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E gli abitanti all'alba impedirono l'installazione di antenna per telefonia Una nutrita rappresentanza di abitanti ieri, alle 5 del mattino, hanno impedito ai tecnici incaricati di installare una antenna per la telefonia mobile sul tetto di una vecchia casa all'apparenza disabitata della centralissima via Umberto. Di buon mattino gli operai erano arrivati con una grossa gru che trasportava il lungo traliccio dove successivamente sarebbe dovuta essere istallata l'antenna. l cittadini, che già da parecchi giorni protestano contro l'istallazione dell'antenna le cui emissioni ritengono essere dannose per la salute pubblica, verificando che a provocare i rumori erano i tecnici della società telefonica, sono scesi in piazza, hanno bloccato il transito nella via Umberto, e avviato una vera e propria protesta. Poi, nonostante l'ora, hanno telefonato al sindaco, il senatore Pino Firrarello, che si è recato sul posto, avvertendo i carabinieri, la Guardia forestale, i vigili urbani e la Protezione civile. Insieme con il primo cittadino il consigliere comunale Giuseppe Lanzafame «Noi non vogliamo quell'antenna a pochi metri dalle nostre case – gridavano i cittadini - nessuno conosce veramente gli effetti sulla salute delle onde elettromagnetiche emesse. Che queste antenne vengano istallate fuori dal paese». In effetti a seguito della protesta dei cittadini il sindaco aveva messo a disposizione della H3g un altro sito su cui la società di telefonia mobile avrebbe riflettuto, ma poi all'improvviso ha ripreso i lavori scatenando l'ira degli abitanti. Così Firrarello ha firmato un ordinanza di sospensione dei lavori per problemi di ordine pubblico. [L. S.] 15 Giugno 2005 Completata nella parte strutturale ma non collaudata Pinacoteca: già si pensa agli arredi C’è il si della Regione siciliana per il completamento della Pinacoteca di Bronte realizzata all’interno dei locali del Real Collegio Capizzi.Il sindaco di Bronte, il senatore Pino Firrarello, ha ottenuto il consenso da parte dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Mario Parlavecchio, di poter realizzare gli arredi a completamento della “galleria- museo” con i 400 mila euro che, grazie ai ribassi d’asta ed alle economie del progetto iniziale, non sono stati spesi nella realizzazione delle strutture. “Ho chiesto all’assessore – dice il senatore Firrarello - di poter utilizzare queste somme che comunque erano destinate alla stessa opera. Bronte ed il Real Collegio Capizzi aspettano da tempo questa pinacoteca, completata nella parte strutturale ma non collaudata a seguito di alcuni problemi. Così – continua Firrarello – appena mi sono insediato, ho chiesto che i collaudatori venissero a chiudere un iter che si è protratto per troppo tempo. I tecnici sono venuti – conclude – ed attendiamo il loro responso”. Il progetto per la realizzazione degli arredi prevede che gli ambienti vengano dotati di panche, sgabelli, bacheche ed espositori, disposti in funzione della specificità e spazialità degli ambienti, unitamente alla collocazione di apparecchiature e corpi illuminanti, che, per la pregevolezza delle opere da esporre (dipinti, sculture e disegni), necessitano di ottiche particolari. I locali da adibire a pinacoteca e scuola di restauro, invece, occupano buona parte del piano terra dell’antico Collegio di Bronte ed hanno accesso dalla via Cardinale De Luca. Sono disposti su una superficie coperta di oltre 2.000 metri quadrati, oltre agli spazi dei cortili interni e del grande piazzale sul lato ovest. La zona destinata a Pinacoteca, invece, è stata strutturata per realizzare cinque ambienti da adibire a galleria espositiva, oltre agli spazi per la reception, l’ingresso, la segreteria e la direzione. La “Scuola di restauro”, a sua volta è costituita da aule, laboratori, depositi e servizi atti a consentire un ottimale svolgimento delle attività didattiche per l’apprendimento delle tecniche di restauro e della conseguente applicazione.
Così hanno votato i 1.457 elettori brontesi Anche a Catania e provincia l'affluenza alle urne è stata bassissima: la percentuale dei votanti nella provincia è stata del 17.2%; nel capoluogo si è registrato il 19,36%. In Sicilia la percentuale si è attestata al 27,2%. Nel dettaglio provinciale, il quesito referendario che ha ottenuto più «sì» (87,35%) è stato il secondo sui limiti all'accesso, seguito dal terzo (86,21%) e dal primo (86%); quello che ha ottenuto più «no» (25,92%) è stato il quarto sulla fecondazione eterologa.
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BRONTE: PER CARCASSE D’AUTO Trasforma terreno in discarica, condannato a 6 mesi di carcere E' costato caro al signor Vito Riolo di 65 anni Bronte aver trasformato un terreno di sua proprietà in una piccola discarica di vecchie auto. Il giudice monocratico della sezione di Bronte del Tribunale di Catania, dottoressa Marcella Celesti lo ha, infatti, condannato a sei mesi di carcere e 3000 euro di ammenda. I fatti risalgono al 2002, quando il signor Riolo ha cominciato a depositare nel terreno di via Pergolesi, e quindi all'interno dell'abitato di Bronte, auto e pezzi di motore che chiaramente non hanno soltanto inquinato il territorio dal punto di vista paesaggistico, ma anche dal punto di vista chimico, a causa degli oli esausti che, gocciolando, hanno contaminato il terreno. Tutto ciò non è passato inosservato ai militari della Stazione dei Carabinieri di Bronte, ai tempi guidata dal maresciallo Giovanni Guarnera, che hanno denunciato l'uomo e sequestrato la piccola discarica. A distanza di due anni la sentenza del giudice che non ha lasciato dubbi. Da tempo, infatti, la forze dell'ordine sono impegnate nella lotta contro ogni tipo di inquinamento ambientale. Fra questi anche la Guardia Forestale di Bronte che sta setacciando il territorio alla ricerca di carcasse di auto e risalire ai proprietari che un po superficialmente hanno abbandonato la propria vecchia automobile in campagna deturpando ed inquinando l'ambiente. [L. S.] PROGETTO. Iniziative per gli alunni Bronte, nel primo Circolo piccoli lettori crescono Ieri pomeriggio, al Cineteatro, si è tenuto un convegno sul tema "Mi leggi una storia?", iniziativa del primo Circolo didattico «Nicola Spedalieri» aderente ai principi di "Nati per leggere", il progetto nazionale promosso dall'Associazione Italiana Biblioteche (A.I.B.), dall'Associazione Culturale Pediatri (A.C.P.) e dal Centro per la Salute del Bambino (C.S.B.). Daniela Zappalà, promotrice dell'iniziativa e dirigente della scuola elementare, illustra gli obiettivi: "Il nostro progetto è finalizzato a stimolare e promuovere 1'abitudine di leggere nei bambini fin dalla più tenera età, creando occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo, cosi da concorrere alla crescita sociale e civile della comunità". Destinatari, dunque, i bimbi, ma protagonisti anche genitori e maestri, ai quali ieri si sono rivolti, fra gli altri, i professori Santo Di Nuovo e Francesca Pulvirenti, rispettivamente preside e docente di pedagogia della facoltà etnea di Scienze della Formazione, il neuropsichiatra Carlo Toscano, il pediatra Pippo Spitaleri. [Luigi Putrino] Metano nella zona artigianale, 152 ditte alla gara d’appalto Sono 152 le ditte specializzate che hanno partecipato alla gara d'appalto che il Comune ha bandito per dotare la zona artigianale dell'impianto di metanizzazione, di pubblica illuminazione e di opportune aree a verde pubblico con annesso parcheggio. Un record per il Comune con i dirigenti che ci hanno assicurato di non ricordare a memoria un così alto numero di partecipanti. Il progetto, approvato dalla Giunta "Leanza" nel dicembre del 2003 per un importo complessivo di 724.000 euro, è stato finanziato dall'Assessorato regionale alla Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca che ha ritenuto valido il progetto redatto dall'ufficio tecnico. Così adesso al Comune di Bronte si è al lavoro per esaminare tutte le proposte pervenute e stabilire quale azienda si è aggiudicata l'appalto. La zona artigianale di Bronte, costruita nella parte alta del paese in mezzo all'antica lava del Santissimo Cristo, è fra le più grandi e produttive in Sicilia. E' un luogo sicuro dove lavorare per tanti artigiani che così hanno potuto accentrare le attività artigianali e industriali, allontanandosi dal centro. Ma la zona artigianale è nota anche per l'artigianato tessile che conta numerose aziende che producono vestiario per conto terzi, con una riconosciuta qualità di produzione. I dati ufficiali dicono che solo questo settore occupa oltre 1000 addetti, per la maggioranza giovani donne, con un movimento annuale di circa 20 milioni. [L. S.] Si avvicina l'estate e si ritorna a parlare del solito problema acqua Troppe falle e l’acqua scarseggia Randazzo. C’è attesa per i finanziamenti della Regione. Problemi anche a Bronte, Maletto e Maniace Nell'attesa che le competenze passino definitivamente all'Ato acque, i Comuni tentano di sopperire ai problemi derivanti dalla carenza idrica, per affrontare la stagione estiva, quando i pozzi renderanno di meno e aumenteranno i consumi. […] A Bronte i recenti lavori hanno permesso di recuperare ben 7 litri di acqua al secondo che però non basteranno per evitare i turni, ovvero l'erogazione del servizio per 4-6 ore al giorno. Tutto ciò a meno che non entrino in funzione i pozzi di Piano dei Grilli. Bronte, infatti, più o meno ha un fabbisogno di circa 80 litri di acqua al secondo e 36 li recupera dai pozzi di contrada Musa, 25 da Ciapparazzo, 6 dalla sorgente di Maniace che serve poche abitazioni. A Piano dei Grilli, che si trova in montagna dove neanche l'energia elettrica arriva, ve ne sono a disposizione dai 30 ai 50 litri che potrebbero evitare i turni. Anche qui però dalle stime effettuate il 25% dell'acqua immessa nelle tubature si perde, stesso dato rilevato dal Comune di Maletto dove il 40% della rete dovrebbe essere rifatta. A tal proposito il Comune attende da tempo il finanziamento di un progetto da parte del Ministero competente. Ritrovato un «askos» del V secolo a.C. Il territorio di Bronte e Maletto si rivela ancora una volta fedele custode di reperti archeologici. Le Guardie forestali del distaccamento di Bronte, coordinate dal mar. Enzo Crimi, nel contesto di una operazione organizzata per individuare i tombaroli che illegalmente fanno razzia di antichità, hanno rinvenuto un "Askos a colomba", ovvero un piccolo contenitore di unguenti di ceramica fine decorata. "Si trovava semicoperto dalla terra - ci dice il comandante Crimi – in una zona dove erano visibili altri cocci e qualche tegola sicuramente risalente allo stesso periodo. Rendendoci conto del valore lo abbiamo prelevato per farlo esaminare dalla Soprintendenza ai Beni culturali ed Ambientali di Catania". Così l'archeologo, dott. Francesco Privitera, è giunto a Bronte per rendersi conto del valore del ritrovamento: "In effetti – ci dice quest'ultimo - si tratta di un vasetto configurato a forma di anatra della fine del quinto secolo a. C. Sicuramente si tratta di un vasetto per contenere unguenti profumati usati spesso, ma non esclusivamente, come arredo funerario. A questo reperto manca il piccolo manico che solitamente unisce la testa con la bocca".Bronte, «accorciato» di un’ora (alle 20) il divieto di transito sulla via Umberto Si accorcia di un'ora rispetto a quanto già stabilito il divieto di transito alle auto nella centralissima via Umberto. Il commissario straordinario del Comune di Bronte, dott. Ernesto Bianca, dopo aver ricevuto da una parte una delegazione di commercianti e dall'altra una rappresentanza di nonnini cui piace passeggiare in tranquillità lungo la via più bella del Comune, dopo essersi consultato con il comandante della Polizia municipale, maggiore Salvatore Tirendi, ha deciso di togliere le transenne e di riaprire il traffico veicolare non più alle 21 bensì alle 20. «Diciamo che siamo ancora in fase di sperimentazione - ha spiegato il dott. Bianca - ma siamo certi di riuscire a trovare la giusta soluzione per assecondare le esigenze dei commercianti, che chiedono di aprire al traffico veicolare la via Umberto trovando oggi anche nella Fidapa di Bronte un valido sostenitore delle proprie tesi, e quella dei nonnini che chiedono invece di poter passeggiare in tranquillità senza dover respirare i gas di scarico delle vetture». Così alla fine si è arrivati alla decisione di anticipare di un'ora la riapertura del corso Umberto. Così da oggi sarà vietato alle auto percorrere la via Umberto tutte le sere dalle 18 alle 20 e nei giorni festivi anche dalle 11 del mattino fino alle 13. [L. S. Trovate dalla Forestale 50 carcasse d’auto abbandonate Continua a dare buoni risultati l'operazione "Bosco pulito" promossa dal Distaccamento delle Guardie Forestali di Bronte, coordinate dal maresciallo Enzo Crimi. Dopo aver scoperto due costruzioni abusive all'interno del Parco dell'Etna, le Guardie forestali hanno trovato più o meno 50 carcasse di vecchie auto e camion abbandonate nel verde della campagna. Fra queste anche auto d'epoca, come una vecchia Alfa Romeo Giulietta che forse, se restaurata a dovere, avrebbe anche un certo valore. «Stiamo appositamente effettuando un servizio di monitoraggio del territorio con l'intento di liberare i territori dei Comuni di Bronte e Maletto dalle carcasse delle auto - dice il comandante Crimi - purtroppo il fenomeno esiste, tant'è che in pochi giorni abbiamo censito auto di tutte le marche che i proprietari avevano abbandonato». Il censimento ha permesso alla Forestale di effettuare anche una mappa dei siti considerati maggiormente a rischio, ovvero di quelle zone dove di solito queste vetture vengono abbandonate. Le auto, infatti, sono state rinvenute presso i torrenti, nelle periferie urbane, ai bordi delle strade e soprattutto nelle proprietà pubbliche. «Adesso - continua Crimi - provvederemo a individuare i proprietari che verranno invitati a sgomberare i veicoli attraverso i normali canali, ovvero la demolizione tramite ditte autorizzate. Se questi non provvedono in breve tempo verrà loro inflitto un verbale di 207 euro a differenza dei titolari delle imprese che invece verranno denunciati all'Autorità giudiziaria». Un territorio che punta alla valorizzazione dell'ambiente ai fini dello sfruttamento turistico. non può certo permettersi di presentare ai turisti una campagna piena di vecchie auto arrugginite. Intanto l'operazione continua. |
BRONTE E MALETTO Scattato il blitz della Forestale nelle aree protette: già due denunce e 4 multe Alt all'abusivismo nei boschi Giro di vite da parte della Guardia forestale di Bronte nella lotta all'abusivismo edilizio all'interno delle aree protette. Numerose Guardie forestali, perlustrano le campagne del territorio di Bronte e Maletto per individuare le costruzioni frettolosamente e illegalmente costruite da alcuni proprietari senza aver ottenuto e a volte neanche chiesto, le necessarie autorizzazioni al Parco dell'Etna e ai Comuni. Così, ad appena due giorni dall'inizio dell'operazione denominata Boschi puliti, due persone sono state denunciate e 4 pesantemente multate. «La nostra - dice il comandante del Distaccamento di Bronte, mar. Vincenzo Crimi - non è solo un'azione repressiva. Oltre a individuare le costruzioni abusive messe su all'interno del Parco dell'Etna e denunciare i proprietari, stiamo anche contattando gli imprenditori edili, informandoli sui rischi che si corrono nel realizzare fabbricati o effettuare lavori di restauro esterni senza le autorizzazioni». «Tutto ciò - conclude - per ripristinare i principi di quella legalità che ci permette di oggi salvaguardare l'ambiente e per informare la gente che all'interno delle aree protette è possibile costruire fabbricati, purché si rispettino i dettami del Parco». I primi a pagare sono stati due brontesi: P.R. di 39 anni e G. F. di anni 50. Entrambi, nei rispettivi appezzamenti di terreno ubicati nel territorio di Maletto ed in zona "D" del Parco dell'Etna, avevano costruito una modesta casetta per trascorrere in tranquillità i week and. Adesso però dovranno rispondere di quanto commesso davanti al Giudice perché, oltre ad essere stati tutti e due puniti con una sanzione amministrativa di 860 euro, rischiano fino a due anni di reclusione e un'altra ammenda che da un minimo di 5000 euro potrebbe anche raggiungere i 51 mila euro. Continuando a perlustrare il territorio inoltre gli uomini del comandante Crimi hanno sanzionato altre 4 persone responsabili di aver realizzato lavori non autorizzati su fabbricati già esistenti. «Spesse volte - conclude Crimi - si tratta di una questione di cultura. Alcuni dei lavori e addirittura dei fabbricati realizzati abusivamente sarebbero stati a nostro avviso tranquillamente approvati dal Parco dell'Etna. Invece spesso la gente, erroneamente convinta che mai i tecnici del Parco avrebbero approvato il loro progetto, viola la legge». [L. S.] |
CACCIATO DAI BRACCONIERI Sull’Etna c’è un «gattone» di sette chili che rischia di sparire Di giorno se ne stanno rintanati. Poi di notte, quando tutto tace, si aggirano per i boschi. Non è facile incontrarne uno, e le rare, fortunate immagini immortalate da fotografi professionisti, hanno fatto il giro del mondo.Si chiama "felis silvestris silvestris", il gatto selvatico che vive sull'Etna, oggetto di spietato bracconaggio e spesso vittima delle tagliole delle volpi. Non molti sanno della sua esistenza. In pochissimi lo hanno visto. Ed è apposta per il simpatico e sornione felino delle montagne, ben messo a stazza (circa 7 kg fino ad un massimo di 10) riconoscibile, a parte la mole, dalle striature sulla fronte e dalla grossa coda ad anelli, simile al "cugino" domestico soriano, che a breve verrà siglato un protocollo d'intesa tra l'Ente Parco dell'Etna, la Fondazione tedesca Manfred - Hermsen - Stiftung, e Ariaperta outdoor activity, agenzia di servizi e consulenze per l'ambiente e il turismo catanese, per avviare un progetto di Educazione Ambientale intitolato "Alla scoperta del Gatto Selvatico nel Parco del- l'Etna" e coordinato dal dott. Fabio Bonaccorsi. È la prima volta - riferisce il dott. Nicolò Longo, responsabile delle attività didattiche di Ariaperta - che in Sicilia si porta avanti una simile iniziativa. In Italia progetti di questo tipo hanno avuto come oggetto il lupo e l'orso, con un evidente riscontro, passando in cinque anni da 700 a 5000 esemplari». Il "Felis silvestris silvestris", la specie "madre" da cui discendono gli altri simili, e che conta diversi esemplari "gemelli" in Scozia, poiché fa da indicatore biologico, è esposto ad un ulteriore rischio: «è sempre più insidiato dalla pressione antropica», spiegano Longo e la delegata della Fondazione di Brema, Stefanie Hermsen. Un allarme da non lasciare cadere nel vuoto, e su cui iniziare una campagna di informazione capillare, anche attraverso le brochure che a breve verranno distribuite. «Proteggendo la specie - afferma la Hermsen lanciando l'allarme- si protegge il territorio, l'ecoregione mediterranea, come viene chiamata adesso l’Europa facendo riferimento propriamente all'habitat». "Sensibilizzare", "educare", i punti fondamentali previsti dalla collaborazione tra i soggetti. Diciotto i mesi complessivi della durata del progetto, avviato in questo mese di aprile articolato in modo da differenziare i destinatari degli incontri: attività in classe e di campo per le scuole del comprensorio etneo che ne facciano richiesta (già numerose hanno aderito); seminari scientifici per gli studenti universitari; campi di lavoro estivi ed invernali per studenti universitari provenienti da tutta Italia e ospitati nel monastero dei benedettini di Nicolosi, la splendida nuova sede del Parco dell'Etna. [Valentina Sciacca] Bronte, separata in casa abbatte il muro divisorio: condannata Vedere due giovani sposi che, dopo aver ottenuto il divorzio, continuano a litigare davanti al giudice è ormai un fatto quasi normale. Le questioni scaturite dall'utilizzo di beni che prima erano in comune o altre vicende trovano spesso sfogo e soluzione nelle aule dei Tribunali. Quando, però, a litigare per episodi tutto sommato banali, ma che comunque a causa dell'acredine reciproca maturata diventano insormontabili, sono due arzilli e caparbi nonnini, la vicenda assume un contorno quasi farsesco. Così ieri mattina due anziani ex coniugi di Bronte hanno tenuto banco nell'aula delle udienze del Tribunale di Bronte per colpa di una porta prima murata e poi riaperta in- giustamente dalla donna. Questi i fatti: circa 15 anni fa i due, dopo aver trascorso insieme buona parte della propria esistenza, hanno deciso di separarsi. Vivendo nella stessa casa, al giudice non è rimasto che assegnare il pianterreno al marito e il resto della casa alla moglie. Due ambienti distinti, raggiungibili da due entrate diverse e con un unico handicap: una porta comunicante, diventata oggetto del contendere. La porta è rimasta opportunamente chiusa a chiave fino a quando il nonnino non ha avuto la sensazione che dalle sue stanze mancassero degli oggetti. All'inizio non ci ha fatto caso, ma notando altre presunte sparizioni, nonostante la porta fosse ancora chiusa, per togliere via ogni dubbio ha comprato malta e mattoni e con l'aiuto di un muratore ha sostituito la porta con un muro. Per l'ex moglie un sopruso che bisognava «lavare» al più presto, al punto da decidere di abbattere nuovamente la parete ricreando il passaggio. Il nonnino a questo punto ha deciso di chiedere giustizia al giudice del Tribunale di Bronte con tanto di avvocato e richiesta di costituzione di parte civile. E ieri il giudice monocratico la dottoressa Mercella Celesti ha dovuto ascoltare le vicissitudini familiari dei due, con la nonnina che non ha neanche nominato un legale, decidendo di difendersi da sola. Alla fine la sentenza, dopo pochi minuti di camera di consiglio. Il pubblico ministero, visti gli atti e constatato che al nonnino erigere il muro era costato 150 euro, ha chiesto di condannare la donna a pagare 100 euro di multa per avere ingiustamente abbattuto il muro. Il giudice ha praticamente accolto la richiesta, condannando la donna a pagare 90 euro più le spese processuali, sicuramente più costose dell'intero ammontare della condanna. Alla fine il nonnino ha dichiarato che ormai ha deciso di abitare altrove e forse solo così entrambi troveranno finalmente la pace. [L. S.] BRONTE: DUE STUDENTI Rubano bancomat ma vanno in «bianco» I ragazzi avevano sottratto il tesserino a una collaboratrice scolastica E' costata cara a due studenti minorenni dell'Istituto tecnico commerciale di Bronte che si sono impossessati della carta bancomat di una collaboratrice scolastica per poi, all’uscita della scuola, tentare di prelevare del contante dallo sportello automatico. I due di 16 e 17 anni, secondo quanto dichiarato dai Carabinieri, sono riusciti ad impossessarsi della scheda senza che la legittima proprietaria se ne accorgesse. Finite le lezioni si sono precipitati verso il primo distributore della Banca Popolare di Bronte, inserendo il tesserino e cominciando a provare tutte le combinazioni possibili convinti di riuscire prima o poi di prelevare del con tante. Chiaramente l'operazione non è stata semplice, anzi con il passare dei minuti si e rivelata impossibile. I due ragazzi, inoltre, sostando a lungo davanti al bancomat, hanno insospettito una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri della Compagnia di Randazzo che si è avvicinata per verificare cosa i ragazzi stessero facendo. Questi, accorgendosi che i Carabinieri si dirigevano verso di loro se la sono data a gambe, ma sono stati subito raggiunti e perquisiti. I due, così, sono stati costretti a confessare e restituire la scheda che è stata riconsegnata alla signora che credeva ancora di averla conservata nel borsellino. I due ragazzi sono incensurati e di famiglIe perbene. In definitiva per una bravata hanno conosciuto l'esperienza dell'arresto ed adesso dovranno presentarsi per essere giudicati. L'accusa è di furto e violazione delle leggi telematiche. [L. S.] | ||||||||||
Rete idrica, «scoperti» 71/s in più I lavori di rilevo effettuati sulla rete idrica di Bronte hanno permesso al Comune di individuare numerose perdite e recuperare così circa 7 litri di acqua al secondo. Una bella notizia per un paese che lo scorso anno non ha patito la sete, ma che ha conosciuto nelle estati precedenti le difficoltà derivate dalla distribuzione ad orari dell'acqua nei rubinetti. I lavori sono stati effettuati per realizzare la mappa elettronica dell'intera rete idrica del paese, chiesta ai suoi consulenti dall'amministrazione Leanza. Grazie a questa mappa (che già da oggi permette ai funzionari dell'ufficio tecnico di visualizzare sul proprio pc la rete idrica dell'intera rete "B" che va dalla linea tracciata dai viali Della Regione e Cavalieri di Vittorio Veneto fino a via Umberto e viale Catania); sarà più semplice per l'Ufficio risolvere i problemi legati alle difficoltà logistiche e fornire agli utenti informazioni più velocemente e servizi migliori, visto che ora sarà più facile in ogni pozzetto individuare il tipo di saracinesca e la posizione precisa dei guasti. Con questo nuovo sistema inoltre si potranno tarare te saracinesche proporzionalmente alla pressione dell'acqua che come d'estate, con la siccità, chiaramente diminuisce. Come già detto però il risultato migliore si è ottenuto con l'individuazione delle numerose falle in una rete idrica che è un vero colabrodo e che si presume disperda tanta acqua nel sottosuolo. Per questo lo scorso anno parte della rete idrica è stata sostituita in alcune vie del paese, ma solo quando sarà completata la mappatura elettronica avremo contezza dell'acqua che si disperde. [L. S.]
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Gli studenti di due istituti donano sangue L'Avis di Bronte va nelle scuole del centro etneo scoprendo che i giovani sono ben disposti a donare il sangue. l'associazione presieduta dal dott. Rosario Cutrì, infatti, si è già recata presso il Real Collegio Capizzi, sede del liceo ginnasio, raccogliendo ben 27 sacche di sangue, e all'Istituto Tecnico commerciale Benedetto Radice dove di sacche ne sono state raccolte ben 30. Gli studenti, infatti, con consapevolezza si sono avvicinati presso l'emoteca sapendo della necessità di donare il proprio sangue per salvare vite umane. «E' stato proprio così. - ci dice il dotto Rosario Cutrì - Ringrazio i dirigenti delle scuole e soprattutto il prof. Nunzio Russo del "Capizzi" e il prof. Salvatore Pinzone del “Radice". Insieme con loro tutti i ragazzi che hanno mostrato grande maturità. Ormai è notorio, infatti, che l'uomo è l'unica fonte di sangue e che nonostante i progressi non c'è laboratorio al mondo che possa riprodurlo. La donazione poi - continua - è un atto bellissimo perché rivolto verso persone che non conosciamo. Generosità pura quindi, che i brontesi mostrano di avere, se è vero che l'anno scorso l'Avis di Bronte ha raccolto ben 300 sacche». Il risultato è anche frutto del lavoro di informazione che l'Avis svolge nelle scuole. Il dott. Cutrì e i suoi collaboratori, infatti, periodicamente si recano nelle scuole a spiegare ai ragazzi l'importanza delle donazioni di sangue. E proprio domenica 20 marzo presso l'Unità di raccolta dell'ospedale di Bronte, l'Avis effettuerà una nuova raccolta di sangue dalle 8,30 fino alle 12,30. «Sono certo - conclude Cutrì - che ci sarà una nutrita partecipazione». [L. S.] | ||||||||||
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