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Il Pistacchio di Bronte
Tutto sul Pistacchio verde di BronteLe foto dell'«oro di Bronte»
Tignosella (pistacchio di Bronte in guscio)
Pistacchio di Bronte sgusciato

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Il Frutto

Il pistacchio verde di Bronte potrebbe a buon titolo ricoprire la carica di emblema della città: la sua longevità e resistenza, la sua forza di voler sopravvivere a tutte le avversità, addirittura a fruttificare malgrado sia abbarbicato su aride rocce laviche, rispecchiano alla lunga molte caratteristiche del popolo brontese.
Un popolo che non teme il lavoro e la fatica, che ha sempre lottato per portare a casa il necessario.
Dominato e sottomesso per secoli da vassallaggi fuori tempo ed avversità storiche incredibili contro i quali ha sempre lottato tenacemente.
Un popolo che sul pistacchio ha costruito ricchezza, cultura e le proprie tradizioni ma anche l'abitudine del rispetto e della salvaguardia  per il territorio nel quale vive.
I frutti del pistacchio di Bronte [l'oro verde], riuniti in grappoli, sono costituiti da drupe allungate, leggermente compresse delle dimensioni di un'oliva, di un colore che, nelle fasi dell'allegagione è di colore rosso e a maturazione varia dal verde-rossastro al bianco-roseo e al giallo-crema.
Ha un mallo sottile, che si sgretola facilmente, l'endocarpo allungato ed un seme unico, aromatico, di colore verde chiaro che - unico - mantiene fino a maturazione, (i produttori lo definiscono "rosso rubino fuori, verde smeraldo dentro").
 

EVERGREEN, I DERIVATI DEL PISTACCHIO DI BRONTE

Pistacchio di Bronte appena raccolto (settembre degli anni dispari)

Tignosella (pistacchio di Bronte in guscio)

Estremamente gradevole il sapore del frutto allo stato fresco.
Il pistacchio brontese presenta caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono rispetto al pistacchio coltivato in altre aree siciliane (Caltanissetta o Agrigento) o estere (Medio Oriente, Grecia o California e Argentina).
Rappresenta un frutto di alto pregio, molto apprezzato e richiesto nei mercati europei e giapponesi per le dimensioni e l'intensa caratteristica colorazione verde.

Un frutto pregiato e ricco
Il Pistacchio verde di Bronte è una pianta ricca non solo di sostanze ad alto valore nutritivo, ma anche di numerosi principi attivi utilizzati in campo medico.
L'attività antiradicalica delle sue sostanze è sfruttata in molte patologie quali le malattie cardiovascolari, l'arteriosclerosi, alcuni tipi di demenza inclusa la malattia di Alzheimer e per migliorare la qualità della vita durante l'invecchiamento e in corso di malattie croniche.
Ricco di proteine e di grassi, il seme di pistacchio, fra la frutta secca, garantisce il maggior apporto calorico: per ogni 100 grammi 683 calorie, a fronte delle 649 della noce, le 603 della mandorla, le 598 dell'arachide o le 655 della nocciola.
Contiene mediamente più del 20% di proteine, il 50/60% di olio (ad altissimo contenuto in acidi oleici: 68% di oleico, 17/19% di linoleico, 12% di palmitico), poi zuccheri, in particolare glucosio, vitamine, in particolare il precursore della vitamina E, e sali minerali.
E' particolarmente ricco di ferro (100 gr. ne contengono 7,3 mg come mezzo chilo di manzo!), calcio, fosforo, potassio e di zinco, fondamentale per la fertilità maschile. Buono anche l'apporto di magnesio che contribuisce al buonumore.
L'olio estratto dal frutto, trova applicazione in cosmetica e dermatologia per le sua alte doti emollienti e ammorbidenti. Il ß-sitosterolo contenuto in elevata percentuale nell'olio di pistacchio (94,87%), presenta anche interessanti proprietà farmacologiche che lo hanno reso meritevole di applicazione nella farmacopea.
Si tratta, infatti, di un principio inibitore dell'assorbimento del colesterolo alimentare, probabilmente a causa della sua somiglianza strutturale con il colesterolo stesso del quale è in grado di inibire gli enzimi di trasporto.

Tale principio attivo è stato riconosciuto e sfruttato mediante introduzione in commercio di specifici preparati farmaceutici.

Il prezzo del pistacchio verde di Bronte
oscilla di anno in anno (se non di mese in mese) dipendendo da numerosi fattori. Attualmente (inizio 2008) un chilo di tignosella (pistacchio in guscio) si compra a 8 a 9 euro (nel 2003 3,00/4,00), ma anche se oggi è un prezzo di assoluto rispetto risulta sempre poco conveniente in relazione alle fatiche ed alle aspettative dei coltivatori che vedono aumentare ogni anno i costi di produzione ma devono aspettarne sempre due di anni per raccogliere il frutto.
La raccolta, infatti, a differenza del prodotto di altre nazioni (Usa, Iran, Grecia, ecc.) ha cadenza biennale (ad inizio Settembre degli anni dispari) ed anche questo fa sì che la vecchia pistacchicoltura brontese vada sempre più in declino.
Si pensi anche che un nuovo impianto di pistacchieto fa attendere 6-7 anni prima di dare i primi frutti e non meno di 15-18 anni prima che la pianta entri a regime produttivo sostenuto.
Senza contare che ancora oggi (nonostante si continui a parlare di DOP) nessuna particolare attenzione viene posta a salvaguardia del pistacchio di Bronte tanto da arrivare a situazioni paradossali: commercianti siciliani (ed anche brontesi) che importano pistacchio dall’estero, lo mescolano a quello locale e lo lavorano o riesportano come pistacchio di Bronte.

Nino Prestianni, presidente della Cooperativa di produttori Smeraldo, controlla il "suo" pistacchio pelato
Nino Prestianni, presidente della Cooperativa di produttori pistacchio "Smeraldo", controlla (ed ammira) il "suo" pistacchio pelato

 
Caratterizzazione dell'olio dei semi di pistacchio brontese
(Fonte: Biagio Fallico - Dofata sez. Tecnologie Agroalimentari, Università di Catania)
Resa in olio53.7%
Distribuzione Acidi grassi

Ac. Palmitico

9,9%

Ac Palmitoleico

0,81%

Ac. Stearico

2,1%

Ac. Oleico

69,7%

Ac. Vaccenico

1,7%

Ac. Linoleico

15,4%

Ac. Linolenico

0,48%

Profilo identico a quello dell'olio di oliva con rapporto saturi/insaturi ottimale ed elevata stabilità

Una vera truffa ai danni dei consumatori ma sopratutto dei produttori brontesi che nessuno purtroppo denuncia e persegue.
Nel 1984, nel mercato all’ingrosso di Catania, il pistacchio sgusciato raggiunse il prezzo di 16.000 lire al Kg., un anno dopo (anno di raccolta) L. 21.000 per toccare nel 1986 un massimo di 22.000 lire. Per la stessa quantità oggi si spendono circa 20-22 euro.
 

 IL NUTRIZIONISTA
Una difesa di ferro per il sistema nervoso
Il pistacchio, come tutta la frutta secca, favorisce l'abbassamento dei livelli di colesterolo, riducendo il rischio di arterosclerosi e cardiopatie.
Lo sostengono diversi studi, e lo conferma Enza Mazzaglia, docente di Scienze dell'alimentazione all'Istituto alberghiero di Catania, che aggiunge: «Il pistacchio, in particolare, contiene vitamina A ed è ricco di ferro e fosforo, elementi che lo rendono molto indicato come tonico e ricostituente del sistema nervoso».
«È stata l'Università di Catania - precisa l'esperta - a studiare le proprietà del pistacchio, arrivando alla conclusione che la presenza di biofenoli, acido gallico ed ellaginico, proantocianidine, resveratrolo, isoflavoni e tocoferoli gli conferiscono notevoli capacità di potenziamento delle difese dell'organismo nei confronti dei radicali liberi, che possono contribuire all'insorgenza di gravi patologie di carattere cardiovascolare e neurovegetative».
In occasione dell'ultima edizione della sagra del pistacchio a Bronte, l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via, ha sottolineato l'importanza di queste ricerche. «C'è una ragione in più - ha detto - per sostenere la produzione del pistacchio. Non solo in quanto elemento di identificazione del territorio, ma anche per le sue numerose proprietà salutistiche». [Leonardo Lodato]
(tratto da Terra, periodico edito dall’Assessorato agricoltura e foreste della Regione siciliana, n. 3/4 di settembre/dicembre 2007)

DIETE SANE
Pistacchio batte colesterolo
I pistacchi sono stati alla base della dieta di molte popolazioni preistoriche e anche se ora sono relegati al ruolo di aperitivo, hanno dimostrato insospettate doti per combattere il colesterolo. Sarah Gebauer, della Penn State University statunitense, ha condotto uno studio su un gruppo di volontari suddivisi in tre gruppi, nutriti con una dieta standard: tre diverse quantità di pistacchio, nulla, 42 o 85 grammi al giorno. Per evidenziare eventuali effetti positivi, ciascun gruppo ha provato tutte le diete per quattro settimane con intervalli di due settimane tra una e l'altra. Normali esami del sangue hanno permesso di dimostrare che la dieta più ricca di pistacchi produce, in quattro settimane, una riduzione pari al 11,6 per cento del colesterolo cattivo, responsabile di problemi cardiovascolari. L'effetto è risultato proporzionale alla dose. [Aldo Conti, L’Espresso, n. 42 del 25.10.2007, rubrica “Salute”]

Pistacchio di Bronte, fasi di maturazione - Marzo
Marzo
Pistacchio di Bronte, fasi di maturazione - Aprile
Aprile
Pistacchio di Bronte, fasi di maturazione - Maggio
Maggio
Pistacchio di Bronte, fasi di maturazione - Giugno
Giugno
Pistacchio di Bronte, fasi di maturazione - Luglio
Luglio
Pistacchio di Bronte, fasi di maturazione - Agosto
Agosto

Le varie fasi del passaggio del pistacchio brontese dallo stato di fiore allo stato di frutto ed alcuni stadi di maturazione.
Il periodo è da Marzo ad Agosto; la raccolta, biennale, è fatta ai primi di Settembre degli anni dispari.

 Parlano del Pistacchio di Bronte:
 la RAI, il Turismo Culturale, Oggi, Vie del gusto, Gardenia,
Cote Sud, WwdScoop, I bucatini di...,
Famiglia Cristiana, Tuttifrutti
Striscia la notizia: Il pistacchio di Bronte taroccato

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