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GENNAIO / MARZO 2012

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23 Marzo 2012

Differenziata: Maletto al 47%, Bronte al 38,5

Joniambiente. Confortanti i dati sulla raccolta nei Comuni montani a febbraio: «Le famiglie si stanno adattando»
La società Ato rifiuti Joniambiente rende pubblici i dati sulla raccolta differenziata nei Comuni montani di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo, dove, a eccezione di Maletto, che ha fatto da battistrada con la sperimentazione, il nuovo servizio di raccolta integrata è iniziato il 5 dicembre. A fine febbraio gli indici della raccolta differenziata sono schizzati a percentuali inattese: si va dal 32,79% di Maniace, al 47,51 di Maletto. In mezzo il 38,05% di Bronte e il 44,77% di Randazzo.
«Sicuramente merito del nuovo sistema di raccolta - dice il presidente della Joniambiente, Francesco Rubbino, che guida un Cda composto anche da Antonello Caruso e Giuseppe Cardillo - Il servizio di raccolta porta a porta e l’eliminazione dei cassonetti ha consentito alle famiglie di fare esclusivamente la raccolta differenziata. Tutti i dubbi e le perplessità iniziali con questi dati sono svaniti, grazie prima di tutto alla collaborazione delle famiglie, che hanno capito la necessità di imparare il nuovo metodo e si sono adattate, ma soprattutto grazie alle amministrazioni comunali, ai sindaci e agli assessori al ramo che si sono caricati tutti i problemi. Certo gli obiettivi da raggiungere - continua Rubbino – ancora sono tanti. Pensiamo, infatti, che vi siano ulteriori margini di miglioramento nei risultati, nel servizio di raccolta e di pulizia delle strade e soprattutto nel coinvolgimento della gente. Per fare sembrare un paese sporco, infatti, bastano 20 famiglie su 1000 che non rispettano gli orari di conferimento dei contenitori, che non ritirano il sacchetto conferito non correttamente o che scaricano abusivamente i rifiuti per le strade, mandando a monte il lavoro delle altre famiglie e degli operatori. Quando il nuovo sistema sarà non solo assimilato, ma anche accettato da tutti, vedrete come i paesi saranno sempre puliti e gli indici di raccolta differenziata saranno altissimi. Il nostro numero verde 800.911.303 - conclude - è a disposizione per informazioni e segnalazioni».
Questi i dati relativi a febbraio: Bronte ha prodotto 436.710 kg di rifiuti e di questi 166.170 sono stati differenziati. Maletto ha differenziato 39.720 Kg su 86.600 complessivi, Maniace 25.500 su 77.760 e Randazzo 129.540 su 289.320.
«Tutti dati sempre riscontrabili – ha spiegato il dirigente della Joniambiente, Nino Germanà - dai Fir (formulari di identificazione dei rifiuti) in partenza verso le piattaforme del Conai, che raccoglie gli imballaggi, e dagli impianti i compostaggio che ritirano l’umido, sempre vidimati dall’Agenzia delle Entrate».



22 Marzo 2012

Sindacati in allarme sulle prospettive occupazionali del «polo» trainante dell’economia locale

«Tessile, serve un consorzio di imprese»

Il blitz della Guardia di Finanza di Bronte che ha scoperto 53 lavoratrici in nero in un’azienda tessile, riapre il dibattito sul futuro del polo tessile brontese che per la Cgil è tutt’altro che roseo. Gino Mavica, responsabile di zona del sindacato, infatti, non nasconde le proprie preoccupazioni. “La Cgil - afferma – si associa al plauso per l’azione di contrasto svolta dalla Guardia di finanza contro il lavoro nero, adesso però il problema è che questa sacrosanta operazione non determini, indirettamente, una crisi occupazionale per le quasi 30 lavoratrici in regola che operano nell’azienda”.
Per Mavica, infatti, il settore non accenna a riprendersi dalla crisi: “Sui segnali di ripresa del settore - infatti ribadisce - la nostra organizzazione è molto più cauta, in quanto in linea generale, nell’anno in corso, è prevista una recessione del 2% del Pil (ed a gennaio si è verificato un crollo del 7% e 5%, rispettivamente, per gli ordinativi e il fatturato nell’industria, mentre a febbraio vi è stato il boom della cassa integrazione) che, inevitabilmente, porterà quest’anno ad un nuovo aumento della disoccupazione”.
Crisi che per Mavica ha ripercussioni dirette a Bronte: “Nello specifico – infatti continua - il settore tessile a Bronte vede ad oggi un’azienda, la “Tagli e Confezioni”, che ha già cessato l’attività e le sue ex 40 dipendenti da quasi un anno sono in mobilità. Nel gruppo della Bronte Jeans, vi sono 91 lavoratrici della “Rosso Nero” e di “Artigianato tessile” in cassa integrazione straordinaria da ottobre 2011, e 111, rispettivamente della “Bronte Jeans”, “L.S. moda” e “GTE” che hanno usufruito della cassa integrazione in deroga fino al a dicembre dello scorso anno”.
E qui Mavica teme il peggio: “Queste lavoratrici dovrebbero tornare al lavoro, ma se questo accenno di ripresa produttiva dovesse com’è probabile fermarsi nuovamente in autunno, a seguito delle possibili modifiche previste sugli ammortizzatori sociali nella trattativa nazionale con il Governo Monti, con quali strumenti si potrà allora intervenire?”.
Per la Cgil una possibile salvezza può essere rappresentata da un consorzio di imprese e un marchio tutto brontese: “Bisogna lanciare un nuovo consorzio o associazione di imprese - conclude - dopo il fallimento dell’ex consorzio Sicilia moda, puntare sull’innovazione tecnologica e sulla qualità e, non per ultimo, realizzare un marchio proprio che, se adeguatamente sostenuto, ci liberi progressivamente dal giogo delle commesse dei grandi marchi che, a nostre spese, realizzano quote di profitto esorbitante. Ma per realizzare ciò occorre che sia le imprese che le varie istituzioni investano finanziariamente in questo progetto e, a quel punto, anche il sindacato dei lavoratori farà (nell’ambito dei contratti di lavoro e degli accordi interconfederali vigenti) la sua parte per evitare che vi sia il tracollo di un settore portante della nostra economia”. [Gaetano Guidotto]

 



18 Marzo 2012

IL POLO TESSILE FRA LICENZIAMENTI E RIPRESA DEL MADE IN ITALY DI QUALITÀ

L’«oro blu» oltre la crisi: ritornano le griffe

«Segnali di ripresa»

I sindacati: «Da 900 posti a 150 in 5 anni». Per “Bronte jeans” nuove commesse di Moncler e Cohen

Non ci sono soltanto le donne delle “ribattute” cucite in casa mentre si sente borbottare la pentola col sugo e i bimbi fanno i compiti. Il regno dell’oro blu, nel profondo rosso della crisi, reca le ferite di un polo tessile affondato dalla concorrenza sui costi del lavoro.
Ma anche alcuni segnali di ripresa per chi punta sulla qualità del made in Italy. Già, perché nella Bronte capitale del pistacchio e del jeans c’è qualcuno che non molla. Nonostante sia precipitato il fatturato pre-crisi (era 25 milioni l’anno), nonostante i posti di lavoro siano stati tagliati alla velocità di una macchina cucitrice che taglia l’orlo sempre più corto.
L’operazione di ieri è stato un duro colpo. Per la «dignità di lavoratori umiliati ai quali va la mia comprensione e solidarietà», dice il sindaco Pino Firrarello nel congratularsi con i finanzieri.
Ma c’è chi con questa storia non c’entra nulla. E vuole andare avanti.
Il consorzio “Bronte Jeans”, che mette assieme sei aziende della filiera tessile. Dei 400 dipendenti ne sono rimasti 250, la metà dei quali in cassa integrazione. Eppure domani mattina arriva il carico dei materiali di una commessa importante: quella dei giubbotti Moncler. E fra qualche mese - dicono a Bronte - si potrebbe aprire un altro affarone: quello dei pantaloni Jacob Cohen, altro brand di fascia altissima della moda italiana.
Non conferma e non smentisce Franco Catania, anima di “Bronte Jeans” oggi nel ruolo di consulente del gruppo. Prende le distanze dal blitz («Non riguarda la nostra attività»), anche perché quando si parla di polo tessile di Bronte si pensa subito a lui. E ci dà una moderata speranza: «Ci sono segnali di controtendenza, il mercato torna sul made in Italy di qualità. In Cina ci sono 150 milioni di ricchi che non chiedono altro...». E la possibilità concreta è di rilanciare la produzione, di far tornare in fabbrica decine di cassintegrati. «Le condizioni ci sono tutte, speriamo di farcela in pochi mesi. Il costo del lavoro è sempre un peso per la competitività. Ma la nostra è una filiera tessile completa, che va dal tessuto al capo finito. E io il bicchiere comincio a vederlo pieno per tre quarti».

18 Marzo 2012

Denunciati due coniugi-soci: dovranno pagare un milione di multa

Bronte, 53 sarte “in nero” nel tessile

Due ditte del polo tessile di Bronte, in provincia di Catania, avrebbero utilizzato 53 lavoratrici “in nero” che ritiravano capi di abbigliamento, li rifinivano a casa e poi li riportavano alle aziende. È quanto hanno accertato i militari Guardia di finanza di Bronte al termine di una attività di lunga indagine.

17 Marzo 2012
PLAUSO DI FIRRARELLO PER L’OPERAZIONE “RIBATTITURA”

Solidarietà di Firrarello alle lavoratrici

A seguito dell’operazione della Guardia di Finanza di Bronte denominata “Ribattitura”, alle lavoratrici in nero è giunta la solidarietà del sindaco Firrarello che ha rivolto anche un plauso alla Guardia di Finanza per l’operazione effettuata. «Il lavoro da dignità alle famiglie e reifica l’individuo. – ha affermato il senatore – Utilizzare un lavoratore in nero o sottopagarlo invece vuol dire umiliarlo. A questi lavoratori va tutta la mia comprensione e la solidarietà. Alla Guarda di Finanza, invece, rivolgo un sentito plauso per aver ancora una volta reso incisiva l’azione di contrasto alle diverse forme di sfruttamento del lavoro, ed agito a garanzia dell’osservanza alle norme».

È proprio la strategia più volte invocata da Giuseppe Castiglione, presidente della Provicia dal cuore brontese:«La partita sul costo del lavoro è persa da anni, l’unica scelta possibile è quella basata su qualità e tecnologia». E sono gli input presi in carico da Totò Leotta, responsabile della taske-force provinciale Lavoro e sviluppo, che più volte ha fatto sedere allo stesso tavolo tutti i soggetti: «Le difficoltà non sono più solo con i concorrenti della Bulgaria, ma anche con gli italiani che riducono i costi. Per questo c’è l’idea di un consorzio unico, che condivida know-how e strategie. Ad aprile faremo il punto».
Intanto i sindacati contano i posti persi: «Siamo ai minimi storici», ammette Sebastiano Luca, segretario provinciale della Uilta-Uil. «Tolti i licenziati e i cassintegrati a lavorare davvero sono rimasti in poco meno di 200. Non possiamo fare la corsa con i cinesi, né inseguire il mercato da 5 euro a jeans prodotto. Le sfide sono l’aggregazione e la filiera». Perché altrimenti l’alternativa è “delocalizzare” dalle fabbriche al salotto di casa, nel trionfo dell’economia in nero e dello sfruttamento. «Sono sconcertato - dice Luca – il quanto accaduto nelle due aziende e non lo giustifico. Ma capisco che chi sta affondando si appigli a ogni cosa, comprese le schifezze, per non affondare». E adesso basteranno il piumino e il “cinque tasche” da fighetti per riemergere da questo tunnel oscuro? [Mario Barresi]



17 Marzo 2012
CERIMONIA DI INAUGURAZIONE PER LA RIQUALIFICAZIONE DEI 5 ETTARI DELL' EX DISCARICA BRIGNOLO

«Ogni studente pianterà un albero e sarà suo»

Vasti consensi all'iniziativa

In contrada “Brignolo” ai piedi dell’Etna, dove un tempo dominava la vecchia discarica di Bronte, il primo albero lo ha piantato personalmente il sindaco Firrarello, collaborato dal comandante della Guardia forestale di Bronte, Vincenzo Crimi.
Il primo cittadino, infatti, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione dei lavori di trasformazione dell’intera area in un bosco, come da progetto che ha ottenuto il si da parte del Consiglio comunale, presentato dal raggruppamento provinciale di Bronte dell’associazione nazionale “Giacche verdi”, insieme con la “Manfred Hermsen Stiftung”.
L’associazione ambientalista, infatti, in 15 anni si è fissata l’obiettivo di trasformare i 5 ettari di terreno, oggi brullo, in un bosco per i ragazzi ricco di lecci ed alberi endemici ed un sentiero percorribile in mountain bike, a cavallo ed a piedi, con delle aree attrezzate per attività sportive e per pic nic con opportuni barbecue, tavoli e panche.
“Noi abbiamo sempre sostenuto che Bronte è un’oasi verde fra i parchi dell’Etna e dei Nebrodi. - Afferma il sindaco Pino Firrarello – Il tappeto verde di pistacchieti fra Bronte e Adrano non è altro che l’inizio di un contatto con la natura che vogliamo tutelare ma anche vivere e fruire. Dobbiamo prima coni giovani e le scuole ricreare le condizioni di conoscenza del nostro patrimonio ambientale. L’associazione Giacche verdi ci ha offerto la valorizzazione di questo territorio e noi abbiamo accettato di buon grado”.
Presenti all’inaugurazione numerose associazioni di volontariato, le forze dell’Ordine, l’Azienda e l’Ispettorato forestale, la Giunta, numerosi consiglieri comunali, tanti studenti ed i ragazzi dello Sve (Servizio volontario europeo).

15 Marzo 2012

Festa a Brignolo

Inizia con una festa l’azione di riqualificazione ambientale dell’ex discarica del Comune di contrada Brignolo, un’area lavica brulla sita in un terreno, gravato da uso civico, nella zona “D” del Parco dell’Etna. Il raggruppamento provinciale di Bronte dell’asso­ciazione nazionale “Giacche verdi”, che ha ottenuto in concessione gratuita l’area per 15 anni, domani mattina dalle 9,30 in poi, non solo inizierà la piantagione degli alberi, ma organizzerà una caccia al tesoro ed il “battesimo della sella”, permettendo ai ragazzi ed agli studenti di provare l’emozione di salire a cavallo.
Il progetto, presentato al Comune dall’associazione ambien­talista, denominato “Il pianeta che respira – Da un’ex discarica – “Brignolo” il bosco dei ragazzi per i ragazzi” vedrà i volontari piantare nei 5 ettari di terreno alberi di lec­cio, roverella e specie endemiche come la ginestra dell’Etna o per esempio i tipici alberi di pistacchio.
Oltre a ciò sarà realizzato un sentiero percorribile in mountain bike, a cavallo ed a piedi, delle aree attrezzate per attività sportive e per pic nic con opportuni barbecue, tavoli e panche. Infine anche delle aree didattico-ambientali.

“Ogni studente di Bronte – ha affermato l’assessore all’ambiente, Nunzio Castiglione – qui pianterà un albero che rimarrà suo”. “Questo progetto – hanno affermato i consiglieri Graziano Calanna e Vittorio Triscari - è stato esitato dalla commissione urbanistica che non poteva che accettare visto il suo valore ambientale. Anzi ci siamo battuti affinché la concessione avesse una durata di 15 anni”. “La riqualificazione e l’educazione ambientale – ha aggiunto il consigliere Nunzio Saitta, - sono gli aspetti precipui di questo progetto che l’intero Consiglio comunale ha voluto approvare per il suo significato positivo ed il messaggio che rivolge alle future generazioni. Insieme tutti – conclude - abbiamo esteso al concessione da 5 a 15 anni per consentire all’associazione di completare il lavoro”.
Fra i più soddisfatti il dirigente tecnico dell’Azienda foreste demaniali, Nunzio Caruso: “Questo è un evento – ha affermato – che conferma l’attenzione di questa città verso le tematiche ambientali”.



14 Marzo 2012

DIATRIBA FRA IL CONSIGLIERE SALVINO LUCA ED IL PDL SULLA PROTESTA PER L’OSPEDALE

Luca: “La protesta del 18 febbraio strumentalizzata dalla politica”

Punto nascite: polemiche e raccolta firme

Prosegue l’iniziativa del comitato di cittadini che si oppone alla chiusura
Ha già raccolto 2000 firme il comitato spontaneo di cittadini, presieduto da Giuseppe Mancuso, che si oppone alla chiusura del Punto nascite ed anzi chiede il potenziamento del Castiglione-Presianni. «Chi vorrà - spiega Mancuso - per tutta la settimana potrà firmare nei punti di raccolta allestiti nei patronati, negli uffici comunali, nelle sedi dei sindacati e nelle attività commerciali che già da qualche settimana effettuano la raccolta. Chiuderemo la raccolta domenica prossima, allestendo banchetti a Randazzo, Floresta, Santa Domenica Vittoria, Maletto, Maniace e Floresta».
A firmare il documento a difesa del punto nascite è stato anche il consigliere comunale di Bronte, Salvino Luca, che plaude all’iniziativa e critica la manifestazione effettuata il 18 febbraio scorso. «Comunico – afferma Salvino Luca - di aver firmato con piacere la petizione popolare organizzata dai comitati cittadini spontanei degli 8 Comuni che gravitano attorno a Bronte. L’Azione di questo comitato, infatti, giunge in un momento di calma e di riflessione sul problema del “Punto nascite” di Bronte. Questo conferisce valore a questa azione, perché in grado di ribadire la volontà popolare senza il rischio di strumentalizzazioni di natura politica. La manifestazione di protesta organizzata il 18 febbraio, infatti, organizzata alla vigilia dell’incontro con il commissario dell’Asp Gaetano Sirna è stata strumentalizzata dalla frangia politica legata al sindaco, Pino Firrarello, insieme al gruppo di donne che al Pdl sono legate. La manifestazione doveva essere fatta dopo, ed ha rischiato di far saltare il tavolo della trattativa». Il consigliere Luca, inoltre ha ribadito la sua azione a difesa dell’ospedale attraverso la sensibilizzazione degli onorevoli Leoluca Orlando e Giovanni Burtone, rispettivamente presidente e vice presidente della Commissione d'Inchiesta della Camera per gli errori sanitari.
«Criticare una manifestazione a difesa l’ospedale solo per la tempistica, - ha replicato il sindaco Firrarello - dopo che sono 6 anni che mi incontro con i vertici sanitari regionali e provinciali senza risultati, si, che è strumentale. E’ facile verificare, infatti, come, nonostante i diversi incontri e le sollecitazioni, i lavori dell’ospedale non sono ancora conclusi, abbiamo perso l’unità operativa di Urologia e rischiamo di perdere il Punto nascite. Se parliamo di tempi, - continua – ho scritto una lettera chiedendo all’assessore Russo di non chiudere il reparto e di potenziare l’ospedale di Bronte, già a metà gennaio. Non mi pare quindi che si strumentalizzi, anzi il contrario. Esiste solo la forte volontà di salvaguardare il diritto alla Salute dei residenti».
Replicano anche le donne del Pdl: «La manifestazione del 18 – aggiungono i consiglieri comunali Maria De Luca e Angelica Prestianni - è stata voluta dai cittadini, che hanno partecipato in massa perché hanno capito che stavano perdendo l’ospedale».



12 Marzo 2012
VENERDI' 16 MARZO, LOCALI DEL COMUNE DI VIALE CATANIA ( EX PARCHEGGIO MULTIPIANO)

Come impiegare al meglio 109 mila euro

Tavoli di concertazione per i servizi sociali

I Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo aprono il dibattito con i rispettivi cittadini per impiegare al meglio i 109 mila euro che l’assessorato regionale alla Famiglia ha finanziato a Bronte, in qualità di ente capofila, per premiare la sua capacità a progettare ed eseguire i servizi previsti dalla legge 328 sui servizi sociali.
I sindaci Firrarello di Bronte, De Luca di Maletto, Del Campo di Randazzo e Pinzone Vecchio di Maniace hanno, infatti, invitato le associazioni di volontariato, le cooperative sociali, le fondazioni, le onlus, le organizzazioni sindacali, le parrocchie ed i patronati a partecipare alla conferenza dei servizi che si svolgerà venerdì 16 alle ore 9 nei locali comunali di Viale Catania ed alla presenza anche del Distretto sanitario dell’Asp. Subito dopo si svolgeranno i così detti “Tavoli di concertazione”, per affrontare i problemi degli anziani, delle famiglie, degli immigrati, dei minori e dei portatori di handicap. “Il finanziamento – afferma in un comunicato il presidente della Commissione solidarietà sociale del Comune, Maria De Luca, ex assessore nella passata sindacatura Firrarello – è il riconoscimento da parte dell’Assessorato che ha voluto premiare la capacità di Bronte di progettare negli anni scorsi al meglio i servizi sociali ed utilizzare le risorse”. “E come sempre – ha concluso il sindaco Firrarello, - questi fondi saranno utilizzati al meglio, ascoltando prima il pensiero della base”.



12 Marzo 2012

I lavori di restauro furono finanziati dalla Regione nel Gennaio del 2004 ed erogati a Settembre dello stesso anno - La casermetta era stata già riconsegnata al Comune a Novembre del 2011

Consegnate le chiavi della Casermetta

Dopo oltre dieci anni ritorna al Comune Piano dei Grilli

Con la consegna ufficiale della chiavi, il Comune si è definitivamente riappropriato della Casermetta di Piano dei Grilli, che il Parco dell’Etna ha restaurato e trasformato in uno dei punti base per l’escursionismo più belli del nostro Vulcano. Si è svolta, infatti, questa mattina all’interno del Palazzo municipale la cerimonia di consegna delle chiavi che il commissario del Parco dell’Etna, Ettore Foti ha affidato personalmente al sindaco Pino Firrarello. “Per noi – ha affermato il senatore in un comunicato – la casermetta di Piano dei Grilli rappresenta la porta naturale verso le meraviglie dell’Etna”. “Il Comune affidò la Casermetta al Parco – ha affermato il commissario Foti – oltre 10 anni fa. Era diroccata. Oggi è il fiore all’occhiello dell’Area protetta”.
Presenti alla cerimonia anche l’assessore Petralia, il consigliere Saitta, gli esperti Francesco Spitaleri, Nino Paparo e Pippo Pecorino, assieme al dott. Francesco Pennisi e all’ing. Giuseppe Di Paola del Parco. La casermetta si trova nella zona “C” del Parco e può essere raggiunta con i mezzi gommati attraverso una caratteristica strada in basalto lavico dalla quale possono essere ammirate le caratteristiche “lave cordate” (pahoehoe) di rilevante interesse naturalistico ed ambientale. A circa 1200 metri di altezza offre una vista panoramica dell’Etna mozzafiato, aria buona e tanta natura. Chi dalla Casermetta di si avventurerà verso il vulcano si immergerà in un “bagno” di ginestre grandi come alberi che introducono fitti boschi di lecci e roverelle.
“La casermetta – ha concluso il sindaco – ci consentirà di offrire diversi servizi all’escursionista, oltre a belle passeggiate verso monte Egitto o monte Minardo. Ringrazio il Parco per averci restituito una struttura che speriamo diventi presto il volano dell’economia legata al turismo ambientale”.



10 Marzo 2012

Nuova lettera-appello

«Non chiudete il tribunale»

Una missiva particolarmente motivata sui tanti motivi perché la sezione del Tribunale di Bronte non deve essere soppressa come attualmente previsto. Ad inviarla è stato il presidente del Consiglio comunale di Bronte, Salvatore Gullotta, al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio superiore della magistratura e al presidente del Consiglio dei ministri, ai presidenti di Camera, Senato e Commissione Giustizia dei due rami del Parlamento, e infine anche a ministro della Giustizia.
Gullotta, infatti, aveva chiesto al consigliere comunale Graziano Calanna, che è un avvocato, di verificare e individuare tutti i motivi che rendevano necessario dover derogare al decreto legislativo che, riorganizzando gli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa, di fatto farà chiudere il Tribunale di Bronte. “Il Tribunale di Bronte - scrive Gullotta nella lettera - è al servizio di un territorio montano di circa 45 mila abitanti mal collegato con l’area metropolitana soprattutto durante l’inverno; inoltre ha un enorme carico di lavoro, è distante dal Tribunale di Catania più di 50 km e si registra un preoccupante incremento della presenza della criminalità organizzata e di quella comune”. "Tutte ragioni - aggiunge il consigliere Calanna - che permetterebbero al Governo di concedere la deroga e non chiudere il nostro Tribunale. Spero - conclude Calanna - che questa lettera venga sostenuta in tutte le sedi". [L. S.]



10 Marzo 2012

ALLERTA MALTEMPO SULLA SICILIA ORIENTALE

Protezione civile. Avviso di avverse condizioni meteo fino a domani pomeriggio. Le piogge si intensificheranno nella seconda parte della giornata di oggi. I sindaci invitano a limitare l’uso di auto e mezzi a due ruote

Scuole chiuse, tutti a casa: arriva la bufera

Temporali, attività elettrica e forti raffiche di vento in quattro province: Ragusa, Siracusa, Catania e Messina
Scuole chiuse oggi nella Sicilia Orientale a causa del previsto peggioramento delle condizioni meteo e dopo i due avvisi emanati dalla Protezione Civile regionale: uno riguarda le avverse condizioni meteo che si prevedono da oggi sulla Sicilia, per 24-36 ore, precipitazioni diffuse e persistenti, anche di carattere di rovescio o temporale, particolarmente intense sul settore sud orientale. Si prevedono inoltre frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Già dalla serata di ieri sono cominciate le prime avvisaglie con venti di burrasca da nord-est fino a tempesta sui settori meridionali ed orientali e forti mareggiate lungo le coste esposte.
Il secondo avviso riguarda «l’elevata criticità» per rischio idrogeologico in varie zone del territorio regionale, con dichiarazione della fase di preallarme e «moderata criticità» per rischio idrogeologico è prevista in altre zone, per le quali viene dichiarata la fase di «attenzione». (…)



8 Marzo 2012

DANNI IN PIAZZA ROSARIO ALL'INFIORATA DEL 2011

Per 4 degli 11 denunciati «non luogo a procedere»

Non luogo a procedere per i 4 minorenni di Bronte che insieme ad altri 7 ragazzi più grandi, la notte fra il 18 ed il 19 giugno dello scorso anno, hanno danneggiato e calpestato un bozzetto artistico esposto in piazza Rosario e realizzato con la tecnica dell’infiorata in occasione della manifestazione culturale "Arte in fiore 2011" di Bronte. Allora i carabinieri denunciarono 11 ragazzi, di cui 4 minorenni. Oggi il Gip del Tribunale dei minori di Catania, accogliendo richieste del Pm, ha emesso sentenza di non doversi procedere.
Secondo il Pm, la dottoressa Ferri, infatti, il fatto era irrilevante «ritenuto che sono evidenti nella fattispecie la tenuità del fatto e l’occasionalità del comportamento dei minori, i quali non risultano essere mai stati segnalati a questa Procura per la commissione di altri reati; ritenuto che l’ulteriore corso del procedimento appare pregiudizievole rispetto alle esigenze educative dello stesso». A difendere i 4 ragazzi sono stati gli avvocati Samantha Lazzaro, Mario Schilirò e Nunzio Calanna. Restano, invece ancora in attesa i 7 ragazzi maggiorenni che furono denunciati dai carabinieri per il reato di danneggiamento in concorso. Per loro, infatti, siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. [Gaetano Guidotto]



7 Marzo 2012

IL SEGRETARIO GENERALE FLAI CGIL, ALFIO MANNINO

«Nei Comuni fra Randazzo e Bronte persi in 4 anni 653 posti di lavoro»

«La condizione economica e sociale del nostro territorio è assai preoccupante. Il nostro apparato produttivo, lentamente ma inesorabilmente e nel completo immobilismo delle istituzioni, scivola verso il declino». A lanciare l’allarme è il segretario generale della Flai Cgil di Catania, Alfio Mannino, che dati alla mano, ci dimostra come nel versante nord dell’Etna ed il particolare nel territorio che va a da Randazzo a Bronte, i posti di lavoro sono diminuiti inesorabilmente.
«Ciò emerge chiaramente - spiega – guardando i dati occupazionali di due settori economici particolarmente importanti per il nostro territorio quali agricoltura ed edilizia. In agricoltura dai dati degli elenchi anagrafici pubblicati dall’Inps si passa da 4044 occupati nel 2007 (Bronte 1046, Randazzo 1314, Maniace 1336 Maletto 348 ) a 3391 occupati nel 2010 (Bronte 936, Randazzo 1064, Maniace 1120, Maletto 271) con una perdita occupazionale di 653 occupati pari ad oltre il 15%. I dati dell’edilizia – continua - non sono meno preoccupanti, con 91 lavoratori in meno dal 2008 ad oggi a Bronte e 29 a Randazzo».
Poi Mannino conclude: «Se a questi dati aggiungiamo che nel nostro territorio vi è il deserto dal un punto di vista industriale (eccezion fatta per il tessile che attraversa una fase drammatica), il terziario nonostante le enormi potenzialità turistiche non ha dato sbocchi occupazionali significativi e la pubblica amministrazione che non assume ci rendiamo conto di quanto preoccupante sia la situazione». [G. G.]



5 Marzo 2012

Approvata la "bretella" tra la Ss 284 e Viale Kennedy

3 km di strada per una spesa prevista di 12 milioni e 300 mila euro

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il progetto della strada di collegamento fra la Ss 284 e viale Kennedy, ovvero della bretella nell’agosto scorso il Cipe ha ammesso a finanziamento, con 12 milioni e 300 mila euro. “In tempo di crisi – ha affermato il consigliere Nunzio Saitta - assume maggior rilievo il fatto che venga finanziata una opera così importante per lo sviluppo economico del territorio. Un ringraziamento al sindaco, Pino Firrarello, di conseguenza è doveroso”. “Un’opera importante, – aggiunge il consigliere Daniele Scalisi – frutto della lungimiranza del sindaco Firrarello, che accorcia i tempi di collegamento da e verso Bronte e crea un transito diretto verso la nostra zona artigianale”.
“Il progetto già era stato discusso durante la precedete consiliatura. – conclude il consigliere Vittorio Triscari - Oggi che è stato approvato dal Cipe ed ammesso a finanziamento, onde evitare che si perdesse tempo e venga finanziato al più presto, noi non abbiamo posto correzioni al progetto e lo abbiamo approvato in toto. La strada – conclude - sarà utile anche per liberare il centro urbano dal traffico e dallo smog”. “Ringrazio il Consiglio comunale – ha concluso Firrarello - Questa nuova strada, fondamentale ai fini della Protezione civile, altro non è che una nuova tangenziale che consente ai tir di raggiungere direttamente la zona artigianale ed al transito veicolare, che vuole solo attraversare Bronte, di non passare più fra le vie del centro”.
E in effetti la strada non è altro che una perfetta circonvallazione. Da progetto, infatti, i quasi 3 chilometri di strada collegano la Ss 284 ben oltre l’uscita sud del paese con il viale Kennedy che, da poco tempo reso sicuro dalla Provincia di Catania, già raggiunge la statale 284 dall’altra parte dell’abitato, ovvero all’uscita nord di Bronte. Il progettista, inoltre, ha previsto una strada complessivamente larga 9 metri e mezzo con un sottopassaggio nell’intersezione con la ferrovia Circumetnea, muretti in pietra lavica per attutire l’impatto ambientale e sottopassaggi per la fauna. Adesso il progetto dovrà essere inviato alla Regione siciliana, per poi essere approvato definitivamente in sede di conferenza dei servizi.



4 Marzo 2012

Bronte, opere pubbliche

Finanziamento di 12 milioni. Il progetto esecutivo è stato approvato e inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche. Il sindaco Firrarello: «Grazie ai partecipanti alla conferenza dei servizi svoltasi al Genio civile, ma soprattutto al presidente Castiglione»

Ok all’istituto Polivalente a Sciara S. Antonio

«Sarà una struttura scolastica all’avanguardia»

Un’altra opera pubblica di grande utilità e valore economico a Bronte. La conferenza speciale di servizi, organizzata dal Genio civile di Catania, ha approvato il progetto esecutivo dell’istituto scolastico Polivalente per l’istruzione secondaria superiore, che il presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione, ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche con un finanziamento di 12 milioni di euro.
Alla seduta hanno partecipato personalmente l’ingegnere capo del Genio civile di Catania, Salvatore Ragusa con gli ingegneri Carmelo Puglisi e Antonio Leone. Con loro il rup Salvatore Roberti, il capo dell’Ufficio tecnico del Comune di Bronte, Salvatore Caudullo, l’architetto Carmelo Salanitro della Soprintendenza ai Beni culturali di Catania, il progettista ing. Lorenzo Capace, il dott. Francesco Del Campo dell’Asp e l’ing. Ferdinando Franco vice comandante dei Vigili del fuoco di Catania. Esaminato il progetto, tutti hanno espresso parere favorevole e così il prossimo passo dovrà essere quello della gara d’appalto. A volere questo nuovo edificio scolastico è stato il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, per soddisfare al meglio le esigenza degli studenti brontesi.
«Un Polivalente a Bronte è quanto mai utile e necessario - spiega il sindaco - Se fate una verifica vi accorgerete come non tutti i nostri istituti sono in condizione di offrire le aule e gli ambienti di cui ha bisogno una scuola moderna. Il Collegio Capizzi, per esempio, che ospita il liceo classico, per noi rappresenta il tempio della cultura e del sapere, ma non può ospitare i laboratori, le aule mensa e la palestra che garantiscono funzionalità ed efficienza ad una scuola moderna. Questo progetto che oggi è stato approvato è già inserito nel piano triennale della Provincia, con cui abbiamo raggiunto un accordo dove noi individuiamo l’area e loro lo realizzano. Per questo - conclude Firrarello - è doveroso ringraziare sia tutti i coloro che hanno partecipato alla conferenza dei servizi presso il Genio civile, ma soprattutto è doveroso ringraziare il presidente Giuseppe Castiglione che, per amore del territorio e riconoscendo l’importanza di avere strutture scolastiche all’avanguardia, si è intestato il compito più difficile, ovvero quello del finanziamento».
Sito in contrada Sciara S. Antonio, a pochi passi dall’Istituto commerciale e dalla costruenda caserma dei carabinieri, il nuovo istituto ospiterà 30 aule per complessivamente 750 studenti. Il progetto prevede l’installazione di impianti tecnologici all’avanguardia sul piano della sicurezza e del risparmio energetico, mentre l’intero complesso scolastico è stato realizzato tenendo conto delle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche, in modo da assicurare una ottimale fruizione da parte dei diversamente abili. Per realizzarlo ci vogliono ben 12 milioni di euro che a Bronte considerano il giusto investimento per la cultura ed il futuro dei giovani. [L. S.]

LA SCHEDA: QUATTRO CORPI DI FABBRICA CON PALESTRA E SALA MENSA
Quello progettato è un istituto scolastico all’avanguardia. Costituito da quattro corpi di fabbrica, a diverse elevazioni, che ospitano aule, uffici, l’aula magna e la palestra tutte collegate. Ad est della palestra è stata realizzata la sala mensa. Ogni aula è grande circa cinquanta metri quadrati, ma ce ne sono anche di circa settantotto. Spaziosa la palestra coperta, grande circa 672 metri quadrati, con la mensa che raggiunge i 400.



1 Marzo 2012

PRESENTATO UN PROGETTO PER VALORIZZARE TURISMO E TRADIZIONI

Arte e folclore al Castello Nelson

Bronte promuove il carretto in Europa

Bronte custode della cultura siciliana e dei tradizionali carretti siciliani. Il Comune, infatti, nella qualità di capofila del Distretto Culturale Taormina Etna, ha presentato all’authority delegata direttamente da Bruxelles un progetto del valore di circa un milione e 300 mila euro, dal titolo “Contes Méditerranéens”. Il progetto punta a promuovere il turismo, le tradizioni e le risorse locali, servendosi del fondi previsti dal “bando per progetti standard” indetto dall’Unione Europea, attraverso il Programma “Enpi Cbc Med – Cooperazione Transfrontaliera nel Mediterraneo” e punta a creare, fra le altre cose, un museo del carretto siciliano.

“La valorizzazione del turismo – afferma il sindaco Firrarello - è da sempre stato fra gli obiettivi principali della nostra azione amministrativa. Bronte vanta risorse storiche ed ambientali di assoluto pregio, ma anche una ricca collezione di carretti siciliani che possono suscitare l’interesse degli studiosi e dei turisti. Non dimenticate – conclude - che questi carretti con i loro fregi, gli intagli e le decorazioni pittoriche, sono preziosi oggetti d’arte artigianale ed uno dei simboli classici dell'iconografia folcloristica siciliana”.
Per partecipare al bando europeo il Comune ha dovuto attivare una partnership di cooperazione internazionale con altre importanti istituzioni specializzate nel settore della valorizzazione del patrimonio culturale: il “Petra Forum for Cultural Awareness and heritage Preservation” (Giordania), la “Association Tunisienne de Sauvegarde des Jeux et Sports du Patrimoine” (Tunisia) e il “Centre de Conservation du Livre” (Francia).
E se gli altri partner hanno promosso il loro patrimonio come i giochi tradizionali della Tunisia, i rituali di musiche e danze dei Beduini della Giordania e le chansons dei Bardi provenzali della Francia, noi grazie al lavoro del dott. Salvatore Spartà e del dott. Oreste Lo Basso, abbiamo puntato alla creazione di un network di musei ed un festival itinerante, con rievocazioni storiche, spettacoli di danza e musiche tradizionali, insieme a conferenze e seminari inerenti la tematica portante.
In particolare a Bronte, presso la suggestiva location del Castello Nelson, sarà allestita una ricca esposizione di carretti siciliani con laboratori sulle tecniche di costruzione e decorazione, grazie alla preziosa collaborazione dell’associazione “Museo del Carretto Siciliano” di A. Gullotti, che da anni raccoglie con passione e custodisce tali importanti testimonianze dell’identità siciliana.

17 Gennaio 2013

Itinerari del Weekend

A Bronte, fuori dalle rotte tradizionali, per scoprire il Museo del Carretto

Chi l’avrebbe mai detto. Il versante nord ovest dell’Etna, famoso per l’architettura medie­vale, per il Castello Nelson, per le tradizioni enogastronomiche ricche di vini pregiati e pistacchio e circondato da un ambiente unico fra le lave dell’Etna e i prati dei Nebrodi, conserva e custodisce uno dei più preziosi percorsi turistici del folclore siciliano, testi­monianza della tradizione e della nostra cultura del 1800 e della prima metà del secolo successivo.

Le rotte turistiche tradizionali ci indicano che per poter ammirare in un museo le vario­pinte colorazioni dei carretti siciliani bisogna recarsi a Terrasini, mentre nella nostra pro­vincia è noto che a Catania, Giarre, Acireale e Caltagirone si trovano le collezioni più belle di pupi siciliani. Non tutti sanno infatti che a Bronte, si possono ammirare raccolti in un museo carretti siciliani originali conservati con paziente cura, ed a Randazzo si trovano 35 bellissimi pupi siciliani, la maggior parte utilizzati dal puparo messinese Ninì Calabrese.

Il museo del carretto siciliano di Bronte si trova fuori dal centro abitato, ed esattamente in contrada Cantera lungo la provinciale 17.
E’ frutto della passione di don Carmelo Gullotti (carrettiere di profes­sione), del figlio Pippo e di tutta la famiglia, che cura da più di 60 anni questa collezione, oggi visitata su appun­tamento da comitive e scolaresche da tutta la Sicilia. Il turista potrà ammirare circa 20 carretti e circa 300 tra sponde, ruote, ornamenti e pennacchi caratteristici del tradizionale folklore siciliano. Noterà come i carretti siano ben conservati con i loro bellis­simi fregi e gli intagli bucolici abbelliti da sgargianti decorazioni pittoriche.

Visitato il museo brontese, vale la pena spostarsi a Randazzo in direzione del Castello Svevo di San Martino che custodisce la collezione dei pupi siciliani. (...) [Gaetano Guidotto]



15 Marzo 2012
IL PONTE SUL TORRENTE SARACENA

Trovato il proprietario del ponte

In attesa di ristrutturarlo vi sarà interdetto il transito

Il ponte “di nessuno” sul torrente Saracena, al confine fra Bronte e Randazzo, ha trovato il suo proprietario. E’ l’Azienda regionale foreste demaniali che, a seguito di approfondite ricerche presso l’archivio di Giarre dell’Ispettorato ripartimentale delle Foreste, ha trovato le carte che dimostrano come sia stata proprio lei a costruire il ponte. Così il dirigente provinciale dell’Azienda, dott. Mario Bonanno, ha inviato una lettera al Prefetto, al presidente della Provincia, ai Comuni interessati, alla Regione siciliana, al Genio civile ed alle Forze dell’Ordine, annunciando che si farà carico di chiudere al transito il ponte.
“Dopo laboriose, ma fruttuose ricerche storiche, - si legge nella missiva – effettuate insieme con l’Ispettorato ripartimentale delle Foreste presso l’archivio di Giarre, si è accertato che il ponte è stato costruito nel 1970 dall’Amministrazione forestale, nell’ambito di interventi di riqualificazione della viabilità. Pertanto, accertata la proprietà e la responsabilità giuridica del manufatto, in autotutela interdiremo il transito sul ponte, nelle more di più approfonditi accertamenti tecnici e della manutenzione strutturale”.
Questo ponte è balzato agli onori della cronaca perché, mostrando segni di cedimento, era necessario individuare chi aveva l’onere dell’interdizione al transito e della ristrutturazione. Chiamati tutti gli enti, compreso fra gli altri Provincia e Consorzio di Bonifica, nessuno aveva notizie certe. In verità nei giorni scorsi il Comune è giunto alle stesse conclusioni dall’Azienda forestale, grazie ad una ricerca effettuata dall’esperto del sindaco, Francesco Spitaleri. “Dalle testimonianze raccolte – afferma il sindaco Firrarello – i lavori del ponte sarebbero iniziati nel 1968 per finire 2 anni dopo, grazie ad un finanziamento da parte del Dipartimento foreste di Palermo, quando il capo azienda era il dott. Giovanni Saletti. Pensate – conclude - che siamo riusciti ad individuare anche la ditta ed i direttori che hanno eseguito i lavori”.
Svelato il mistero che per settimane ha interrogato buona parte degli enti catanesi, adesso però bisogna passare ai fatti e consolidare il ponte. Chiederò – conclude il dott. Bonanno – un finanziamento per progettare ed effettuare i lavori”.

28 Febbraio 2012

SUCCEDE ANCHE QUESTO

Non si trova il proprietario del ponte sul torrente Saracena

Un ponte senza padroni

C’è un ponte “di nessuno” in aperta campagna fra Bronte e Randazzo, ed esattamente fra le contrade dei Nebrodi, Chiusitta e Tre Are.
Alto e di grigio cemento armato, da decenni turisti ed operai forestali lo percorrono per attraversare il torrente Saracena. Mai nessuno però si è domandato chi lo avesse costruito e chi fosse in dovere di effettuare i lavori di manutenzione. Oggi che il ponte rischia di crollare è scoppiato il caso.
A lanciare l’allarme è stata l’Azienda foreste demaniali di Catania che ha scritto ai Comuni di Bronte, Maniace e Randazzo ed al Prefetto, invitando gli enti preposti di verificare l’idoneità statica del ponte, “in quanto durante il transito degli automezzi pesanti si avvertono eccessive vibrazioni”.
Così si sono effettuate diverse conferenze di servizio nel tentativo di individuare il costruttore o se vogliamo il proprietario che, carte alla mano, non sono ne il Comune di Bronte, ne quello di Randazzo. Durante gli incontri si è ipotizzato che questo fosse stato costruito dal Consorzio di Bonifica, che però ha realizzato e quindi trasferito alla Provincia di Catania solo la prima parte della strada, ancora lontana dal ponte. Così ieri il Comune di Bronte ha effettuato una seconda conferenza di servizi invitando la Provincia, l’Azienda e l’Ispettorato forestale, la Protezione civile, il Genio civile, il Parco dei Nebrodi ed il Consorzio di Bonifica 9 di Catania, oltre ai Comuni interessati, ma nessuno di questi ha rivendicato la titolarità del ponte. Dopo tanto discutere l’Azienda foreste demaniali verificherà se vi sono documenti nell’archivio dell’Amministrazione forestale.
“Non è possibile – ha affermato il vice sindaco Salvia - che questo ponte non trovi padrone. Abbiamo il dovere di garantire l’incolumità della gente”. E così anche su invito della Prefettura i Comuni di Bronte e Randazzo per il momento hanno interdetto il passaggio sul ponte, nell’attesa di scoprire di chi sia.

 



25 Febbraio 2012

RIFIUTI. RASSICURAZIONI AI LAVORATORI

Il sindaco di Bronte Firrarello querelerà la società

«Aimeri»: revocata la protesta

Revocato lo stato di agitazione degli operatori ecologici della “Aimeri Ambiente” in servizio nei 14 Comuni che vanno da Bronte a Riposto

Intorno le 21 di ieri sera e dopo circa 7 ore di trattativa, le organizzazioni sindacali sono riusciti a convincere i lavoratori a tornare al lavoro e porre fine ad una situazione che stava per diventare incandescente. La trattativa è arrivata a buon fine anche grazie all’intervento della Prefettura di Catania, che a seguito dell’intervento del presidente della società Ato, Joniambiente, Francesco Rubbino, dei sindacati e di alcuni sindaci, fra cui il senatore Pino Firrarello, ha anticipato a lunedì mattina un vertice prima convocato per mercoledì. Oltre a ciò ai lavoratori sono state fornite ampie assicurazioni sull’immediato pagamento degli stipendi, causa principale dello stato di agitazione.
La Joniambiente, inoltre, ha chiesto alla Aimeri di fornire i tabulati dei pagamenti dei lavoratori, per ottenere dalla Prefettura l’autorizzazione a pagarli direttamente, senza passare dalla Aimeri. Tutto questo è servito a convincere a tornare al lavoro gli operatori ecologici che nel quadrilatero Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo hanno lavorato già durante la notte. La Joniambiente inoltre ha assicurato che ai lavoratori verranno riconosciute le ore di straordinario e quindi si continuerà a lavorare anche domani, nel tentativo di ripulire presto i paesi pieni di rifiuti.
Quanto accaduto però avrà strascichi giudiziari. Il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, stanco di vedere le strade della propria cittadina piena di sacchetti di rifiuti, ha deciso di querelare alla Procura della Repubblica la Aimeri Ambiente, rea, come si legge nella denuncia, di interruzione di pubblico servizio. «E da giorno 16 – scrive Firrarello - che il servizio non viene svolto come dovrebbe, con il risultato che per le strade ci sono cumuli di rifiuti che creano gravi rischi igienico sanitari e diversi problemi di ordine pubblico»“.
Ma non solo. L’assessore all’ecologia del Comune di Bronte, Biagio Petralia, ha scritto alla Joniambiente, alla Aimeri ed al Prefetto chiedendo opportuno risarcimento danni: «Chiediamo - scrive - di calcolare i danni e decurtarli dal canone che Bronte paga per ottenere il servizio ». Intanto ieri pomeriggio i lavoratori in agitazione hanno ricevuto la visita e la solidarietà dei consiglieri comunali di Bronte, Vincenzo Sanfilippo, Angelica Prestianni e Alfio Paparo. [L. S.]

24 Febbraio 2012

Aimeri Ambiente

Niente stipendi, niente raccolta rifiuti

Nonostante l'ottimismo dei sindacati al termine dell'incontro con l'Ato di due giorni fa, i lavoratori di Aimeri Ambiente da ieri mattina sono in stato di assemblea spontanea permanente e hanno scelto come presidio l'isola ecologica di Quartirello a Riposto. I lavoratori hanno ridotto le loro prestazioni ulteriormente perché, dopo non aver percepito lo stipendio di gennaio, aspettano ancora una risposta dalla ditta dopo l'annuncio di Ato Joniambiente che la Regione anticiperà il 15% dei debiti che la società d'ambito ha nei confronti dei fornitori. Gli operatori stanno garantendo solo i servizi essenziali. (…)
Ato e sindacati ieri hanno continuato a chiedere l'intervento della Prefettura ed a Catania un incontro è stato fissato per il prossimo 1 marzo, anche se l'obiettivo delle rappresentanze sindacali è di trovare una soluzione prima di questa data. «Stiamo cercando in tutti i modi - dice Rosario Garozzo della Fit-Cisl - di cercare un dialogo con l'azienda. La nostra speranza è che con i soldi della Regione si riesca a tamponare la situazione. Dei problemi dei lavoratori di Aimeri Ambiente ho informato ieri la direzione regionale del mio sindacato». Più passano i giorni, più la situazione rischia di farsi complessa come ribadisce anche Alfio Leonardi, della Cgil-Funzione pubblica: «L'assemblea spontanea è il modo con cui i lavoratori di Aimeri Ambiente manifestano il loro disagio perché non percepire lo stipendio crea problemi notevoli. I sindacati uniti sono al loro fianco». Il presidente di Joniambiente, Francesco Rubbino, fa sapere che la Regione potrebbe inviare in tempi brevi l'anticipo sui debiti concordato lunedì scorso con il dirigente finanziario Vincenzo Emanuele.
«Confidiamo anche questa volta - dice Rubbino - nell'intervento del prefetto se la situazione non si sbloccasse nelle prossime ore». La ditta Aimeri, con il direttore Alfio Agrifoglio, nel pomeriggio di ieri ha confermato la propria posizione: «Non possiamo anticipare gli emolumenti a fronte del cospicuo credito vantato dalla Joniambiente. Non si può certamente rispettare il nuovo capitolato cancellando con un colpo di spugna le notevoli somme dovute relativamente al vecchio contratto». [Carmelo Puglisi]



24 Febbraio 2012

Il Classico senza riscaldamenti

«Ci arrangiamo con le stufette»

In classe con le stufette elettriche. Per il momento è stato risolto così il problema del riscaldamento nelle classi dell’ala sud del Real Collegio Capizzi, che ospita il liceo classico, rimaste al freddo a causa di un guasto all’impianto dei termosifoni. Gli studenti, infatti, con grande senso di responsabilità hanno accettato di adattarsi, evitando una protesta che probabilmente avrebbe costretto il dirigente scolastico, Grazia Emmanuele, ad organizzare dei doppi turni.
«Devo ringraziare i ragazzi - afferma la dott.ssa Emmanuele - ed il corpo docente per i grande senso di responsabilità e lo spirito di adattamento dimostrato in questa occasione. Vero è che i tecnici stanno lavorando alacremente per risolvere il problema, ma le nostre speranze di vedere terminato il lavoro al ritorno dalle vacanze di Carnevale è sfumato a causa del maltempo. Così, ieri, le aule erano ancora fredde.
Nonostante ciò, ragazzi e docenti hanno accolto la mia proposta di sistemare una stufa in ogni classe. Ieri - conclude la dirigente - i ragazzi hanno fatto lezione».
Certo, le stufe elettriche consumeranno un po’ e più i una volta ieri è saltato il contatore perché si supera la soglia di consumo, ma l’espediente ha scongiurato il rischio che venisse chiusa la porta ed alla dirigente di pensare a dei doppi turni che avrebbero creato parecchi disagi agli studenti pendolari.
«Nelle aule più fredde di stufe ne abbiamo sistemato addirittura due – conclude la dirigente - ci siano adattati e dati da fare, insomma, ottenendo il risultato sperato». [Gaetano Guidotto]



23 Febbraio 2012

Oggi niente lezioni alla scuola media

Niente scuola oggi a Bronte solo per gli studenti della scuola media. Il vicesindaco e assessore alla Protezione civile, Melo Salvia, dopo aver convocato un vertice con le forze dell'Ordine e della Protezione civile, ha firmato l'ordinanza che oggi prevede la chiusura dell'istituto scolastico della scuola media Castiglione. I bambini delle scuole elementari andranno regolarmente in classe. Questo perché a Bronte, non è stata la pioggia a provocare danni, bensì il vento, forte al punto da strappare dal tetto della scuola media i pannelli fotovoltaici e farli volare fin sopra il tendone della palestra.
Secondo i dati della Protezione civile intorno le 2 della notte il vento avrebbe raggiunto anche in 67 chilometri orari. E sarebbe stato proprio allora che i pannelli fotovoltaici sopra il tetto della scuola sarebbero volati via assieme ai sostegni in cemento pesanti anche 25 chili. La furia del vento è stata tale che un blocco di pesante cemento è volato giù dal tetto, sfondato il telone della palestra. Fortunatamente tutto questo è accaduto di notte. Per questo ieri mattina il vicesindaco Salvia ha convocato il vertice decidendo di chiudere per oggi l'istituto. (...)

18 Febbraio 2012

Liceo Capizzi, aule gelide nell'ala sud

Aule fredde al Liceo ginnasio Ignazio Capizzi di Bronte con gli studenti costretti a rimanere in aula magna ad autogestirsi con i professori e a guardare il film di Marco Tullio Giordana, “I cento passi”, dedicato alla vita e all'omicidio di Peppino Impastato, impegnato nella lotta alla mafia nella sua Cinisi. Il motivo? Un guasto all'im­pianto dei termosifoni che non è facile da riparare in breve tempo.
«Proprio così - ci dice la dirigente sco­lastica Grazia Emmanuele - Un guasto partico­lar­mente complesso ha com­promesso il funzio­namento dell'im­pianto di riscal­damento nell'istituto. Abbiamo subito avvertito la Pro­vincia di Catania che, in onor del vero, quasi in tempo reale ha fatto arrivare la ditta per la riparazione. Il problema però è più complesso di quanto ci aspet­tassimo ed è stato possibile riavviare l'impianto sono in una parte dell'istituto. L'ala sud è rimasta purtroppo al freddo».
Per i ragazzi con le temperature polari di questi giorni era impossibile rimanere in classe, ma non perderanno parecchi giorni di lezione: «Ieri - continua la prof. Emma­nuele - hanno visto un film nell'aula magna che si trova nella zona riscaldata, oggi immagino vorranno tutti partecipare al manifestazione per l'ospedale, mentre lunedì hanno già da tempo programmato un'assemblea di istituto. Martedì e mercoledi è vacanza e speriamo che giovedì l'impianto torni a funzionare. Stiamo facendo il possibile anche grazie al Collegio Capizzi, ma se si verificheranno degli intoppi - conclude la dirigente - faremo il possibile per garantire a tutti il diritto allo studio con i minori disagi possibili». [Gaetano Guidotto]
 




21 Febbraio 2012

IL «FUTURO» DEL CASTIGLIONE-PRESTIANNI NELLE «DICHIARAZIONI» DEL PASSATO

Agosto 2011: «Tutti i reparti potenziati entro l'anno» - Dicembre 2010: «L'ospedale non è in disar­mo» - Novembre 2010: «C'è la volontà di potenziare l'ospedale» - Febbraio 2010: «L’ospedale non sarà ridimensionato» - Settembre 2009: «Nel 2010 ospedale più moderno» - Gennaio 2007: «L’ospedale sarà potenziato» - Aprile 2004: «Bronte, l’ospedale che cresce» - Marzo 2004: «Sarà un ospedale «modello»


MONITORAGGIO

Sotto osservazione fino a giugno

Punto nascita di Bronte, vertice all'Asp per salvarlo

Incontro ieri mattina presso la sede della direzione generale dell'Asp di Catania, tra il commissario straordinario Gaetano Sirna e i rappresentanti dei comuni di Bronte, Randazzo, Maletto, Maniace, San Teodoro, Cesarò e Santa Domenica di Vittoria per parlare del punto nascita e del futuro del “Castiglione-Prestianni'' di Bronte. Sirna ha confermato che fino al 30 giugno verrà effettuato “un attento e puntuale monitoraggio sul trend dei parti per vedere, se ci sono i presupposti per richiedere una deroga e mantenere in vita il servizio, viste le peculiarità e le particolari esigenze del territorio montano, che copre un vasto comprensorio che da Randazzo arriva fino a Cesarò, assorbendo anche le esigenze di comuni del messinese come Santa Domenica Vittoria e San Teodoro.
Dal l marzo il primario di Ostetricia e Ginecologia - prosegue Sirna - fino ad oggi a scavalco tra Paternò e Bronte - verrà definitivamente trasferito nel territorio per garantire una maggiore assistenza e per potenziare e riorganizzare il percorso assistenziale. La tutela delle mamme e dei bambini deve essere prioritaria per tutti”. (*OC*)


21 Febbraio 2012

IL FUTURO DELL'OSPEDALE

Proficuo vertice ieri mattina sul mantenimento del servizio di Maternità all’ospedale Castiglione Prestianni. Nel corso dell’incontro sono stati inoltre garantiti il potenziamento del nosocomio e la conclusione dei lavori

Il commissario dell’Asp 3 Sirna chiederà la deroga della chiusura del Punto nascita

La folta delegazione di istituzioni e cittadini che si sta battendo per il mantenimento del Punto nascita dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte esce soddisfatta dall’incontro con il commissario dell’Asp 3 di Catania, Gaetano Sirna.
L’incontro chiesto dal presidente del Consiglio comunale di Bronte a nome dell’intorno territorio e sollecitato dall’on. Pippo Limoli ha reso ufficiale la posizione di Sirna, che sembrerebbe orientato a presentare alla Regione siciliana la richiesta di deroga al decreto che chiude il Punto nascite di Bronte. All’incontro oltre a Gullotta e Limoli hanno partecipato: l’on. Lino Leanza (che in proposito ha incontrato Sirna e l’assessore Massimo Russo), l’on. Giovanni Burtone (che ha difeso il punto nascite di Bronte nella Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario), i consiglieri comunali di Bronte Vittorio Triscari, Angelica Prestianni e Salvino Luca; il consigliere provinciale di Bronte Aldo Catania, il componente del Comitato cittadino per l’ospedale Biagio Venia, il sindaco di Maletto, Pippo De Luca; il presidente del Consiglio e il consigliere comunale di Maletto, Giuseppe Spatafora e Luigi Saitta.
E poi ancora; il sindaco di Maniace Salvatore Pinzone Vecchio; il presidente del Consiglio di Maniace Rodolfo Arcodia, il sindaco di Cesarò Antonio Caputo, quello di San Teodoro, Salvatore Agliozzo, il presidente del Consiglio di Randazzo Lucio Rubbino con l’assessore Carmelo Giarrizzo.
«L’incontro - ha affermato Gullotta - ha lascito soddisfatti tutti. Sirna non solo appare orientato a presentare richiesta di deroga, ma ha anche fornito assicurazioni sul potenziamento dell’ospedale e sulla fine dei lavori. «Sento il dovere di ringraziare gli onorevoli Limoli, Leanza e Burtone». «Esprimo vivo apprezzamento per la sensibilità dimostrata dal commissario Sirna - ha affermato Limoli – già dal primo marzo l’ospedale di Bronte avrà il primario di Ginecologia e verranno potenziati Pediatrica e Pronto soccorso». «Sirna mi ha confermato - ha aggiunto l’on. Leanza - l’intenzione a chiedere la deroga. Ma l’aspetto positivo è che si è parlato dell’intero ospedale. Noi continueremo ad essere vigili». «Abbiamo - afferma l’on. Burtone - ribadito quanto detto in commissione a Roma. La riorganizzazione dei Punti nascita non può non considerare l’orografia del territorio e qualsiasi struttura ospedaliera deve essere messa in condizione di raggiungere gli obiettivi». «Verrà effettuato un monitoraggio sul trend dei parti, - ha concluso Sirna - per vedere se ci sono i presupposti per richiedere una deroga, viste le peculiarità del territorio montano, che copre un vasto comprensorio. La tutela delle mamme e dei bambini dev’essere prioritaria per tutti. A Bronte garantiremo gli standard assistenziali, rimanendo fedeli alla pianta organica approvata dall’assessorato regionale».



16 Febbraio 2012
AGRICOLTURA FRA TRUFFE E CRISI.

Il blitz. Ieri all’alba gli agenti del Corpo forestale regionale in azione nei mercati ortofrutticoli di Catania e Palermo

Diverse centinaia di chili di pistacchi iraniani messi in vendita all’ingrosso nei mercati ortofrutticoli di Catania e Palermo come se fossero di origine siciliana ed addirittura di Bronte

«Made in Sicily» pistacchi iraniani e patate africane

Sequestrati centinaia di chili dei due prodotti in vendita all’ingrosso come siciliani

RTignosella (pistacchio verde di Bronte Dop, in guscio)affaele Lombardo: «E’ la prova che ai confini non ci sono controlli su quanto viene importato»
Palermo. Patate francesi ma forse di origine africana oppure greca e pistacchi iraniani. Messi in vendita, all’ingrosso, nei mercati ortofrutticoli di Catania e Palermo, come prodotti siciliani. I pistacchi, addirittura, come quelli – pregiatissimi – di Bronte. Una truffa vera e propria, bloccata all’alba con un blitz degli agenti del Corpo forestale regionale che hanno sequestrato diverse centinaia di chili dei due prodotti. Campioni di patate e pistacchi sono stati consegnati, per le analisi chimiche sulla conformità alle normative europee relative all’uso di fitofarmaci e anticrittogamici, all’Istituto zooprofilattico. Contemporaneamente i 50 agenti del Corpo forestale – che per ore hanno setacciato gli stand dei due mercati ortofrutticoli controllando la tracciabilità dei prodotti agricoli nonché la fatturazione di entrata e di uscita – hanno denunciato all’autorità giudiziaria i commercianti. I controlli, come ha annunciato il comandante del Corpo forestale Pietro Tolomeo, proseguiranno per tutto l’anno e saranno estesi, di concerto con gli assessorati regionali alle Risorse agricole e al Territorio e Ambiente, anche alla grande e piccola distribuzione.

«I risultati dell’operazione – ha affermato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo – purtroppo confermano che la mancanza di controlli alle frontiere fa sì che questi prodotti arrivino sugli scaffali della grande e della piccola distribuzione con danni notevoli sia per i consumatori convinti di acquistare prodotti siciliani, sia per i nostri agricoltori e commercianti che subiscono danni notevoli sul piano economico».
Concetto ripreso e ribadito dall’assessore regionale alle Risorse agricole Elio D’Antrassi. «Il consumatore è disposto a pagare di più una merce coltivata in Sicilia, ma vuole la garanzia che sia davvero “made in Siciliy”. Per questo motivo bisogna combattere il contrabbando e la contraffazione di prodotti non siciliani che vengono venduti nell’Isola. Non si può speculare sulla fidelizzazione dei consumatori che vanno garantiti nei loro acquisti perché la Regione vigila per evitare qualsiasi contraffazione». (...) I controlli continueranno utilizzando – ha detto il comandante del Corpo forestale, Tolomeo – «sistemi informatici sulla tracciabilità del prodotto anche per accertare i volumi della frode, anche per quanto riguarda le commercializzazioni sottobanco. In ogni caso, va tutelata la tracciabilità dei prodotti agro-alimentari siciliani. È questo l’obiettivo di questa iniziativa». (…) [Giorgio Petta]

LE REAZIONI

«Controlli importanti da estendere in altri siti»

La soddisfazione sulla natura del blitz arriva in un coro unanime. A partire dai destinatari dell’operazione stessa : «Siamo ben felici dei controlli effettuati perchè servono ad evitare frodi alimentari da parte di commercianti poco corretti. Auspichiamo che in futuro ne avvengano di altri, per garantire al massimo i prodotti siciliani. Tutto questo per garantite la tutela dei cittadini e dell’economia dell’Isola». Lo ha affermato il presidente del Cda del Maas, il mercato agroalimentare di Catania, Mario Brancato. Positivo, com’era scontato, il commento delle associazioni di categoria.
«L’agropirateria ogni anno sottrae milioni di euro agli imprenditori agricoli che hanno investito sulle produzioni tipiche del territorio. Spacciare specialità come il pistacchio per siciliano è un’azione criminale e per questo ben vengano i controlli». È il commento del presidente e il direttore della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione. «Quest’operazione - aggiungono - dimostra che solo una continua e pressante azioni di controllo può reprimere il commercio dei falsi. Al Corpo forestale va il nostro plauso per quanto compiuto».
«Il blitz ai mercati ortofrutticoli di Palermo e Catania ha portato alla luce quanto da tempo denunciato circa la commercializzazione di prodotti di dubbia provenienza ed il più delle volte spacciati come nazionali o comunitari. Il pericolo maggiore per i consumatori è quello di acquistare derrate che non rispettano le ferree regole dettate dall’Unione Europea in materia di sicurezza alimentare». Così si legge in una nota di Confagricoltura Sicilia, secondo cui «l’auspicio è che l’opera di controllo possa essere presto allargata a tutte le strutture che operano nell’ambito della filiera, anche in quella della trasformazione». (…) [Ma. B.]
Anche il sindaco della Città del pistacchio, Pino Firrarello, ha sentito il dovere di ringraziare il Corpo Forestale per aver smascherato una truffa ai danni dei consumatori e dell’economia agricola della sua cittadina.
“Esprimo – ha affermato - un sentito ringraziamento al Corpo forestale della Regione per l’operazione a tutela e consumatori, dell’economia agricola siciliana e della mia Bronte. Il pistacchio, infatti, è una delle realtà più importanti della mai cittadina. Dal sapore unico, dall’elevato valore nutrizionale e dal riconoscibilissimo colore verde che lo contraddistingue è da tutti riconosciuto come il più buono al mondo. L’Ue gli ha pure riconosciuto il marchio Dop. Bisogna quindi tutelarlo dalle truffe, come ha fatto molto bene il Corpo forestale”.



14 Febbraio 2012

Bronte sperimenta un nuovo servizio

Telelettura dei contatori dell'acqua

Leggere i contatori dell’acqua di ogni utente direttamente dall’ufficio, ma soprattutto offrire nuovi servizi, evitare agli utenti enormi bollette di conguaglio ed individuare le perdite nella rete. E’ in sintesi - secondo un comunicato - l’obiettivo del Comune che ieri mattina ha inaugurato la sperimentazione di un nuovo servizio che permette la tele lettura dei contatori dell’acqua. In pratica l’Ufficio tecnico per un periodo di tempo monitorerà direttamente dagli uffici i dati teletrasmessi da 2 centraline sistemate nel contatore degli uffici comunali di viale Catania nella linea primaria della via Pavone. Due contatori per testare e verificare la funzionalità del nuovo servizio inaugurato dal sindaco Firrarello.
“Ogni contatore istallato – afferma l’ing. Giuseppe Mammana della società che sta effettuando la sperimentazione – è collegato via radio con una unità centrale che comunica all’ufficio via gsm”. Per Mammana i benefici saranno molteplici come le applicazioni ed i servizi innovativi che in futuro potranno fornirsi agli utenti che, oltre a poter avere accesso ai consumi sempre ed in tempo reale, potrebbero anche ricevere avvisi via sms.



8 Febbraio 2012

Bronte, Maletto e Randazzo. Tetti imbiancati, ma pochi disagi alla viabilità: attese però nuove precipitazioni

Neve sul versante Nord
strade senza problemi

Il sale gettato lungo la Statale 284 e sulle strade più a rischio ha evitato la formazione del ghiaccio
Come da previsione il versante nord dell’Etna ieri mattina si è svegliato ricoperto da una leggera patina di neve che a Randazzo e Bronte non ha superato i 2 centimetri. A Maletto, che è il Comune più alto sul livello del mare della cintura dell’Etna, ovviamente ha nevicato di più, ma il ghiaccio non ha provocato problemi alla circolazione stradale. La neve, infatti, è caduta copiosa solo intorno alle 4 del mattino, ma già la sera precedente l’Anas aveva provveduto a gettare lungo la strada statale 284 Randazzo - Bronte sale a sufficienza per impedire che si trasformasse in ghiaccio nonostante le temperature durante la notte fossero intorno allo zero termico. Già dopo la mezzanotte di ieri, infatti, più volte gli spargisale sono entrati in azione e così ieri mattina il transito dei tanti pendolari che raggiungono l’area metropolitana è stato regolare.
Nessun disagio neanche all’interno dell’abitato di Bronte, preso quotidianamente d’assalto da chi deve andare a scuola o raggiungere il posto di lavoro. L’ufficio comunale di Protezione civile, coordinato direttamente dall’assessore Melo Salvia e dall’ingegnere Salvatore Caudullo, ha provveduto in tempo a spargere sale sulla salita che conduce all’ospedale e nei punti dove l’esperienza insegna che la viabilità è più difficile. Insomma la macchina della Protezione civile sembra aver funzionato a dovere un po’ ovunque, grazie anche alle previsioni dei meteorologi che hanno messo tutti in guardia per tempo e con grande precisione. I rischi adesso però non sono terminati. Le ampie schiarite di ieri sono state solo il preludio per le gelate della notte. Non è escluso quindi il rischio che, questa mattina e quelle a venire, le strade si trasformino in vere e proprie lastre di ghiaccio, favorite da una serie di gelate che sembra debbano caratterizzare le prossime notti. [...]



2 febbraio 2012

GRAZIANO CALANNA: “ECCO PERCHE’ SI PUO’ MANTENERE IL TRIBUNALE”

«Il tribunale ha tutti i requisiti per la deroga»

“Ecco perché si può mantenere il Tribunale di Bronte”. Sono le considerazioni del consigliere comunale Graziano Calanna, incaricato dal presidente Salvatore Gullotta a redigere un documento da inviare a Roma, per convincere il Governo nazionale che il Tribunale di Bronte ha tutti i requisiti per ottenere una deroga alla proposta di soppressione.
“La legge – afferma Calanna – ha evidenziato criteri oggettivi ed omogenei di cui deve necessariamente tenersi conto al fine di evitare una soppressione totale degli Uffici Giudiziari, ovvero estensione del territorio, il numero degli abitanti, i carichi di lavoro, l’indice delle sopravvenienze, la specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, ed, infine, la presenza di criminalità organizzata. Ebbene, alla luce di ciò, sussistono tutti gli elementi affinché vengano mantenuti gli Uffici Giudiziari a Bronte che raggruppa anche Maletto, Maniace, Randazzo, San Teodoro e Cesarò, tutti paesi montani, lontani da Catania, che insieme fanno circa 45.000 abitanti”.
“Ed ancora, - continua - l’efficienza del Tribunale di Bronte che, grazie ad un personale qualificato ed efficiente, negli ultimi 5 anni, ha definito processi pendenti dai primi anni del 2000, permettendo a numerosi utenti bisognosi, quali interdetti e inabilitati, di ottenere risposte. Infine, purtroppo, - conclude il consigliere - anche l’incremento della criminalità, ultimo dei parametri richiesti per la deroga, trova da noi riscontro”.
Calanna adesso metterà insieme queste idee in un unico documento da sottoporre al Consiglio comunale.



3 Febbraio 2012

Depurazione, 5 Comuni rischiano la sanzione

L’Ue ha inserito Adrano, Bronte, Biancavilla, Belpasso e Paternò nella lista nera a causa dell’inquinamento del Simeto
Bronte, Adrano, Biancavilla, Belpasso e Paternò finiti nella black list dell’Unione Europea per l’inadeguatezza dei sistemi di depurazione delle acque reflue. Cinque Comuni inadempienti dell’area etnea, tra i 20 di tutta la provincia e i 75 siciliani, indicati da Bruxelles come cattivi esempi. Primati negativi sia per l’impatto ambientale che per il mancato servizio ai cittadini, costretti tuttavia a pagare in bolletta la quota sulla depurazione. Il rischio, adesso, se i sindaci continueranno ad intervenire, è che la Commissione europea faccia scattare una serie di sanzioni, che vanno dai 12mila ai 715mila euro per ogni giorno di ritardo nell’adeguamento. Una sorta di ultimatum, che difficilmente, con le casse sempre più vuote degli enti locali, potrà essere rispettato.
La problematica dei cinque comuni etnei, in particolare, è connessa al conseguente inquinamento riversato sul fiume Simeto a causa degli scarichi fognari di fatto non trattati. Aspetto su cui già da tempo si muove l’associazione Symmachia con segnalazioni, esposti alla magistratura e dossier fotografici. Attività svolta qualche anno fa soprattutto per il depuratore di Adrano, da cui fuoriuscivano schiume maleodoranti (segno di un cattivo funzionamento) che riversandosi attraverso rivoli d’acqua per le campagne, raggiungevano il Simeto. [...] «Finalmente l’Europa certifica ciò che noi diciamo da tempo - dice la prof. Angela Anzalone, presidente di Symmachia - abbiamo cercato di sensibilizzare le Istituzioni locali ma ancora oggi si assiste a scarichi fognari che si riversano direttamente nel Simeto, inquinandolo». E poi c’è la beffa della tassa di depurazione. «Esistono normative chiare - precisa la Anzalone - è giunto il momento dei rimborsi, considerato che il servizio non viene espletato correttamente. Ci auguriamo che vengano scongiurare le salate sanzioni, che rappresenterebbero un ulteriore salasso per i cittadini». [Vittorio Fiorenza]



2 febbraio 2012

«Il pianeta che respira – Da un’ex discarica – “Brignolo” il bosco dei ragazzi per i ragazzi»

L'ex discarica di Brignolo alle Giacche verdi

Sarà trasformata in un bosco fruibile

Il Consiglio comunale ha approvato l’affidamento in concessione per 15 anni al raggruppamento provinciale di Bronte dell’associazione nazionale “Giacche verdi”, l’ex discarica “Brignolo” sita in un terreno, gravato da uso civico, nella zona “D” del parco dell’Etna. Il legale rappresentante dell’associazione ambientalista, Biagio Montagno, infatti, ha presentato al Comune un progetto di recupero dell’ex discarica che, senza costi per il Comune, mira a trasformarla in un bosco fruibile. Il progetto denominato «Il pianeta che respira – Da un’ex discarica – “Brignolo” il bosco dei ragazzi per i ragazzi» vedrà i volontari piantare nei 5 ettari di terreno alberi di leccio, roverella e specie endemiche come la ginestra dell’Etna o per esempio i tipici alberi di pistacchio. Oltre a ciò sarà realizzato un sentiero percorribile in mountain bike, a cavallo ed a piedi, delle aree attrezzate per attività sportive e per pic nic con opportuni barbecue, tavoli e panche. Infine anche delle aree didattico-ambientali.
“L’ex discarica Brignolo – scrive Montagno nella premessa del progetto – è stata bonificata dal Parco dell’Etna e riconsegnata al Comune. Noi vorremmo crearvi un bosco coinvolgendo i giovani studenti brontesi. Servirà – conclude –per la salvaguardia del clima e per sensibilizzare alla tutela dell’ambiente”. La cessione del terreno è stata approvata dal Consiglio comunale che ha esplicitamente ringraziato l’associazione ambientalista brontese.



22 Gennaio 2012

Poche speranze per il Tribunale

«Al lavoro per cercare di mantenere almeno l’Ufficio del giudice di Pace»

«Poche le speranze di salvare la sezione staccata del Tribunale di Bronte. Possibile, invece, mantenere l’Ufficio del Giudice di Pace, ma bisogna che i Comuni, palesemente in crisi economica, riescano a reperire risorse e personale».
Lo ha affermato con chiarezza il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, durante un vertice tenuto nella sala della Giunta del Palazzo comunale di Bronte alla presenza dell’assessore Enzo Bonina, dell’avvocato del Comune, Antonella Cordaro, del sindaco di Maletto, Pippo De Luca venuto all’incontro con il suo vice Enzo Sgrò, dell’assessore di Randazzo, Mario Caggegi, e degli avvocati Antonino Uccellatore, Maria Sgroi, Federico Cairone e Salvatore Longo.
«Mi sono battuto - spiega Firrarello - e mi batterò ancora per salvare il Tribunale di Bronte minacciato di soppressione dalla rimodulazione della rete giudiziaria, ma ho trovato il Ministero restio a garantire deroga per qualsiasi Tribunale designato di soppressione. Si potrebbe salvare l’Ufficio del giudice di Pace solo se gli enti locali si caricano le spese». I Comuni però adesso vivono una crisi economica e non possono assumere personale. Per Firrarello però il tentativo va fatto. Prima, però, visto che il giudice lo paga il ministero, va chiesto se è necessario dover assumere un cancelliere ed un ufficiale giudiziario, se tutti i Comuni aderiscono e se sarà possibile utilizzare il personale precario dei Comuni. Solo dopo si deciderà la linea da adottare. [L. S.]



22 Gennaio 2012

«Innalzare i confini del Parco

Maletto. La proposta del comitato riperimetrazione approda alla Provincia

La proposta del “Comitato provinciale per la riperimetrazione del Parco dell’Etna” approda a Palazzo Minoriti per essere discussa dal Consiglio provinciale. La quinta commissione “Ecologia, tutela dell’ambiente e pianificazione territoriale”, presieduta dal consigliere provinciale Sergio Gruttadauria, ha approvato una mozione che invita il presidente Giuseppe Castiglione a farsi portavoce presso la Regione affinché i confini del Parco dell’Etna vengano innalzati fino a 1.100 metri di altitudine.
«Adesso il documento dovrà essere discusso e votato dal Consiglio – afferma il consigliere provinciale Nunzio Parrinello, componente della V commissione -. Sarà l’occasione per sentire i colleghi su un problema che investe tutti i Comuni dell’Etna. Dei 59mila ettari di terreno ricadenti all’interno dei confini del Parco, ben 28mila sono di privati che attendevano sviluppo e salvaguardia. In tutti questi anni, invece, il territorio si è impoverito e ha registrato un decremento degli abitanti. Chi è rimasto si è accorto di non poter più neanche esercitare attività agricole secolari, mentre i Comuni non sono riusciti a promuovere il turismo in un momento in cui la crisi economica sembra prendere il sopravvento».
Per questo la quinta commissione consiliare ha deciso di ascoltare le ragioni del presidente del comitato che chiede la riperimetrazione del Parco, Carlo Cinciotti, decidendo di sposarne l’iniziativa. «La Provincia - conclude Parrinello - non è competente in materia, ma approvando il Piano territoriale a previsto sentieri, stazioni sciistiche, strutture ricettive e lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile. Per questo chiediamo al presidente Castiglione di raccontare alla Regione il disagio dei cittadini e chiedere l’innalzamento dei confini del parco a 1.100 metri, restituendo le attuali zone “D” ai Comuni. Sarà l’inizio per programmare lo sviluppo del territorio. Notificheremo la nozione approvata - conclude Parrinello - a tutti i Comuni al fine di essere adottata». [G. G.]



22 Gennaio 2012

I lavori cominciarono nell’aprile del 2009 e poi si interruppero. Ora l’ufficialità dell’Anas

Il ponte della Ss 120 pronto entro giugno

Salvo imprevisti, derivanti principalmente dalle condizioni meteo, entro la fine di giugno il ponte della strada statale 120 sul fiume Simeto, nella contrada Bolo di Bronte, sarà completato. A dare la bella notizia soprattutto ai camionisti, oggi costretti ad effettuare una deviazione di circa 8 chilometri per superare il fiume, è l’ufficio stampa dell’Anas che, ripercorrendo le tappe di un iter burocratico difficile, che ha visto i lavori iniziare il 23 aprile del 2009 per poi bloccarsi inesorabilmente, informa che ormai si lavora alacremente, al punto da intravedere il completamento dell’opera.

«A seguito di gravi difficoltà logistiche ed economiche dell’appaltatore Com. Er. Spa - si legge nella nota dell’Anas - i lavori hanno subito un forte rallentamento. L’Anas, per questo motivo, ha approvato il subentro agli stessi prezzi e condizioni del contratto principale in favore di Si. Gen. Co Spa che ha fornito nuovo slancio ai lavori al punto che alla fine dell’anno è stato realizzato circa il 70% dell’appaltato».
Chi percorre la passerella provvisoria, vietata ai mezzi pesanti dopo alcuni crolli, infatti, si rende conto che si sta lavorando per completare le travi del ponte: «Attualmente – conferma l’Anas - la carpenteria metallica è stata varata, con l’impresa che sta procedendo al montaggio dei ferri di armatura in soletta che, una volta completi, consentiranno l’avvio dei getti per la costituzione del corpo dell’impalcato. Salvo avverse condizioni climatiche, l’ultimazione dei getti di cemento è prevista entro la prima decade di marzo. Trascorsi i tempi tecnici, ovvero circa 28 giorni per far asciugare il cemento, si potrà procedere alla realizzazione dei lavori conclusivi dell’opera, che entro il primo semestre 2012 potrà essere pronta».
L’intero intervento ha previsto la ricostruzione del ponte, previa demolizione di quello esistente dichiarato inagibile ormai decenni fa. Il ponte che si sta completando è identico a quello precedente, solo più robusto. È lungo 163,3 metri, ha 8 luci di circa 20,5 metri ciascuna, in struttura mista acciaio-calcestruzzo. Appena completato, la passerella su cui oggi è appoggiata la strada per consentire il transito delle auto verrà demolita. [Gaetano Guidotto]

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