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Aneurisma stronca ventenne Stava pranzando con lo zio e improvvisamente si è accasciato Si era appena seduto a pranzare con lo zio e gli amici. Poi, incredibilmente, il malore che gli ha strappato la vita ad appena 20 anni, senza forse neanche dargli il tempo di capire cosa gli stesse per accadere. Così è morto Giuseppe Schilirò, un giovane pizzaiolo brontese che si era seduto a pranzare intorno alle 15 e 30 di ieri e all'improvviso si è accasciato perdendo i sensi. Gli amici si sono precipitati in suo soccorso e, accorgendosi della gravità della situazione, con la prima auto a disposizione sono corsi verso il pronto soccorso dell'ospedale Castiglione Prestianni, dove il povero Giuseppe è però arrivato già cianotico. Inutile il tentativo da parte dei medici dell'ospedale di rianimarlo: per Giuseppe non c'è stato nulla da fare. Difficile stabilire cosa sia realmente accaduto. Da escludere qualche problema cardiaco. Il ragazzo non aveva mostrato durante il mattino i segni tipici dell'infarto, né si era lamentato per qualche dolore al petto. Si ipotizza, quindi, che possa essere stato un aneurisma a togliergli improvvisamente la vita. Diffusasi la notizia del dramma, Bronte è caduta in un profondo cordoglio. Chi ha conosciuto Giuseppe lo ricorda come un ragazzo buono con tanta voglia di vivere e soprattutto con la testa sulle spalle. Inutile descrivere il dolore dei genitori e dei familiari. Abitava nella via Regina Margherita, che adesso con l'intero paese piange un giovane con tante speranze e sogni nel cassetto. [Gaetano Guidotto] 30 Novembre 2006 NEL GIUGNO 2005, DOPO DUE GIORNI DI PIOGGIA, STRARIPO' ALLAGANDO STRADE E PISTACCHIETI 196 mila euro per ripulire il vallone San Nicola L’Assessorato regionale ai Lavori pubblici ha accolto le richieste del sindaco di Bronte, sen. Pino Firrarello, ed ha finanziato 196 mila euro per ripristinare le condizioni di sicurezza nel vallone San Nicola, che nel giugno del 2005, dopo ben 2 giorni di pioggia, straripò, allagando strade e pistacchieti, isolando abitazioni di campagna, e trasformando nella contrada Piano Daini le strade in torrenti. “Quel giorno – ricorda il sindaco – la furia delle acqua ha danneggiato la nostra agricoltura e reso impercorribili alcune strade in periferia e nel centro abitato. A Piano Daino e contrada Pumaro, - prosegue - alcune abitazioni per diverse ore sono state irraggiungibili ed a noi non è rimasto altro da fare che fare intervenire urgentemente la Protezione civile ed inviare un telegramma al Genio civile, ed alla Prefettura”. Con i 196 mila euro il Genio civile dovrà provvedere alla ripulitura dell’intero vallone, affinché non si verifichino più allagamenti in un territorio dedito all’agricoltura. “Il 2005 – conclude Firrarello – era anno di raccolta del pistacchio e quindi i danni che subirono gli agricoltori furono immensi. Per questo, - conclude - al di la della richiesta dello stato di calamità naturale, ho chiesto alla Regione di intervenire per porre in essere le normali condizioni di sicurezza”. E così è stato. I lavori inizieranno al più presto, augurando che la primavera prossima quando negli anni scorsi si sono verificati violenti temporali l’intera area non si trasformi nuovamente in un acquitrino. Significativa cerimonia nel plesso elementare Sciarotta: dai carabinieri una lezione di legalità I Cc restituiscono agli alunni i computer rubati a scuola Per i bambini della scuola elementare Sciarotta di Bronte è stata una bella lezione di educazione civica e di legalità, più significativa ed efficace di diverse ore di spiegazioni. Il comandante della stazione carabinieri di Bronte, maresciallo Roberto Caccamo, insieme con il suo comandante di compagnia, capitano Gaetano Birtolo, ha restituito al dirigente dell'istituto, prof. Angelo Smario, i computer che qualche settimana fa una banda di ladruncoli aveva rubato dall'aula di informatica. Alla consegna hanno partecipato tutti i bambini testimoni della giusta reazione da parte dello Stato nei confronti di un reato che li aveva privati dei computer pieni dei loro disegni e delle loro attività didattiche. Alla cerimonia non ha voluto mancare il sindaco, sen. Pino Firrarello, il quale si è complimentato con il maresciallo Caccamo e con il capitano Birtolo per le capacità investigative che l'Arma dei carabinieri ha espresso permettendo, non solo alla scuola di riottenere il maltolto, ma di aver assicurato alla giustizia una piccola banda che, avendo realizzato già numerosi colpi anche in abitazioni private, in paese stava cominciando a destare delle preoccupazioni. «I carabinieri per noi - ha dichiarato Firrarello - rappresentano i custodi dell'ordine e della legalità. Dobbiamo ringraziarli per il lavoro che svolgono quotidianamente senza guardare orari e spesse volte impegni. Ci garantiscono e ci difendono da coloro che intendono privarci dei nostri beni o della nostra libertà in tutti i sensi». Alla cerimonia hanno partecipato pure l'assessore alle Attività scolastiche, Mario Fioretto, e tanti genitori. [L. S.] Bronte, fase operativa per «Alberghi sull'Etna» (*ol*) Dopo la proroga dei termini per la presentazione delle manifestazioni d'interesse sulle case ricadenti nel territorio dell'Etna da parte dei proprietari che vogliono aderire all'iniziativa dell'“Albergo diffuso”, si conclude il 4 dicembre il progetto promosso dal Gal (Gruppo Azione locale) Etna Ats, in collaborazione con Europrogetti e Finanza Spa, al fine di potenziare l'offerta turistica del territorio. Il 4 dicembre l'ultimo seminario, previsto a Bronte, al Castello del Nelson. L'Albergo diffuso sull'Etna si realizzerà ad Adrano (ente capofila), Bronte, Biancavilla, Ragalna, Santa Maria di Licodia e Maletto. |
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Cultura della donazione. Gli organi di un 49enne e di una 48enne salveranno altre vite Due espianti a Bronte e a Maletto La tragica morte di un operaio di Bronte e di un'infermiera di Maletto, grazie alla sensibilità di entrambe le famiglie, ha ridato speranza ad alcuni pazienti in attesa di un trapianto. I familiari di entrambi, infatti, hanno deciso di donare gli organi, compiendo un grandissimo gesto d'amore nei confronti del prossimo e della vita. L'operaio di Bronte si chiamava, Biagio Triscari e proprio domani avrebbe compiuto 48 anni. Triscari era sposato ed aveva due figli. Chi lo conosceva lo ricorda come un uomo buono, dedito alla famiglia ed al proprio lavoro. E proprio a causa di un incidente sul lavoro è morto, travolto a Siracusa dalla trave di un grosso tabellone pubblicitario che stava montando. Ricoverato d'urgenza presso l'ospedale Umberto I di Siracusa è morto martedì scorso dopo 4 giorni di degenza. Nonostante il dolore i familiari hanno espresso la volontà di donare gli organi e così a Siracusa sono arrivati medici dall'Ismett di Palermo, da Catania e da Bergamo. Le cornee, invece sono state trasferite alla "banca degli occhi". ![]() L'infermiera di Maletto, invece si chiamava Rita Parrinello, aveva 49 anni e svolgeva con spirito di servizio e grande abnegazione il suo lavoro presso l'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. A toglierle la vita non è stato un incidente, ma un improvviso aneurisma cerebrale, ovvero la dilatazione della parete di un'arteria che non le ha dato scampo. Trasportata al Pronto soccorso dell'ospedale brontese, i medici dopo avere constatato le sue gravi condizioni, hanno deciso di trasferire la paziente al Garibaldi di Catania, dove però la signora venerdì sera è deceduta. Anche lei era sposata ed aveva tre figli, ed accudiva pure la madre anziana, che all'età di 95 anni sta provando l'immane dolore di perdere una figlia ancora giovane. Due storie diverse ma ugualmente vicine e parallele perché anche in questo caso i familiari della sfortunata signora hanno concesso l'espianto degli organi. Non è la prima volta che il versante nord dell'Etna si distingue per scelte di grande altruismo. Già in passato altri familiari, pure straziati dal dolore, hanno deciso di donare gli organi dei propri cari, in linea con quanto accade nel resto d'Italia dove in poco meno di tre anni le donazioni di organi sono triplicate. [Gaetano Guidotto] |
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Bruciato furgone a panettiere non esclusa la pista del racket Certamente si tratta di un atto intimidatorio o di una vendetta nei confronti di un panettiere di Bronte cui ieri notte hanno rubato e incendiato un furgone. Ignoti, infatti hanno prelevato il furgone, che il fornaio aveva ricevuto in uso da una nota società di leasing, lo hanno portato lontano dalla cittadina, precisamente nella campagna della contrada Corvo e poi lo hanno incendiato. A notare le fiamme è stata una pattuglia dei carabinieri della Stazione di Bronte, impegnata in un servizio di controllo notturno, e così è scattato l'allarme. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco volontari di Maletto che con fatica hanno sedato l'incendio. Il furgone aveva si e no 4 anni di vita ed il suo valore a sentire il panettiere si aggirava intorno ai 10.000 euro. I carabinieri adesso stanno indagando per risalire ai responsabili, ma non sembra esserci una «pista» precisa. La versione ufficiale, infatti, è quella classica: ovvero che si indaga a 360 gradi. C'è da precisare che l'artigiano, pur operando a Bronte, distribuisce il pane in tutta la provincia ad eccezione della città del pistacchio. Se si tratta di una intimidazione legata al suo lavoro quindi è da escludere l'origine brontese. Anche se non lo confermano però, siamo certi che gli inquirenti non stanno scartando la pista del racket che a Bronte un tempo ricattava buona parte delle attività commerciali ed artigianali. [L. S.] | ||||||||||||
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