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Notizie, Eventi Socio-Culturali e non

APRILE / LUGLIO 2009

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4 Luglio 2009
NUOVE OPPORTUNITA' IN ARRIVO CON IL RICONOSCIMENTO EUROPEO

Illustrata ai produttori di pistacchio la Dop

Simonella, Firrarello, Fallico e SchiliròTanti produttori di pistacchio hanno affollato la saletta conferenze del Collegio Capizzi per ascoltare dalla voce degli esperti il significato e le opportunità che scaturiscono a seguito del riconoscimento della Dop al Pistacchio verde di Bronte da parte dell’Unione europea. Organizzato dal sindaco Firrarello l’incontro ha visto la partecipazione di Biagio Schilirò, presidente del Consorzio di tutela del pistacchio verde di Bronte, del dott. Biagio Fallico dell’Università di Catania e del dott. Stefano Simonella che essendo direttore della “Corfilcarni Gcc” dell’Università di Messina ha chiarito il ruolo dell’Ente di vigilanza. “Tutto ciò che fa riferimento al pistacchio verde di Bronte – ha affermato il dott. Fallico – dovrà ruotare attorno al consorzio che adesso ha necessità di allargare la propria base, raggiungendo almeno i due terzi dei produttori. Dopo di ché bisognerà assegnare le quote di produzione del pistacchio che per essere Dop dovrà essere prodotto e sigillato a Bronte”.

Per essere considerato Dop però il pistacchio di Bronte dovrà essere riconosciuto dall’ente di certificazione rappresentato dal dott. Simonella che ha assicurato: “Entro la prossima settimana avremo pronto il piano di controllo che farà emergere le non conformità al disciplinare approvato dall’Ue. Appena questo sarà approvato dal Ministero si potrà procedere”. “L’iter è stato lungo ed in certi momenti estenuante – ha affermato il sindaco – ma adesso abbiamo raggiunto un risultato che impedirà le contraffazione e rivaluterà il pistacchio fin dalla produzione”. Interessanti gli interventi come quello dell’assessore Giuseppe Gullotta, in qualità anche di presidente dell’Unione consumatori, e vivace il dibattito con i produttori preoccupati che le certificazioni possano protrarsi oltre la raccolta che ormai è quasi alle porte.


1 Luglio 2009
VENERDI’ 3 LUGLIO AL COLLEGIO CAPIZZI - ORE 19

Si presenta la Dop

Marchio di identificazione del Pistacchio verde di Bronte DopSignificato ed opportunità del riconoscimento di Denominazione d'origine protetta al Pistacchio verde di Bronte da parte dell’Unione europea saranno resi noti venerdì 3 luglio alle ore 19, all’interno di un convegno che si terrà nei locali del Real Collegio Capizzi. Ad organizzare l’incontro è stato il sindaco Pino Firrarello che per l’occasione ha invitato a relazionale il signor Biagio Schilirò, presidente del Consorzio di tutela del pistacchio verde di Bronte che oltre a presentare il Consorzio ricostruirà l’iter per il riconoscimento della Dop; il dott. Biagio Fallico che in qualità di docente dell’Università di Catania spiegherà il significato della Dop, il quadro normativo, l’utilizzo del marchio e gli adempimenti richiesti agli operatori: il dott. Stefano Simonella che essendo direttore della “Corfilcarni Gcc” dell’Università di Messina chiarirà il ruolo dell’Etna di vigilanza in un prodotto di qualità, ed il dott. Giacomo Gagliano, direttore del laboratorio Icqrf di Catania che illustrerà il ruolo del Ministero delle politiche agricole nella vigilanza dei prodotti Dop e Igp.

“All’incontro – ha affermato il sindaco – sono certo che non mancheranno tutti i produttori di pistacchio di Bronte e dei territori limitrofi. Il convengo, infatti, vuole essere un momento i formativo per gli operatori cui sarà dato ampio spazio per gli interventi”. Saranno presenti oltre al sindaco Firrarello, anche il presidente della Provincia regionale di Catania, Giuseppe Castiglione e l’europarlamentare Giovanni La Via.



3 Luglio 2009
DEMOLITO IL VECCHIO PONTE PERICOLANTE E CHIUSO DAL 1987

Iniziati i lavori del Ponte Bolo

Una struttura mista acciaio-calcestruzzo, lunga oltre 160 metri, a 8 luci da circa 20,5 metri ciascuna

Sono iniziati i lavori per demolire e ricostruire il ponte della Ss 120, sul fiume Simeto, nella contrada brontese di Bolo, al confine fra le province di Catania e Messina.

Robusti caterpillar al comando degli ingegneri dell’Anas si sono impadroniti dell’alveo del fiume e con i loro possenti martelli hanno iniziato il lavoro di demolizione del vecchio ponte pericolante ed inutilizzato dall’ormai lontano 1987. Alla cerimonia di inizio dei lavori hanno partecipato numerose autorità civili e militari, fra cui il dirigente dell’Anas, ing. Antonio Marasco, il direttore dei lavori Massimiliano Campanella, ed il sindaco padrone di casa Pino Firrarello, giunto assieme a buona parte della Giunta ed al presidente del Consiglio comunale Prestianni. Insieme con loro il presidente del Consiglio comunale di Randazzo Rubbino, ed il consigliere comunale Montagno, oltre all’assessore del Comune di Maniace, Musarra. “Questo ponte – ha affermato l’ing. Marasco – costruito negli anni 50, nel 1987 è stato dichiarato inagibile. La passerella realizzata per consentire il transito, durante l’inverno e soprattutto in occasione delle piogge intense, non garantiva la sicurezza degli automobilisti. Di conseguenza, trattandosi di un tratto di strada importante che collega 2 province, abbiamo ritenuto opportuno eliminare ogni possibilità di rischio”.
“Il ponte che costruiremo – aggiunge il direttore Campanella – sarà identico a quello che stiamo demolendo, eliminando così ogni rischio di impatto ambientale negativo. Ovviamente sarà più robusto è quando lo avremo completato l’attuale passerella sarà eliminata e l’intera area bonificata”. Ad aggiudicarsi i lavori stata un’impresa di Sondrio, la Com.Er SpA, che ha effettuato l’offerta migliore su un bando di oltre 3 milioni di euro. Il ponte è lungo 163,3 metri ed è 8 luci da circa 20,5 metri ciascuna. Sarà realizzato con una struttura mista in acciao-calcestruzzo. “Stiamo diventando specialisti nell’abbattere e ricostruire ponti – ci dice il sindaco Firrarello – Dopo aver demolito ed iniziato a ricostruire il ponte della Circumetnea su via Indipendenza in città, anche questo ponte verrà ricostruito. Del resto questa è una strada importante. La Ss 120 Fiumefreddo – Cerda un tempo rappresentava l’ossatura della viabilità siciliana, ed ancora oggi attraversa diverse province siciliane. Ben vengano quindi questi lavori ed io ringrazio l’ingegnere Marasco dell’Anas per aver raccolto i nostri inviti, lavorando per migliorare la viabilità della nostra zona”.


2 Luglio 2009

Nuovo ponte, prima pietra

Ponte di Bolo ("i setteponti") nel periodo invernaleAl via domani i lavori per la nuova struttura di oltre 160 metri che attraverserà il fiume Simeto

Cominceranno domani i lavori per realizzare il nuovo ponte di Brolo sul fiume Simeto, in corrispondenza del km 168,200 della strada statale 120 “dell'Etna e delle Madonie”, che collega Bronte e Cesarò. Alle 11, i dirigenti dell'Anas, alla presenza del sindaco di Bronte, Pino Firrarello, infatti, apriranno il cantiere, ponendo simbolicamente la prima pietra del nuovo ponte che da contratto dovrà essere pronto in un anno. Ad aggiudicarsi i lavori stata un'impresa di Sondrio, la Com. Er SpA, che ha effettuato l'offerta migliore su un bando di oltre 3 milioni di euro.

L'intervento prevede la ricostruzione del ponte, previa demolizione di quello esistente e la sistemazione idraulica dell'alveo del fiume nel tratto interessato. In pratica si dovrà realizzare un nuovo ponte lungo complessivamente 163,3 metri, a 8 luci da circa 20,5 metri ciascuna, in struttura mista acciaio-calcestruzzo. Chi oggi percorre la statale 120 in direzione di Cesarò, arrivati sul fiume, si accorge che la strada è come appoggiata su una robusta passerella bassa di cemento armato che fa passare l'acqua del fiume attraverso dei tubi grossi come cunicoli. Sulla destra, invece, si nota la struttura del vecchio ponte, la cui solidità statica gli anziani del luogo ricordano essere stata, numerosi decenni fa, compromessa da una spaventosa piena. Sempre a sentire le testimonianze, i tecnici di allora dichiararono inagibile il ponte e costruirono la passerella che ha il pregio di resistere alla corrente più impetuosa, ma il difetto di provocare l'effetto diga quando i detriti trascinati dal fiume ostruiscono il passaggio dell'acqua nei tubi. Così, ogni volta che piove copiosamente su quel tratto di strada, scatta l'allarme. Spesso l'acqua ha superato il livello della strada e la Polizia stradale di Randazzo è stata costretta ad interrompere il traffico, tagliando in due le comunicazioni fra la Provincia di Messina e Catania nel versante nord ovest dell'Etna. Disagi da terzo mondo, se consideriamo che la Ss 120 è una delle strade più importanti della Sicilia, collegando Fiumefreddo con Cerda e raggiungendo tantissimi Comuni interni. Disagi che la realizzazione del nuovo ponte dovrebbe eliminare del tutto, rendendo l'attraversamento del fiume finalmente sicuro. Da notizie apprese dall'Anas, i lavori non dovrebbero condizionare il transito sulla statale che rimarrà percorribile.



3 Luglio 2009

Un incendio distrugge piccola casa di villeggiatura

Misterioso incendio, ieri notte, nelle campagne di Bronte, un incendio dalle origini particolarmente strane e tutte da verificare. Ad andare in fumo è stata una bella casetta di villeggiatura, in contrada Corvo. Ad un piano con 3 vani più gli accessori ben arredati, la casetta è rimasta quasi completamente distrutta, con i danni che superano le decine di migliaia di euro. Il rogo è scoppiato quasi certamente durante la notte. A lanciare l'allarme, infatti. è stato un confinante che ha notato il fumo intorno le 7 del mattino di ieri. Immediatamente, sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Maletto, ma ormai c'era poco da salvare. In contrada Corvo sono giunti anche i carabinieri della stazione di Bronte che hanno effettuato i primi rilievi e chiesto ai pompieri una relazione sulle possibili origini delle fiamme. Sull'episodio, quindi, si continua ad indagare. [L. S.]




Luglio 2009

Voto europeo e referendario nel segno dell’astensione

Il tormentone elettorale del voto europeo e di quello referendario di questo giugno 2009, ha una lettura politica che porta ad alcune riflessione. La nota che emerge dal voto europeo del 6-7 giugno è quella dell’astensione dalle urne. In Europa è stata ai minimi storici con il 43,2%, ad eccezione dell’Italia con oltre il 67% anche se in calo del 6% rispetto al 73,4% del 2004. La ragione della diserzione va ricercata nel crescente euroscetticismo fondato sul calo di fiducia nei confronti dei partiti politici e nella delegittimazione verso le elites dominanti in Europa. Ma anche in quella parte della geografia politica parlamentare della destra radicale, razzista ed ultranazionalista.
In quasi tutti i Paesi europei si è registrata l’avanzata dei partiti della destra e del centrodestra. Premiate le formazioni estreme ed antieuropeiste. Alla avanzata dei conservatori ha fatto contrappeso la disfatta delle sinistre. Pesante la regressione del socialismo europeo dovuta alla mancanza di risposte del pensiero socialista e riformista nei confronti della disastrosa crisi dettata dalla economia di mercato. Ha avuto anche il suo peso una certa chiusura nei confronti del fenomeno immigratorio, intuito negli strati popolari di quasi tutti i Paesi europei come una minaccia. Una politica ben orchestrata, in questa direzione, ha reso molti europei timorosi di accettare un modello etico e riformista del fenomeno. La consultazione del voto italiano non si discosta tanto dallo scenario europeo. Il Pdl si è confermato il primo partito anche se Berlusconi è rimasto deluso tanto da giudicare “brutto” il risultato nel suo primo giudizio rispetto alla aspettativa decantata di oltre il 40% basato sui sondaggi. Un plebiscito mancato rispetto alle sue richieste di avere più voti per cambiare la Costituzione e più poteri in Parlamento.

Il calo del Pdl va attribuito alla diminuzione dei votanti ed al forte impegno dell’Udc e dell’Italia dei Valori di superare la soglia del 4% sottraendo così molti suffragi di natura centrista. Suc­cesso di Bossi che ha raggiunto il record storico del 10%. E’ cresciuto Di Pietro con l’Italia dei Valori, mentre Casini ha consolidato le posizioni dell’Udc. Certamente tre forze intermedie essenziali, senza le quali nessun gioco è possibile nello scacchiere politico italiano.
Se Berlusconi è rimasto deluso, certamente non ha vinto Franceschini con il Pd, anche se i sondaggi prevedevano il peggio. Certamente allarmante la perdita di roccaforti come l’Umbria, le Marche, la Basilicata ed altre forti posizioni. Comunque niente tracollo. Anche il calo europeo di partecipazione elettorale ha influito sul risultato italiano che ha risentito il ridimensionamento del socialismo continentale. Siamo però convinti che la perdita di consenso corrisponda ad un deficit di fiducia da parte di fasce popolari tradizionalmente socialiste sulle capacità del Pd a diventare partito di Governo. Anche se Franceschini si è molto impegnato in questi mesi.

Restano fuori da Bruxelles i radicali, la destra radicale con l’Mpa ed i partiti di sinistra, Rifon­dazione e Comunisti Italiani ed il cartello Sinistra e Libertà che avrebbero superato il quorum del 4% se non avessero scelto la strada suicida di andare al voto separatamente. Dopo l’astensionismo che ha segnato il voto europeo, non c’era certo da aspettarsi il supe­ramento del quorum per la vittoria del “sì” nella consultazione referendaria del 21 giugno. La partecipazione, infatti, è stata di appena il 23%, il più basso della sua storia repubblicana. Il mancato raggiungimento del quorum di legge, non ha consentito di conoscere il pensiero degli italiani sul bipartitismo secco ed il bipolarismo con più partiti che possono allearsi. Dal voto europeo emerge una lettura sempre più preoccupante: quella di un Nord Italia che sta bene ed aumenta il suo benessere, fortemente foraggiato da un Governo a guida Bossi-Tremonti che destina al Nord le risorse nazionali ed europee che scippa al Sud. Ed un Sud che sta peggio ma che continua a peggiorare.
In Sicilia ha vinto l’astensione – affluenza al 49%. La Sicilia perde un seggio a Strasburgo. Sono andati 2 parlamentari al Pdl, 2 al Pd, 1 all’Udc e 1 Idv. Il Pdl ha raggiunge il 36,5%, in calo rispetto al 46% delle politiche dell’anno scorso e di 11 punti rispetto al 2004. Il Pd 22%, in recupero rispetto al 2008. Nel 2004 era stato del 28%. Udc 11,9%, esce bene dalla bufera confermando il dato delle regionali mentre alle politiche del 2008 raggiunse il 9,4%. L’Idv 7,1%, grande successo in questa consultazione. Alle europee del 2004 il 2,11% ed alle politiche del 2008 il 3,59%. Mpa 15,16%. Nonostante il successo in Sicilia, non supera la soglia del 4% avendo raggiunto complessivamente il 2,2%. Sinistra Europea 2,2%, Sinistra e Libertà 2,1%, Lista Pannella 1,6%. La massiccia diserzione dal voto da parte delle Regioni meridionali – la più alta in Sicilia (50%) rispetto al dato nazionale del 67% è emblematica dello stato di malessere e di rigetto nei confronti della politica e dei suoi uomini.
Certamente ha influito la caduta delle ideologie, la perdita delle identità collettive, il relativismo etico e quanto altro è attribuibile alla crisi di credibilità e di valori che attraversa la società italiana. Ma ha giocato, in maniera pesante, il qualunquismo politico, la sfiducia ormai generalizzata dei siciliani nei confronti della politica nordista del Governo a guida Bossi-Tremonti, la mancata assegnazione dei FAS (4.393 milioni), la fiscalità di vantaggio negata, gli investimenti promossi e non concessi, le strutture mancanti o fatiscenti, la fuga dei giovani dalla Sicilia, la disoccupazione, ecc. ecc.
Non hanno appassionato le recenti polemiche tra gli schieramenti politici che hanno piuttosto allontanato gli elettori. Eppure la Sicilia dispone di un folto gruppo di parlamentari nella maggioranza di Governo. Molti in posizione di prestigio istituzionale. Non è da escludere, come lettura, l’attuale legge elettorale che crea dall’alto i Parlamentari, sottraendoli alle scelte degli elettori, addirittura sradicandoli dagli interessi e dagli affetti dei territori di provenienza. Tanto, non ne hanno bisogno. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma quanto è distorta la democrazia di questo Paese che pure amiamo disperatamente!
(Mimmo Azzia, Sicilia Mondo)
 

22 Giugno 2009

POCHISSIMA AFFLUENZA AI REFERENDUM SULLA LEGGE ELETTORALE

Il voto brontese ai tre referendum

A Bronte hanno votato 2.032 su 15.061 elettori (13,49%)

Di molto inferiore alla media nazionale (24,2%) anche se in linea con la media regionale (13,98% in Sicilia) l'affluenza a Bronte alle urne per votare i 3 referendum sulla legge elettorale (il «porcel­lum» di calderoliana memoria). Una altissima percentuale di elettori brontesi, superiore a quella provinciale e nazionale, ha preferito astenersi e non andare ai seggi. Ed anche fra chi ci è andato, una buona parte dei votanti (il 15%) ha preferito annullare la scheda o lasciarla in bianco.


Così hanno votato i 2.032 elettori brontesi

  Elezione della Camera dei deputati - Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione premio di maggioranza ad una coalizione.

   SI: 1.351 - NO: 369 (schede bianche 113, schede nulle 196)

 Elezione del Senato- Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione premio di maggioranza ad una coalizione.

   SI: 1.411 - NO: 321 (schede bianche 102, schede nulle 195)

 Abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione

   SI: 1.438 - NO: 299 (schede bianche 101, schede nulle 194)

Anche a Catania e provincia l'affluenza alle urne è stata bassissima: la percentuale dei votanti nella provincia è stata del 14,25%; In Sicilia la percentuale si è attestata al 13,87 - 13,98%. Nel dettaglio, in linea con le percentuali nazionali, a Bronte il quesito referendario che ha ottenuto più «Sì» è stato il terzo sull'abrogazione delle candidature multiple (82,79%); quello che ha ottenuto più «no» (21,45%) è stato il primo sul premio di maggioranza alla Camera.

Queste le percentuali dei brontesi che si sono recati alle urne nei due ultimi quesiti referendari: Referendum costituzionale (Giugno 2006): 6.187 votanti su 14.887 aventi diritto (41.55%); Referendum sulla fecondazione medicalmente assistita (Giugno 2005): 1.457 su 14.779 (9,85%).

I risultati di altri referendum



30 Giugno 2009

«Mia figlia sta male, aiutateci»

Bronte. Mamma apre sottoscrizione per la figlia di 6 anni bisognosa di cure

Una donazione sulla post pay numero 4023-6004-6415-3792 di Poste italiane potrà permettere a una bella bambina di 6 anni di Bronte di camminare. E' quanto spera la mamma Stefania Zappalà, (cui per l'appunto è intestato il conto ), che ha aperto la sottoscrizione al fine di raccogliere fondi e curare la figlia Michela in una clinica privata di Piestany nella Repubblica slovacca a centoquaranta chilometri da Vienna. Michela, infatti, è stata fatta nascere al settimo mese e mezzo dai medici dell'ospedale Garibaldi di Catania, che si sono accorti come il cordone ombelicale della bambina si fosse annodato con quello della sorellina gemella. Nonostante la tempestività dell'intervento, la mancanza di ossigeno ha provocato purtroppo a Michela un danno celebrale che non le ha permesso di camminare. La mamma ci dice che le cure effettuate in Italia non hanno fornito i risultati sperati. In Slovacchia, invece, attraverso terapie innovative e soprattutto l'utilizzo di una speciale tuta medicale chiamata «Adeli», che indossavano gli astronauti russi per evitare gli effetti dannosi sul cervello e sul sistema nervoso centrale per la mancanza di gravità, Michela anche se assistita da tutore si è alzata. «I medici slovacchi - ci dice la signora Zappalà - mi hanno dato buone speranze di guarigione per la bambina e allora ho aperto questa sottoscrizione affinché chiunque volesse, riuscisse ad aiutare la mia bambina». «Le terapie, infatti - continua la donna - sono lunghe e vanno fra l'altro ripetute anche ogni tre mesi, ma soprattutto essendo effettuate all'estero sono molto costose e quindi i genitori confidano nella generosità di tutti noi». [G. G.]



20 Giugno 2009

LE TANGENTI DEL GARIBALDI. INCONTRO’ IMPRENDITORE VICINO A SANTAPAOLA, MA NON FAVORI’ IL CLAN

Firrarello, il gip archivia l’accusa di mafia

Pende ancora il ricorso in appello per il reato di turbativa d’asta che ha visto il sindaco di Bronte condannato a due anni e mezzo

«Se non mi fossi chiamato Giuseppe Firrarello e non fossi stato senatore della Repubblica, questo processo non sarebbe mai esistito». Ha ancora l’amaro in bocca Pino Firrarello, a 24 ore dall’ordinanza del gip Antonio Caruso che ha archiviato nei suoi confronti l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa a proposito degli appalti per la realizzazione del nuovo ospedale Garibaldi di Nesima.

Il gip ha depositato il documento l’altro ieri, 59 pagine fitte fitte (scritte su entrambi i lati) che cancellano per il senatore del Pdl l’ombra di aver favorito il clan Santapaola. In sostanza il gip ha riconosciuto che Firrarello partecipò ad un incontro con un imprenditore che sapeva essere sostenuto dalla mafia, senza però aiutarlo concretamente. Erano stati gli stessi pubblici ministeri Francesco Puleio e Agata Santonocito a presentare al gip la richiesta di archiviazione sia per il sindaco di Bronte che per altre due persone Giuseppe Intelisano detto «Pippu ’u niuru», esponente di spicco del clan Santapaola (assolto al processo per gli appalti del Garibaldi) e Maurizio Di Gati. Anche nei loro confronti il tribunale aveva chiesto la trasmissione degli atti al pm per esercitare l’eventuale l’azione penale in relazione al reato di turbata libertà degli incanti aggravata dall’art. 7 (l’aver agito cioè con metodi mafiosi).

Mentre, però, per il senatore il gip, ha prima stralciato la sua posizione e poi archiviato l’accusa di concorso esterno nell’associazione mafiosa, per gli altri due il giudice ha rigettato la richiesta di archiviazione ed ha disposto che il pm formuli entro dieci giorni l’imputazione coatta per il reato di turbata libertà degli incanti aggravata dall’art. 7. In realtà la vicenda processuale di Firrarello non si è "estinta" con l’archiviazione dell’accusa di concorso esterno al 416 bis. L’esponente del Pdl, infatti, il 13 aprile 2007, era stato condannato dal Tribunale a due anni e sei mesi di reclusione per turbativa d’asta e pende, adesso, in corte d’appello il processo di secondo grado.

I giudici del Tribunale al processo non gli avevano contestato il capo d’imputazione relativo al concorso esterno nell’associazione mafiosa Santapaola e avevano disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica per valutare l’ipotesi di contestare nuovi capi d’accusa al sindaco di Bronte una volta esaminati altri elementi, per esempio le intercettazioni ambientali in cui un esponente di spicco del clan Santapaola, Giuseppe Intelisano detto «Pippo ’u niuru», avrebbe parlato del senatore.

Questa documentazione è stata riesaminata dai pm che hanno svolto una nuova attività d’indagine, hanno sentito le parti ed hanno deciso, alla fine anche per l’inutilizzabilità di alcune intercettazioni, di chiedere l’archiviazione di Firrarello (difeso dagli avvocati Angelo Pennisi e Carmelo Peluso) in ordine all’accusa del grave reato. Per il gip che nella motivazione dell’ordinanza ha riportato ampi stralci della sentenza del Tribunale, «Firrarello non si è prodigato concretamente in alcun modo in favore di Romagnoli (e del clan Santapaola che lo sosteneva) e non è logicamente sostenibile ritenere che abbia potuto pensare che la sua condotta consistita nel mero accettare un incontro e formulare una promessa non mantenuta, meritasse una retribuzione peraltro destinata al clan Santapaola.

È da escludere che Firrarello abbia con coscienza e volontà fornito un contributo materiale al rafforzamento del clan Santapaola».

L’incontro sotto accusa è quello che il senatore ebbe a Roma il 18 settembre 1997 (su input di Giuseppe Mirenna) con Giulio Romagnoli, imprenditore impegnato nelle gare d’appalto per i lavori al Garibaldi, per la cui impresa "tifava" il clan Santapaola. «Firrarello quando incontrò Romagnoli - scrive il gip - era consapevole che costui era a capo di un’importante impresa direttamente sostenuta dal clan Santapaola ma non contribuì con la sua condotta a rafforzare il clan Santapaola».
Condotta che, per il giudice, «è risultata espressione di una mera, generica disponibilità dell’indagato ad accogliere la richiesta proveniente dal clan (in particolare da Giuseppe Mirenna), di incontrare l’imprenditore e non già manifestazione di una concreta disponibilità a soddisfare l’effettivo interesse dell’associazione mafiosa, ossia quello di aggiudicare al Romagnoli l’appalto del Garibaldi». [Carmen Greco]



14 Giugno 2009

UN MANIFESTO DEL COMUNE ANNUNCIA LA DOPPistacchio, la svolta del Dop

Il riconoscimento della Dop (Denominazione di origine protetta), da parte dell’Unione europea, al pistacchio di Bronte ha creato parecchio entusiasmo fra i produttori, convinti che sia cominciata una stagione nuova nella commercializzazione del prodotto. Per molti la dop e la possibilità di effettuare con efficacia i controlli anti sofisticazioni garantirà il consumatore finale, ma soprattutto restituirà ogni produttore piccolo o grande che sia il valore che gli spetta nella filiera.

«Era tempo che arrivasse il riconoscimento dop. - ci dice Carmela Sanfilippo che in appena più di 6 ettari produce in media 8000 chili di pistacchio. Il pistacchio di Bronte è conosciuto, ma mi domando se nel mondo è conosciuto quello vero. Io preferisco evitare di vendere il mio pistacchio a commercianti e da sola partecipo alle fiere. Così spesso mi accorgo che un po tutti, dall’esperto alla gente comune, conoscono il vero pistacchio e quando assaggiano quello mio si stupiscono».

Per la sign. Sanfilippo il prezzo attuale è giusto: «Penso di si - conclude - quello sgusciato si vende a 24-25 euro al chilo e va benissimo, bisogna evitar e però che a questo prezzo venga venduto quello estero, ed adesso grazie a Pino Firrarello e Giuseppe Castiglione ci riusciremo». Dello stesso avvis