
«OGNI VOLTA SCOPRI NUOVE COSE E NUOVE EMOZIONI» Trent'anni di libertà sulle due ruote Tony Sangiorgio: passione per la moto e rispetto della natura
Trentanni e oltre, di inesauribile passione per la moto. Collezionista di moto e auto d’epoca, Antonio Sangiorgio, alla soglia dei quarantacinque anni, mostra tutta la sua voglia e la vitalità di endurista puro sangue. Le escursioni di durata in moto, un mondo che lo affascina da sempre, fin da ragazzino, quando aiutava papà Carmelo (anch’egli appassionato) in officina, nella sua attività di meccanico. Oggi più che mai Antonio Sangiorgio, conserva intatto il desiderio di cimentarsi in uno sport puro e originale, parte integrante della sua vita. Da anni ormai, le sue domeniche e i suoi momenti liberi, sono caratterizzati da escursioni motociclistiche lungo i sentieri dei monti Nebrodi che oggi, conosce palmo a palmo. Il binomio moto - natura, che in realtà sembra stridere, viene inteso da Sangiorgio,
come uno sport naturalistico nel vero senso della parola, sano, privo di
competizione e, allo stesso tempo piacevole. Unito al sentimento di libertà
e d’intenso svago. «Per molti, pensare al rumore di una moto nel silenzio dei boschi potrebbe suonare come una strano modo d'intrecciare il rapporto con la natura - afferma Sangiorgio - ma di fatto non è così. Perché prima di tutto, nutro un profondo rispetto per la natura, e poi perché non vado oltre i sentieri esistenti, prestabiliti. Molti collegano l'enduro al motocross, ma sono due cose diverse - prosegue - queste sono passeggiate di lunga percorrenza in moto. Spegnere il motore ai bordi di un laghetto naturale, fra i boschi in alta quota e godersi lo spettacolo dei suoni e dei colori della natura, è una delle sensazioni più eccitanti ed entusiasmanti che si possono vivere».
Ricercatissimo fra i giovani, ai quali, spesso si pone volentieri da guida nelle escursioni, Tony, così amichevolmente chiamato, non ha segreti ed è sempre disponibile con tutti. «Voglio trasmettere ai giovani, tutta la mia esperienza legata a questa splendida disciplina. Devo dire che sono in molti a seguirmi, hanno molta voglia d'imparare e lo fanno con molta umiltà. Insegno loro a usare prima la testa e poi l'acceleratore: questa è una disciplina dove non esiste competizione, ma l'indescrivibile piacere sportivo di sentire il contatto con la tua moto». Sposato e padre di due figli, vuole trasmettere la sua passione al figlio maggiore, che per il momento non sembra voler seguire le orme del papà «Io non insisto più di tanto - commenta - la passione nasce con noi, è una dote naturale, ogni cosa si deve sentire, la devi avere nel sangue. Forse un giorno mio figlio vorrà provarci, e sa che può sempre contare si di me».
Per un breve periodo ti sei allontanato dall'enduro, preferendo il go-kart, perché?
«E' stato qualche anno fa, quando il gruppo di enduristi a cui appartenevo, decisero quasi tutti di smettere dedicandosi ad altro. Ho preferito fare anche questa esperienza, cimentandomi nelle gare club di kart, ho fatto anche qualche prova a livello regionale, ma poi mi sono reso conto che c'era troppa rivalità, la competizione non fa per me. Così decisi di ritornare al mio vecchio amore, la moto. L'unico vero sport dove mi sento libero e senza vincoli».
All'età di quarantacinque anni non hai ancora pensato di smettere e lasciare la moto? «Non ancora. L'idea mi fa star male. Non sono giunto ancora alla decisione di riporre la tuta e il casco. Fisicamente sto bene e non ho deciso di lasciare. La passione non ha età».
Cosa chiedi ancora di più per questa tua grande passione? «Non mi pongo limiti perché c’è sempre da imparare, non puoi mai dire di essere arrivato. Ogni volta scopri nuove cose e nuove emozioni, e io non ho assolutamente intenzione di privarmene, fermandomi ora». Un sentimento forte, strettamente connesso ad uno straordinario rapporto di amore per i motori e per la natura. Un costante impegno e dedizione per questo sport. Una passione difficile da cancellare, intensa ed emozionante, da trasmettere ai giovani come esempio di straordinaria vitalità. (Aldo Reale) 17 Marzo 2006 |