Estremamente gradevole il sapore del frutto allo stato fresco. Il pistacchio brontese presenta caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono rispetto al pistacchio coltivato in altre aree siciliane (Caltanissetta o Agrigento) o estere (Medio Oriente, Grecia o California e Argentina). Rappresenta un frutto di alto pregio, molto apprezzato e richiesto nei mercati europei e giapponesi per le dimensioni e l'intensa caratteristica colorazione verde.
Un frutto pregiato e ricco Il Pistacchio verde di Bronte è una pianta ricca non solo di sostanze ad alto valore nutritivo, ma anche di numerosi principi attivi utilizzati in campo medico. L'attività antiradicalica delle sue sostanze è sfruttata in molte patologie quali le malattie cardiovascolari, l'arteriosclerosi, alcuni tipi di demenza inclusa la malattia di Alzheimer e per migliorare la qualità della vita durante l'invecchiamento e in corso di malattie croniche. Ricco di proteine e di grassi, il seme di pistacchio, fra la frutta secca, garantisce il maggior apporto calorico: per ogni 100 grammi 683 calorie, a fronte delle 649 della noce, le 603 della mandorla, le 598 dell'arachide o le 655 della nocciola. Contiene mediamente più del 20% di proteine, il 50/60% di olio (ad altissimo contenuto in acidi oleici: 68% di oleico, 17/19% di linoleico, 12% di palmitico), poi zuccheri, in particolare glucosio, vitamine, in particolare il precursore della vitamina E, e sali minerali. E' particolarmente ricco di ferro (100 gr. ne contengono 7,3 mg come mezzo chilo di manzo!), calcio, fosforo, potassio e di zinco, fondamentale per la fertilità maschile. Buono anche l'apporto di magnesio che contribuisce al buonumore. L'olio estratto dal frutto, trova applicazione in cosmetica e dermatologia per le sua alte doti emollienti e ammorbidenti. Il ß-sitosterolo contenuto in elevata percentuale nell'olio di pistacchio (94,87%), presenta anche interessanti proprietà farmacologiche che lo hanno reso meritevole di applicazione nella farmacopea. Si tratta, infatti, di un principio inibitore dell'assorbimento del colesterolo alimentare, probabilmente a causa della sua somiglianza strutturale con il colesterolo stesso del quale è in grado di inibire gli enzimi di trasporto.
Tale principio attivo è stato riconosciuto e sfruttato mediante introduzione in commercio di specifici preparati farmaceutici.
Il prezzo del pistacchio verde di Bronte oscilla di anno in anno (se non di mese in mese) dipendendo da numerosi fattori. Attualmente (inizio 2008) un chilo di tignosella (pistacchio in guscio) si compra a 8 a 9 euro (nel 2003 3,00/4,00), ma anche se oggi è un prezzo di assoluto rispetto risulta sempre poco conveniente in relazione alle fatiche ed alle aspettative dei coltivatori che vedono aumentare ogni anno i costi di produzione ma devono aspettarne sempre due di anni per raccogliere il frutto. La raccolta, infatti, a differenza del prodotto di altre nazioni (Usa, Iran, Grecia, ecc.) ha cadenza biennale (ad inizio Settembre degli anni dispari) ed anche questo fa sì che la vecchia pistacchicoltura brontese vada sempre più in declino. Si pensi anche che un nuovo impianto di pistacchieto fa attendere 6-7 anni prima di dare i primi frutti e non meno di 15-18 anni prima che la pianta entri a regime produttivo sostenuto. Senza contare che ancora oggi (nonostante si continui a parlare di DOP) nessuna particolare attenzione viene posta a salvaguardia del pistacchio di Bronte tanto da arrivare a situazioni paradossali: commercianti siciliani (ed anche brontesi) che importano pistacchio dall’estero, lo mescolano a quello locale e lo lavorano o riesportano come pistacchio di Bronte. |  Nino Prestianni, presidente della Cooperativa di produttori pistacchio "Smeraldo", controlla (ed ammira) il "suo" pistacchio pelato
| Caratterizzazione dell'olio dei semi di pistacchio brontese (Fonte: Biagio Fallico - Dofata sez. Tecnologie Agroalimentari, Università di Catania) | | Resa in olio | 53.7% | | Distribuzione Acidi grassi | Ac. Palmitico | 9,9% | Ac Palmitoleico | 0,81% | Ac. Stearico | 2,1% | Ac. Oleico | 69,7% | Ac. Vaccenico | 1,7% | Ac. Linoleico | 15,4% | Ac. Linolenico | 0,48% | Profilo identico a quello dell'olio di oliva con rapporto saturi/insaturi ottimale ed elevata stabilità |
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