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Ottobre/Novembre 2009

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3 Novembre 2009
ALLA POPOLARE DI LODI. Coppia di giovanissimi ha agito a viso scoperto, il cassiere minacciato con un taglierino
Rapinatori in azione a Bronte, colpo in banca da 33 mila euro
SONO POI FUGGITI A PIEDI, CERTAMENTE LI ATTENDEVA IN AUTO UN COMPLICE

Un bottino di tutto rispetto per i banditi, che hanno agito a sangue freddo, incuranti delle telecamere a circuito chiuso. I dipendenti della banca hanno dato subito l’allarme ai carabinieri ma dei rapinatori nessuna traccia. Forse hanno compiuto il colpo della loro «carriera».
In pochi minuti infatti sono riusciti a svaligiare le casse della Popolare di Lodi, portando via un bottino di tutto rispetto, 33 mila euro contanti e sonanti.
L’assalto alla filiale della Banca Popolare di Lodi, di via Spitaleri, è avvenuto nella mattinata di ieri ad opera di due giovani. I malviventi hanno varcato l’ingresso della banca senza curarsi di essere riconosciuti o filmati dalle telecamere a circuito chiuso, presentandosi a volto scoperto.
Una volta all’interno dell’istituto di credito uno dei due ha tirato fuori un taglierino e con l’arma ha minacciato l’impiegato addetto alla cassa. Senza mezzi termini hanno costretto il cassiere a svuotare la cassa, consegnando nelle loro mani la considerevole cifra di 33 mila euro. Un bottino di tutto rispetto per due giovanissimi, forse alle prime armi. Fatto sta che dopo essersi impossessati del gruzzolo sono fuggiti a piedi, facendo perdere le loro tracce tra le vie del centro cittadino.
Non è da escludere la possibilità che successivamente siano fuggiti a bordo di un’auto o di uno scooter sul quale magari c’era un complice ad attenderli.
Intanto gli impiegati hanno avuto bisogno di qualche minuto prima di riprendersi dallo shock, successivamente hanno telefonato alla centrale operativa del 112 per richiedere l’intervento di una pattuglia.
Ai carabinieri giunti sul posto hanno cercato di fornire una descrizione alquanto dettagliata dei due rapinatori, anche se sono stati davvero pochi i minuti nei quali è stato possibile vedere i due malviventi.
Le indagini sono state avviate dai carabinieri, i quali contano di rintracciare i responsabili del colpo in banca. [Gaia Montagna ]

3 Novembre 2009
I Due giovani armati di taglierino sono stati ripresi dalle telecamere dell’istituto di credito
Colpo in banca: bottino di 30mila euro
Bottino grosso per due giovani rapinatori che ieri mattina, alle ore 11 e 20, hanno fatto irruzione all’interno della filiale della banca popolare di Lodi (ex banca popolare di Bronte) di piazza Spedalieri a Bronte, riuscendo a portar via 30 mila euro. I due, vestiti casual con jeans e felpa, appena entrati hanno subito urlato ai clienti di stare fermi perché si trattava di una rapina. Poi hanno tirato fuori un taglierino dalla tasca e hanno detto di essere pronti a usarlo se qualcuno si fosse solo mosso. Quindi, uno di loro è andato dietro gli sportelli e ha cominciato a prendere tutto il danaro che c’era nei cassetti. Una cassiera aveva appena prelevato una mazzetta di banconote del valore di 20 mila euro. Per i due ladri così è stato semplice racimolare un buon bottino. Messo in tasca il danaro, i malviventi sono usciti tranquillamente, fuggendo per le vie del centro. Scattato l’allarme, sul posto sono subito arrivati i carabinieri della Stazione e quelli della Compagnia di Randazzo, che hanno allestito diversi posti di blocco senza fortuna.
I due rapinatori, però, potrebbero avere le ore contate. Se sono stati abilissimi nel progettare rapina e fuga, non hanno fatto i conti con le misure di sicurezza adottate dalla banca, che ha ripreso ogni momento della rapina e i volti dei due con le telecamere interne. Così le foto sono già state inviate ai carabinieri di tutta la provincia. Non è escluso, infatti, che qualcuno conosca i due e ne riveli l’identità. Oltre a ciò, i carabinieri di Randazzo stanno confrontando i volti con le foto segnaletiche dei rapinatori già arrestati e in libertà. Insomma, molto probabilmente nei prossimi giorni forse ne sapremo di più. [L. S.]

3 Novembre 2009
Due i banditi, a viso scoperto e armati di taglierino
Colpo in banca, rapinati 33 mila euro
Banditi in azione nel piccolo centro alle falde dell’Etna. Due malviventi hanno fatto irruzione nell’agenzia della Banca Popolare di Lodi, arraffando un bottino di 33.000 euro. Secondo una prima ricostruzione elaborata dai carabinieri, due giovani a volto scoperto, di cui uno armato di taglierino, sono entrati nell’agenzia della Banca Popolare di Lodi; minacciando gli impiegati i malviventi si sono fatti consegnare da un impiegato la somma di 33.000 euro, che era nella cassa. Dopo essersi impossessati del bottino i due si sono allontanati rapidamente scappando a piedi per le vie del centro, e facendo perdere le tracce. Non è escluso che i rapinatori abbiano lasciato uno scooter in una via adiacente alla banca, oppure che fossero attesi da un complice in auto, con il motore acceso, pronto per la fuga. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti, nel tentativo di identificare i due responsabili del colpo. Considerato che entrambi hanno agito a viso scoperto, potrebbe essere più facile rintracciarli, se si trattasse di personaggi con precedenti penali.


2 Novembre 2009
DEPOSTE CORONE DI ALLORO PRESSO IL SACRARIO DEI CADUTI
Commemorazione dei defunti
Con una cerimonia che è diventata quasi una tradizione, Bronte ha voluto ricordare i defunti con una sentita cerimonia all’interno dell’affollato cimitero comunale.
Dopo la messa officiata da padre Vincenzo Schilirò, il sindaco Pino Firrarello assieme agli assessori ed a numerosi consiglieri comunali, ha posto una corona di alloro ai piedi del monumento dei caduti civili in guerra sito proprio all’interno del cimitero: “Una cerimonia che ripetiamo ogni anno – ha dichiarato Firrarello – perché sentiamo il dovere di ricordare tutti defunti e di dover onorare i civili ed i soldati che sono morti durante la guerra”.
Subito dopo la cerimonia nel cimitero, il primo cittadino ha anche posto una corona di alloro presso il Sacrario dei Caduti di piazza Spedalieri alla presenza dei comandanti delle forze dell’ordine che operano a Bronte. “A loro – conclude Firrarello – va il nostro più sentito ringraziamento per l’opera meritoria che svolgono con spirito di servizio ed abnegazione al dovere, a garanzia e tutela della legalità e difesa della libertà di ognuno di noi”.


1 Novembre 2009
«Dammi i medicinali» e spunta un coltello
Prima presenta la ricetta, poi si rifiuta di pagare. I carabinieri lo arrestano dopo un breve inseguimento
Ha consegnato la ricetta medica al farmacista e si è fatto consegnare i medicinali, ma al momento di pagare si è rifiutato ed ha tirato fuori dalla tasca un coltello. E’ accaduto venerdì sera a Bronte, nella centralissima farmacia di piazza Rosario. Protagonista della vicenda Vito Spitaleri, 42 anni, già conosciuto dai carabinieri che in passato lo hanno denunciato per altri motivi. Erano più o meno le 19,30, quando l’uomo è entrato nella farmacia, in quel momento piena di clienti. Ha atteso pazientemente il suo turno e poi ha consegnato al farmacista una ricetta dove erano prescritti dei farmaci da banco. Fin qui tutto regolare. Il farmacista, ricetta in mano, ha cominciato a prelevare i farmaci dagli scaffali e li ha posti sul bancone. Poi ha fatto scannerizzare i talloncini di ogni scatola dal lettore ottico ed ha fatto il conto.
Quando ha chiesto il denaro al cliente, l’amara sorpresa. Spitaleri ha risposto con un secco "no, non li pago", ed anzi ha preteso che il farmacista gli consegnasse subito i medicinali. Secondo le informazioni fornite dagli inquirenti, non si trattava di farmaci salvavita e così il farmacista si è opposto, facendo intendere a Spitaleri altrettanto chiaramente che avrebbe consegnato i farmaci solo dopo aver ricevuto il denaro.
A questo punto l’uomo è andato in escandescenze. Ha tirato fuori dalla tasca un coltello a serramanico ed ha intimato al farmacista di consegnargli quanto richiesto. Fortunatamente, proprio da piazza Rosario, passava una pattuglia dei carabinieri che si è accorta che qualcosa in quella farmacia non andava per il verso giusto e ha deciso di avvicinarsi. Spitaleri dalle vetrate ha visto i carabinieri e, spaventato, è scappato via. Ne è scaturito un breve inseguimento a piedi nel pieno centro storico di Bronte, poi l’uomo è stato acciuffato con l’arma in mano. Il coltello è stato sequestrato e l’uomo arrestato con l’accusa di tentata rapina. Portato in caserma, dopo un interrogatorio, è stato trasportato al carcere catanese di piazza Lanza.



29 Ottobre 2009
I DANNI DEL MALTEMPO
LE POPOLAZIONI DEL BACINO DEL SIMETO CHIEDONO ARGINI PIU' ROBUSTI E INTERVENTI STRUTTURALI A DIFESA ANCHE DEI FRUTTETI CHE RICADONO NEL VASTO TERRITORIO DI BRONTE
«Qui ogni pioggia è un rischio»
Appello del sindaco di Maniace, intanto cominciano i lavori sul torrente Martello
Passato il maltempo in tutto il bacino del Simeto si contano i danni, a cominciare dai monti Nebrodi, che riversano ad ogni pioggia un enorme quantitativo d’acqua nei torrenti. Anche per questo molti agricoltori sono preoccupati, facendo notare che alluvioni come quella dello scorso fine settimana non sono poi così eccezionali. Per questo chiedono argini più robusti e interventi strutturali a difesa dei frutteti nel vasto territorio di Bronte, ma anche più a nord fra le contrade di Maniace.
Se da una parte, infatti, grazie ad un finanziamento di un milione e 100 mila euro, inizieranno presto i lavori per realizzare 400 metri di robusto argine sul torrente Martello, che insieme al Cutò e al Saracena formano il Simeto, Maniace ha bisogno di lavori come questi un po’ ovunque. “Il torrente Martello nei giorni scorsi - afferma il sindaco Salvatore Pinzone Vecchio - ha divorato addirittura una strada rurale, ha trascinato così tanti detriti sotto il ponte della provinciale che conduce a Sant’Andrea che, se dovesse verificarsi un’altra piena, si rischia l’effetto diga. Oltre a ciò ha costantemente minacciato l’abitato lasciando tutti con il fiato sospeso. La verità - continua il primo cittadino - è che 400 metri di argine non bastano per garantire sicurezza neanche a tutte le abitazioni che costeggiano il Martello. Bisognerebbe mettere in sicurezza l’intero tratto e comunque tutti i torrenti che costeggiano le abitazioni. Inutile nasconderlo ogni volta che piove insistentemente a Maniace si corrono seri pericoli, come ha verificato il Genio civile, secondo cui per mettere tutto in sicurezza ci vogliono milioni e milioni di euro, e per effettuare piccoli indispensabili almeno 600 mila euro”. Il sindaco sottolinea come, nonostante su questi lavori sia già stata fatta la valutazione di impatto ambientale, la Regione ancora non ha comunicato le proprie intenzioni: “Spero comunque - conclude – che ci finanzino più di quanto erogato come risarcimento danni degli eventi alluvionali dello scorso novembre e dicembre, quando a fronte di più fenomeni quasi catastrofici, ha finanziato soltanto 9200 euro”.
Per adesso però Pinzone Vecchio e la sua Giunta ringraziano la Regione per la sistemazione parziale del Martello: “In contrada Petrosino - afferma il Sindaco assieme all’assessore Costantino Musarra ed al consigliere Francesco Sanfilippo che si sono battuti per questo finanziamento - le abitazioni sono proprio a ridosso dell’alveo del fiume e le case si trovano a pochi metri dall’acqua, Abbiamo già aggiudicato la gara e presto inizieranno i lavori”. Intanto l’Anas non ha ancora deciso se e quando riaprire al transito il viadotto sulla Ss 120 che il Simeto ha inondato, mentre i Vigili del Fuoco sono riusciti a strappare dalle acque l’escavatore lasciato in balia della piena dall’allevatore intenzionato ad oltrepassare il fiume per portare foraggio agli animali e costretto a salvarsi da una ulteriore ed improvvisa onda d’acqua.
Per tirarlo fuori i Vigili del Fuoco di Maletto e del Nucleo sommozzatori di Palermo hanno dovuto lavorare oltre 6 ore, servendosi anche di un altro escavatore più grosso messo a disposizione da una ditta di Maniace. In pratica è stata scavato un passaggio per far defluire l’acqua che comunque rispetto ai giorni scorsi aveva un livello più basso. Poi sono stati portati via i rami ed i detriti che la corrente aveva addirittura incastrato fra i cingoli ed il braccio meccanico. Per finire è stato rimosso tutto il fango che ormai circondava il mezzo meccanico. Solo a questo punto il grosso escavatore è riuscito a portare a riva il “fratellino” più piccolo. [Gaetano Guidotto]



27 Ottobre 2009
FIUME SIMETO IN PIENA
La passerella resta chiusa
Intransitabile dopo la piena del Simeto il tratto di strada della Ss 120. In salvo un allevatore
Resta chiusa al transito la passerella sul fiume Simeto della strada statale 120, nella contrada brontese denominata Bolo, inondata dalla piena del Simeto che a sud, in contrada Pietre Rosse, per poco non trascinava via un allevatore che aveva deciso di guadare il fiume a bordo di un escavatore.
«Volevo portare foraggio agli animali della mia azienda», ha spiegato alla Guardia Forestale. In pratica vista la piena e dovendo portare del foraggio agli animali, l'allevatore ha deciso di utilizzare il robusto escavatore cingolato per raggiungere l'altra sponda. A metà strada, però, si è accorto dell'arrivo di una ulteriore onda di piena. Così, secondo il racconto fatto alla Guardia forestale, l'uomo ha lasciato in acqua l'escavatore e si è messo in salvo tornando indietro fra il fango. Appena ha appoggiato i piedi su qualcosa di solido si è girato, accorgendosi che dell'escavatore emergeva solo il braccio meccanico. Lanciato l'allarme, sul posto, oltre alla Guardia forestale, sono arrivati anche i vigili del fuoco di Maletto, ma bisognerà che la piena si calmi prima di riuscire a riportare il mezzo meccanico a riva.
Tornando ai danni, alcuni agricoltori hanno evidenziato che l'acqua è entrata all'interno dei frutteti. Ma, visto cosa è accaduto nel gennaio scorso, tutto sommato è andata bene. Per questo il comandante del Distaccamento della Guardia forestale di Bronte, commissario Enzo Crimi, sottolinea che la furia del fiume si è limitata a distruggere gli argini che gli agricoltori avevano costruito in estate nelle contrade Pietre Rosse, Marotta, Barbaro e Gollia. «A causa delle piogge - afferma Crimi - il terreno è così inzuppato da non riuscire più ad assorbire l'acqua delle piogge, che così si riversa direttamente nei torrenti e poi nel fiume. Fortunatamente, la piena dei giorni scorsi ha soltanto trascinato via il materiale inerte posto, a seguito dell'autorizzazione del Genio civile, a protezione dei frutteti. In contrada Pietre Rosse, inoltre; il fiume in piena ha trascinato via anche una stradella in terra battuta che assicurava il transito verso la struttura rurale di un allevatore, che ha tentato di oltrepassare il fiume a bordo dell'escavatore».
Intanto, ieri mattina alcuni tecnici dell'Anas hanno effettuato un sopralluogo per verificare l'entità dei danni subiti dalla passerella sulla Ss 120. Per sapere se la strada potrà essere nuovamente percorribile bisognerà effettuare degli interventi di consolidamento, bisognerà però attendere ancora qualche giorno. [Gaetano Guidotto]




26 Ottobre 2009
PRESENTATO A NEW YORK DA SICILIA MONDO
Un Network per i siciliani nel mondo
Nel corso di un convegno tenutosi a Brooklyn (USA) sul tema “I siciliani di America per una grande Sicilia”, Domenico Azzia ha presentato all’Assemblea, ai delegati USA, ai giornalisti convocati e ad un gruppetto di operatori siculo-americani, il Social Network www.siciliamondo.net, un portale on-line di ricerca, che mette in rete in Sicilia, nelle altre regioni italiane e nel mondo, la realtà dei siciliani, dei loro figli e dei loro nipoti, che si sono affermati in posti di responsabilità nelle società di insediamento, diventando talenti e siciliani di eccellenza facendo onore alla Sicilia ed alla sua immagine. Promuoverà contatti, conoscenze, relazioni, operatività tra i cervelli siciliani e favorirà, soprattutto tra i giovani siciliani, rapporti virtuosi, scambi, professionalità, informazione nei settori della ricerca, delle università, delle libere professioni, dell’imprenditoria e del commercio, della pubblica amministrazione e della comunicazione. Tra di loro e la terra di origine.
Il fine che si propone Azzia è di «costruire una community internazionale tra intelligenze siciliane che faccia rivivere momenti e spazi di sicilianità e di riaggregazione per rinsaldare i vincoli della comune identità e faccia riscoprire l’orgoglio e la gioia di essere e di sentirsi siciliani. Capace di guidare il cambiamento rilanciando, attraverso i siciliani di eccellenza, l’immagine della Sicilia di oggi, che è cambiata, diventando internazionale per i suoi prodotti enogastronomici, al passo con le tecnologie, conosciutissima per le sue intelligenze e creatività.» «Sicilia Mondo – ha ribadito Azzia – farà la sua parte di conoscenza, di raccordo e di informazione. Soprattutto puntando ad attivare e tenere vivo un impegno di legame civile e di reciprocità tra siciliani ma anche ricordando diritti e doveri nei confronti dell’isola madre, della sua immagine, della sua proiezione nel mondo. In questa direzione organizzerà incontri operativi in Sicilia con le Istituzioni regionali, nei settori della economia e delle risorse immateriali.»
L’accesso al Network www.siciliamondo.net, frutto di una partnership tra l’Associazione Sicilia Mondo e l’Assessorato Regionale del Lavoro e della Emigrazione della Sicilia è gratuito. Sicilia Mondo si riserva di valutare le adesioni e di comunicare l’accettazione previo esame dei dati e requisiti previsti dallo stesso portale.



26 Ottobre 2009
La piena del fiume provoca gravi disagi nel territorio brontese
MALTEMPO A BRONTE

Oggi vertice per decidere se riaprire al transito la passerella. Disagi per chi da Randazzo vuole raggiungere in auto Cesarò
Il Simeto fa paura, strada chiusa
La piena del fiume supera il livello della Ss 120, sul ponte Bolo, davanti agli operai dell’Anas
I timori della vigilia sono stati confermati. Il rischio che la piena del Simeto superasse il livello della carreggiata della Statale 120 Fiumefreddo-Cerda, sul ponte Bolo, in territorio di Bronte, si è materializzato ieri notte intorno all'una, sotto gli occhi attoniti degli operai dell'Anas, che altro non hanno potuto fare che chiudere la strada al transito e deviare gli automobilisti sulle strade provinciali.
«Già dopo le 20 di sabato - dice il sorvegliante dell'Anas Salvatore Cunzolo - ci siamo accorti che il livello del fiume si stava piano piano alzando. Poi all'una di notte l'acqua ha invaso la carreggiata, portando con sè fango, detriti e rami di alberi». Immediatamente sono state poste le transenne sulla strada all'incrocio con la provinciale Serra Bronte da una parte ed al bivio con la Sp 165 dal lato di Cesarò, per impedire ai veicoli di attraversare la passerella e rischiare di essere travolti dalla piena. Quando verso l'alba il livello dell'acqua è sceso e gli addetti dell'Anas hanno lasciato momentaneamente l’area, nonostante la passerella sul fiume fosse piena di fango e detriti ed il fiume minaccioso, alcuni automobilisti temerari hanno attraversato il ponte, costringendo i carabinieri ad intervenire ed elevare diverse contravvenzioni. «Oltre al fango ed i detriti - continua Cunzolo - non sapevamo se la passerella fosse realmente sicura». Così, per evitare che qualche altro automobilista rischiasse la vita, gli accessi alla passerella sul guado del fiume sono stati ostruiti con 2 cumuli di massi e pietre. «Ed abbiamo fatto bene - aggiunge il sorvegliante dell’Anas - perché nel tardo pomeriggio di ieri la passerella ha ceduto in un punto e sulla strada si è formato un grosso buco».
Questa mattina è previsto un sopralluogo dei tecnici dell’Anas che dovranno decidere, adesso che l'ondata di maltempo sembra finita, se riaprire la passerella al transito dei veicoli, nell'attesa che si realizzi il nuovo ponte attualmente in costruzione. Molto dipenderà dalla solidità della struttura che certo ha subito dei danni. Danni che sembra aver subito anche qualche agricoltore a valle con il fiume che in alcuni punti ha rotto gli argini ed ha invaso i terreni. Per adesso, chi volesse da Randazzo raggiungere Cesarò e viceversa, è costretto ad allungare di circa 8 chilometri il percorso raggiungendo contrada Cantera a Bronte ed oltrepassare il Simeto sulla Sp 163 che essendo poggiato sulle antiche lave, è certamente più solido. [Gaetano Guidotto]


25 Ottobre 2009
FIUME SIMETO IN PIENA
La situazione è precipitata nella notte tra venerdì e sabato con l’acqua che ha minacciato di superare il livello della passerella sulla strada. Una trivella è stata completamente inondata
Rischio chiusura per la Ss 120
Allagato il cantiere per la ricostruzione del ponte di Bolo nel tratto Bronte-Cesarò
Rischio esondazione nella zona nord del fiume Simeto. All’improvviso durante la notte scorsa è arrivata la piena che, fino a ieri sera, ha fortunatamente risparmiato gli insediamenti agricoli, ma ha completamente allagato il cantiere per la ricostruzione del ponte di Bolo sulla Ss 120 nel tratto Bronte Cesarò e fatto scattare l’allarme all’Anas. A sentire i responsabili del cantiere che sta ricostruendo il ponte, nonostante le piogge dei giorni scorsi, fino a venerdì sera tutto era tranquillo, ed il fiume era sotto controllo. Ieri mattina alle 7,30 però, il sorvegliante dell’Anas, Salvatore Consolo, si è accorto che un’enorme massa d’acqua aveva invaso tutto il cantiere, minacciando di superare anche il livello della passerella sulla strada statale.
«Fino a venerdì sera abbiamo lavorato in tranquillità - dice il geometra della società che sta eseguendo i lavori, Maurizio Isola - ma questa mattina (ieri per chi legge) il cantiere era sotto l’acqua. Certamente ci sono dei danni: una trivella è stata quasi completamente inondata e un bel po di lavoro è andato perduto, compreso una passerella che avevamo costruito per far attraversare il fiume ai mezzi meccanici». Il rischio che le acque superassero il livello della strada ha convinto gli uomini dell’Anas a tenere costantemente sotto controllo la situazione, ma fortunatamente durante il giorno l’acqua non si è più alzata e non è stato necessario interrompere il transito sulla Statale.
«Questa mattina di buon ora - afferma il sorvegliante Cunsolo - sono stati i residenti della zona ad avvertirmi. Così ho lanciato l’allarme e sono arrivati il geometra Bardolomeo Ficini e gli ingegneri Marcello Sansone e Pierfrancesco Savoia. L’evolversi della piena è tenuto strettamente sotto controllo ed eventualmente siamo pronti a chiudere la strada». E chiudere al transito al Statale 120 significa interrompere le comunicazioni fra la Provincia di Catania e Messina. Per questo l’Anas sta ricostruendo un ponte che dovrebbe essere in grado di sopportare queste improvvise piene.
Intanto l’allarme è scattato anche in contrada Barbaro a sud di Bronte, dove nell’inverno scorso un’altra piena di proporzioni ancora maggiori ha distrutto frutteti ed inondato parecchi casolari ed intrappolato un agricoltore. Qui la guarda forestale di Bronte da ieri pattuglia le strade, annunciando che il livello del fiume aveva quasi raggiunto il limite di guardia. [Gaetano Guidotto]



22 Ottobre 2009
POLO TESSILE A BRONTE
Ieri mattina l’incontro con i sindacati per concordare gli interventi utili a evitare i licenziamenti. Sessanta le operaie che da tempo non percepiscono alcun reddito

Come fermare i licenziamenti
Il presidente della Provincia, Castiglione, ha chiesto l’intervento del Ministro Scajola
GINO MAVICALa crisi che sta attanagliando il “polo tessile” di Bronte sarà presto nell'agenda del ministro alle Attività produttive, Claudio Scajola. A chiedere l'impegno del governo nazionale su quanto sta accadendo nella Città del pistacchio, sarà il presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione, che ha voluto ascoltare le organizzazioni sindacali, appunto per mettere a punto un pacchetto di azioni ed interventi validi per scongiurare i licenziamenti degli operai e salvaguardare le aziende. All'incontro hanno partecipato il responsabile della task-force per la crisi dei settori produttivi Totò Leotta, Gino Mavica ed Angelo Villari della Cgil, Rosario Gangi e Bruno Marziano della Cisl ed alcuni rappresentanti delle aziende Bronte Jeans e Tagli e Confezione.
«Al presidente Castiglione abbiamo esposto - ci dice Mavica - la preoccupazione per la tenuta dell'assetto produttivo, alla luce sia della caduta verticale delle commesse, (prima fra tutte quella decisiva della Diesel), sia per l'impatto che ciò sta avendo per l'occupazione e per l'economia locale nel suo complesso. Alla fine - continua - Castiglione ha deciso di chiedere al Ministero dell'Industria a Roma di affrontare la crisi del nostro polo sia sul versante dell'emergenza produttiva ed occupazionale, sia quella di possibili interventi atti a rendere più competitivo nel futuro il nostro patrimonio manifatturiero».
Ma se la sfida di istituzioni e sindacati è quella impedire che a Bronte l'esperienza tessile si esaurisca drammaticamente,dall’altra ci sono oltre 60 operaie che da tempo non percepiscono reddito e sperano di poter ottenere addirittura la disoccupazione del periodo che va da giugno a settembre. «Per questo - continua a spiegare Mavica - ieri mattina ci siamo riuniti nella sede dell'Inps di Catania, alla presenza del presidente del comitato provinciale Giuseppe Rizzo, della dirigente Donata Giuffrida. Insieme con me all'incontro ha partecipato pure una delegazione di lavoratrici. A luglio, infatti, la commissione aveva accettato di pagare direttamente la cassa integrazione ordinaria, ma si aspetta la liquidazione. Tenete presente che il problema oggi è ancora più grave, perché a causa dell'acuirsi della crisi a queste 60 lavoratrici bisogna aggiungerne altre 25. Oltre a ciò non potendo riprendere le aziende il lavoro, come avevamo sperato all'inizio dell'estate, è necessario prorogare la cassa integrazione per tutte anche per il successivo trimestre, ottobre-dicembre».
Il problema è che le società tessili di Bronte non hanno liquidità per anticipare le somme: «Per questo motivo - conclude Mavica - l'Inps ieri mattina ha contattato i commercialisti delle ditte per comunicare loro la documentazione da inviare per far ottenere alle lavoratrici le liquidazioni, con l'impegno del presidente ad accelerare le procedure». Intanto il Consorzio manifatturiero di Bronte ha già pronto il ricorso contro la sentenza del Giudice di Catania che ha sovvertito quella del Tribunale di Bronte. Ai vari e frenetici incontri che si effettuano nel tentativo di salvare il Polo tessile dell'Etna, parallelamente continua quindi anche il contenzioso legale. Tutti però si attendono che il Governo impedisca a chi sostiene di produrre capi in Italia di delocalizzare anche solo una parte della produzione. [Gaetano Guidotto]


21 Ottobre 2009
Congresso provinciale Uilta-Uil a Bronte
«Crisi del tessile: no alla delocalizzazione»
Salvino Luca è stato riconfermato alla guida della Uilta-Uil provinciale. Questo l'esito del III congresso provinciale del sindacato di categoria, celebrato nella sala consiliare del Comune di Bronte, che vive il dramma della crisi tessile. «La sala consiliare - ha affermato Luca durante la sua relazione all'inizio dei lavori - è la sala d'assemblea del popolo cui noi rivolgiamo le nostre attenzioni». Poi il segretario uscente ha relazionato sulla crisi del polo tessile a causa della diminuzione delle commesse soprattutto da parte della Diesel e sull'operato del sindacato, capace di «far intervenire i rappresentanti nazionali e affiancare il Consorzio manifatturiero di Bronte nella battaglia legale contro la Diesel a esclusivo interesse dei lavoratori».
«Le istituzioni - ha concluso Luca - sono chiamate a risolvere il problema». E a parere di molti l'istituzione che dovrebbe impedire la delocalizzazione del lavoro all'estero, garantendo i lavoratori italiani è il governo centrale, che, secondo Enza Meli, responsabile del Centro servizi Uil di Bronte, «dovrebbe far pagare tante tasse alle aziende del Made in Italy che producono all'estero, dove la manodopera costa meno, al punto da farlo diventare poco conveniente».
Al congresso hanno partecipato pure i titolari di diverse aziende, fra cui Mario Catania della Bronte Jeans, e Silio Barbagallo, anche in rappresentanza della Cna. Presenti anche i dirigenti sindacali Francesco Di Martino e Carmelo Bello, mentre le conclusioni del congresso, prima della votazione dell'assemblea, sono state affidate al segretario provinciale della Uil, Angelo Mattone: «La vera responsabilità – ha affermato – è del governo nazionale, che deve operare riforme a favore dei lavoratori». Alla fine del dibattito il congresso ha riconfermato all'unanimità Salvino Luca, che si avvarrà della collaborazione dei revisori dei conti Lucia Caruso e Lucia Bontempo. Il comitato direttivo del sindacato invece è costituito da Antonino Nunzio Proto, Antonella Caltabiano, Biagia Catania, Graziella Catania, Pina D'Aquino, Nunziata Barbagiovanni, Carmela Sanfilippo, Rosa Avellina, Salvino Luca, Antonella Caprino Campana, Marzia Luca,Valentina Saporito, Gianluca Sommarino e Gianluca Spitaleri.


20 Ottobre 2009
CONCESSA LA ONORIFICENZA DELL’ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA
Il Cavaliere mons. Antonino Calanna
Oggi pomeriggio, alle 17, nel Salone di rappresentanza della Prefettura, avverrà la cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Fra gli altri, sarà insignito dell’onorificenza di Cavaliere mons. Antonino Calanna.
Quest’ultima onorificenza, concessa su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 2 Giugno 2009, premia un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio della Chiesa e dei più deboli.
Nato a Bronte dove succedendo a padre Salanitri è stato rettore del Piccolo seminario, mons. Calanna per più di 40 anni (fino all'ottobre 2004) è stato presidente dell’Oda, l’Opera diocesana che accoglie e assiste bambini e ragazzi portatori di handicap, trasformandola in pochi anni da piccolo istituto a grande realtà nazionale che ha assicurato lavoro a centinaia di dipendenti.
Uomo di fede e di obbedienza, ma anche uomo dalla personalità forte e con spiccate doti manageriali, per quasi mezzo secolo è stato al centro della vita religiosa e punto di riferimento delle attività diocesane al servizio dei più deboli. Si deve a lui, tra l’altro, la nascita del settimanale cattolico «Prospettive» che ha cercato di raccogliere attorno a sé le intelligenze migliori del cattolicesimo cittadino.


16 Ottobre 2009
Comparto tessile in crisi, la Cgil al contrattacco
«Sottrarre eventuali agevolazioni pubbliche se è vero che la Diesel localizza all’estero parte della sua produzione»

Quasi 250 lavoratori sospesi dal lavoro, 2,5 milioni di fatturato in meno rispetto al periodo gennaio-maggio dello scorso anno. Sono i numeri della crisi del settore tessile di Bronte comunicati dalla Cgil, nuovamente al lavoro per salvaguardare i lavoratori, dopo l’appello vinto dalla Diesel nei confronti del Consorzio manifatturiero di Bronte che così non avrà le commesse stabilite dalla sentenza di primo grado. «La situazione più grave - ci dice Gino Mavica della Cgil - la vive l’azienda “Tagli e Confezioni” che ha perso tutte le commesse. Il gruppo Bronte Jeans ne ha perso l’80%. Fra tutti i lavoratori che sono circa 450, senza considerare l’indotto, la metà percepisce oggi l’indennità di sospensione, ma il futuro è ovviamente incerto. A seguito degli accordi del sindacato con le aziende presso l’Ufficio provinciale del lavoro ci sono oltre 84 dipendenti in cassa integrazione ordinaria fino a dicembre. Tutto - ribadisce - per dirvi che la situazione è drammatica».
Per questo la Cgil ha preparato un pacchetto di iniziative: «Prima di tutto - spiega Mavica - abbiamo chiesto un incontro urgente con il presidente del comitato provinciale dell’Inps di Catania, affinché venga erogata quanto prima alle lavoratrici l’integrazione salariale, poi abbiamo programmato un incontro con il presidente della Provincia, Castiglione, per affrontare complessivamente la crisi produttiva del comparto. Ma abbiamo anche chiesto alle segreterie nazionali di categoria di intervenire presso la Diesel, al fine di trovare una soluzione contrattata allo scontro legale in atto tra questa ed il polo tessile locale».
La Cgil poi è tornata a chiedere l’incontro con Renzo Rosso, patron della Diesel e cittadino onorario brontese: «Se diserta nuovamente l’incontro - chiude Mavica - chiederemo la revoca della cittadinanza. È arrivato il momento di sottrarre eventuali agevolazioni pubbliche, allorché si riscontri che la Diesel localizzi all’estero parte della produzione». [Gaetano Guidotto]



17 Ottobre 2009
CASTIGLIONE: «A BRONTE REALIZZEREMO UN POLIVALENTE CON 30 AULE»
Tre nuove aule allo Scientifico
Ieri la consegna da parte della Provincia, che ha realizzato i lavori
Il liceo scientifico di Bronte da oggi ha tre nuove aule ampie, funzionali e luminose, realizzate dalla Provincia di Catania. A inaugurarle è stato il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, assieme al presidente della Provincia Giuseppe Castiglione, che, prima di tagliare il nastro, hanno partecipato all’inaugurazione dell’anno scolastico organizzata dalla dirigente scolastico Grazia Emanuele, cui hanno partecipato tutti gli istituti del "Capizzi", che ingloba pure il Classico e l’Ipsia. Un momento di festa che ha vissuto anche un minuto di raccoglimento per ricordare non solo le vittime dell’alluvione del messinese, ma anche i soldati caduti in Afganistan e tre compagni - Emanuele, Fabian e Francesco - che purtroppo non ci sono più. Alla manifestazione hanno partecipato l’assessore provinciale all’Edilizia scolastica, Giovanni Ciampi, e il dirigente del Csa di Catania, Raffaele Zanoli, insieme ai sindaci di Randazzo e Maletto, rispettivamente Ernesto Del Campo e Pippo De Luca. «Questi per i ragazzi - ha affermato Nunzio Calanna, assessore alle Politiche scolastiche di Bronte - sono momenti importanti che contribuiscono alla loro formazione e che ricorderanno a lungo». Poi la Messa officiata da padre Giuseppe nella palestra della scuola.
«Era un impegno preciso da parte della Provincia – ha affermato Castiglione - quello di rendere più agevole lo svolgimento delle attività didattiche in un istituto il cui indirizzo è particolarmente gradito ai giovani di Bronte e dei Comuni vicini. L’impegno non si esaurisce qui perché, avendo fatto nostro il progetto del Comune, a Bronte realizzeremo un polivalente con 30 aule». «Questo istituto da quando è nato - ha aggiunto il sindaco assieme all’assessore Pippo Pecorino -nonostante noi avessimo realizzato due nuove aule esterne già il primo anno, ha vissuto una condizione di emergenza dettata dal continuo aumento degli iscritti. Di conseguenza - continuano - avevamo bisogno dell’intervento della Provincia che, con queste aule, permette all’Istituto di organizzare meglio le proprie attività didattiche ». Presenti all’inaugurazione anche i tecnici del Comune e della Provincia che hanno lavorato affinché le aule si realizzassero in tempi celeri, con la preside Emanuele che alla fine ha ringraziato le autorità politiche, gli allievi e le sue insegnanti, che prima della consegna delle utilissime aule, pur in condizioni disagiate, non hanno mai fatto mancare qualcosa all’attività didattica.



17 Ottobre 2009
Incidenti da record: 5 in una serata nello stesso tratto della Statale 284
Cinque incidenti tutti più o meno alla stessa ora e quasi nello stesso punto è un record che oggi appartiene al tratto Bronte-Adrano della Statale 284. Giovedì sera, infatti, dopo le abbondanti piogge che hanno reso viscido l’asfalto, in rapida successione ci sono stati incidenti e auto che hanno perso il controllo finendo fuori strada. Il più grave uno scontro quasi frontale fra una Citroen "Berlingò", guidata da un brontese di 23 anni, ed una Opel Corsa condotta da un uomo di Maletto di 52 anni che portava con sé un passeggero. Dalle testimonianze raccolte sembrerebbe che la Corsa abbia perso aderenza, ed abbia invaso la corsia opposta. Illeso il conducente della "Berlingò", in ospedale sono finiti coloro che si trovavano all’interno della Corsa, ma fortunatamente solo per piccoli traumi e contusioni.
Sul posto i carabinieri di Bronte e i vigili del fuoco di Maletto, che non hanno fatto in tempo a ritornare in caserma che quasi nello stesso tratto di Statale una Fiat Punto guidata da un brontese di 55 anni è finita fuori strada, cadendo giù per una piccola scarpata senza farsi male. Durante la stessa maledetta sera altre tre vetture hanno perso aderenza con l’asfalto e sono finite contro il muro o il gard rail senza danni per le persone. A sentire molti, l’asfalto in quel tratto di strada sarebbe ormai così logorato da non garantire le condizioni di sicurezza. [Gaetano Guidotto]


14 Ottobre 2009
Torna la festa della matricola
Il 31 ottobre prossimo tornerà a Bronte la festa della matricola. A deciderlo è stato l'assessore alle Politiche giovanili, Giuseppe Gullotta, che insieme a tanti ragazzi, grazie al contributo della Provincia di Catania, ha deciso di rispolverare un'iniziativa tanto apprezzata un tempo e tanto desiderata dai giovani oggi. Per questo motivo l'assessore con loro ha già effettuato un incontro al Comune, alla presenza del vice sindaco, Nunzio Calanna, del consigliere comunale Graziano Calanna, del sindaco di Maletto Pippo De Luca e dell'assessore di Maniace, Nino Cantali. «Questo progetto guarda al futuro dei giovani - ci dice l'assessore Gullotta - come vuole l'Unione europea. Mira a far uscire i giovani dall'anonimato della società, affinché diano il loro necessario contributo».



12 Ottobre 2009
SUL VULCANO IERI DUE INTERVENTI DI SOCCORSO: RITROVATE CINQUE PERSONE
Cercatori di funghi si smarriscono sull’Etna
Due diversi episodi di soccorso a fungaioli dispersi nei boschi dell’Etna hanno tenuto impegnati, ieri, gli uomini dei Distaccamenti Forestali di Bronte e Adrano, coordinati dalla sala operativa della Forestale e Guardia di Finanza, col supporto di una squadra del Cnsas di Nicolosi. Il primo allarme, intorno alle 12, è stato lanciato da un anziano in cerca di funghi in zona Monte Minardo, area boschiva a circa 1350 metri di quota a cavallo dei territori di Bronte e Adrano. Il disperso ha allertato i soccorritori con un cellulare mettendo in moto il Distaccamento Forestale di Adrano. I soccorritori, grazie alle indicazioni, sono riusciti in breve tempo a raggiungere l’uomo e a riportarlo a valle.
Analogo episodio, qualche ora più tardi, per quattro fungaioli catanesi di età compresa tra i 52 e i 62 anni, che hanno girato per ore attorno a Monte Sellato senza riuscire a riprendere l’orientamento. L’allarme in questo caso è partito da casa, dalla moglie di uno dei quattro dispersi allarmata per il mancato rientro del marito. Ad intervenire sul luogo una pattuglia del Distaccamento Forestale di Bronte composta dagli ispettori Miranda e Basile, che è riuscita a trovare in poco più di un’ora di ricerche i quattro malcapitati. Dopo aver tranquillizzato e rifocillato i dispersi, provati da diverse ore di cammino e dall’abbassarsi delle temperature, gli agenti hanno anche proceduto al controllo del tesserino per la raccolta dei funghi, trovando i quattro in regola. Il controllo, costantemente ripetuto in questo periodo dell’anno, riesce in modo efficace a limitare l’assalto indiscriminato ai boschi ed il danneggiamento degli ambienti naturali. I quattro dispersi sono poi stati riaccompagnati a Piano delle Ginestre, dove avevano lasciato l’auto per riprendere il cammino verso casa.



11 Ottobre 2009
Funghi, boschi presi d’assalto
Randazzo. Obbligo di tesserino e tetto di raccolta per gli appassionati, provenienti in prevalenza dall’Acese

Tempo di funghi, tempo di passeggiate in campagna alla ricerca dei più buoni per non incappare in quelli velenosi. In questi giorni il versante nord dell’Etna è stato preso d’assalto da coloro che ne fanno incetta per, poi, venderli al dettaglio oppure ai ristoranti e da quanti, invece, vanno a raccoglierlo soltanto per il consumo familiare.
Avventurandosi, in questi giorni, lungo la strada che da Randazzo si arrampica fino a contrada Pirao o raggiungendo le campagne di Bronte e Maletto, si possono notare centinaia di automobili in sosta ai bordi delle strade. Sono in prevalenza cercatori di funghi, soltanto in minima parte delle zone; in tanti arrivano soprattutto dalle parti costiere, in particolare dall’Acese. Questo il dato emerso da una mirata operazione di controllo della Guardia forestale di Randazzo. Coordinata dal commissario Alfredo Spartà, il quale ha disposto la perlustrazione quotidiana di contrada Pirao per controllare che venga rispettata la legge regionale n. 3 del 1 febbraio 2006, che consente di raccogliere funghi solo a coloro che abbiano ottenuto da comuni di residenza il necessario tesserino, previo versamento di una quota in denaro ed il conseguimento di un attestato di frequenza di un corso di formazione tenuto dalle associazioni micologiche.
In poche ore di servizio, gli uomini della Forestale hanno controllato oltre 45 persone, pochissime delle quali randazzesi, e tre di loro si erano avventurate a raccogliere funghi senza avere il tesserino. Quindi, gli uomini della Forestale hanno elevato loro una multa da 50 euro e sequestrato i circa 15 chili di funghi che avevano raccolto e che, poi, sono stati macciullati e rigettati in campagna.
Anche nelle campagne di Bronte e Maletto la Guardia forestale, coordinata dal commissario Enzo Crimi, ha effettuato controlli sequestrando circa 10 chili di funghi che, poi, hanno fatto la stessa fine. Oltre a disporre del tesserino, i cercatori di funghi non possono raccogliere quantitativi maggiori di quelli consentiti dalla legge, che sono 4 chili per gli amatori e 12 chili per i professionisti. I funghi raccolti vanno riposti e trasportati in contenitori areati, costruiti preferibilmente con fibre naturali intrecciate, per consentire la diffusione delle spore; per raccoglierli non bisogna usare rastrelli o altri mezzi che possono danneggiare il terreno. I trasgressori, oltre alla confisca dei funghi raccolti, rischiano sanzioni da 10 a 344 euro. [Gaetano Guidotto]

 


9 Ottobre 2009
SI E INSEDIATO IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI
«Apertura al territorio e costruzione di una “democrazia urbana”»
Sarà Luigi Longhitano a presiedere l'Ordine degli Architetti della Provincia di Catania
per i prossimi quattro anni, succedendo a Tony Licciardello in carica per 12 anni. La nomina in seno al nuovo consiglio - allargato rispetto al passato e composto oggi da 15 membri è avvenuta mercoledì sera e ieri mattina nella sede dell'Ordine c'è stato l'insediamento ufficiale del presidente Longhitano, libero professionista, 51 anni, e delle altre cariche che guideranno gli oltre 1.500 iscritti: Giuseppe Scannella, libero professionista di 56 anni, ricoprirà la carica di vice presidente vicario, Angelo Buccheri, libero professionista di 54 anni sarà il segretario e Paola Pennisi, 44 anni, sarà vice presidente aggiunto nonché tesoriere fino a dicembre, mentre a partire dal 2010 la responsabilità della tesoreria verrà riconsiderata in funzione degli sviluppi organizzativi in seno al Consiglio, come tiene a precisare il neo presidente Longhitano. Una compagine, questa, racchiusa dentro lo slogan che ha contrassegnato la campagna elettorale: «+ Architetti, + idee... Catania».
Una campagna elettorale che si è svolta «nel segno di un'attenzione al territorio della provincia (ogni quadrimestre, infatti, l'assemblea consiliare si effettuerà nelle aree territoriali Calatino - Etna Nord/Est - Etna Nord/Ovest) dell'efficienza, dei servizi per gli iscritti, della formazione continua e delle attività culturali di varia natura finalizzate alla promozione dell'Architettura Contemporanea ed eco-sostenibile, mirate al coinvolgimento dei non addetti ai lavori e alla nuova diffusione di una cultura dell'architettura come strumento per qualificare gli spazi di attività dell'uomo».
«Proseguiremo quell'azione di rinnovamento già avviata - ha commentato il neopresidente Longhitano - per far sì che i prossimi anni possano vedere la nostra professione proiettata nel ruolo e nella considerazione che le sono dovute. Il prossimo quadriennio vedrà il nuovo Consiglio impegnato in nuove, diverse e più complesse problematiche, per dare risposte rapide, efficienti ed efficaci, che non possono certo prescindere da un'attenta analisi dei ruoli e delle funzioni, da raccordarsi anche con altri Ordini similari e collaterali, e in particolare con gli ingegneri, per aumentarne la forza contrattuale. Il tutto con il supporto delle nuove generazioni, per sostenere e acquisire gli strumenti con cui governare il futuro».
L'ARCH. LUIGI LONGHITANOUn Consiglio proiettato sull'innovazione, preparato e motivato, all'insegna del rinnovamento, dell'apertura e di nuove strategie di comunicazione, per la costruzione di una “democrazia urbana” senza contrapposizioni alla politica e alla società civile. Con un solo e unico obiettivo: lo sviluppo del territorio».

9 Settembre 2009
Architetti, rivoluzione ai vertici dell’Ordine
Longhitano: «Premiato il rinnovamento»
La rete va molto più veloce della realtà. E così, sui blog di Internet, il risultato delle elezioni per l'Ordine degli architetti è già passato dalla cronaca in tempo reale al giudizio storico: «Una rivoluzione bilanciata». Una chiave di lettura per spiegare il risultato - per certi versi prevedibile, ma storico nella sostanza - che segnerà un passaggio di consegne al vertice dell'Ordine etneo: Toni Licciardello, presidente dal 1997, si conferma il candidato più votato, con 432 preferenze, ma la sua lista “Architetti uniti nel rinnovamento” è stata nettamente battuta dallo schieramento guidato da Gigi Longhitano. “+ Architetti + Idee… Catania”, che ottiene 9 consiglieri sui 15 componenti il Consiglio.
Questo. in sintesi, il risultato del voto di 788 elettori (su 1.549 aventi diritto), che venerdì e sabato si sono recati alle urne nel seggio centrale di largo Paisiello a Catania e in quello periferico del Villino Milazzo a Caltagirone. Il quorum previsto per la prima tornata (517 votanti) è stato ampiamente raggiunto e quindi, dopo una domenica di riposo con le urne sigillate, lunedì s'è svolto lo spoglio. Un'operazione che s'è protratta sino a notte, a causa della fisiologica difficoltà di scrutinio (ogni elettore poteva esprimere tino a 15 preferenze, e in molti l'hanno fatto), ma anche del testa a testa fra i candidati, che ha reso incerto il risultato fino all'ultima scheda; anche i pochi voti non assegnati (2 schede bianche e 3 nulle) avrebbero potuto fare la differenza.
La proposta alternativa lanciata dal vicepresidente uscente, in rotta con Licciardello assieme ad altri 5 consiglieri uscenti (Carlotta Reitano, Paola Pennisi di Floristella, Pippo Scannella, Angelo Buccheri e Nuccio Russo, tranne quest'ultimo tutti riconfermati dal voto) ha dunque fatto breccia sugli architetti catanesi, che hanno voluto investire sulla proposta di cambiamento. Longhitano è stato il secondo dei più votati (362 preferenze) e adesso è il “presidente in pectore” del Consiglio dell'Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori per il quadriennio 2009/2013. (…)
«Un grazie a tutti quelli che ci hanno creduto - afferma Longhitano, leader della lista vincente - e a tutti quelli che hanno permesso una vittoria di gruppo, all'insegna del rinnovamento, dell'apertura culturale e di una nuova strategia di comunicazione all'interno e all'esterno della professione. Questo nuovo team si prefigge come priorità la realizzazione di una nuova “democrazia urbana”, in cui gli architetti siano protagonisti, senza contrapposizione alla politica e alla società civile, di un nuovo approccio di gestione del territorio di Catania e dei centri della sua provincia». [Mario Barresi]



8 Ottobre 2009
Un patto d'acciaio tra Gal e Consorzio Golftur
«Intesa che incentiva il turismo»
MARIO BONISIGNORE, PRESIDENTE GOLFTURPatto d'acciaio fra il Gal “Terre dell'Etna e del'Alcantara” ed il Consorzio “Golftur”. I presidenti Cettino Bellia a Mario Bonsignore hanno siglato un accordo che li vede perseguire con azioni sinergiche tutte le iniziative mirate allo sviluppo turistico della zona: «L'idea dell'accordo - dice il presidente del Gal Bellia - nasce dalla ormai riconosciuta necessità di fare sistema fra tutti gli Enti e gli strumenti di promozione e valorizzazione del territorio, affinché idee, mezzi e risorse possano essere utilizzati al meglio, per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. E con il Golftur - continua - le attività da fare insieme perla valorizzazione del turismo possono essere tante. Il Golf nel nostro territorio è ormai una realtà importante e quando in Sicilia si avranno altre strutture golfistiche, avremmo raggiunto uno dei tanti obiettivi che si siamo prefissi un tempo, perché il turismo legato al golf potrebbe tranquillamente coniugarsi con la valorizzazione dei prodotti tipici, con il turismo culturale e con il territorio in generale».
«Per raggiungere questo obiettivo - ci spiega Bonsignore presidente del Golftur - è necessario che tutti gli strumenti che operano sul territorio siano legati da un'unica rete che ci permetta di proporre le idee e di ottimizzare le risorse per raggiungere con certezza gli obiettivi. Nel territorio di competenza del Gal - continua - cui fanno parte tanti Comuni del Golftur, ormai è palese una certa vivacità imprenditoriale che ha visto sorgere cantine, agriturismi e turismi rurali. Bene, adesso l'obiettivo è di mettere tutto a sistema per aumentarne la potenzialità».
Per Bellia e Bonsignore è anche importante che il territorio venga servito da infrastrutture efficienti, soprattutto nel settore della viabilità, ed entrambi ritengono positiva la nascita nel territorio di un Casinò e nella costruzione di un altro porto turistico, oppure di allargare quello di Riposto: «Non capiamo - ci dicono - come mai nel territorio non è nato ancora un Casinò in grado di attirare una buona fetta di turismo:Oltre a ciò dagli studi emerge con chiarezza che il target del turista che vuole giocare al golf e godere delle bellezze del territorio, ha bisogno di servizi. Uno di questi potrebbe essere proprio il porto che assume così una grande valenza strategica». «Per fare turismo – conclude Bonsignore - ci vogliono i servizi. Se la provincia di Bolzano con la Val Gardena è quella con il maggiore flusso turistico d'Italia, lo si deve ai servizi messi a sistema». [Gaetano Guidotto]


5 Ottobre 2009
CARATTERIZZATA DALLA PIOGGIA MA CON LE SOLITE CODE CHILOMETRICHE E 350 CHILI DI TORTE AL PISTACCHIO

SAGRA DEL PISTACCHIO 2009, TAGLIO DELLA TORTALa ventesima Sagra chiude i battenti
Nell'ultima giornata Bronte ha accolto 50.000 visitatori
Bagno di folla a Bronte per la giornata conclusiva della XX Sagra del pistacchio. Secondo le stime solo nell'ultima giornata oltre 50.000 visitatori hanno affollato gli stand e provocato code sulla statale 284 Adrano-Bronte, che in alcuni momenti, hanno raggiunto anche i dieci chilometri. Altrettanti visitatori hanno raggiunto la Città del pistacchio sabato sera, ripagando, tutto sommato, espositori ed organizzatori delle due giornate precedenti, caratterizzate dalla pioggia.SAGRA DEL PISTACCHIO 2009, LA PIOGGIA
Pioggia che in verità è caduta a tratti anche ieri, ma solo per far vendere tantissimi ombrelli ai venditori ambulanti sbucati all'improvviso nelle strade o a farli tirare fuori dalle borse ai tantissimi golosi di pistacchio che a questa festa non sarebbero mai mancati.
Venduto tutto quello che era esposto negli stand, con il bilancio della Sagra che ha superato ogni più rosea previsione. Una grande festa, insomma, “guarnita” dalla grande torta al pistacchio realizzata dai pasticceri di Bronte. Tante torte tradizionali sistemate in doppia fila a riempire un tavolo lungo ben 24 metri per circa 350 chili di torta complessivi.
Ed a tagliarla per primi sono stati il presidente della Provincia regionale di Catania Giuseppe Castiglione ed il sindaco Pino Firrarello, alla presenza di numerosi ospiti fra cui i consiglieri provinciali Aldo Catania e Nello Cutuli, ed il consigliere comunale di Catania Nuccio Condorelli.
“Chiudiamo una Sagra – ha affermato il senatore – che se non fosse stata rovinata dalla pioggia vi avrebbe offerto una festa più coinvolgente. E’ vero anche che gli ultimi 2 giorni hanno fatto registrare un confortante record di presenze. Ormai il pistacchio e l’economia di Bronte sono legati in maniere inscindibile e la sua bontà ha provocato lo scoppio della pistacchiomania”. E se la festa è stata bella lo si deve soprattutto al contributo della Provincia regionale di Catania: “Il pistacchio di Bronte – ha affermato il presidente Castiglione – fa parte del pregiato paniere dei prodotti tipici dell’Etna. Prodotti che valorizzano il territorio».
Per Castiglione la Sagra è stata un momento espositivo e di festa, ma dietro soprattutto c’è tanto lavoro di produttori, di pasticceri e di ristoratori.
Soddisfatto anche chi ha organizzato tutto, ovvero l’assessore Salvia: “Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato. – ha affermato – Anche questa volta il pistacchio ha vinto alla grande. La pioggia della prima sera un po ci ha scoraggiati, ma poi la Sagra ha avuto il sopravvento anche sul maltempo”. Poi la festa è durata fino a notte fonda, allietata dai tanti spettacoli, ma soprattutto dal verde colore degli stand presi d’assalto dai tantissimi turisti.



3 Ottobre 2009

Nubifragio, danni allo «Scientifico»
Crolla una parte del controsoffitto
Il nubifragio che giovedì sera ha «investito» Bronte ha provocato danni vari al plesso scolastico di viale Kennedy che ospita il liceo Scientifico. In alcune aule, per fortuna non occupate dalle classi, si sono verificate consistenti infiltrazioni di acqua, che hanno provocato il crollo di una parte del controsoffitto. Raccolta la segnalazione, l'Ufficio tecnico comunale ha provveduto ad inviare sul posto personale specializzato che ha eseguito gli interventi necessari. Anche il sindaco Pino Firrarello ha voluto rendersi conto di persona dei danni. Opportuna comunicazione è stata inviata alla Provincia regionale di Catania, affinché i danni vengano immediatamente riparati e si metta in sicurezza l'intero edificio.


1 Ottobre 2009
LA SCUOLA ALLA XX SAGRA DEL PISTACCHIO

La pioggia non ha fermato gli studenti

Giusy Ferreri canterà domenica sera
Sagra del Pistacchio 2009, la pioggia non ferma gli studenti
E’ la pioggia a caratterizzare la prima parte della XX edizione della Sagra. Ma se giovedì sera dopo il taglio del nastro, un vero e proprio nubifragio ha impedito a Giusy Ferrero di cantare, la pioggerella a tratti insistente di questa mattina non ha scoraggiato gli scolari e gli studenti di tutta la Provincia di Catania che, ombrello in mano, hanno ugualmente raggiunto Bronte per partecipare alla manifestazione “La scuola scende in piazza”.
Il programma ovviamente ha subito variazioni, ed i 5000 ragazzi sono stati ospitati nella palestra tenda e nel plesso delle scuole elementari Sciarotta, dove l’assessore Melo Salvia, ha dirottato spettacoli, animazione e pure l’atteso gelato al pistacchio. “Quest’anno è andata così. – ci dice il sindaco Pino Firrarello – Ma ritengo che tutto sommato, soprattutto i bambini, si siano divertiti ugualmente”.

Alla manifestazione hanno partecipato buona parte dei dirigenti scolastici degli istituti che hanno aderito all’iniziativa e con loro il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Raffaele Zanoli. “La presenza massiccia di studenti a Bronte – ha affermato l’assessore alla Pubblica istruzione Nunzio Calanna – dimostra il gradimento delle scuole verso questa iniziativa che apre le porte della Sagra e fa conoscere il nostro pistacchio al mondo scolastico”. Intanto il concerto di Giusy Ferreri non è stato annullato, ma solo rinviato. La cantante di origini palermitane dovrebbe esibirsi domenica sera, dopo il taglio della grande torta al pistacchio, previsto per le ore 18.

1 Ottobre 2009
Scatta la «quattro giorni» dedicata al pistacchio
E’ già scoppiata la «pistacchiomania» che colpisce indistintamente golosi e non. Questa sera alle ore 18, all’inizio di Viale Catania, il sindaco Pino Firrarello taglierà il nastro inaugurale della ventesima edizione della Sagra del pistacchio, alla presenza di numerose autorità fra cui il presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione.
Non solo i golosi sono già in fibrillazione, ma anche i giovani fan di Giusy Ferreri che alle 22,30 in piazza Castiglione attendono il suo concerto. Intanto sono numerosi i servizi allestiti affinché tutto funzioni alla perfezione, tra questi quelli previsti dalla società Ato Joniambiente che anche attraverso la buccia del pistacchio è riuscita a ricavare guadagni.
«Un mirato servizio - ha affermato il vicepresidente Antonello Caruso che ha voluto il servizio - ci ha permesso di raccogliere 5000 chili di “mallo” che sarà differenziato fra i rifiuti umidi». Soddisfatto il presidente Francesco Rubbino: “E così che intendiamo il nostro lavoro a servizio dei Comuni e della gente. Mai era stata effettuata una raccolta differenziata nelle campagne di Bronte e questo progetto può considerasi pilota perché utile prima di tutto agli utenti, oltre a diminuire il costo del conferimento in discarica ed aumentare gli indici di raccolta differenziata”. [L. S.]



1 Ottobre 2009
Lettere anonime ai responsabili della ditta appartenuta a Michele Aiello. La società sta ristrutturando gli ospedali di Bronte e Biancavilla
Azienda sequestrata per mafia, minacce ai dirigenti

Una lettera anonima è stata inviata al direttore dei lavori e al capocantiere della Ati Group srl, società in amministrazione giudiziaria, sequestrata all'ingegnere Michele Aiello, ritenuto in affari con i luogotenenti di Bernardo Provenzano, impegnata attualmente nella ristrutturazione dei plessi ospedalieri di Bronte e Biancavilla, nel Catanese.
La lettera è intestata alle mogli del direttore e del capocantiere e contiene una serie di «buoni consigli», raccomandazioni per evitare episodi spiacevoli.
Solidarietà ai due lavoratori e alle famiglie è stata espressa, in un comunicato congiunto, da Andrea Dara, amministratore giudiziario delle aziende di Aiello sottoposte a sequestro, tra cui la clinica Bagheria, dalla Fillea-Cgil e dalla Uilm-Uil.
I sindacati e l'amministratore hanno chiesto ieri anche l'intervento della prefettura di Catania. Nella missiva si invita il direttore a stare attento sia all'interno del cantiere «perché possono sempre cadere mattoni dai piani alti mentre lui passa» che nel tragitto di andata e ritorno verso casa, «sarebbe una tragedia avere un incidente per una ruota sgonfia o per un circuito freni difettoso».
Secondo Dara e i sindacati si tratta di una «intimidazione in stile mafioso», rivolta al fiduciario incaricato di informare l'amministrazione giudiziaria su eventuali irregolarità e anomalie riscontrate nei cantieri, sui quali, come risulta dalle indagini dei magistrati, da tempo hanno puntato gli occhi le famiglie mafiose del luogo.
I sindacati hanno indetto per il 6 ottobre le assemblee sindacali nei due cantieri di Bronte e di Biancavilla. Dicono Mario Ridulfo, segretario della Fillea-Cgil di Palermo e Giovanni Puccio, segretario della Uilm Palermo: «Occorre non abbassare la guardia contro la mafia e la illegalità anzi accendere i riflettori garantendo serenità e legalità nei cantieri.
Principi, questi, che saranno ulteriormente rafforzati, se possibile, con l'impegno e il contributo di tutte le maestranze».

1 Ottobre 2009
Minacce ai dirigenti dei cantieri
Lettera anonima alla ditta di Bagheria che ristruttura gli ospedali di Biancavilla e Bronte
«State attenti, vi può capitare qualche “incidente”». La Cupola “interessata” ai cantieri degli ospedali di Bronte e Biancavilla? Le minacce sono in stile mafioso, il linguaggio un po’ meno. Ci credono poco, gli investigatori, che i tentacoli di Cosa Nostra possano arrivare nei due centri etnei. L’atto rimane inquietante, per nulla sottovalutato dai carabinieri di Paternò. Una lettera anonima, scritta al computer, è stata inviata al direttore dei lavori e al capocantiere della Ati Group srl, la società con sede a Bagheria in amministrazione giudiziaria e sequestrata all’ingegnere Michele Aiello, uno dei prestanome di Bernardo Provenzano, impegnata nella ristrutturazione dei nosocomi di Bronte e Biancavilla. Le minacce, tra “buoni consigli” e raccomandazioni per evitare episodi spiacevoli, sono rivolte, in particolare, alle mogli del dirigente e del tecnico. Il linguaggio, però, non sembra convincere i militari, che tendono a ridimensionare i termini della vicenda. E non escludono la possibilità che l’atto sia in qualche modo una reazione al “focolaio” di preoccupazioni, che si sarebbe acceso dalle voci di licenziamenti e cassa integrazione.
È una pista, seguita dai carabinieri, pur essendo chiaro che l’atto colpisce i due destinatari della lettera, ma di fatto tutti gli operai. Solidarietà, in un comunicato congiunto, dall’amministratore giudiziario dell’Ati Group, Andrea Dara, dalla Fillea-Cgil e dalla Uilm-Uil, che sull’episodio chiedono l’intervento della prefettura di Catania. Si tratta - sostengono - di una “minaccia in stile mafioso, rivolta al fiduciario, incaricato di informare l’amministrazione su irregolarità e anomalie riscontrate nei due cantieri, peraltro già all’attenzione delle famiglie mafiose del luogo”. (...) In risposta all’intimidazione - dicono da Palermo, Mario Ridulfo e Giovanni Puccio, segretari della Fillea e della Uilm - abbiamo indetto per il 6 ottobre le assemblee sindacali nei due cantieri, occorre accendere i riflettori, garantendo serenità e legalità». [Vittorio Fiorenza]



1 Ottobre 2009
Padre Biagio Calanna, parroco di S. SilvestroL’addio a padre Calanna parroco di San Silvestro
Il clero e la città di Bronte sono a lutto per la perdita di padre Biagio Calanna, morto lunedì mattina.
Parroco della chiesa di San Silvestro, padre Calanna in quasi 60 anni di sacerdozio ha sempre incarnato l’esempio del sacerdote vicino alla gente e ai giovani.
Brontese, ha studiato al Piccolo seminario ed è stato ordinato sacerdote il 20 agosto del 1950. Fervido sostenitore dell’Azione cattolica, è stato per 10 anni vicario foraneo del XV vicariato dell’arcidiocesi di Catania.
Alle esequie hanno partecipato oltre 40 sacerdoti e la celebrazione è stata officiata dall’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, che ha ricordato la figura di padre Calanna. Costernazione è stata espressa dal sindaco Pino Firrarello, dalla Giunta e dal Consiglio comunale.
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