha
da sempre tessuto delle corrispondenze e delle analogie con il
mondo animale e vegetale, proiettandovi attributi psicologici e
fisici. Animali, piante ed eventi naturali, finiscono così per
trasformarsi in simboli o metafore di determinate qualità
antropomorfiche.
Tra i cognomi riferibili agli oggetti, reperiamo bisaccie
di grandi dimensioni (“Bertolone”) e, all’opposto, sacchi di
picco- le dimensioni (“Saccullo”). Ancora: recipien- ti vari di
terracotta (“Cannata”, “Lembo”, “Pruiti”) e poi dei semplici
ciottoli (“Fallico”), ma anche parti delle stadere (“Romano”) e,
infine, addirittura, dei cem- bali (“Cimbali”).
I cognomi indicanti parti del corpo sono solamente due, ma
fanno significativamente riferimento a due organi di vitale
importanza per l’uomo, ovvero l’intestino (“Burrello”) e il
cervello (“Ma rullo”). Alla “vita” e alla “lealtà” (o all”‘alleanza”)
fanno infine riferimento gli unici due cognomi brontesi derivanti
da nomi astratti.
L'origine linguistica
Dopo averne considerato l’aspetto semantico (relativo al
significato), completiamo la nostra ricognizione onomastica,
analizzando l’origine linguistica dei cognomi brontesi.
Ecco l’elenco dettagliato per cognome dei suddetti sostrati
linguistici:
- Cognomi di origine latina (nn. 39):
Amato, Barbagiovanni, Bonsignore, Biuso, Capace, Caserta,
Castiglione, Cipolla, Conti, Cordaro, Costanzo, Correnti, Destro,
Luca (De), Favazza, Fazio, Gatto, Greco, Isola, Lupo, Uccellatore,
Màncani, Marco (Di), Marcantonio, Marino, Martelli, Marullo,
Mirenda, Montagno, Orèfice, Pace, Pecorino, Piazza, Ponzo, Reale,
Romano, Rubino, Sano (Di), Vincenzo (Di).
- Cognomi di origine greca, tardo-greca, bizantina, albanese (nn.
40):
Anastasi, Attinà, Basile, Calà, Calì, Calanna, Cannata,
Capizzi, Caraci, Catania, Cartillone, Ciraldo, Cirami, Fàllico,
Faranda, Foti, Galati, Gangi, Germanà, Gorgone, Grassia, Grìgoli,
Gullotto, Imbrosciano, Laganà, Messina, Messineo, Minissale,
Pafumi, Palermo, Papotto, Petronaci, Politi, Pruiti, Sanfilippo,
Scalisi, Schilirò, Tirendi, Zerbo, Zingale.
- Cognomi di origine siciliana (nn. 20):
Bertolone, Burrello, Cannata, Caruso, Cìmbali, Ciraldo, Lembo,
Meli, Minio, Mirenda, Pàparo, Pinzone, Portaro, Rappazzo, Rizzo,
Russo, Saccullo, Saitta, Sciacca, Spitaleri.
- Cognomi hanno invece origine da sostrati linguistici
medievali di origine normanna, longobarda, germanica,
gallo-italica (nn. 12):
Bonaccorso, Bonina, Burrello, Franco, Galvagno, Gulino, Lenza,
Lombardo, Pappalardo, Prestianni, Uccellatore, Vitanza.
- Cognomi di origine araba (nn. 9):
Azzara, Batticani, Camuto, Caraci, Cassarà, Catania, Musarra,
Saitta, Sciacca.
- Cognomi ebraici (nn. 3):
Làzzaro, Liuzzo, Rubino.
Di probabile origine napoletana è invece Lùpica.
I sostrati linguistici dominanti sono dunque il latino e il greco
(incluso il greco medievale e il bizantino), a conferma del
profondo radicamento di queste civiltà nel corso degli eventi
storici della Sicilia. Seguono poi i cognomi siciliani, (alcuni
dei quali sono comunque di derivazione latina o greca); poi,
quelli derivanti dal sostrato nordico (germanico, gallo-italico,
longobardo). Chiudono l’elenco le forme di origine araba, ebraica
e una di ascendenza napoletana.
P.S. Postilla minima di riflessione sul significato del
presente articolo. |