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Piazza Nicola Spedalieri

Alcune immagini (antiche e nuove) della Piazza dedicata a Nicola Spedalieri, il luogo simbolo delle feste e di tutte le manifestazioni pubbliche brontesi.
Nelle immagini (alcune degli anni '20-'30) si notano l'antico monumento ai caduti del 15-18, un tempo posto al centro della piazza e poi demolito, la chiesa di San Silvestro e il Monastero di Santa Scolastica, il piedistallo in marmo e la lapide che componevano la statua della Vittoria e la piazza trasformata in un verde prato nel Natale del 2004.

Il Monastero di Santa Scolastica, eretto sulla sinistra della chiesa nel 1610, trasformato dopo il 1866 in Ospedale e successivamente in scuole elementari, fu poi completamente demolito nella prima metà del secolo scorso (1935) per costruire quel poco estetico edificio che ancor oggi ospita le scuole elementari (opera dell'arch. Anfuso).
Erano trascorsi trent'anni

PIAZZA SPEDALIERI NEL 1920

dalla prima delibera per la
costruzione dell'edificioscolastico approvata dal  Consiglio comunale nel lontano 1905.
Nel 2009, dopo 18 mesi di lavori, Piazza Spedalieri è stata riconsegnata ai brontesi ridisegnata e ricostruita per essere il salotto bello di una cittadina sempre più viva, bella ed ospitale.
Rispetto al passato, la superficie della nuova piazza è stata posta su un unico piano (sono rimasti solo i marciapiedi posti ai lati), con una fontana a scomparsa a sei distinti getti d’acqua che partono direttamente dal suolo, dei sedili di fronte alle scuole elementari posti su una struttura ondulata in cemento ed un portale in pietra lavica (che un tempo caratterizzava l'ingresso dell'adiacente Teatro comunale) ricostruito adiacente al monumento ai caduti.

VEDUTA DELLA NUOVA PIAZZA SPEDALIERI UNO SCORCIO DELLA NUOVA PIAZZA SPEDALIERI
Sotto il portale è stata scoperta una targa a ricordo dell'inaugurazione (1 Agosto 2009).
Il transito delle auto di fronte alla chiesa di San Silvestro è stato eliminato e l'intera piazza resa isola pedonale.

Il monumento ai caduti, sito al centro nella parte alta di Piazza Spedalieri davanti l’ex monastero di Santa Scolastica, fu eretto dal Comune ed inaugurato il 27 Agosto del 1922.
Come curiosità riportiamo a destra quanto scrisse nell'occasione con l'enfasi che caratterizzava l'epoca il giornale locale “Bandiera Bianca” nel numero 16 del 3 Settembre 1922 (redattore responsabile era il notaio Nunzio Azzia). Doveva commemorare i 238 morti della grande guerra, secondo la lista compilata da Benedetto Radice e consegnata al sindaco. Stranamente però nel monumento furono scolpiti soltanto i nomi di 178, dimenticandone 60.
«Perché non furono scolpiti tutti? Forse per maggiore risparmio?

Ma la somma era già stata convenuta per pubblico contratto e lo scultore doveva consegnare compiuta l'opera sua. Se fu negligenza dello scultore, il sindaco, nell'interesse del Comune dovrebbe ritenere le rate successive del pagamento per il non completamento della lista».

Così, in una lettera indirizzata a Mussolini, scriveva lo stesso Radice nel Giugno del 1923. Non successe nulla, anzi.

Vent'anni dopo, nel 1942, la statua in bronzo, montata su piedistallo marmoreo, e la cancellata furono donate alla Patria per fare cannoni ed il monumento completamente smantellato.

Sacrario dei Caduti (schizzo)Alcuni resti unitamente ai nomi furono collocati negli anni ’60 per iniziativa del cap. Vincenzo Lombardo in un nuovo Sacrario dei caduti, costruito in adiacenza nell’angolo della Chiesa di San Silvestro. Il progetto prevedeva anche un portico d'ingresso che non venne però realizzato, lasciando tronco e privo di senso artistico il monumento.
Nel disegno sopra una prima idea (del geom. Sofia e del pittore Sciavarrello) del progetto realizzato pubblicata da Il Ciclope il 19 marzo 1947 che si augurava di «togliere dal cuore la spina del Monumento ai Caduti tanto patriotticamente eliminato».


Così la descriveva Il Ciclope nel 1946

Piazza «Badia»
«Piazza Spedalieri, volgarmente detta «Piazza Badia», rappresenta una delle meraviglie di Bronte. In essa si riversano nei giorni di festa belle figliole e quando piove, le acque che scendono rapide dalla discesa della stazione e da Piazza Maddalena. Stanche per la corsa, le acque ivi si riposano, stagnandosi.
E’ in tal periodo che qui si allenano, democraticamente, i cittadini Brontesi per i tuffi, per il salto in lungo e per i passaggi obbligati. Sembra che questa strana laguna si sia querelata contro quella sorta nel tratto Maugeri – Guardarrotaro – Collegi - Negozio Raffaele Mauro, per concorrenza sleale. A Piazza Badia, oltre alle sporche acque affluiscono e vi tengono comizi, gli oratori di tutti i partiti compresi i nuovi sindaci. E qui che a tarda sera, Basile Coppolino parla di stelle e di impero, e sogna di diventare sindaco per far vendere il vino ad un soldo ed i melloni a due soldi.
Monumentalmente grande, questa piazza presenta la traballante facciata della chiesa che le dà il nome ed una storpia, sagoma di edificio scolastico. Su di essa sorridono il caffè Sanfilippo ed i balconi della Cassa Mutua.
Un immenso portone, sul quale c'è scritto "Cinema Teatro Comunale" sta continuamente imbronciato.
Quasi di fronte a questo "Povero Muto" il sempre - parlante chiromante Ntonio Capillaro, legge la mano e sorride. Sorride quando vende torroncini bruciati o quando predice ed in egual misura amore - ricchezza, e…
Povero, ma simpatico Ntonio! Non lo sa ma è proprio lui a rompere con le sue ciarle ed il suo sorriso, l'austerità della piazza. Lui e lo scudo crociato, della vicina sede del Partito Democratico Cristiano. [N.]»
(Da Il Ciclope, Anno I, n. 3, dell'11 Agosto 1946)
 

Bronte inaugura il monumento ai caduti per la Patria
(Da “BANDIERA BIANCA” del 3 Settembre 1922, Anno II, Numero 16. Uffici di Redazione e Amministrazione: Casa del Popolo, via Umberto I, 229 Bronte – Azzia Nunzio, redattore responsabile. Stabilimento Tipografico Sociale)
"Il 27 scorso con religiosa devozione Bronte sciolse il voto di fede e di riconoscenza verso i suoi figli che immolarono le loro ardenti giovinezze alla patria, innalzando un monumento che della guerra è l’eterna esacrazione e della Umanità Nuova piena d’amore e di lavoro, l’augurio.
All’inaugurazione del monumento erano rappresentati il governo dal Cav. Verderame, il Distretto Militare dal Colonnello Santangelo, e non mancarono il R. Provveditore agli Studi, il Prof. G. Maiorana, G. Cimbali e molti rappresentanti dei paesi vicini.
La sfilata
Alle otto e mezzo tutte le bandiere delle associazioni locali adunate di fronte al Circolo E. Cimbali, sfilavano ordinatamente per l'opera zelante dei cerimonieri Segretario Morabito, Tenente Prof. Battiato e tenente Avv. Liuzzo. Mutilati, Combattenti, Reduci di Guerra e Gioventù Cattolica, sfilavano inquadrati con in testa, le proprie bandiere e corone di quercie ed alloro. Seguivano a breve distanza le altre società anch’esse ordinate. Gli Ufficiali in congedo quasi tutti indossavano la divisa (compreso il compagno socialista tenente Longo), moltissimi avevano il petto fregiato di medaglia al valore, e tutti facevano a gara per rendere quanto più solenne fosse possibile la cerimonia, manifestazione d'amore ai gloriosi caduti.
Attorno al Monumento
La vasta Piazza N. Spedalieri rigurgitava di gente. Le bandiere del Municipio, dei Mutilati, Combattenti e Reduci di Guerra erano ai quattro angoli del monumento e altre un poco più discosto. Nella magnifica tribuna appositamente eretta sedevano le Autorità, e le personalità più spiccate del paese. Il Comm. Pace legge un telegramma del Re per l'occasione, e presenta il Prof. Radice anima instancabile e tenace di questo attestato di riconoscenza ai figli più nobili di Bronte.
Il Prof. Radice
Pronunzia il suo poderoso discorso improntalo alle più schiette e sentite idealità patriottiche, ricordando le vicende or liete or dolorose della nostra guerra e facendo rifulgere l'indominata resistenza dei nostri soldati, i quali seppero degnamente difendere la patria. Ci riesce oltremodo difficile riferire il lungo ed applaudito discorso, e le nostre parole non potrebbero dare che una pallidissima idea di quello che esso fu, perchè il Prof. Radice oltre a parlare della guerra nel suo svolgimento materiale, s'intrattenne nelle sue origini storiche e politiche studiando il motivo psicologico di essa.
L’avv. Pietro Chiara
Lo accolgono generali applausi ed evviva ai Mutilati. Dopo un saluto ed un ringraziamento ai rappresentanti del Governo e dell'Esercito, alle autorità e rappresentanze tutti, allo scultore che ha «mirabilmente, tradotto nel marmo e nel bronzo, con amore e con fede di combattente, un’idea di forza e di bellezza» l'oratore evoca i morti e (….)".

Il Teatro comunale
Sul lato sinistro della Piazza sorge il Teatro comunale.
Completamente ristrutturato, è stato inaugurato agli inizi del 2001 (dopo circa 15 anni di lavori, il primo appalto risale al 1987) ed adibito a sala cinematografica.
Il vecchio Teatro, di sobrio stile neoclassico, era stato completato dal sindaco Antonino Cimbali alla fine del XVIII secolo. Oggi ha una capienza di 230 posti, di cui 110 in platea e 120 nei tre ordini di palchi.

Nelle due foto il Teatro com'era agli inizi del 1900 e (a destra) nella nuova veste appena ricostruita. Come si nota nulla è rimasto dell'antico prospetto, neanche l'antico maestoso portale d'ingresso che, recuperato, è stato nel 2009 ricostruito nella stessa piazza in adiacenza al monumento ai caduti (vedi foto sopra).

 

 

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