Ignazio Liuzzo, figlio di Antonio e di Ignazia Fallico, era nato a Bronte il 3
Febbraio 1917, penultimo di una nidiata di tre femminucce e di 4 maschietti:
Nunziata, Illuminata, Giosuè, Nunziato, Antonina, Ignazio e Francesco.
La vita di Ignazio è stata intrisa di avventure e di drammi, sempre però ha
saputo fare buon viso a cattiva sorte e guardare con ilarità pure agli eventi
sconfortanti.
Già a nove anni era stato il protagonista di un caso drammatico e comico nello
stesso tempo.
Si era all’epoca del fascismo ed una imprudenza del ragazzino
aveva creato seri grattacapi al Professor Battiato. Ignazio dovette andare al
tribunale di Catania come testimone.
Davanti al giudice, però, Ignazio negò
tutto. E tutto finì come lo sciogliersi di una bolla di sapone.
Nel 1938 fu chiamato al servizio militare a Bologna ed assegnato alla 6a
Armata. Il servizio che doveva durare solo 12 mesi si protrasse invece per 7
anni. Nel 1939 si trovava a Padova pronto per tornare a casa, quando gli fu
notificato l’ordine di trattenimento.
Nel 1940, dopo la dichiarazione di guerra
tutta l’11a Divisione Treviso, di cui faceva parte la 6a
Armata, fu trasferita a Bari ed imbarcata per Durazzo in Albania.
Ignazio ne
seguì le sorti e girovagò trasferito ora a Tirana, ora in Grecia, ora nel
Kosovo.
Si trovava in Kosovo quando il nuovo Governo Italiano firmò l’armistizio con gli
Alleati.
I Tedeschi, infuriati, fecero prigionieri tutti i soldati Italiani che
si trovavano in quella Regione. Ignazio, prigioniero anche lui, fu tenuto in
arresto in un paesino di montagna ai confini con la Macedonia.
Con la pertinacia che gli era propria, riuscì a sfuggire al nemico e trovò
rifugio in una chiesa cattolica.
Il parroco comprendeva l’italiano ed il giovane
Liuzzo gli raccontò la sua storia. I due, insieme, poi studiarono il da farsi.
Il prete prese contatti con i partigiani del posto e presto Ignazio si associò
con il Battaglione Gramis e rimase alla macchia fino al termine delle ostilità.
Nella primavera 1945 il Battaglione Gramis rientrò a Tirana; subito dopo,
nell’estate 1945, tutto il Battaglione s’imbarcò da Durazzo su un naviglio
diretto a Brindisi.
Il 26 Agosto 1945, finita la guerra, Ignazio poté finalmente ritornare a Bronte
e riabbracciare i suoi cari, ma trovò la casa distrutta dai bombardamenti.
L’Italia del dopoguerra purtroppo non era certo un paradiso terrestre ed Ignazio
decise di emigrare. Incoraggiato dalla sorella Antonina, la quale, sposata con
Carmelo D’Aquino, si trovava in Australia, Ignazio, nel novembre 1949, all’età
di 32 anni s’imbarcò per la lontana Terra Australis.
Giunse a Sydney nel
dicembre dello stesso anno. Il 22 agosto 1953 sposò la signorina Irene Ambesi,
originaria di Calabria. Dalla loro unione nascerà nel 1960 il figlio Anthony.
Nel dicembre 1953 Francesco Liuzzo, il fratello minore di Ignazio, lo raggiunse
in Australia con la moglie incinta e la figlioletta treenne, Ignazina.
I due
fratelli, nel 1958, acquistarono un locale affacciantesi sulla splendida baia di
Sydney ed aprirono un negozio di frutta e verdura. I due fratelli ed il loro
negozio furono ben apprezzati dagli abitanti del sobborgo di Kirribilli tanto
che presto divennero i fornitori di frutta e verdura anche del palazzo del Primo
Ministro d’Australia.
Per ben 27 anni i due fratelli lavorarono in quel negozio sempre mattinieri e
gai; spesso, dato l’aumento della clientela, dovevano essere aiutati dalle loro
mogli.
Per 27 anni, Ignazio s’alzava puntuale ogni mattina, escluse le domeniche, alle
quattro per andare al mercato, un compito che aveva voluto assumersi di buon
cuore.
- “Papá, perché ti alzi sempre così presto la mattina?” - gli chiese un
giorno il figlio Anthony.
- “Per poterti mantenere a scuola in quel Collegio.” - Gli rispose il
padre.
Il Collegio di cui parlava era il rinomato Collegio Saint Aloysius governato dai
Padri Gesuiti. Un collegio la cui retta scolastica era molto pesante. Anthony
oggi esercita la professione di avvocato.
Nel 1985 i due fratelli Liuzzo andarono in pensione ed affittarono il locale ad
altri gerenti. Nel maggio 2002 tutto il fabbricato fu messo in vendita.