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150 ricette con l'«Oro di Bronte»

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  La crostata, il pie, la sbrisolona, lo sformato, ...


CROSTATA DI PISTACCHI

Ingredienti (per 6 persone)
Il pistacchio di Bronte, pronto per essere raccolto170 g di farina 00; 90 g di burro: la scorza grattugiata di 1 limone biologico; 30 g di zucchero; 1/2 bustina di vanillina; 2 tuorli.
 - Per il ripieno: 0,5 l di latte, 1 cucchiaio di Kirsch, 100 g di zucchero, 40 g di farina 00, 20 g di cedro candito tritato, 100 g di pistacchi di Bronte tritati, 5 tuorli, la scorza di 1/2 limone biologico, 1/2 bustina di vanillina.
 - Per la guarnizione: 1 dl di panna, 70 g di cioccolato fondente, 40 g di pistacchi pelati.
Difficoltà: Media - Preparazione: 30 minuti più 30 minuti di riposo della pasta, 20 minuti di raffreddamento della crema e 2 ore di raffreddamento della crostata - Cottura: 50 minuti.

Preparazione
Impastate 150 g di farina con 70 g di burro, lo zucchero, i tuorli, la scorza di limone e la vanillina; lasciate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Preparate il ripieno. Sbattete i tuorli con lo zucchero, incorporatevi la farina, la vanillina, i pistacchi e il latte, bollito con la scorza di limone e filtrato.
Cuocete il composto 8 minuti a fuoco moderato; raffreddate e unitevi il Kirsch e il cedro.
Stendete la pasta e foderatevi una tortiera imburrata e infarinata. Bucherellatela, distribuitevi la crema e cuocete nel forno già caldo a 180 °C per 30 minuti circa. Sfornate la crostata e lasciate la raffreddare.
Preparate la decorazione. Fate fondere il cioccolato a bagnomaria, versatelo in un cornetto di carta da forno e disegnate 2 cerchi lungo il bordo della crostata e una grata.
Montate la panna, ponetene un ciuffetto ad ogni incrocio, con sopra 1 pistacchio, e portate in tavola.


CROSTATINE AL MIELE E PISTACCHI

Ingredienti per 4 persone
 - Per la pasta:
150 g di farina 00; 150 g di burro; 75 g di zucchero semolato;50 g di mandorle macinate; 2 tuorli; 1 pizzico di vanilina: burro e farina per gli stampini.
 - Per la farcitura
: 150 g di pistacchi sgusciati; 150 g di zucchero semolato; 2 albumi; 2 cucchiai di miele di agrumi; 1 cucchiaino di acqua di fior d'arancio.
 - Per la decorazione: 50 g di zucchero a velo; 4 albumi; 1 pizzico di vanilina.
Difficoltà: bassa - Tempi di preparazione: 30 minuti più il riposo ed il raffreddamento - Tempi di cottura: 30 minuti.

Preparazione
Preparate la pasta. Impastate la farina con le mandorle, il burro a pezzetti, lo zucchero, i tuorli e la vanilina.
Avvolgete la pasta nella pellicola e lasciate riposare per circa 1 ora in frigorifero.
Preparate la farcitura. Tritate i pistacchi frullandoli un poco alla volta con qualche cucchiaio di zucchero.
Amalgamate poi lo zucchero rimasto, l'acqua di fior d'arancio, il miele e gli albumi, leggermente battuti ma non montati.
Accendete il forno a 180°. Imburrate e infarinate 4 stampini di circa 4 cm di diametro.
Stendete la pasta e ritagliatevi con la rotella dentata 4 dischi di circa 14 cm di diametro.
Adagiateli negli stampini e premeteli leggermente perchè aderiscano al fondo e ai bordi.
Punzecchiate la superficie della pasta con la forchetta e suddividete il composto di pistacchi negli stampini.
Cuocete nel forno già caldo per 10 minuti.
Intanto montate a neve gli albumi per la decorazione con lo zucchero a velo. Ponete la meringa nella tasca per dolci.
Togliete velocemente gli stampini dal forno e ricoprite con la meringa. Infornate per altri 10 o 15 minuti.
Sfornate le crostatine e fatele raffreddare sulla gratella prima di servire.
Il consiglio del pasticciere: Se preferite una crema ai pistacchi più rustica tritatene una parte più grossolanamente.

(Ricetta tratta da “La biblioteca di Repubblica-L’Espresso”)



CROSTATA AL MANDARINO AL SAPORE DI PISTACCHIO

Ingredienti
1 disco di pasta frolla già stesa, 500 g di mandarini non trattati, 400 ml di latte, 25 g di mandorle spellate e tritate, 25 g di pistacchi verdi di Bronte spellati e tritati, 150 g di zucchero, 4 uova (2 intere e 2 tuorli), 25 g di farina, 20 g di burro.

Preparazione
Accendete il forno a 160° e foderate uno stampo per crostate con la pasta frolla, utilizzando la carta da forno o imburrando e infarinando lo stampo.
Dopo aver lavato bene i mandarini, grattugiate la scorza di due frutti (evitando la parte bianca) e spremete il succo di tutti gli altri. Filtratelo e fatelo restringere a fiamma bassa, fino a ridurlo a 1/4.

In una terrina mescolate con una frusta le uova (2 intere e 2 tuorli), lo zucchero e la scorza.
Poi aggiungete la farina setacciata e, mentre continuate a mescolare per evitare grumi, versate gradatamente il latte e il succo di mandarini.
Bucherellate con una forchetta la pasta frolla e trasferitevi l'impasto.
Livellate, ripiegate i bordi della pasta frolla e infornate per 50 minuti.
Quindi cospargete la superficie della torta con la farina di pistacchi e mandorle miscelata con lo zucchero. Infine infornate per altri 10 minuti.



PIE MERINGATA AL LIMONE E PISTACCHI

Ingredienti per 8 persone
 - Per la pasta:
320 g di farina 00; 120 g di burro; 80 g di zucchero semolato; 2 uova: 1 tuorlo; burro per lo stampo; farina per infarinare.
 - Per la crema: 3 dl di latte; 100 g di zucchero semolato; 50 g di pistacchi sgusciati; 3 tuorli; 2 cucchiai di fecola; 1 limone biologico.

 - Per la decorazione: 70 g di zucchero a velo vanigliato; 3 albumi; sale.
Difficoltà: bassa - Tempi di preparazione: 1 ora più il riposo e il raffreddamento - Tempi di cottura: 1 ora.

Preparazione
Preparate la pasta. Impastate la farina con il burro a pezzetti, lo zucchero, le uova ed il tuorlo. Lavorate rapidamente gli ingredienti poi avvolgete la pasta nella pellicola e mettetela a riposare per circa 1 ora nel frigorifero.
Preparate la crema. Lavate ed asciugate il limone, grattugiate la scorza e ricavate il succo.
Montate i tuorli con lo zucchero e la fecola e amalgamate la scorza di limone.
Diluite con il latte, versandolo a filo e mescolando con la frusta. Ponete infine sulla fiamma bassa e e cuocete mescolando per circa 5 minuti. Togliete la crema dal fuoco quando si sarà addensata. Amalgamate i pistacchi e il succo di limone e lasciatela raffreddare, mescolando ogni tanto.
Accendete il forno a 190° Imburrate e infarinate uno stampo di 24 cm di diametro.
Stendete 2/3 della pasta frolla sul tavolo infarinato e ricavate un disco abbastanza largo per rivestire lo stampo. Versate sulla pasta la crema di limone e pistacchi e livellatela con il dorso del cucchiaio. Stendete anche la pasta tenuta da parte e chiudete il pie, facendo aderire i bordi. Cuocete il dolce nel forno già caldo per circa 45 minuti.
Togliete il pie dal forno, sformatelo e fatelo raffreddare sulla gratella. Spostate in alto di una posizione la griglia del forno e accendete il grill al massimo.
Montate a neve gli albumi con un pizzico di sale e amalgamatevi a pioggia lo zucchero a velo. Distribuite a cucchiaiate sul pie, formate dei riccioli con la forchetta e ponete il dolce sotto il grill del forno per 10 minuti circa o fino a quando la meringa si sarà rassodata.

IL PIE: Questo dolce si può definire anche crostata chiusa, perchè la farcitura è nascosta tra due strati di pasta che può essere lieve, soffice o lievitata. Le ricette spaziano dalle più classiche e note come il pie al rabarbaro di origine anglosassone a quelle meno tradizionali con frutta nostrana, come il pie all'arancia. Per l’ora del tè sono perfetti il mini pie di mele, mentre la sua bellissima presentazione fa del pie meringato al limone il dessert ideale per un menu per gli ospiti.

(Ricetta tratta da “La biblioteca di Repubblica-L’Espresso”)



SBRISOLONA AI PISTACCHI

Ingredienti (per 6 persone)
90 g di farina 00; 50 g di farina di mais; 70 g di pistacchi di Bronte sgusciati; 60 g di zucchero; 60 g di burro; la scorza grattugiata di 1/2 arancia biologica; 2 dl di panna e 1 tuorlo.
Difficoltà: Bassa – Preparazione: 30 minuti - Cottura: 40 minuti

Procedimento
Tritate i pistacchi con 1 cucchiaio di zucchero. Setacciate i due tipi di farina, disponetela a fontana e unite al centro lo zucchero rimasto e la scorza d'arancia; amalgamate bene insieme al composto di pistacchi.

Unite il tuorlo e il burro tagliato a dadini e lavorate rapidamente l'impasto con la punta delle dita.

Passando il composto tra i polpastrelli, sbriciolatelo direttamente in una teglia quadrata di 20 cm di lato, rivestita con carta da forno. Livellate l'impasto con le mani e incidetelo con la punta di un coltello, formando dei rettangoli di 5 x 3 cm.
Cuocete la torta nel forno già caldo a 180 °C per 40 minuti.
Fate raffreddare il dolce, ripassate i tagli fatti in precedenza e servitela in tavola accompagnandola con la panna, montata densa e ben fredda.

(Tratta da Enciclopedia della cucina italiana, Mondadori, 2007)



SFORMATO DI PISTACCHI

Ingredienti
200 g di pistacchi di Bronte, 100 g di mandorle, 150 g di zucchero, 6 uova, 1 limone.

Sbattete i tuorli delle uova con lo zucchero, unite i pistacchi e le mandorle tritate e infine tre albumi
d'uova montati a neve con l'aggiunta di buccia di limone grattugiata.
Amalgamate il tutto e versate in uno
stampo foderato con carta oleata, e cuocete in forno a fuoco basso per circa mezz'ora.
 

Scaglie di pistacchio di Bronte

Nel corso degli anni la produzione del pistacchio è sempre aumentata, come pure i consumi; tuttavia, per l’elevato prezzo, dovuto anche alle difficoltà agronomiche della specie (lenta entrata in produzione e tendenza all’alter­nanza), il prodotto è destinato a un mercato ristretto.
I prezzi internazionali del pistacchio da snack, infat­ti, non sono inferiori ai 12 euro al chi­logrammo e quelli del pistacchio destinato alla lavorazione industriale (per esempio il pistac­chio verde di Bronte) costano anche il doppio.

L’interesse per questo frutto è tale da muo­vere un flusso di importazione che coin­volge oltre 90 Paesi.
I Paesi Europei sono i maggiori importatori, se­guiti da alcuni Paesi del Golfo Persico e dalla Cina. Al contrario, quelli produttori sono pochi: Afghanistan, Cina, Cipro, Gre­cia, Iran, Italia, Kyr­gyzstan, Madagascar, Messico, Pakistan, Siria, Tunisia, Turchia, Stati Uniti, Uzbekistan.

La produzione media supera 450 mila ton­nellate annue di pistacchio in guscio, il 75% delle quali proviene dall’Iran e dagli USA.

La produzione brontese si aggira oggi attorno alle 2500-3000 tonnellate di frutti in guscio. Si tratta di una quantità inferiore al­l’uno per cento della produzione mondiale.

(Fonte Following Pistachio Footprints)


Nino Prestianni, presidente della Cooperativa di produttori pistacchio "Smeraldo", mostra (ed ammira) il "suo" pistacchio pelato

Il dessert al pistacchio di Gianfranco Vissani

Pistacchio, un timido che si esalta

Restio a cedere il suo profumo, complici arancia e zabaione, rende unico il dessert

Il pistacchio ha una caratteristica interessante per il cuoco: i piccoli frutti verdi non diffondono facilmente il loro sapore ad altri ingredienti.
Per integrare il gusto in un piatto è necessario inserirlo in una materia grassa che pian piano ne assorbe gli aromi e se ne impregna.
È quanto facciamo in questo dessert che ha il rosso dell'arancia nel fondo d'oro dello zabaione su cui spiccano le verdi e profumate quenelles al pistacchio: una gioia per il palato e per gli occhi.

Per lo zabaione montate a bagnomaria i tuorli con 250 grammi di zucchero, incorporate il succo d'arancia, la buccia di arancia grattugiata e il liquore alle arance, mescolando delicatamente in modo che lo zabaione rimanga spumoso.
Per il gelato di zabaione portate a bollore 350 grammi di latte con metà dello zabaione preparato, incorporate due uova montate con 100 grammi di zucchero e mettete a mantecare nella gelatiera. Setacciate i pistacchi per ottenere un purè, incorporate al burro a temperatura ambiente, unite lo zucchero a velo e montate con la frusta.

Quando il composto sarà soffice mettete in frigo per alcune ore. Foderate gli stampini per tartellette con la pasta frolla e fate cuocere in forno a 180 gradi.
Sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria, incorporate la panna, due uova, mescolate con cura, poi riempite le basi con questa crema e passate in forno a 180 gradi per pochi minuti.
Versate lo zabaione a specchio sui piatti, adagiate al centro il tortino al cioccolato, disponete accanto due quenelles di burro al pistacchio e il gelato di zabaione.

Ingredienti: 350 g di zucchero, 15 tuorli, 500 g di succo d'arancia, buccia di due arance non trattate, un bicchierino di liquore all'arancia, 125 g di burro, 80 g di purè di pistacchi, 60 g di zucchero a velo, 180 g di pasta frolla, 4 uova, 100 g di panna, 350 g di latte.

Tratto da Il Venerdì di Repubblica del 9 Febbraio 2007 (Rubrica “A tavola”)

DALL'ALBERO
Freschi o tostati: buoni dal gelato alla mortadella

Il pistacchio (Pistacia vera), è un albero della famiglia delle Anacardiaceae che può raggiungere un'altezza di 12 metri e tre­cento anni d'età.
Originario del Medioriente produce un frutto che si chiama drupa, e sì può con­sumare fresco, in salamoia o tostato.
Si coltiva soprattutto in Iran, ma grandi produzioni sono presenti anche in Turchia e California, mentre in Italia è una col­tivazione di nicchia con i maggiori picchi di qualità nel Bronte, alle pendici del­l'Etna.
Il pistacchio viene usato come deco­razione per il bel colore verde chiaro che sta molto bene in aspic, patè e mortadelle: per questo uso va privato del guscio, scottato appena in acqua bol­lente salata e liberato dalla pellicola esterna.
In pasticceria si usa intero, tritato, in polvere o in pasta ed entra in molte preparazioni, specie della pasticceria sici­liana, tra cui nougat, pasticcini, torroni e il diffusissimo gelato.


  2 ricette arabe medievali, 1 marocchina e 1 libanese


TABĀHAJA: CARNE AI PISTACCHI

Hai bisogno di carne e menta.
Sbollenta la carne, falla rinvenire in un poco d’olio e poi versale sopra il suo brodo.
Mescola il miele, i pistacchi, gli atrāf tīb, dell’amido, dello zafferano e del pepe dentro un po’ d’aceto.
Aggiungi questa mistura alla carne e fai cuocere fino a che si ispessisce.


RISO KHĀTŪNĪ AI PISTACCHI

Si fa bollire dell’acqua e vi si aggiunge il grasso di coda di montone e del grasso di gallina dopo averli fatti fondere senza sale.
Vi si butta il riso. Quando è arrivato a metà cottura, si scola l’acqua e si aggiunge del grasso.
Poi ai prendono pistacchi scorticati, tostati nell’olio di sesamo e sbriciolati, mescolati con zucchero in polvere, e si aggiungono in abbondanza al riso. Si asperge di gocce d’acqua di rose e di muschio. E’ una meraviglia.

I piatti che in origine si facevano con i pistacchi (altra derrata costosa) oggi si preparano ormai con i piselli, quasi che la funzione dei pistacchi si limitasse all’effetto visivo dato dal colore verde. Le due ricette sono tratte da “L’Islam a tavola - Dal medioevo a oggi”, di Lilia Zaquali, Editori Laterza, 2004



TORTA ALLO YOGURT CON PISTACCHI, PANNA E MARACUJA'

Pistacchio di Bronte in maturazioneIngredienti (per 6 persone)
300 g di yogurt intero naturale, 100 g di pistacchi, 0,6 dl di panna, 4 frutti della passione, 3 uova, 20 g di farina 00, 1 limone biologico, 2 bacche di vaniglia, 250 g di zucchero.
Difficoltà: bassa - Preparazione: 30 minuti - Cottura: 40 minuti.
Foderate una pirofila quadrata con carta da forno. Separate i tuorli dagli albumi.

Preparazione
Sbattete i tuorli con 2/3 dello zucchero fino a formare una crema chiara e densa. Tagliate le bacche di vaniglia nel senso della lunghezza e raschiate i semi. Aggiungete alle uova i semi di vaniglia, lo yogurt, il succo e la scorza lavata e grattugiata del limone e, infine, la farina. Amalgamate bene il tutto.
In un'altra terrina montate gli albumi a neve e aggiungetevi gradualmente lo zucchero rimasto, continuando a sbattere.
Amalgamate delicatamente gli albumi montati al composto a base di yogurt e uova, mescolando dall'alto verso il basso per non far smontare il composto. Versate il tutto nella pirofila precedentemente preparata.
Dopo aver riempito d'acqua fredda una larga teglia da forno, immergetevi la pirofila in modo che l'acqua arrivi a metà del bordo. Cuocete nel forno già caldo a 180 °C per circa 20 minuti, finché il dolce sarà ben gonfiato.
Ricoprite la superficie con i pistacchi sgusciati e tritati grossolanamente e infornate per altri 20 minuti, finché la superficie del dolce sarà ben dorata.
Servite il dolce caldo o freddo, a piacere, accompagnato con la panna e la polpa dei frutti della passione.

Maracujà: chiamato anche «frutto della passione», è un frutto dalla polpa dolce, ma leggermente acidula, ricca di semi commestibili.
È ricco di vitamina A è di sali minerali.

(La ricetta, proveniente dal Marocco, è stata tratta da «L'Enciclopedia della cucina italiana», edizione speciale realizzata per Tv Sorrisi e Canzoni e Donna Moderna)



BAKLAVA (Libano)

Ingredienti per 6 persone
500 g di pasta fillo; 150 g di burro; 450 g di pistacchi sgusciati; 2 cucchiai di succo di limone; 2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio; 450 g di zucchero.

Difficoltà: media – Preparazione: 25 minuti (più il tempo di riposo) – Cottura: 1 ora e 15 minuti.

Il verde-smeraldo del pistacchio appena raccolto

Diete sane
PISTACCHIO BATTE COLESTEROLO

Così il titolo di un trafiletto di Aldo Conti riportato da L’Espresso nella ru­brica “Salute” (n. 42 del 25 Ot­tobre 2007).

«I pistacchi sono stati alla base della dieta di molte popolazioni prei­storiche e, anche se ora sono rele­gati al ruolo di aperitivo, hanno dimostrato insospettate doti per com­battere il colesterolo.
Sarah Gebauer, della Penn State University statunitense, ha condotto uno studio su un gruppo di volontari suddivisi in tre gruppi, nutriti con una dieta standard: tre diverse quantità di pistacchio, nulla, 42 o 85 grammi al giorno.
Per evidenziare eventuali effetti positivi, ciascun gruppo ha provato tutte le diete per quattro settimane con intervalli di due settimane tra una e l'altra.
Normali esami del sangue hanno permesso di dimostrare che la dieta più ricca di pistacchi produce, in quattro settimane, una riduzione pari al 11,6 per cento del colesterolo cattivo, responsabile di problemi cardiovascolari.

L'effetto è risultato proporzionale alla dose.»

Procedimento
Estraete la pasta fillo dal frigorifero e fatela ammorbidire a temperatura ambiente per almeno 30 minuti.
Tritate finemente i pistacchi, lasciandone da parte alcuni interi per la decorazione.
in un polsonetto fate fondere il burro e con parte di esso ungete una teglia da forno.
Disponete sul fondo della teglia metà della pasta, una sfoglia alla volta, spennellando le singole sfoglie con il burro fuso.
Cospargete con uno strato di pistacchi tritati. Chiudete infine con le foglie restanti, sempre spennellandole con il burro.
Tagliate in quattro rombi la “millefoglie” ottenuta e infornate a 170 °C per 45 minuti, quindi alzate la temperatura a 210 °C e fate cuocere per altri 15 minuti.

Nel frattempo preparate lo sciroppo: sciogliete lo zucchero nell’acqua insieme con il succo di limone e lasciate sobbollire il tutto a fiamma dolce in un pentolino finchè il composto risulterà denso.
Aggiungete l’acqua di fiori arancio e cuocete per altri 2 minuti, quindi togliete dal fuoco.
Fate raffreddare e trasferite lo sciroppo in frigorifero fino al momento di servire.

Non appena la baklava risulterà dorata in superficie, sfornatela su un piatto da portata e versatevi sopra lo sciroppo ormai freddo.
Decorate con i pistacchi interi tenuti da parte e servite in tavola.
(Tratta da “La grande cucina – Torte” della Fabbri Editori)

Altre utili informazioni sul pistacchio di Bronte

ECCO A VOI! LA CRÊPE COL GELATO DI PISTACCHIO DI BRONTEIl pistacchio di Bronte si raccoglie ogni due anni, in quelli dispari, ad inizio Settembre. Già sgusciato, si presenta racchiuso in una capsula coriacea color avorio, ricoperto da una pellicina rossastra: la sua polpa ha un tenero, inconfondibile color verde smeraldo. I semi hanno la consistenza delle mandorle e - come quelle - possono essere conservate sia entro la drupa, che sbucciati.

L'«oro di Bronte» ha, però, un aroma delicatissimo, sottile, anche se lievemente oleoso, e per ben percepirlo ne occorre una buona quantità.

Se adoperato con cibi da preparare in cottura, non cede il suo aroma, ma, consumato ad esempio con piatti di carne e selvaggina, se ne apprezzerà il particolare gusto nella masticazione.
Particolarmente adatto per preparare torroni, gelati, sorbetti, creme crude e farcie per biscotteria; è, oltretutto, molto decorativo. In alcune zone italiane viene mescolato a salumi e mortadelle, e quale ingrediente per salse da accompagnare pesci.
In Sicilia è notissimo, ed esistono tipiche preparazioni dolci soprattutto nelle aree di produzione (sopratutto a Bronte ma anche nell'agrigentino).
Immancabili sui cannoli e nelle cassate siciliane. Eccellenti, ed unici, i confetti con l'anima di pistacchio e risultati lusinghieri sta ottenendo un liquore ottenuto dall'olio di pistacchio.

E per finire alcune curiosità: Il termine dialettale frastùca deriva dall'arabo fòstak e fòstok, che a sua volta, aveva ereditato dalla voce persiana fistik.
«'A frastùca» è utilissima ai sofferenti di  ernia inguinale: la resina del tronco, applicata localmente, la guarisce ma solo... unitamente ad apposite formule magiche.
Il pistacchio ha poi fama di ... potente afrodisiaco (se ne consiglia quindi un uso ponderato, al massimo 7 semi dicono i nostri anziani).

Tignosella e "garìgghiu" (pistacchio di Bronte sgusciato)E poi, per chiudere, una piccola raccomandazione: state attenti al pistacchio che comprate, non tutto, infatti, è «verde di Bronte».

Anche se il pistacchio brontese è inconfondibile per il suo colore verde-smeraldo e le sue peculiari caratteristiche organolettiche, il «falso ed il taroccato» abbonda ed a volte un prezzo modico più che di aroma delle terre dell'Etna odora di lontane nazioni medio-orientali.

Noi brontesi siamo orgogliosi del nostro prodotto; i nostri contadini aspettano ben due lunghi anni per poterlo raccogliere, ma, purtroppo, non sempre poi riusciamo a proteggere e salvaguardare il loro lavoro.
E il tanto sospirato Consorzio di tutela della Dop che dovrebbe “svolgere azioni di tutela” ed anche “vigilare sui prodotti similari che possono ingenerare confusione nei consumatori e recare danno alla produzione” ancora si fa attendere, è pronto da tempo al decollo ma solo ...sulla carta.

Confezionati e conservati in luogo fresco ed asciutto i pistacchi di Bronte possono essere conservati per diversi mesi (meglio se in frigorifero) senza perdere l'intensità del profumo e la brillantezza del colore. Sgusciati e non pelati, inoltre, possono essere conservati per un intero anno.

«Gino Schilirò
I sapori lontani della cucina siciliana»

Ho avuto il piacere di ricevere copia di questo libro e ne sono rimasto ammirato in primo luogo dalla presentazione grafica e di colore, perché su sfondo nero campeggiano, in bianco, le notizie essenziali con la riproduzione del famoso quadro di Renato Guttuso “La vuccirìa”, mentre in quarta di copertina è riprodotta la foto del “Mercato storico della pescheria di Catania” e, nel suo risvolto poche ed essenziali notizie sull’Autore: Gino Schilirò direttore del Dipartimento di Pediatrìa e del Centro di riferimento regionale di Ematologia ed Oncologia pediatrica dell’Università degli Studi di Catania, nostro illustre concittadino.

Sull’aggettivo “storico” riferito al mercato del pesce devo osservare che esso era, a mia memoria, a Porta Uzeda e cominciava sotto l’arco e si estendeva fino alla Villa Pacini.

Il volume è edito da Lancillotto e Ginevra di Leonforte (EN) e costa € 20.

Da subito si nota che il lavoro del Prof. Schilirò è un lavoro dotto che si dipana dall’antichità ai nostri giorni con continui riferimenti storici, debitamente corredati da riproduzioni di documenti e testimonianze dei 18 capitoli di cui si compone.

L’introduzione è una sentita memoria senza titolo che potrebbe essere una frase del quinto paragrafo che recita: “La cucina è un vocabolario della memoria. Il cibo è il nome”.

L’Autore fa una proustiana “Ricerca dei sapori…da non perdere” dall’antichità ai nostri giorni non tralasciando il nostro pistacchio ormai affermato in mezzo mondo per il caparbio impegno dei nostri produttori per ottenere il marchio di origine controllata.

Perciò il libro non va solo sfogliato o consultato per qualche vecchia e sempre nuova ricetta, ma va centellinato e assa­porato nei suoi minimi particolari. Ma il Prof. Schilirò non ha voluto darci, con questo prezioso libro, non solo la prova della sua bravura nella sintesi storica facile e gradevole a leggere e dimostrazione di gusto non solo di bocca ma anche estetico, ma ha voluto continuare a far bene ai bambini, di cui si è occupato nella sua lunga vita professionale e di scienziato, destinando il ricavato della vendita del volume alla Ibiscus Onlus di cui a pag. 13 riporta la cronistoria e a pag. 8 tutti gli indirizzi per contattarla e richiedere il libro.

Grazie prof. Schilirò e auguri per la sua nobile iniziativa!

Nicola Lupo

Di Gino Schilirò, vedi pure la Storia della cucina di Sicilia

da Terra, il multimediale dell'agricoltura, 9-9-2008
E IL PISTACCHIO DIVENTO' COSMETICO

Da Bronte, capitale del cosiddetto "oro verde, arriva l'ultima innova­zione in tema di bel­lezza: un olio curativo per la pelle ricavato dal famoso frutto.


A produrlo l'azienda Marullo...

Le foto di Bronte Insieme: Il pistacchio

150 RICETTE COL PISTACCHIO DI BRONTE

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