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AGOSTO / OTTOBRE 2010

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18 Ottobre 2010

«Grotta della neve» attrazione turistica

LA GROTTA DEL COLLEGIO (O DELLA NEVE)Ripristinato il sentiero natura, realizzata la segnaletica e la recinzione di sicurezza

Adesso i turisti appassionati di natura e ambiente hanno un altro validissimo motivo per venire a Bronte. L'antica «Grotta della Neve», che i brontesi chiamano anche del «Collegio», fra le suggestive lave cordate del Parco dell'Etna, è fruibile e raggiungibile da un sentiero ben segnalato.

Il progetto, voluto dal sindaco Pino Firrarello e realizzato dal Gal Etna, attraverso l'associazione «Cartur» di Adrano e con la collaborazione del Corpo Forestale di Bronte, coordinato dal commissario Vincenzo Crimi, era stato presentato nel maggio scorso e in pochi mesi la grotta è stata mostrata in tutta la sua storica bellezza sia al sindaco, sia al commissario del Parco dell'Etna, Ettore Foti.

«Definire questa grotta l'antenato del frigorifero non è sbagliato - ha affermato Firrarello - Fra le sue cavità, infatti, gli amministratori del Collegi Capizzi conservavano il ghiaccio che si conservava anche durante i mesi più caldi». In pratica, è stato ripristinato il sentiero natura, è stata realizzata la segnaletica e la recinzione di sicurezza. La grotta è coperta dai resti di una volta in pietra lavica costruita per proteggere a lungo la neve dal caldo estivo.

Arrivarci è abbastanza agevole. Da Ss. Cristo, attraverso la tipica stradella di basolato lavico che taglia la colata lavica a corde del 1651, si giunge a Piano dei Grilli e, qualche centinaio di metri prima della casermetta forestale, si lascia la strada, seguendo le indicazioni. Dopo circa 500 metri a piedi, si giunge alla grotta.




16 Ottobre 2010
CASO VANADIO. LE OPPOSIZIONI REPLICANO AL SINDACO SU CIO’ CHE SI DEVE FARE

Bronte, acqua inquinata

Ricetta del centrosinistra

È scontro aperto fra i consiglieri comunali di opposizione di Bronte e il sindaco, sulla questione della presenza del vanadio nell’acqua che sgorga dai rubinetti delle case dei cittadini e degli operatori commerciali. In seguito all’intervento di Pino Firrarello sulla questione, nella quale il senatore ha evidenziato gli interventi svolti, perchè ai brontesi venisse riconosciuto il sacrosanto diritto di bere acqua potabile e preparare i cibi senza alcun pericolo, i consiglieri di opposizione hanno scritto una lettera, che ha due aspetti: quello politico e quello tecnico.

Tralasciando il primo, per quanto riguarda il secondo, i consiglieri propongono: l’acquisto immediato del potabilizzatore; una ordinanza che regolamenti il comportamento di persone e cose nei limiti dei 200 metri dai pozzi Musa; la sistemazione delle strade vicine ai pozzi stessi; la sistemazione della camicia del primo pozzo da portare a 140 metri di profondità (oggi 90) in modo da emungere 22 litri al secondo, come avviene per il secondo pozzo e infine la realizzazione di un terzo pozzo.

«Tutto ciò - dicono i consiglieri di opposizione - consentirebbe in tempi brevissimi di avere intorno a 60 litri al secondo di acqua potabile e permetterebbe un risparmio di circa 470 mila euro di energia elettrica, ogni anno, al fine di sollevare l’acqua da contrada Ciapparazzo. Anche contraendo un mutuo non pagheremmo più ciò che fino ad oggi abbiamo pagato per sollevare l’acqua di Ciapparazzo. Una strategia a medio termine, poi, dovrebbe riguardare la realizzazione a Piano dei Grilli di 4 pozzi, recuperando l’energia elettrica da contrada Cipollazzo-Vallazze, dove è stato realizzato un progetto di elettrificazione rurale, ed attraverso l’installazione di’un potabilizzatore per l’abbattimento del ferro, Bronte potrebbe avere altri 120 litri al secondo».



16 Ottobre 2010

EMERGENZA VANADIO. SITUAZIONE CRITICA: SAREBBERO PRONTE 80 NUOVE DIFFIDE DELL’ASP PER ALTRETTANTI ESERCENTI

Il dubbio dei commercianti: «Il pozzo serve altri Comuni»

Affisso manifesto di protesta: «Perché notificate le sospensioni delle autorizzazioni soltanto a noi?»

Resta critica a Bronte la situazione dopo che l’Asp ha notificato la sospensione dell’autorizzazione sanitaria ai negozi di alimentari perché, nonostante il divieto notificato a giugno, questi hanno continuato a utilizzare l’acqua della rete idrica, i cui valori di vanadio superano quelli fissati dalla legge. Ieri mattina si era sparsa la notizia che l’Asp, alle 59 già notificate, stesse inviando altre 80 diffide ad altrettanti esercenti. Fino a sera, però, la notizia non è stata confermata. In un manifesto i commercianti si chiedono «come mai le sospensioni delle autorizzazioni non sono state inviate anche agli altri Comuni serviti dallo stesso pozzo che serve Bronte».Bar e ristoranti restano chiusi, anche se qualcuno ha deciso di riaprire: «Dobbiamo pensare anche alle famiglie dei nostri dipendenti - afferma Federico Conti - e così abbiamo deciso di riaprire». Intanto, l’argomento alimenta la diatriba politica. I consiglieri di opposizione Vincenzo Sanfilippo, Vittorio Triscari, Salvatore Proietto, Nunzio Spanò e Graziano Calanna hanno inviato al sindaco, Pino Firrarello, una lettera aperta in cui lo accusano di «non aver mai affrontato il problema in modo risolutivo ed efficace, come più volte sostenuto in Consiglio comunale». «In Consiglio l’Mpa - ha aggiunto Calanna - ha proposto di destinare 500mila euro di avanzo di amministrazione certificato per acquistare il potabilizzatore che avrebbe risolto il problema. Purtroppo, la maggioranza che sostiene il sindaco ha detto no». «Non rispondiamo a chi per anni ha amministrato questo paese - ha replicato il consigliere di maggioranza Nunzio Saitta, cui si è unito il collega Giuseppe Di Mulo - e mai ha pensato di occuparsi del problema: i valori di vanadio sono in eccesso dal 2001. L’acqua non è cambiata, ma quest’anno è arrivata in ritardo la richiesta di rinnovo della deroga della Regione al ministero. Noi comunque faremo la nostra parte».
Il sindaco, che domani ha convocato un’assemblea pubblica alle 10,30 al teatro comunale, ha affermato: »Appena scoppiò il problema chiesi la convocazione del Consiglio superiore di sanità. Adesso la soluzione che contiamo di adottare è quella di dotare i nostri pozzi di un potabilizzatore che risolva il problema, ma stiamo verificando con i nostri legali ogni passo di questa strana vicenda ed eventualmente presenteremo ricorso al Tar».



15 Ottobre 2010
NELLA RETE IDRICA PRESENTI VALORI OLTRE QUELLI FISSATI DALLA LEGGE: L’ASP SOSPENDE LE AUTORIZZAZIONI SANITARIE

BRONTE, ESERCIZI COMMERCIALI CHIUSI PER L'ACQUA AL VANADIO«Usavano l’acqua al vanadio»

In crisi 59 esercizi commerciali

Il sindaco: «Il Consiglio superiore della Sanità, oltre a tranquillizzarci sul fatto che il vanadio non fosse tossico, ci aveva concesso una proroga fino al 31 dicembre 2011»
Scoppia in tutta la sua gravità a Bronte il problema della potabilità dell’acqua. A 59 esercizi commerciali ed artigianali (pasticcerie, bar, panifici, ristoranti e macellerie) è stata notificata dall’Asp la sospensione dell’autorizzazione sanitaria perché, nonostante il divieto notificato per raccomandata a giugno, hanno continuato ad utilizzare l’acqua della rete idrica di Bronte, i cui valori di vanadio superano quelli fissati dalla legge. Così mercoledì sera, nella sede della Confcommercio, i commercianti si sono riuniti per capire cosa fare alla presenza dell’assessore Enzo Bonina e del vice sindaco Melo Salvia. Visto che non è possibile utilizzare l’acqua del rubinetto, ne tanto meno individuare una soluzione semplice, i commercianti hanno deciso che lunedì 18 ottobre i negozi alimentari rimarranno chiusi a oltranza come forma di protesta per l’emergenza acqua al vanadio.

«Dopo il primo provvedimento risalente allo scorso giugno, che ci invitava ad ottemperare alla potabilità dell’acqua rendendoci responsabili delle certificazioni, - spiega nella ricostruzione dei fatti Antonello Saitta, delegato della Confcommercio di Bronte - ci fu un incontro con l’amministrazione comunale che rassicurò i commercianti sulla buona qualità dell’acqua. Oggi, invece, si sta dando seguito a quella diffida. Così abbiamo deciso la chiusura delle attività commerciali e la consegna al Prefetto delle autorizzazioni comunali».

Intanto ieri mattina, temendo la denuncia penale, molti bar, panifici e macellerie sono rimaste chiuse. «Il problema è scoppiato a giugno - spiega il sindaco Pino Firrarello - quando la Regione siciliana ha chiesto la proroga della deroga all’utilizzo della acqua con vanadio con 6 mesi di ritardo rispetto alle altre Regioni. Visto che questo ritardo rischiava di penalizzare le aziende di Bronte e della Sicilia sono riuscito a chiedere ed ottenere la convocazione del Consiglio superiore della Sanità, che oltre a tranquillizzare sul fatto che il vanadio non fosse tossico, ha prorogato fino al 31 dicembre del 2011, l’utilizzo dell’acqua contenente vanadio fino a 160 micro grammi per litro».
«Nei nostri pozzi Musa - continua Firrarello - il valore del vanadio è sotto i 60 mg/l, di conseguenza in quel momento era giusto pensare che il problema fosse risolto. Purtroppo però il decreto ha obbligato gli enti a verificare il quantitativo di “vanadio pentavalente”. Bene - conclude il primo cittadino brontese - mi dicono che non ci sarebbero in Italia laboratori accreditati ad effettuare le analisi». II sindaco comunica pure che sta pensando ad un potabilizzatore, ma ci vorranno soldi e tempo, intanto ha convocato un’assemblea pubblica domenica mattina alle 10 e 30 presso il cine teatro comunale.


Le reazioni dei commercianti e dei cittadini

«Siamo stati costretti a chiudere
È ingiusto, rischiamo il tracollo»

«Il mio panificio di fiducia e il mio macellaio sono chiusi: dovrò andare a fare la spesa fuori paese»
Molti commercianti ed artigiani nel settore alimentare raggiunti dal provvedimento di sospensione dell’Asp, ieri mattina, onde evitare ulteriori sanzioni anche penali, hanno denso di chiudere baracca ed attendere gli sviluppi della vicenda. Arrabbiati e stizziti però hanno a lungo protestato, ritenendo che l’acqua del rubinetto i brontesi l’hanno sempre bevuta e che comunque, solo a causa di una mancata proroga, non è possibile mettere in ginocchio l’intera economia di una cittadina come Bronte.
Qualcuno sulla saracinesca, malinconicamente chiusa, ha apposto un cartello dove comunicava ai clienti il motivo della chiusura. In tanti si soffermavano a leggere e piano piano la notizia della serrata ha fatto il giro di Bronte. «Oggi mi hanno costretto a chiudere la saracinesca - dice il macellaio Adriano Calanni - perché mi hanno sospeso l’autorizzazione sanitaria. E’ ingiusto, dobbiamo far sentire la nostra voce in tutte le sedi competenti. Protesteremo contro tutti e tutto. Chiediamo che venga data al Comune il tempo che serve per potabilizzare l’acqua».
«A parte l’Amministrazione comunale che ci è stata particolarmente vicina - aggiunge il pasticcere Luca Gallenti Conti - partecipando all’incontro in Confcommercio fino alle 2 di questa notte, siamo stati lasciati soli. Anche per questo motivo riteniamo di dover protestare. Abbiamo la sensazione di essere vittima di una guerra politica che alla fine penalizza il più debole». «Non sappiamo cosa fare. - spiega il ristoratore Davide Spitaleri - Per adesso abbiamo chiuso i battenti anche per non rischiare sanzioni. La direttiva dell’Asp, infatti, è stata precisa e ci ha diffidato a continuare a lavorare utilizzando l’acqua della condotta idrica. Il Comune - continua - ha preso di petto il problema puntando a realizzare un potabilizzatore, ma ci vorranno mesi. La situazione è grave e nessuno capisce cosa fare. Certo - conclude - noi non possiamo riaprire il ristorante se non prima l’acqua che utilizziamo non abbia ottenuto tutti i requisiti di legge».
I problemi della serrata li hanno risentiti anche i cittadini: «Nè il mio panificio di fiducia, nè il mio macellaio questa mattina ha aperto - racconta Antonino Caruso - Penso proprio che per fare la spesa dovrò recarmi fuori Bronte».

Fra i tanti commercianti ieri c’era chi stava cominciando a preparare un manifesto di protesta e qualcuno che raccoglieva adesioni per una manifestazione a Palermo.

Altri si domandavano se negli altri Comuni serviti dal pozzo di Ciapparazzo di Bronte dove il valore del vanadio supera i 160 mg/l, è stato utilizzato lo stesso metro. Insomma, la sensazione è di essere all’inizio di una protesta che potrebbe assumere contorni ancora maggiori.
 

LUNEDI' 18 BRONTE PROTESTA PER L'EMERGENZA ACQUA
Il manifesto affisso dagli artigiani e dai commercianti

AVVISO A TUTTA LA CITTADINANZA

IL MANIFESTO DEI COMMERCIANTII COMMERCIANTI DI BRONTE, A SEGUITO DELL’ORDINANZA DELL’USL CHE IMPONE LA CHIUSURA DI TUTTI GLI ESERCIZI COMMERCIALI SULLA BASE DELLA NON POTABILITA’ DELL'ACQUA DEI POZZI CHE FORNISCONO TUTTO IL PAESE E L'AREA LIMITROFA, TENUTO CONTO CHE:
- TALE CHIUSURA NON RIGUARDA I PAESI LIMITROFI, SERVITI DALLO STESSO POZZO;
- PER TUTTI I COMMERCIANTI E ARTIGIANI COLPITI DALL'ORDINANZA, CHE HA EFFETTO ESECUTIVO IMMEDIATO, E' IMPOSSIBILE MUNIRSI DEGLI APPOSITI DEPURATORI O ALTRO, NON MEGLIO CHIARITO DAGLI ORGANI COMPETENTI IN MATERIA, NEI TEMPI IMPOSTI DALL'ORDINANZA (SUBITO);
- LA STESSA COMUNICAZIONE DI NON POTABILITA’ DELL'ACQUA NON E’ STATA RESA NOTA A TUTTA LA CITTADINANZA, PER GLI USI DOMESTICI QUOTIDIANI.
- LA QUESTIONE DI UN PROBLEMA DALLA GRANDISSIMA RILEVANZA ECONOMICA E SOCIALE NON E' STATA AFFRONTATA PER TEMPO, IN MODO DA DARE LA POSSIBILITA' DI PROVVEDERE ALL’APPROVIGIONAMENTO DI ACQUA POTABILE.
- LA SOLUZIONE DI UNA QUESTIONE COSI' IMPORTANTE, CHE RIGUARDA LA STABILITA' E LA SERENITA' DI TUTTO IL PAESE, NON PUO' ESSERE DELEGATA AI PRIVATI O AI PUBBLICI ESERCENTI

CHIEDONO

AL SINDACO, AL CONSIGLIO COMUNALE, AL PREFETTO, ALLE FORZE POLITICHE, A TUTTI GLI ORGANI COMPETENTI IN MATERIA, IMMEDIATI CHIARIMENTI PER LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA ED INTERVENTI URGENTI PER EVITARE DANNI ALL'ECONOMIA DEL PAESE E DISAGI ALLA CITTADINANZA.
INOLTRE GLI SCRIVENTI INVITANO TUTTI I PUBBLICI ESERCIZI E I COMMERCIANTI DI BRONTE A MANIFESTARE IL PROPRIO DISSENSO CON LA CHIUSURA DELLE ATTIVITA’ COMMERCIALI PER L’INTERA GIORNATA DI LUNEDI' 18 OTTOBRE 2010.
L’INVITO E’ RIVOLTO A TUTTA LA CITTADINANZA
GRAZIE
GLI ARTIGIANI E I COMMERCIANTI

CHE COS’E’ IL VANADIO

È un elemento raro, tenero e duttile che si trova sotto forma di composto in certi minerali. Nel sottosuolo del versante nord ovest dell’Etna ce n’è in abbondanza se è vero che viene fuori con l’acqua dei pozzi idrici. E il Comune di Bronte si approvvigiona da 4 pozzi: Ciapparazzo gestito dall’Acoset dove i valori del vanadio superano appena i 160 mg/l, Musa 1 e 2 dove il vanadio non supera i 50 mg/l e Sollazzo che non presenta vanadio in rilevanza ma che è utilizzabile per uso industriale. Il decreto legislativo 31 del 2001 fissa i limiti del vana dio a 50 mg/l. Con questi indici l’acqua di Bronte non potrebbe essere utilizzata, ma fino ad oggi è stato possibile grazie alle deroghe concesse del ministero della Salute e della Regione siciliana. Miscelando tutta l’acqua dei pozzi di Bronte si potrebbe ottenere acqua buona, ma neanche questa soluzione è percorribile: mancano le analisi sul vanadio pentavalente. Quindi l’acqua resta non potabile.


15 Ottobre 2010
POZZI. PERCENTUALE AL DI SOTTO DEI VALORI MASSIMI

Bronte, acqua al vanadio: la situazione non è critica

L’acqua della rete idrica di Bronte presenta una quantità eccessiva di vanadio. Per questo motivo le autorità sanitarie hanno sospeso l’autorizzazione a numerosi esercizi creando il panico. (…)


VANADIO NELL'ACQUA: OPINIONI CONTRASTANTI
I commercianti sospendono la serrata


ACQUA AL VANADIO

IL COMUNICATO DEL SINDACO FIRRARELLO:
“Stiamo facendo il possibile”
«Il problema è scoppiato a giugno, quando la Regione siciliana ha chiesto alle autorità competenti la proroga della deroga all’utilizzo dell'acqua con vanadio con 6 mesi di ritardo rispetto alle altre Regioni. Visto che questo ritardo rischiava di penalizzare le aziende di Bronte e della Sicilia, nonostante fosse estate, periodo caratterizzato dalle ferie, sono riuscito a chiedere ed ottenere la convocazione del Consiglio superiore della Sanità, che oltre a tranquillizzare sul fatto che il vanadio non fosse tossico, ha prorogato fino al 31 dicembre del 2011, l’utilizzo dell’acqua contenente vanadio fino a 160 micro grammi per litro.
Nei nostri pozzi Musa il valore del vanadio è sotto i 60 mg/l, di conseguenza in quel momento era giusto pensare che il problema fosse risolto. Purtroppo però il decreto ha obbligato gli enti a verificare il quantitativo di “vanadio pentavalente”.
Bene, secondo quanto mi dicono i tecnici, compreso il dott. Massimo Ottaviani, responsabile di questioni di acque potabili per l'Istituto Superiore di Sanità, non ci sarebbero in Italia laboratori accreditati ad effettuare le analisi. Di conseguenza non è stato possibile utilizzare i pozzi Musa che avrebbero risolto il nostro problema. Nel frattempo comunque non siamo stati ad aspettare. Abbiamo richiesto dei preventivi per potabilizzare sia l’acqua dei pozzi Musa, sia quella di Ciapparazzo perché il nostro obiettivo è dare acqua potabile ai nostri cittadini.
Prima di riuscirci però è necessario reperire le risorse necessarie, che il Comune oggi non ha, e che passi il tempo necessario a completare gli iter burocratici ed realizzare gli impianti. Per questo ritengo che, per non penalizzare l’economia di Bronte, le autorità che oggi intimano gli esercenti debbano darci il tempo di agire. Anche perché se il vanadio facesse veramente così male, il Ministero non avrebbe negli anni passati concesso la deroga all’utilizzo».




16 Ottobre 2010
FIORE ALL'OCCHIELLO DEL PARCO DELL'ETNA E DEL COMUNE

La «porta» che svela le meraviglie del Vulcano

Restaurata la «Casermetta di piano dei Grilli»

Finalmente il Comune di Bronte ha la sua «porta» sulle meraviglie del Vulcano. Il commissario del Parco dell’Etna, Ettore Foti, ha presentato al sindaco di Bronte, Pino Firrarello, la «Casermetta di piano dei Grilli», al termine dei lavori di restauro. Alla manifestazione hanno partecipato anche numerose autorità, fra cui il presidente del Cts dell’area protetta, Marisa Vinciguerra, il dott. Mario Bonanno, dell’Azienda forestale, il commissario Enzo Crimi, il progettista Aldo Meli, gli ingegneri del Parco, Giuseppe Di Paola e Agata Puglisi, con il capo ufficio stampa dell’ente naturalistico Gaetano Perricone. Con loro numerosi assessori e consiglieri comunali di Bronte.
«Oggi - ha affermato il commissario Foti - presentiamo questa struttura che possiamo considerare un fiore all’occhiello del nostro Parco. Ricordo che 10 anni fa, quando il Comune di Bronte la diede a noi in comodato d’uso affinché venisse restaurata, era diroccata e priva di servizi. Oggi, invece, grazie a fondi regionali e del bilancio del Parco dell’Etna, siamo riusciti a restaurarla, con l’obiettivo di utilizzarla assieme al Comune per la valorizzazione di questo versante del vulcano».
«Questo - ha aggiunto il sindaco Firrarello - è forse il lavoro più importante che ha effettuato il Parco dell’Etna per Bronte. Ci troviamo a 1200 metri di quota e da qui si possono visitare i boschi più belli in uno scenario mozzafiato. Ringrazio il commissario Foti e tutti coloro che ci hanno restituito questa struttura, che per noi ha anche un valore storico».
La casermetta si trova nella zona «C» del Parco e può essere raggiunta con i mezzi gommati attraverso una caratteristica strada in basalto lavico dalla quale possono essere ammirate le caratteristiche «lave cordate», di rilevante interesse naturalistico e ambientale.



12 Ottobre 2010

Ripulita dai rifiuti la Porta dell'Etna

Adesso la strada in basolato lavico, che dal viale Kennedy conduce fino a Piano dei Grilli sull’Etna, è ripulita dai rifiuti. Merito dell’iniziativa “Custodire il creato per coltivare la pace” promossa dall’Ordine francescano secolare, dalla “Gioventù francescana” è sposata in pieno dalla società Ato Joniambiente, dall’Aimeri ambiente e dal Comune di Bronte. Anche l’assessore Biagio Petralia ed il vice presidente della Joniambiente, Antonello Caruso, hanno indossato i guanti e partecipato alla pulizia.
Significative le testimonianze di Nunziata Toscano e delle giovani Antonella e Faibiola della “Gifra” che hanno sottolineato la necessità di custodire il territorio. Tutti hanno ricevuto un sentito ringraziamento da parte del sindaco e dal presidente del Consiglio comunale.



9 Ottobre 2010

Dopo nonna Anna Gangi, nonno Biagio Fallico, nonna Giuseppa Castiglione, e tanti altri, un'altra torta con cento candeline. Ancora una volta Bronte si conferma una comunità dalla popolazione particolarmente longeva

Nonna Giuseppina Meli, 100 anniFesta speciale per i 100 anni di nonna Giuseppina Meli

Bronte si conferma ancora una volta una comunità dalla popolazione particolarmente longeva. Festeggia, infatti, i 100 anni di nonna Giuseppina Meli. Vedova da 22 anni, la nonnina da circa 3 anni è ospite della Casa di riposo «San Vincenzo De Paoli - padre Antonino Marcantonio», guidata con passione ed amorevole dedizione da mons. Nino Longhitano.

Durante la sua vita si è dedicata completamente al marito, Nunzio Saccullo, ed ai figli, testimoniando una ferrea fede cattolica attraverso una vita morigerata ed una assidua partecipazione alle celebrazioni della chiesa Madre.
Il suo stato di salute tutto sommato è buono, ed oggi ha la gioia di festeggiare le sue 100 candeline assieme ai figli Antonio, Salvatore, Biagia ed Illuminata che parteciperanno alla messa officiata da mons. Longhitano alle 11.
Poi il pranzo prima della festa che il Comune e la Casa di Riposo hanno organizzato alle 18, quando il sindaco, Pino Firrarello, a nome di tutta Bronte regalerà a lei ed alla famiglia una targa per ricordare questo giorno giubilare.



5 ottobre 2010

GIUSEPPE MARCENO', SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI BRONTEGiuseppe Marcenò, nuovo segretario generale del Comune

Il dott. Giuseppe Marcenò è il nuovo segretario generale titolare del Comune di Bronte. Cinquantanove anni, laureato in Scienze politiche presso l’Università di Catania, è stato nel 1979 vincitore del concorso per segretari comunali bandito dal Ministero dell’Interno.

Dal curriculum prestigioso, in passato ha sempre ricoperto anche l’incarico di direttore generale e vanta una grandissima esperienza alla guida della burocrazia dei Comuni. In 31 anni di servizio, infatti, è stato segretario generale titolare nei Comuni di San Giovanni La Punta, Taormina, Aci Castello, Scordia, Grammichele. Ha avuto esperienze di lavoro anche in grossi centri della Calabria e della Provincia di Messina.

“Ho accettato l’incarico con grande entusiasmo. – ha affermato Marcenò – Come sempre il mio motto è il lavoro, con l’obiettivo di dare impulso all’attività dell’Ente che deve essere improntata sulla massima produttività, nel rispetto rigoroso delle leggi”.
A fare gli auguri al neo segretario per un proficuo lavoro, il sindaco Pino Firrarello, la giunta, il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta e l’assemblea consiliare.



3 ottobre 2010

«Luce» sulla strada provinciale 17/III

«Lavori fondamentali per garantire sicurezza»
Saranno consegnati domani alle 11, al Municipio di Bronte, dall'assessore provinciale ai Lavori pubblici Ottavio Vaccaro, i lavori di completamento della pubblica illuminazione sulla Sp 17/III in territorio di Bronte, comunemente denominata Via Palermo. Presenzieranno il sindaco del Comune di Bronte, sen. Pino Firrarello, gli amministratori locali, i consiglieri provinciali eletti nel collegio elettorale di Bronte e i rappresentanti dell'impresa che ha vinto l'appalto. Con i lavori di completamento della pubblica illuminazione lungo la Sp 17/III verranno sensibilmente aumentati gli standard di sicurezza stradale e verrà consentito un transito veicolare e pedonale agli utenti della strada in assoluta sicurezza. L'appalto dell'opera è stato aggiudicato a una ditta di Favara (Ag).
La strada in cui verranno effettuati i lavori è un'arteria di primaria importanza per il flusso veicolare che giornalmente si dirige verso il comune di Maniace o verso le pendici dei Nebrodi della provincia di Messina.
«Con questo importante intervento - ha affermato l'assessore Ottavio Vaccaro - verrà migliorata la sicurezza nelle ore serali su una strada provinciale che serve non soltanto la provincia Catania ma conduce anche nel Messinese ed è giornalmente percorsa da numerose autovetture». Soddisfazione per l'attenzione riposta dalla Provincia regionale di Catania, con questo ed altri interventi sulle strade provinciali del territorio del Comune di Bronte, è stata espressa anche dal sindaco Pino Firrarello: «Viene finalmente completato, dopo tante mie sollecitazioni, l'impianto di illuminazione della Sp 17/III che porterà indubbi benefici alla collettività brontese. Un intervento atteso da anni che finalmente diventa realtà per il quale ringrazio la Provincia regionale di Catania».
I lavori sulla SP 17/III inizieranno entro breve termine e si confida di riuscire a portarli a compimento prima della fine della prossima estate. «Dopo un attento esame delle innumerevoli problematiche presenti sul vasto territorio provinciale - ha infine dichiarato ha dichiarato il presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione - stiamo adesso passando alla fase esecutiva, intervenendo con azioni mirati per la risoluzione delle maggiori criticità registrate, così da garantire una maggiore sicurezza delle nostre strade alle comunità amministrate». Fiore all’occhiello del progetto il fatto che sia stata posta particolare attenzione al contenimento energetico. “Essendo questa una zona ormai urbanizzata – ha affermato il presidente del Consiglio comunale, Gullotta – l’illuminazione, oltre a garantire sicurezza, renderà uno degli ingressi del paese più dignitoso, restituendo quel necessario decoro urbano che una zona come questa deve avere”.



2 Ottobre 2010
GUARDIA DI FINANZA – DUE VIDEOPOKER ACCETTAVANO SOLO BANCONOTE. MULTA DI 18 MILA EURO AL GESTORE

Si indebitavano per le slot

Bronte, famiglie distrutte

I «dispositivi» sprovvisti di certificazione di collaudo, messa in esercizio, nullaosta dei Monopoli e targhette identificative non erano telematici

Le “macchinette mangiasoldi” erano diventate un vero incubo per tante moglie e madri, inermi spettatrici dello sperpero di denaro con conseguenti ricadute economiche del bilancio familiare. Così, le tante lamentele alla fine non sono state ignorate dalla: Guardia di finanza, impegnata quotidianamente nei servizi predisposti dal comandante provinciale, colonnello Francesco Gazzani, volti alla tutela dei cittadini-cosumatori. Nell'ambito di tutto ciò sono stati scoperti due videogiochi illegali all'interno di una sala giochi di Bronte, che sono stati sequestrati con il conseguente deferimento del titolare del circolo, al quale sono state comminate una serie di multe per complessivi 18 mila euro.
Dalle indagini effettuate dalle Fiamme gialle di Bronte è emerso come fossero ormai in molti coloro i quali erano soliti buttare via ingenti quantità di denaro, tentando la fortuna, nella speranza di una impossibile vincita con le slot machine, come a Las Vegas.
I finanzieri, durante il controllo, hanno appurato che tra i due videogiochi installati nella sala giochi non erano provvisti di certificazione di collaudo e messa in esercizio, non avevano il nulla osta dei Monopoli, erano privi di targhetta identificativa e non erano collegati la rete telematica.
I video poker sequestrati potevano essere attivati soltanto con l'inserimento di banconote da un minimo 5 euro ad un massimo di 50. Niente monete, dunque, ma bigliettoni per sfidare la dea bendata ed alimentare la dipendenza così come quella altrettanto pericolosa provocata dall'uso di stupefacenti. Le macchinette mangia soldi erano tarate in modo tale che dopo aver “fagocitato” ingenti quantità di denaro ne elargivano una minima parte, creando l'illusione di essere stati bravi nel gioco. Vincite aleatorie e non dipendenti dalla capacità del giocatore che immancabilmente era destinato a perdere, mentre gli unici vincitori alla ne risultano i proprietari dei videogiochi. [Orazio Caruso]

2 ottobre 2010

Sequestrati dalla GdF videogiochi col «trucco»

In tanti si decidono a denunciare tutto alla Guardia di Finanza che interviene e sequestra quei videogiochi illegali che a più persone avevano "mangiato" interi stipendi. E' accaduto a Bronte, nella cittadina in festa per celebrare il verde pistacchio. Dopo le segnalazioni dei cittadini, la Fiamme gialle hanno iniziato ad indagare, scoprendo che tra i tanti videogiochi installati in una sala giochi della cittadina, ve ne erano due totalmente illegali. Non erano, infatti, provvisti di certificazione di collaudo e messa in esercizio, ne avevano il "nulla osta" della competente Amministrazione statale dei Monopoli. Come se non bastasse, erano anche privi della targhetta identificativa e non erano collegati alla rete telematica. I due apparecchi permettevano di giocare solo se si inserivano banconote, con taglio minimo di 5 euro e massimo di 50. Di conseguenza, le vincite erano aleatorie e non dipendenti dalla capacità del giocatore che, immancabilmente, era destinato a perdere.
L'operazione è stata eseguita nell'ambito di servizi volti alla tutela dei cittadini, predisposti dal comandante provinciale della Guardia di Finanza di Catania, colonnello Francesco Gazzani. I videogiochi illegali sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza, così pure il denaro contenuto nelle stesse. Denunciato il titolare della sala giochi che dovrà anche pagare le pesanti multe comminate che per illeciti simili possono arrivare fino a 9.000 euro per ogni videogioco illegale trovato. Non è la prima volta che la Guardia di Finanza di Bronte, coordinata dal maresciallo, Carmelo Cicero, scopre videogiochi abusivi.



29 Settembre 2010

«Assumete manodopera locale»

Nuovo appello del sindaco alle imprese edili impegnate in città

Il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, torna a chiedere alle imprese edili che stanno realizzando opere pubbliche nella sua città di assumere almeno il 50% della manodopera locale. Lo ha fatto durante un vertice tenuto in Comune alla presenza dell'assessore Biagio Petralia, del dirigente dell'ufficio tecnico, ing. Salvatore Caudullo, e delle organizzazioni sindacali di categoria. All'incontro hanno partecipato Rosario Portale, della Filca-Cisl, e Salvatore Papotto della Fillea-Cgil, giunto a Bronte insieme con il segretario provinciale, Claudio Longo. Presente anche il comandante della Stazione dei carabinieri, Antonio Vavalle.
«Ci rendiamo conto del fatto che ogni impresa ha una sua organizzazione - ha affermato in apertura Firrarello - ma a Bronte ci sono tanti lavoratori che a causa della crisi sono rimasti senza lavoro. E la cosa più brutta è che non si tratta di lavoratori generici e senza esperienza, ma di operai specializzati e stimati che si accorgono di un paradosso: Bronte è uno dei pochi paesi che riesce ad appaltare opere pubbliche di una certa importanza e poi le imprese che si aggiudicano i lavori non assumono manodopera locale.»
«Per questo motivo - ha continuato il sindaco - nell'ottica della collaborazione, che deve esserci, vi chiediamo di provare ad assumere almeno il 50% della forza lavoro di cui avete bisogno, attingendo dagli elenchi dei lavoratori disoccupati di Bronte». Richiesta che per le organizzazioni sindacali non può essere più disattesa: «Stiamo vivendo un momento di grave crisi - hanno ribadito da più parti - ma se nel resto d'Italia i dati statistici ci dicono che le imprese mostrano sensibilità verso le richieste dei lavoratori locali, in Sicilia, dove le necessità sono maggiori, questa stessa sensibilità si riduce». Le imprese si sono difese affermando che, anche se non raggiunge il 50%, una buona percentuale di lavoratori impiegati nei cantieri sono di Bronte o del territorio, lasciando però qualche speranza per il futuro.



28 Settembre 2010
Bronte presente fra i 13 comuni della provincia di Catania

Cento comuni a vocazione turistica

Via libera della Regione ai fondi Ue

L'assessore uscente Nino Strano ha sbloccato l'accesso ai contributi. Quasi 30 milioni di euro potranno essere spesi per rifare il look alle cittadine interessate nel provvedimento o creare nuovi servizi per aumentare la ricettività turistica.
Cento Comuni siciliani su 390 sono ufficialmente “Comuni a vocazione turistica”. Lo ha sancito un decreto assessoriale, siglato dall'uscente assessore al Turismo, Nino Strano. Le località individuate dal piano, richiesto dalla Commissione Europea, potranno accedere a una serie di finanziamenti europei. Soldi da spendere per interventi legati alla realizzazione di opere che possano incentivare lo sviluppo turistico. E così potranno sorgere nelle città e nei paesi inseriti nell'elenco nuovi punti di informazione per i turisti. Chioschi in cui sarà possibile distribuire cartine della zona o ricevere indicazioni stradali. Per questo genere di investimento dovrebbe essere impiegata una cifra di circa 20 milioni di euro.
Non è l'unico. La classificazione consente ulteriori interventi sull'arredo urbano. Vi rientrano i “progetti di valorizzazione turistica” elaborati dai Comuni, che prevedono la costruzione o la ripavimentazione dei marciapiedi. Ma anche la cura delle fontane, delle ville e dei giardini e la sistemazione della segnaletica stradale. Per questo capitolo dì spesa dovrebbe essere assegnata una cifra che oscilla tra i 7 e gli 8 milioni di euro. L'elenco è stato stilato in base ai flussi e alle presenze turistiche registrate negli ultimi cinque anni dall'Osservatorio Regionale del Turismo. La provincia più rappresentata è quella dì Messina con 25 Comuni presenti nell'elenco. (…) [Filippo Passantino]



28 Settembre 2010

La donna in ospedale dopo la lite

Violenza sulla moglie
Carrozziere arrestato

Ennesimo caso di marito violento concluso con l’arresto e sette giorni di prognosi per la consorte. A finire in manette D. V., pregiudicato cinquantunenne, non nuovo a questo genere di episodi. L'ultimo si è verificato domenica sera, quando per motivi banali i due hanno iniziato una discussione in un crescendo di parole fino a quando l'uomo ha cominciato ad insultarla pesantemente fino a picchiarla con una certa violenza tanto da spedirla in ospedale.
Anche stavolta a chiamare i carabinieri del Comando stazione, sono stati i vicini, allarmati dalle urla della donna, malmenata oltretutto in presenza della loro figlia minorenne. In passato ed in più occasioni il cinquantunenne, era stato denunciato sempre dalla donna con la quale da anni convive, e nel 2007 era stato arrestato e rinchiuso in carcere sempre per lo stesso reato, maltrattamenti, ingiurie e lesioni in famiglia. Il pregiudicato svolge l'attività di carrozziere ma evidentemente in tempi di crisi i soldi non bastano mai e così giù botte alla donna. Quest'ultima domenica sera è stata accompagnata in ospedale dove i medici del pronto soccorso brontese le hanno riscontrato contusioni alle gambe, al femore ed al rachide cervicale, oltre ad uno stato di agitazione, giudicandola guaribile con una prognosi di sette giorni. [GrMo]



27 Settembre 2010
CHIESA MADRE GREMITA DI FEDELI. LA PRESENZA DEI FRATI I CAPPUCCINI A BRONTE RISALE AI PRIMI ANNI DEL 1600

Il saluto ai frati cappuccini che lasciano BronteIl saluto di Bronte ai frati Cappuccini

Una chiesa Madre di Bronte gremita di fedeli ha salutato i due frati Cappuccini, Salvatore Russo e Salvatore inara, trasferiti in altra sede a causa della mancanza di vocazioni che ha costretto i Cappuccini ad aprire il convento di Bronte solo occasionalmente.

Tutti i parroci del 150’ vicariato pastorale dell’Arcidiocesi di Catania, che comprende le comunità ecclesiali dei comuni di Bronte, Maletto e Maniace, hanno partecipato alla messa officiata da frate Luigi Saladino, ministro provinciale dei Frati minori Cappuccini di Messina. “Non considerate il convento di Bronte chiuso – ha dichiarato quest’ultimo durante l’omelia – un frate, che per adesso opera presso il convento di Adrano, verrà spesso da voi per continuare la nostra opera”.

Alla celebrazione di saluto hanno partecipato numerosi giovani e fra questi molti in lacrime: “Non riusciamo – ha dichiarato il vicario foraneo padre Antonino Longhitano – ad immaginare la comunità ecclesiale di Bronte senza la presenza dei Cappuccini che sono stati sempre un punto di riferimento anche per noi sacerdoti”. Sentite le parole di ringraziamento anche da parte del sindaco, che non è riuscito a trattenere l’emozione: “Vi ringraziamo – ha dichiarato – per il lavoro svolto in 400 anni a servizio della comunità che da voi ha avuto conforto, affetto e speranza”.

Numerose le testimonianze a favore l’opera dei Cappuccini, con i due frati che hanno ringraziato tutti per l’affetto ricevuto, esortando i giovani ad avere la forza di compiere la scelta di essere al servizio di Dio. Poi i ragazzi si sono spostati nella piazza antistante il Convento dei Cappuccini, per condividere con i frati un momento di canto ed aggregazione.


I FRATI MINORI LASCIANO BRONTE DOPO 373 ANNII due frati cappuccini Salvatore Russo e Salvatore Seminara
19 Settembre 2010

GLI ULTIMI DUE FRATI SARANNO TRASFERITI

Il convento dei Cappuccini sarà «part-time»

Va via da Bronte una ricca pagina di storia della cittadina e soprattutto un pezzo di cuore. I due frati cappuccini Salvatore Russo e Salvatore Seminara, che prestano la loro opera nel convento dei Cappuccini di Bronte, hanno inviato al sindaco Pino Firrarello una lettera indirizzata, per conoscenza, anche alle istituzioni ed alla città, dove annunciano che dalla fine di settembre saranno trasferiti e che il convento non rimarrà più aperto stabilmente:  «Le recenti decisioni della nostra autorità religiosa - scrivono nella missiva - hanno disposto il nostro trasferimento in altra sede entro la fine di settembre. Il convento ad oggi - precisano - non è canonicamente chiuso, tuttavia non vi verrà costituita una fraternità stabile. Per seguire alcuni impegni - concludono - periodicamente verrà un frate proveniente dal convento più vicino».

La notizia ha velocemente fatto il giro della cittadina e tantissimi giovani si sono già riuniti per tentare di scongiurare il trasferimento dei frati, la cui opera a Bronte è sempre stata fattiva e gradita. A determinare la scelta, però, come gli stessi frati spiegano nella missiva, è «la grave carenza delle vocazioni» che avrebbe costretto i Cappuccini alla scelta. «Vi ringraziamo per la stima che in più occasioni ci avete manifestato - hanno concluso i frati - non vi nascondiamo la nostra sofferenza».

Ed il sindaco Firrarello ha voluto rispondere ai due "Frati cappuccini", scrivendo anche a Frate Luigi Saladino, padre provinciale dei Frati minori Cappuccini di Messina, ringraziandoli per la loro opera e lasciando la speranza che possano un giorno ritornare: «Apprendo con vivo dispiacere - scrive Firrarello - che la "fraternità" presso il convento dei Cappuccini non sarà più stabile. Il dispiacere è derivato dalla consapevolezza della fattiva azione svolta dai Frati fino ad oggi e dalla certezza che a Bronte mancherà la loro guida spirituale.

Alla luce delle motivate considerazioni che vi hanno spinto a questa scelta certamente dolorosa, sento principalmente il dovere di ringraziarvi per la grande opera svolta a favore della nostra comunità e soprattutto dei giovani, che hanno visto nei Frati Cappuccini, fin dal 1627, un sicuro punto di riferimento. Riconoscendo la valenza della vostra azione - conclude - soprattutto in questo momento in cui Bronte, teatro di alcuni episodi di assurda violenza, si interroga sull'emergenza educativa dei ragazzi, non posso che sperare che si ripristino le condizioni affinché il Convento di Bronte torni ad essere costantemente vivo e frequentato dai nostri ragazzi».
La presenza dei Frati Cappuccini a Bronte risale al lontano 1627 con il primo convento costruito su una collina. Il convento attuale, invece, fù costruito nel 1629. Tutti i frati che si sono succeduti gli hanno dato lustro.
Fra questi ricordiamo padre Antonino Uccellatore, morto nel 1762, denominato "Padre Purgatorio", vissuto e poi sepolto nel duomo di Cefalù e padre Gesualdo De Luca, scrittore e superiore del Convento, morto nel 1892. [fonte La Sicilia]
 

Il convento dei pp. Cappuccini nel 1800 28 Settembre 2010

Centinaia di fedeli per il commiato di Salvatore russo e Salvatore Seminara trasferiti perché il convento aprirà solo occasional­mente
Chiesa madre gremita per salutare i frati


28 Settembre 2010

Il saluto ai due Cappuccini
«Grazie per l'amore dato»


28 Settembre 2010

Il convento chiude ma aprirà ogni tanto
L'affettuoso saluto della comunità brontese ai due frati cap­puccini


27 Settembre 2010

La Comunità cerca di scongiurare la fine "di un pezzo di storia".
Bronte, vanno via i frati Cappuccini
Il Convento rimarrà aperto ogni tanto
Va via da Bronte una ricca pagina di storia della cittadina e sopratutto un pezzo di cuore. I due frati Cappuccini Salvatore Russo e Salvatore Seminara (...)

 



27 Settembre 2010
PRESO DAI CARABINIERI E' AI DOMICILIARI

"Padre padrone" geloso del genero arrestato a Bronte

L'uomo al terzo matrimonio era contrario alla relazione sentimentale della figlia con il corteggiatore. La ragazza minacciata con un coltello: Ti ammazzo". (...)

27 Settembre 2010

Ai domiciliari, ma lontano dalla figlia

Nuovo provvedimento cautelare per il «padre padrone» che picchiò la ragazza
Dopo aver violentemente picchiato la figlia il giudice gli aveva vietato di avvicinarsi a casa, ma lui ha violato l'ordine e adesso gli è stato notificato un nuovo provvedimento con il quale l'uomo dovrà scontare gli arresti domiciliari in una casa di campagna, lontano dalla ragazza e dalla moglie.
Protagonista della vicenda il pensionato di 63 anni di Bronte che il 24 maggio scorso aveva picchiato così brutalmente la figlia di 17 anni da costringere la moglie a chiamare i carabinieri. Secondo quanto emerso allora, la ragazza si era solamente azzardata a discutere un suo ordine e per questo il padre, in preda alla rabbia, aveva cominciato a picchiarla al capo procurandole una contusione cranica e un ematoma al cuoio capelluto nella ragione parietale, ritenuta guaribile in 6 giorni.
Dalla testimonianza della moglie era emerso che non era la prima volta che la figlia veniva picchiata violentemente dal padre, intenzionato a tutti i costi, anche con la forza, a imporre alla ragazza il proprio modello educativo. L'uomo fu arrestato e gli fu vietato di avvicinarsi alla figlia, ma evidentemente in cuor suo ha sempre covato sentimenti di vendetta, se è vero che il 5 settembre scorso ha tentato di entrare in casa.
Fortunatamente il tentativo di irruzione è fallito perché era stata cambiata la chiave del portone, ma la moglie, spaventata, ha nuovamente chiamato i carabinieri e sporto denuncia. Ovviamente l'uomo, alla vista dei carabinieri, è scappato, ma il giudice ha deciso di punire le sue intemperanze con l'arresto. Così ieri i carabinieri di Bronte, in esecuzione di un ordine emesso dal Tribunale di Catania, gli hanno gli hanno notificato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Adesso dovrà rimanere in campagna, in contrada Placa, ovvero il luogo scelto per scontare la pena, lontano da moglie e figlia, che così almeno non avranno più il timore di incontrarlo per strada.



22 Settembre 2010
Slitta di qualche giorno la riapertura della vecchia passerella sul fiume Simeto della Ss 120, in contrada Bolo, nel tratto Bronte-Cesarò

Bolo, slitta la riapertura

La passerella sul fiume Simeto doveva essere riaperta oggi

Slitta di qualche giorno la riapertura della vecchia passerella sul fiume Simeto della Ss 120, in contrada Bolo, nel tratto Bronte-Cesarò. La strada era stata interrotta 10 giorni fa per realizzare la spalla sud del nuovo ponte. Oggi, da programma, doveva essere riaperto il transito, ma a prolungare l'interruzione della strada è stata la decisione di costruire in gran fretta e velocità non solo la spalla del ponte, in direzione di Cesarò, ma anche i 2 muri «andatori» che dalla spalla si divaricano per contenere la terra che nei fatti poi unisce il manto stradale del ponte con quello della strada. «Si tratta di un ponte alto 7 metri circa - spiega il direttore dei lavori, l'ing. Massimiliano Campanella dell'Anas - a protezione della spalla e a contenimento della terra accanto la spalla. Abbiamo deciso così, per continuare il forcing impresso ai lavori in questi giorni, con l'impresa che ha lavorato sia i sabati che le domeniche, per evitare di chiudere e riaprire a singhiozzo la passerella».
Al di là del ritardo, guardando i lavori, si capisce che questi stanno realmente procedendo con velocità per realizzare quanto necessario nel guado del fiume, prima che arrivino le piene del Simeto, che lo scorso anno provocarono ingenti danni. Nei prossimi giorni sapremo quando il calcestruzzo dei muri «andatori» sarà asciutto abbastanza da permettere la riapertura al transito della passerella. Nel frattempo, per superare il Simeto, bisognerà - da entrambi i sensi marcia - raggiungere la contrada Cantera di Bronte, allungando i percorso di circa 8 chilometri. [Gaetano Guidotto]



18 Settembre 2010

POLO TESSILE

Parrinello «interroga» presidente della Provincia

Nell'attesa che il giudice di Bassano del Grappa risolva la querelle fra la Diesel di Renzo Rosso che, sottraendo fino a togliere del tutto le commesse alla Bronte jeans, ha provocato la crisi nel polo tessile di Bronte, il consigliere provinciale Nunzio Parrinello tiene desta l'attenzione sulla crisi, che minaccia di provocare numerosi licenziamenti con un'interrogazione al presidente della Provincia Giuseppe Castiglione e all'assessore provinciale alle politiche del Lavoro, Francesco Ciancitto, «tendente a sapere quali iniziative l'Amministrazione provinciale di concerto con il Comune ha intrapreso per evitare i licenziamenti», oggi chiede di «sapere se sono state sensibilizzate le autorità competenti, se è stato istituito un tavolo di concertazione tra i rappresentanti delle associazioni di categoria e gli addetti ai lavori e se sono state trovate iniziative da intraprendere per dare soluzioni alla drammatica crisi del polo tessile brontese».
«Salvare il Polo tessile era ed è una priorità. - spiega il presidente della Provincia, Castiglione - Per questo abbiamo sensibilizzato tutte le istituzioni che potevano aiutare non solo le aziende brontesi, ma l'intero comparto tessile». Dal canto suo, il Comune ha deciso di affiancare il Consorzio nel contenzioso legale con Diesel, per difendere i posti di lavoro minacciati dalla diminuzione delle commesse, affidando a un legale il compito di intervenire ad adiuvandum».



17 Settembre 2010
40 ANNI DI CONTENZIOSO NON ANCORA RISOLTO. L'OPERA E' STATA INAUGURATA NEL DICEMBRE 2001

La querelle sulla espropriazione del terreno della piscina

Spanò: “Che il Comune si faccia restituire le somme pignorate”

Torna di attualità l’antica querelle fra il Comune ed un cittadino sull’esproprio del terreno dove è stata costruita la piscina comunale. Il pignoramento di fondi del Comune da parte del proprietario del terreno, a seguito di una sentenza, infatti, ha caratterizzato il dibattito dell’ultimo Consiglio comunale.
Questi i fatti così come descritti in un comunicato diramato dal Comune.
Nel gennaio del 2009 una sentenza ha condannato il Comune a pagare oltre un milione di euro, soldi che il privato ha prelevato. Nel marzo 2009 però il giudice ha stabilito che quelle somme erano impignorabili. Così il presidente della commissione bilancio, Giancarlo Luca, leggendo il verbale che la sua commissione aveva stilato precedentemente, ha reso note le considerazioni del consigliere Nunzio Spanò, che ha evidenziato la necessità del “recupero delle somme pagate in esecuzione dell’ordinanza di assegnazione del 23 gennaio 2009, riferita al pagamento risarcitorio per l’occupazione del terreno della piscina.
L’importo pagato dal tesoriere – ribadisce Spanò - ammonta a un milione e 8.743,00 euro, con conseguenze sulla liquidità del Comune”.
 Alla fine Spanò, in commissione, ha invitato il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta, a trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica per tutelare il Comune dal danno economico.
“Siamo noi per primi a voler recuperare le somme per salvaguardare il Comune, il bilancio, ma soprattutto i diritti di tutti i cittadini. - ha spiegato l’assessore al Bilancio, Biagio Petralia - Per questo il sindaco fin dal suo primo insediamento ha cercato con atti concreti di trovare una soluzione conveniente sia per il Comune, sia per il privato, che, ricordatevi, avendo subito ai tempi un’occupazione impropria del suo terreno, comunque dovrà essere risarcito. L’obiettivo, a tutela del patrimonio comunale – conclude - è quello di cercare una transazione, affinché l’onere per il nostro Ente possa essere diminuito”.
L’occupazione del terreno è avvenuta alla fine degli anni 70, quando il Comune realizzò la piscina. Da allora nacque un lungo contenzioso che ha visto anche l’istituzione di un collegio arbitrale, pronto a stabilire che il proprietario doveva essere risarcito.

20 Settembre 2010

Torna in Consiglio il risarcimento per l'espro­prio. In discussione il pagamento di oltre 1 milione di euro al proprietario del terreno su cui fu costruita la piscina

QUEL "MALEDETTO" ESPROPRIO
Si riaccende in Consiglio il dibattito sul risarci­mento pagato dal Comune a un cittadino (...)

Nel 1997 però il Comune di Bronte ha impugnato la decisione degli arbitri, prolungando il contenzioso che ancora oggi non è definito. Oggi, dopo tante udienze e pronunciamenti, da una parte il giudice del Tribunale di Catania ha reso esecutivo la decisione degli arbitri, consentendo al privato di pignorare le somme pattuite nel 1996 che erano circa 600 milioni di vecchie lire e che con gli interessi hanno superato il milione di euro, dall’altro il Giudice di Bronte ha stabilito che quei soldi erano impignorabili, imponendo al privato di restituire le somme.
Come dire: la querelle continua.


12 Settembre 2010

Giovani, emergenza educativa

«Non dimentichiamo le ultime tragedie. Non si diventa grandi fumando lo spinello»

Bronte si interroga sulla emergenza educativa, chiedendosi cosa fare per far si che quanto accaduto a dicembre ed il primo agosto, quando due ragazzi sono stati uccisi, non accada più. In una sala conferenze del Collegio Capizzi, invitati dal sindaco Pino Firrarello, sono intervenuti numerosi consiglieri comunali, presidenti di circoli, le forze dell'ordine, i dirigenti degli istituti, e di rappresentanti dei patronati e delle associazioni. «Temo - ha affermato il sindaco - che quanto accaduto il primo agosto venga presto assorbito e dimenticato. I genitori devono chiedersi cosa fare e tutti noi dobbiamo impegnarci di più cominciando da oggi, affinché incontri come questo non rimangano fine a stesso».

«Quanto accaduto - ha aggiunto l'assessore Enzo Bonina - è sinonimo di malessere. Urge sinergia fra istituzioni ed agenzie educative». «Fino a quando non ci saranno politiche nazionali - ha affermato il presidente del Consiglio comunale Salvatore Gullotta - che diano una prospettiva ai giovani, è difficile indicargli la giusta strada». «Cerchiamo soluzioni che impediscano il ripetersi di questi brutti episodi - ha aggiunto il consigliere Graziano Calanna - aiutiamo chi deve educare e vigilare sui ragazzi, magari attraverso dei corsi». «Bisogna far capire ai figli - ha affermato il consigliere Vittorio Triscari - che non si diventa moderni fumando lo spinello».
Sentiti ed appassionati gli interventi di Vincenzo Zappalà, Lucia Firrarello, Giuseppe Vecchio, Suor Silvana, dei dirigenti scolastici Grazia Emanuele e Giuseppe Crasci e del Comandante della Compagnia carabinieri di Randazzo, capitano Donato Pontassuglia.
Gli incontri continueranno, coinvolgendo la scuola, la Chiesa ed i giovani. [L. S.]

Lettera del Sindaco ai genitori di Bronte

Cari Genitori,
questa volta non vi scrivo solo nelle vesti di Sindaco, ma di genitore e di nonno.
Quanto accaduto nella nostra cittadina nel dicembre scorso e la sera del primo agosto non può essere accettato con rassegnazione da nessuno di noi. Chi ha a cuore non solo la nostra comunità, ma il futuro dei propri figli, sa che è arrivato il momento di agire, per consentire alle giovani generazioni di vivere in un ambiente sereno, lontano dai pericoli. Pericoli che oggi tutti abbiamo la sensazione che i nostri figli corrano, se è vero che in pochi mesi 2 giovani innocenti sono stati uccisi per banalità e per errore.
Per questo motivo ritengo che sia arrivato il momento di lavorare insieme per costruire una società migliore, attraverso una azione più proficua da parte di tutte le agenzie educative che a Bronte operano.
I genitori, però, non possono pensare di delegare ad altri il principale ruolo educativo. Se siete come me convinti che solo attraverso una buona educazione i vostri figli diventeranno uomini del domani, dovete riappropriarvi di questo difficile compito. Ricordiamoci tutti che i genitori sono i primi educatori dei propri figli. Si tratta di un diritto essenziale, primario ed insostituibile, ma anche di un dovere e di una responsabilità principalmente verso loro stessi. Invece oggi da più parti si constata con inquietudine come alcuni genitori abbiano rinunciato a questa missione e sono così lontani dai figli al punto da non sapere dove si trovino durante il giorno, ed ancora peggio durante le ore serali.
Ad accentuare il fenomeno, certo, anche la disgregazione delle famiglie, oggi giorno dilaniate dai divorzi, e soprattutto il fatto che i figli passano poche ore insieme con i genitori, che invece dovrebbero essere per loro l’esempio da seguire.
Di conseguenza, cari genitori, state di più insieme con i vostri figli, impadronitevi nuovamente del compito di essere "testimonianza morale" verso di loro, sottraeteli dallo squallore di una giovinezza sciupata nell'inconcludenza o nella prevaricazione verso gli altri che, spesso, portano a comportamenti condannabili, e conduceteli verso la strada della formazione, della cultura e del rispetto della cose e dell’umanità.
I genitori di quei ragazzi, che per qualsiasi motivo sono diventati protagonisti di atti delinquenziali o sono andati incontro a devianze, devono chiedersi dove hanno sbagliato e cercare se possibile di recuperare.
Sforziamoci di più ad educare, per aiutare i nostri giovani a vivere bene l’oggi, ma anche a diventare capaci di costruire con coraggio e creatività un futuro nuovo e migliore.
IL SINDACO
Sen. Giuseppe Firrarello



10 Settembre 2010

Ss 120, stop al transito

Da lunedì sino al 22 lavori per realizzare la «spalla» del ponte Bolo dal lato di Cesarò

Stop al transito dei veicoli da lunedì fino a mercoledì 22 settembre sulla Ss 120, in contrada Bolo, nel tratto Bronte-Cesarò. Dieci giorni di divieto di passaggio alle auto, imposto dai lavori, per realizzare il nuovo ponte sul fiume, che impegnano gli operai dal 3 luglio dello scorso anno.
E', infatti, arrivato il momento di costruire la «spalla» del ponte dal lato di Cesarò, ultimo sforzo prima di passare alla realizzazione del ponte vero e proprio sopra i piloni già pronti, come conferma il direttore dei lavori, l'ingegnere dell'Anas, Massimiliano Campanella: «Dopo il ritmo forsennato - spiega - imposto nel mese di agosto per realizzare tutti i lavori sul fiume prima dell'arrivo delle piene, siamo pronti a compiere l'atto finale, per poi passare alla realizzazione dell'impalcato. Tutta la nostra attenzione e le nostre energie si concentrano sulla "spalla" e le relative opere di sistemazione idraulica nell'alveo del fiume, per una corsa contro il tempo e le piogge che potrebbero precipitare. Per lavorare velocemente e in sicurezza, però - ribadisce - abbiamo bisogno che, per almeno 10 giorni, sulla vecchia passerella, che da anni sostituisce il ponte, non passino auto».
Così, come accadeva ogni volta che la piena del fiume superava il livello della strada, gli automobilisti che vorranno attraversare il Simeto, in questi 10 giorni, dovranno allungare il percorso di ben 8 chilometri. Chi proverà da Randazzo dovrà imboccare, in contrada Serra, la provinciale che conduce a Bronte e svoltare a destra sulla strada provinciale 165 fino a rimettersi sulla Ss 120. Stesso percorso, ovviamente in senso inverso, per chi proviene invece da Cesarò. Intanto, chiunque si avvicina al cantiere si accorge che i lavori sono realmente a buon punto: «L'obiettivo era quello - continua l'ingegnere Campanella - di completare tutto il lavoro che deve essere svolto nel guado del fiume durante l'estate, per evitare che le piene autunnali rallentassero ulteriormente le operazioni. In effetti possiamo dire di esserci riusciti, rispettando il crono-programma». Crono-programma che prevede l'inaugurazione del nuovo ponte a dicembre, prima di Natale, anche perché, ancora, bisognerà porre le travi a sostegno della strada e spostare il cavo di fibra ottica oggi ospitato ai bordi della passerella.
Ricordiamo che a realizzare i lavori è un'impresa di Sondrio che, con oltre 3 milioni di euro, sta costruendo un ponte lungo 163,3 metri, a 8 luci da circa 20,5 metri ciascuna. [Gaetano Guidotto]



5 Settembre 2010
MALETTO

Progetto per «aprire» una nuova porta dell'Etna

Abbeveratoio in C.da FontanamurataPresentato dal Parco il progetto di un'area attrezzata per trasformare contrada Fontana Murata

Strade di campagna al servizio dei poderi e un'area attrezzata per trasformare contrada Fontana Murata di Maletto in una vera porta dell'Etna. Questo è quanto prevede il progetto che il Parco dell'Etna, guidato dal commissario Ettore Foti, ha presentato al Gal Etna per ottenere il relativo finanziamento.
 «Questo - afferma il commissario - e solo uno dei tanti progetti che presenteremo con l'obiettivo di valorizzare le aree storiche del nostro Parco». Ed il progetto, che prevede una spesa di trecentomila euro, contempla la realizzazione di un'area attrezzata, con il relativo parcheggio, adiacente la strada statale 284, a sua volta collegata ad una rete di trazzere, rese perfettamente transitabili con materiale del luogo perfettamente ecocompatibile, a servizio delle tante masserie, ancora attive e funzionanti nella zona. «L'intervento - continua il commissario dell'Ente Parco, Foti - servirà, non solo a realizzare l'area attrezzata che sarà anche una "vetrina" dei prodotti tipici locali, ma consentirà ai turisti stanziali ed ai gitanti della domenica, di conoscere i frutti di questa meravigliosa fetta di territorio del Parco, di visitare le masserie e, perché no, di "richiamare" altri produttori dalle aree circostanti, per quel risveglio economico legato al turismo che tutti noi auspichiamo».
Tecnicamente, e nel dettaglio, il progetto presentato al Gal, prevede la recinzione dell'area interessata con muretti bassi in pietrame locale, la realizzazione di un parcheggio di circa 1000 metri quadrati, la sistemazione delle pendenze del terreno per evitare i ristagni d'acqua, la realizzazione di un modesto fabbricato in muratura, ad uso servizi igienici, l'arredo dell'area attrezzata con panche e tavoli in plastica riciclata e, infine, la realizzazione di punti di approvvigionamento idrico potabile.
«Un intervento di particolare rilievo - conclude Foti - previsto nel progetto è il recupero dei due abbeveratoi di importanza storica e documentale, ma mi piace anche sottolineare come una opportuna e puntuale segnaletica renderà "fruibile" l'intera area». [Gaetano Guidotto]



5 Settembre 2010
BRONTE, TELECAMERA A SCIAROTTA

Multa di 200 euro a 60enne che scaricava rifiuti in strada

Multato con una sanzione di 200 euro, a Bronte, un signore per aver gettato in campagna dei rifiuti. L'occhio infallibile della telecamera, posta presso l'ex centro comunale di raccolta nei pressi della contrada Sciarotta di Bronte, infatti, ha permesso alla polizia municipale di Bronte di filmare ed identificare un sessantenne che, invece di utilizzare i servizi peraltro gratuiti messi a disposizione dalla società Ato rifiuti Joniambiente, ha deciso di caricare alcuni rifiuti in auto, arrivare fino all'ex "centro" e scaricarli a bordo strada.
E' stato il comandante della polizia municipale in persona, il maggiore Salvatore Tirendi, a visionare in diretta il monitor e ad accorgersi del deposito abusivo. L'intera area attorno all'ex centro comunale di raccolta di Sciarotta era stata ripulita da appena pochi giorni, per volere dell'assessore Biagio Petralia, che insieme al sindaco Pino Firrarello ha deciso di eliminare le micro discariche. «L'area era stata appena ripulita - afferma Petralia - e sono state poste le telecamere, una recinzione ed i cartelli che avvertono che la zona è videosorvegliata. I cittadini devono sapere che è vietato scaricare i rifiuti in campagna e deturpare il territorio. Chi ha bisogno di liberarsi dei rifiuti ingombranti, come materassi, vecchie cucine o altro, può telefonare al numero verde della Joniambiente 800911303 e personale specializzato, gratuitamente, verrà direttamente a casa per ritirarlo. Eventualmente - conclude - alcune tipologie di rifiuti possono essere conferiti al deposito presso l'ex mattatoio comunale».



4 Settembre 2010
BRONTE, RANDAZZO E S. MARIA DI LICODIA

Le bande musicali premiate con un fondo da 50mila euro

Linfa vitale per le bande municipali di Bronte, Randazzo e Santa Maria di Licodia. La "Città del pistacchio" è stata fra i 21 Comuni italiani ad essere premiata dal bando dell'Anci "Giovani Energie in Comune" sulle politiche giovanili. Infatti, il progetto "Orchestrando attorno al vulcano", voluto e preparato dall'ex assessore del Comune di Bronte, Giuseppe Gullotta, insieme con i Comuni di Randazzo e Santa Maria di Licodia, e con il Parco dell'Etna, ha ottenuto un finanziamento di 50mila euro, ovvero il massimo possibile. A darne notizia è stato il consigliere comunale Nunzio Saitta. (...)



3 Settembre 2010

Il sedicenne di Bronte chiede perdono ai familiari di Matteo

«Il vostro dolore è il mio tormento»

Un foglio di quadernone a righe riempito por intero in ordinato stampatello. Qualche errore di ortografia, un paio di cadute grammaticali, ma anche tutti i congiuntivi al posto giusto. E due parole che spiccano su tutte le altre: «Chiedo perdono». Una lettera dal carcere minorile di Bicocca, datata 10 agosto e firmata da Biagio, il minorenne che a Bronte - esattamente un mese fa - uccise con una coltellata Matteo Galati di 13 anni, ferendo Salvatore, coetaneo della vittima. La notizia è stata diffusa ieri da News Mediaset (agenzia di notizie del Gruppo Mediaset), a cui è stata indirizzata la lettera.
«So che queste mie parole - così comincia lo sfogo del giovane – non potranno riportare indietro il tempo e cancellare ciò che è avvenuto così come non potranno riportare in vita Matteo. Voglio comunque dirvi che sono profondamente addolorato per quello che è successo e non passa giorno che il pensiero di quanto avvenuto non mi dia angoscia». In quella maledetta sera del 2 agosto, in piazza De Gasperi si consumò un delitto assurdo Un movente che le indagini hanno collegato a una presunta lite fra i due minori, con una ragazzina contesa fra la vittima e un altro coetaneo, che si sarebbe rivolto a Biagio per chiedere “sostegno”.

Adesso dal carcere, il baby-omicida non fornisce alcuna spiegazione. Ma prova a giustificarsi: «Ripensando a quei terribili momenti ancora oggi non mi spiego come possa essere accaduto. Non avevo alcuna intenzione di colpire, non avevo alcuna intenzione di rubare la vita a nessuno né tantomeno a Matteo». Eppure fra quelle righe c’è realismo: «Capisco e vivo il grandissimo dolore che ho arrecato, ma vi prego di perdonarmi, cercando di comprendere che il vostro dolore è anche il mio tormento». E poi il crescendo con qualche accenno di troppo, ma con un pentimento che sembra sincero: «Chiedo perdono, non so cosa darei perché ogni cosa tornasse com’era prima di quella terribile sera, ma questo non è possibile ed è proprio per questo che soffro assieme a voi per la morte di Matteo. Chiedo penlono anche a Salvatore (che però non è il nome dell’altro 13enne ferito, ndr) e spero che possa guarire presto e nel migliore dei modi».
La lettera del sedicenne arriva un mese dopo i fatti. Al di là della cronometrica puntualità mediatica, il pentimento di Biagio fa seguito alle parole di scuse che la madre del ragazzino pronunciò subito dopo l’omicidio. Nessun commento allora, e né tanto meno oggi, dai familiari di Matteo. Ma il loro avvocato, Mario Schilirò, esprime qualche dubbio: «A mio parere la lettera ha un chiaro scopo processuale», taglia corto. Il sedicenne di Bronte, dopo la convalida dell’arresto, si trova nel carcere minorile di Bicocca. Non ci sono imminenti appuntamenti processuali, ma il legale della famiglia Galati ipotizza: «Questa mossa potrebbe anticipare la richiesta di scarcerazione o di attenuazione del regime carcerario. Ma le mie maggiori perplessità riguardano il contenuto e la forma della lettera, che evidentemente non appartengono ad un ragazzino di quell’età e con quel livello culturale. Umanamente sarei lieto se arrivasse un sincero pentimento, ma il perdono del minore arrestato per l’omicidio di Matteo è innanzitutto poco credibile e inoltre prematuro. Potevano avere la decenza di aspettare un altro po’…». [Mario Barresi]



31 Agosto 2010
MANIACE

Dopo quasi un anno ancora incendi dolosi appiccati nei fienili

Dopo quasi un anno e mezzo di tregua, tornano a Maniace, nel versante nord dell'Etna, i misteriosi incendi dei fienili. Varie decine di covoni di fieno, posti tra l'altro impropriamente in un'area demaniale nei pressi di un torrente, in contrada Petrosino, sono andati in fumo per un rogo di chiara origine dolosa. Lanciato l'allarme, sono arrivati i Vigili del fuoco di Maletto, che in poche ore hanno sedato le fiamme. L'ultimo incendio di un fienile si è verificato a Randazzo nel marzo del 2009, si trattava del 20° in circa 2 anni. Dal 2007 al 2009, infatti, un'impressionante serie di incendi dolosi distrussero i fienili di numerosi allevatori.



8 Agosto 2010

Approvato il «Piano casa»

«Così ripartirà l'edilizia»

Il Consiglio comunale di Bronte, presieduto dal dott. Salvatore Gullotta, ha approvato all'unanimità le «Norme per il sostegno e la riqualificazione del patrimonio edilizio», più comunemente conosciute come «Piano casa». «Il Consiglio comunale intero- ha affermato il presidente Salvatore Gullotta - ha votato il così detto Piano casa, che prevede una serie di misure per il rilancio dell'economia attraverso l'edilizia, ma soprattutto promuove misure straordinarie al fine di sostenere la messa in sicurezza degli edifici e la riduzione del rischio idro geologico, nonché la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Questo piano - continua - punta anche a favorire l'utilizzo nelle nostre case delle così dette energie rinnovabili. Ringrazio l'intero Consiglio comunale per aver votato favorevolmente la proposta e l'intero ufficio tecnico, coordinato egregiamente dall'ing. Salvatore Caudullo, che in pieno agosto è riuscito ad organizzare il servizio, consentendo già da domani ai cittadini di presentare le istanze e ricevere le necessarie informazioni».
Per poter beneficiare dei dettami previsti dal piano casa, che, ricordiamo, consente l'aumento della cubatura degli edifici residenziali uni e bifamiliari, esistenti al 31 dicembre 2009 ed in regola con titoli abilitativi e i pagamenti di Ici e Tarsu, bisognerà presentare una particolare documentazione. «E gli uffici - continua Gullotta - sono pronti ad aiutare i cittadini che presto riceveranno ulteriori informazioni. Pensiamo, infatti, di preparare un vademecum esplicativo e di consegnarlo a tutta la città, magari assieme al Bronte notizie».


4 Agosto 2010

Il "Piano casa" all'esame del Consiglio comunale

Le norme per il sostegno e la riqualificazione del patrimonio edilizio, più comunemente conosciute come “Piano casa”, all’esame del Consiglio comunale. Il presidente Salvatore Gullotta ha convocato, infatti, l’assemblea domani sera alle 19, dopo che la commissione consiliare, presieduta dal Gino Prestianni e composta da Vittorio Triscari, Graziano Calanna, Thomas Cuzzumbo e Rosario Lanzafame, all’unanimità dei presenti ha approvato la proposta di delibera. “Il Piano casa – ha affermato il presidente della commissione Prestianni – prevede una serie di misure atte al rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia, ma soprattutto promuove misure straordinarie al fine di sostenere la messa in sicurezza degli edifici e la riduzione del rischio idro geologico. Assieme al Prg, che ho avuto l’onore di adottare in qualità di presidente del consiglio comunale, il Piano casa rappresenta un altro tassello importante per il risveglio del territorio”. Ricordiamo che il Piano casa approvato dalla nostra Regione consente l’aumento della cubatura degli edifici residenziali uni e bifamiliari, esistenti al 31 dicembre 2009 ed in regola con titoli abilitativi e i pagamenti di Ici e Tarsu.



22 Agosto 2010
Vertice fra Comune e forze dell'ordine per evitare tragedie come quella del giovane Matteo

«Combattere il disagio»

Dopo quanto accaduto la notte del primo agosto, quando il giovane Matteo è stato ucciso con una coltellata sferrata da un quasi coetaneo, il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, ha incontrato le forze dell'ordine che operano nella cittadina. L'obiettivo del vertice era quello di verificare cosa è possibile fare per rendere più efficace la loro azione e cosa il Comune può organizzare affinché fra i giovani si radichi il concetto della non violenza.

Al vertice, per il Comune, insieme con il sindaco hanno partecipato gli assessori Melo Salvia e Nunzio Castiglione, oltre al dott. Antonio Paparo, che hanno accolto il comandante della Compagnia carabinieri di Randazzo, capitano Donato Pontassuglia e quello della Compagnia della Guardia di Finanza di Riposto, capitano Sergio Cerra. Con loro il commissario superiore della Guardia forestale Vincenzo Crimi, il maresciallo dei carabinieri Maurizio Pasquino, il maresciallo capo della Guardia di Finanza, Giuseppe D'Urso ed il tenente della Polizia municipale Gaetano Pecorino. "Inutile ribadire - ha affermato in apertura il sindaco - come quanto accaduto ci abbia scosso. E' chiaro che dobbiamo lavorare affinché episodi come quello accaduto a Matteo o a Salvatore Costanzo del dicembre scorso non accadano più. Ci rendiamo conto dell'emergenza che impone un lavoro in profondità. Noi stiamo già realizzando la nuova caserma che porterà più militari e stiamo completando la videosorveglianza. Se c'è da fare altro però - conclude - siamo pronti a farlo".

Il comandante Pontassuglia ha sottolineato come le leggi non consentano alle forze dell'ordine di sequestrare a un minorenne un coltello come quello che ha ucciso Matteo: "Nonostante ciò - ha sottolineato - aumenteremo la nostra presenza nei luoghi solitamente frequentati dai ragazzi". Per il comandante Cerra va fatto un lavoro educativo nelle scuole e con i genitori. Ipotesi condivisa da Crimi che ha ribadito anche la necessità di combattere il disagio sociale e fra la gente spesso la voglia di legalità a convenienza. Alla fine Firrarello ha incassato la disponibilità delle Forze dell'ordine a partecipare alle iniziative del Comune.



6 Agosto 2010

Domani sera una fiaccolata
per non dimenticare Matteo

Una fiaccolata per non dimenticare quanto accaduto al giovane Matteo Galati. A promuoverla è stata la Confraternita della Misericordia di Bronte che domani sera alle ore 19 ha invitato le parrocchie, i movimenti giovanili, il Consiglio comunale, le forze dell'ordine, le associazioni di categoria e di volontariato, i circoli, le famiglie, la cittadinanza tutta e in particolare tutti i giovani, a riunirsi nello spiazzo antistante la sede della sua sede di via Messina 215 per muoversi in corteo fino al santuario della Madonna Annunziata, dove si svolgerà una celebrazione eucaristica.
"Dopo gli eventi tragici e dolorosi che hanno suscitato nella nostra comunità tanto sgomento e rammarico - ha affermato il governatore Armando Paparo - Considerato che nella nostra comunità si sono susseguiti fatti di sangue che hanno coinvolto giovani e innocenti vittime di una violenza che indica una deriva sempre più preoccupante, abbiamo organizzato questa fiaccolata, affinché si rifletta e quanto accaduto non passi inosservato".
Ed alla fiaccolata ha già assicurato la partecipazione la Giunta e il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta: "La città deve ribellarsi - ha affermato il sindaco Pino Firrarello - le agenzie educative ergersi a sostenitori della moralità, e i genitori riappropriarsi di quel ruolo educativo che impone il rispetto per la persona altrui, il riconoscimento del valore della vita, e il rigetto di ogni forma di violenza e sopraffazione. Se non facciamo qualcosa - ha concluso - altri nostri figli innocenti moriranno ancora". [L. S.]

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