9 Marzo 2007 Dal 1993 Bronte attende l'opera la cui struttura era stata completata nel 2004. Ora è arrivato al Comune il decreto di finanziamento preannunciato nel 2006. 400 mila euro per il completamento della «Pinacoteca di Bronte» Dopo 10 anni forse siamo vicini al traguardo E' iniziato il conto alla rovescia per inaugurare la «Pinacoteca di Bronte» all’interno del Real Collegio Capizzi. Al Comune, infatti, è arrivato l’atteso decreto di finanziamento di 400 mila euro che il sindaco Firrarello aveva richiesto alla Regione siciliana il giorno dopo il suo insediamento. A firmare il decreto la dottoressa Patrizia Monterosso, dirigente regionale dell’assessorato ai beni Culturali ed Ambientali, solerte ad approvare il progetto ed il quadro economico di spesa che, fra lavori, oneri di sicurezza, collaudi e competenze tecniche varie fa arrivare la somma concessa proprio ai 400 mila euro richiesti. «Abbiamo fin da subito puntato sulla pinacoteca – afferma il sindaco – per tanti motivi. Il dover dare la giusta esposizione e valorizzazione ai quadri che ci ha donato il maestro Nunzio Sciavarrello. Non tutti i dipinti del maestro brontese, potranno essere esposti e per questo lo stesso maestro sta provvedendo ad una accurata selezione. Grazie alle sue opere ed a quelle della sua scuola – continua - questa pinacoteca assumerà grande rilievo regionale e di conseguenza sarà sicura meta di turisti, raggiungendo anche l’obiettivo di attirarli all’interno del nostro centro storico dove operano i nostri artigiani, i nostri pasticceri ed i nostri commercianti”. Il progetto per la realizzazione degli arredi prevede che gli ambienti vengano dotati di panche, sgabelli, bacheche ed espositori, disposti in funzione della specificità e spazialità degli ambienti, unitamente alla collocazione di apparecchiature e corpi illuminanti, che per la pregevolezza delle opere da esporre (dipinti, sculture e disegni) necessitano di ottiche particolari. I locali da adibire a pinacoteca occupano buona parte del piano terra dell’antico Real Collegio, ed hanno accesso dalla via Cardinale De Luca. Vi sono cinque ambienti da adibire a galleria espositiva, oltre agli spazi per la reception, l’ingresso, la segreteria e la direzione. Bronte attende la Pinacoteca dal 1993. Una serie di vicissitudini ed i tanti contenziosi sorti fra il Genio civile e l’impresa, hanno allungato i tempi di quasi 15 anni.
8 Marzo 2007 «Lavorate il nostro cotone» Bronte. L'Egitto propone partnership alle aziende del distretto tessile
E' a sud della Sicilia che si aprono nuove possibilità economico-commerciali per le aziende tessili di Bronte. Gli imprenditori del settore egiziani, infatti, sarebbero pronti a proporre ai colleghi del distretto tessile della Sicilia orientale (di cui Bronte è il soggetto più importante) partnership industriali per la lavorazione del cotone, che gli egiziani produrrebbero di grande qualità con l'handicap poi di non ottenere gli stessi risultati nella lavorazione. A darne notizia è stato l'assessore del Comune di Bronte, Vincenzo Sanfilippo, invitato al Cairo, capitale dell'Egitto, dal Ciem (Consorzio per l'internazionalizzazione della Regione siciliana), per presentare il distretto tessile siciliano. «L'Egitto - spiega Sanfilippo - è un paese leader nella produzione di cotone, ma le imprese nel settore non hanno abbastanza esperienza nella lavorazione. Le aziende tessili di Bronte, invece, hanno una decennale esperienza in tutta la filiera del tessile e, di conseguenza, con l'Egitto potrebbero sorgere valide collaborazioni. In pratica - continua Sanfilippo - Bronte potrebbe lavorare il cotone per gli egiziani e potrebbe pure comprarlo a prezzi competitivi, aprendo nuove prospettive economiche». A questa partnership l'Egitto crede, tant'è che all'incontro egiziano di presentazione del Distretto tessile ha partecipato il ministro per lo sviluppo economico, Barakat, un rappresentante dell'Ice (Istituto per il commercio estero) e l'ambasciatore italiano in Egitto. «Assieme al sindaco Pino Firrarello - conclude Sanfilippo - convocherò presto i titolari delle aziende tessili non solo di Bronte ma dell'intero distretto siciliano per informarli sui lavori del convegno egiziano. L'intenzione - conclude - è anche quella di stipulare un protocollo d'intesa con il Ciem e l'Ice, certamente titolati a regimentare rapporti fra noi e l'Egitto».
Coniugare il turismo culturale ed ambientale con i buoni prodotti tipici che questo territorio vanta. Parlano i quattro sindaci che hanno rispolverato un’iniziativa promossa nel 2005 dall'allora presidente dell'Associazione Intercomunale, Mario Bonsignore.
7 Marzo 2007 «Terra dei sapori»: 4 Comuni con una strategia unitaria I quattro sindaci di Bronte, Maletto, Maniace e San Teodoro hanno deciso di fare squadra per sviluppare il turismo nell'intero territorio dei quattro Comuni, denominato “Terra dei sapori” coniato dal dott. Giuseppe Romano, direttore dell'associazione intercomunale. Il patto è stato reso pubblico durante una conferenza svolta all'interno del salone parrocchiale della chiesa di Maniace dove, ospiti del sindaco Salvatore Pinzone Vecchio, hanno partecipato i primi cittadini di San Teodoro Salvatore Sirna, Maletto Giuseppe De Luca e Bronte sen. Pino Firrarello. Ad aprire i lavori una relazione del consigliere comunale di Maniace, Rodolfo Arcodia che, attraverso degli audiovisivi, ha dimostrato come l'intero territorio sia ricco di beni naturalistici, storici e culturali. “Da soli si raggiungono pochi obiettivi - ha affermato il dott. Sirna - ed oggi è importante aver sancito la collaborazione fra i sindaci, tutti impegnati a fare sistema. E' necessario però che la Regione ci conceda maggiori risorse e la burocrazia non ci freni”. “Le nostre risorse naturalistiche vanno rispettate - aggiunge De Luca - ma anche fruite. E' necessario unire le forze affinché bus navetta conducano i turisti negli angoli di paradiso oggi raggiungibili solo a piedi”. Anche per Pinzone Vecchio è importante fare sistema: “Dobbiamo soltanto valorizzare le risorse che abbiamo. Agricoltura e zootecnia regalano a questa terra prodotti tipici unici che insieme alle risorse ambientali devono rappresentare l'attrazione principale di questa terra”. E Bronte pronto a far da traino per l'intero territorio: “Bisogna valorizzare il territorio e farlo conoscere - ha concluso Firrarello - le politiche poste in essere per valorizzare il Castello Nelson, i sentieri sull'Etna e sui Nebrodi e realizzare il campo da golf o la pinacoteca valorizzeranno non solo Bronte, ma questa intera zona”.
IL PROGETTO RISALE AL 2004 ED ALLA GARA D'APPALTO PER LA METANIZZAZIONE NEL 2005 PARTECIPARONO 152 DITTE SPECIALIZZATE
6 Marzo 2007 La zona artigianale e altre aree saranno presto fornite di metano La zona artigianale di contrada Santissimo Cristo e i residenti delle zone collegate e limitrofe a viale Catania, viale Indipendenza, via Cavalieri di Vittorio Veneto e Generale Ameglio (nella periferica contrada Borgonovo) saranno presto serviti da gas metano. E' stato deciso a conclusione di un vertice, convocato dal sindaco di Bronte, sen. Pino Firrarello con la Siciliana gas, concessionaria della distribuzione del servizio, cui ha partecipato il presidente della società di distribuzione metanifera in persona, ing. Alberto Anselmi collaborato dal dott. Antonio Corbiglio. Bronte, infatti, è l'unico Comune della Sicilia ad aver chiesto di usufruire dei benefici previsti dal decreto “Letta” che prevede entro il 31 dicembre del 2007 la possibilità di avviare le procedure di gara per l'affidamento di distribuzione del gas. Anche per questo motivo durante l'incontro Firrarello si è avvalso della collaborazione dell'esperto dott. Antonio Paparo, del segretario generale dott. Michelangelo Lo Monaco, della dottoressa Teresa Sapia e dell'ing. Salvatore Caudullo. “Abbiamo una delle zone artigianali - ha affermato Firrarello - più produttive della Sicilia. Un'area che intendiamo arricchire con ulteriori servizi, come l'erogazione del gas metano. Oltre a ciò vi sono zone del paese che ancora devono essere raggiunte dal servizio. Chiediamo a voi la possibilità di provvedere presto ad eseguire i lavori”. E' la Siciliana gas si è dichiarata disponibile ad assecondare le richieste del primo cittadino, assicurando non solo la posa delle tubazioni e dei relativi impianti, ma anche la ripavimentazione con asfalto dell'intera carreggiata delle strade interessate dagli scavi e non solo del piccolo tratto scavato. La Siciliana gas adesso provvederà a predisporre il necessario per iniziare i lavori al più presto. [L. S.]
27 Febbraio 2007 Via Umberto ed altre zone sotto l'occhio elettronico del «grande fratello» Videosorveglianza nelle strade brontesi L'assessore Sanfilippo: «Funzioneranno anche di notte» La Città di Bronte affida la propria sicurezza urbana ad un sofisticato e capillare sistema di video sorveglianza. Si sta svolgendo, infatti, la gara d’appalto per affidare i lavori di istallazione delle telecamere nei luoghi nevralgici del paese individuati dall’Amministrazione comunale insieme all’ufficio tecnico ed il Comando della Polizia municipale. Il progetto, redatto dal geometra Renzo Longhitano e coordinato dall’assessore Vincenzo Sanfilippo, prevede l’istallazione di “occhi” elettronici a guardia di buona parte degli edifici pubblici e delle vie principali del paese. In particolare verranno sorvegliati piazza Spedalieri, la villa Comunale, viale Catania, viale Kennedy (sede del Liceo scientifico), piazza Roma (sede della scuola media), la zona artigianale, l’ingresso dell’ospedale e tutta la via Umberto che è in pratica l’attuale salotto della Città tenuta sotto osservazione da ben 10 telecamere. Queste telecamere saranno tutte collegate, attraverso onde radio, con una centrale di sorveglianza posta all’interno del Comando di Polizia municipale. “Approfittando di un bando per la sicurezza sul trasporto e la viabilità urbana – dice il sindaco - abbiamo presentato un progetto che ci permetterà di osservare la circolazione stradale con l’obiettivo di renderla più fluida e porre in essere un piano di sicurezza per verificare cosa accade nelle vie principali ed i punti di interesse collettivo della cittadina. Anche se viviamo in un paese relativamente tranquillo – continua – temiamo che l’aumento di violenza che si registra in tutto il nostro Paese possa contagiare anche la nostra tranquillità. Pertanto, oltre al lavoro lodevole che stanno svolgendo le insegnanti nelle scuole e le manifestazioni educative come quella degli scout, questa iniziativa credo possa contribuire creare sempre migliori condizioni di vivibilità nella cittadina”. “Con la videosorveglianza – aggiunge l’assessore Sanfilippo – saremo in condizione di contrastare i fenomeni di vandalismo urbano. Per questo le telecamere – conclude – con un sofisticato sistema all’infrarosso, funzioneranno anche la notte”. |

27 Febbraio 2007 La pena di 4 mesi di reclusione sospesa. Fece allusioni contro il comandante dei vigili urbani e della Stazione dell'Arma, le cui posizioni furono archiviate
L'ex sindaco di Bronte Leanza condannato per diffamazione |
Condannato a quattro mesi di reclusione, per diffamazione aggravata, l'ex sindaco Turi Leanza, che ha beneficiato della pena sospesa. Per il Tribunale monocratico di Bronte, nel marzo del 2004, Turi Leanza diffamò il comandante della Polizia municipale, il maggiore Salvatore Tirendi e il comandante della locale Stazione carabinieri, maresciallo Giovanni Guarnera. Nell'ambito del processo i due querelanti si sono costituti parte civile e il giudice, Marcella Celesti, ha condannato Leanza ad una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro per Tirendi e di 15 mila in favore di Guarnera, ma la richiesta di quest'ultimo parte da centocinquantamila euro. I fatti all'origine di questa condanna, risalgono a circa tre anni fa, quando dal 19 al 26 marzo 2004, Turi Leanza, da sindaco di Bronte, protestò barricandosi nel Palazzo municipale, chiedendo la convocazione a Bronte di un vertice sull'ordine pubblico. Nel centro etneo, per il sindaco Turi Leanza incombeva “una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità”. Ma la risposta del prefetto di Catania, Anna Maria Cancellieri Peluso, fu chiara: “La situazione è sotto controllo, non c'è motivo di convocare alcun vertice”. Turi Leanza, in quella circostanza, aggiunse di avere «sventato un tentativo di golpe comunale politico-amministrativo-ecclesiastico e con deviazioni investigative»; un disegno «criminoso» legato anche a denunce ed indagini di Tirendi e Guarnera. Ma per il militare dell'Arma, Leanza alluse a “connivenze” poco ortodosse, sostenendo l'incompatibilità ambientale. «Fatti gravi e presunte minacce denunciati da Leanza - ha ricordato ieri in udienza la difesa di parte civile di Guarnera, avvocato Dario Riccioli -sono stati archiviati dalla Procura per insussistenza delle accuse». «Attendiamo le motivazioni della sentenza - dice l'avvocato Carmen Mirabella, difensore dell'ex sindaco di Bronte - e ci riserviamo di fare appello. Per quanto riguarda la provvisionale di chiederne la sospensione al giudice di secondo grado». [Luigi Putrino] |
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27 Febbraio 2007 L'ex sindaco Salvatore Leanza condannato per diffamazione: 4 mesi L'ex sindaco di Bronte, dott. Salvatore Leanza, è stato condannato per diffamazione aggravata a quattro mesi di reclusione (pena sospesa) ed al pagamento delle spese processuali e di due provvisionali di 10mila e di 15mila euro. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico della sezione distaccata di Bronte Marcella Celesti. La diffamazione si basava su una serie di dichiarazioni e provvedimenti datate marzo 2004 nei confronti del comandante della Polizia municipale, maggiore Salvatore Tirendi e dell'allora comandante della Stazione dei Carabinieri di Bronte, maresciallo Giovanni Guarnera, i quali entrambi si rivolsero al Giudice che poi unificò i processi. Secondo il Giudice, Leanza, accusò ingiustamente il comandante dei vigili urbani di aver sottratto dei documenti segreti riguardanti le sue denunce alla magistratura, rimuovendolo dalla guida del corpo della Polizia municipale e spostandolo all'Ufficio monitoraggio del territorio. Contemporaneamente l'ex sindaco accusò il comandante della locale stazione dei Carabinieri, maresciallo Giovanni Guarnera, di incompatibilità ambientale, facendo riferimento a una ditta di produzione e commercializzazione di prodotti al pistacchio di proprietà di due fratelli del maresciallo Guarnera. I due comandanti sentendosi diffamati si rivolsero al Giudice, che ieri ha dato ragione all'avvocato di Tirendi, Fabrizio Freni di Paternò e di Guarnera, Dario Ricceri in sostituzione dell'avv. Peluso. Già a Gennaio l'ex sindaco era già stato condannato ad altri 4 mesi di carcere ed una provvisionale di 10.000 euro per aver diffamato l'avv. Pietro De Luca. [R. D.]
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25 Febbraio 2007 Il piano antidissesto del sindaco Firrarello «L'energia elettrica la produrremo noi» Prevista anche una sensibile riduzione della pianta organica e una rimodulazione della Tarsu Produrre da soli l'energia elettrica che serve ai brontesi per recuperare gli introiti che oggi incassa l'Enel e ridurre sensibilmente la pianta organica del Comune per abbassare le spese. Sono questi gli obiettivi che si è prefisso il sindaco di Bronte, sen. Pino Firrarello per far quadrare i conti di un bilancio comunale estremamente deficitario: «E' così da anni - afferma Firrarello - Il bilancio del Comune è ingovernabile soprattutto per tre capitoli di spesa. Il personale estremamente in esubero che fa spendere al Comune un milione di euro in più di quanto dovrebbe. Basterebbero 150 impiegati e invece ne abbiamo 180, più 100 ex articolisti. Per questo in futuro i posti vacanti di chi va in pensione andranno soppressi e non terremo più di 25 articolisti con mansioni di operaio, ausiliario del traffico e autista di scuolabus». «Il secondo dato negativo - continua Firrarello - è quello della Tarsu che non riesce neanche a coprire il 50% del costo della raccolta dei rifiuti, pesando sul bilancio per un altro milione di euro. Per finire i 700 mila euro che dobbiamo pagare ogni anno all'Enel per portare l'acqua potabile dai pozzi nella rete idrica. Con questi numeri dico espressamente che fino ad oggi è stato evitato il dissesto solo grazie alla legge Castiglione che ha garantito al Comune un milione e 200 euro delle Royalties». E gli uffici in questi giorni sono al lavoro per far quadrare il bilancio che va presto presentato: «A proposito è bene essere chiari - replica Firrarello - La pianta organica del Comune non potrà essere ridotta prima del 2010 e i rifiuti vanno raccolti. Possiamo subito però municipalizzare il servizio di erogazione dell'energia elettrica, togliendolo all'Enel. Abbiamo già pronto il progetto di una centrale elettrica che entro la fine dell'anno vogliamo realizzare. Per il 2007 abbiamo però necessità di reperire almeno 2 milioni di euro e, non volendo assolutamente aumentare l'Ici, credo proprio che saremo costretti a fare quello che chiede il Governo Prodi, ovvero istituire l'addizionale comunale Irpef».
24 Febbraio 2007 Un milione per evitare il rischio frane della contrada Salici Presto il rischio di frane non sarà più un incubo per i residenti della contrada Salici. L'assessorato regionale Territorio Ambiente ha finanziato un milione di euro per consolidare l'intera area, classificata nel “Piano dell'assetto idro geologico” fra le più a rischio. A chiedere il finanziamento, il sindaco di Bronte, Firrarello che ringrazia l'assessore regionale Rossana Interlandi per la sensibilità dimostrata nei confronti di una zona dove insistono circa 40 palazzine per più o meno 80 famiglie. “In verità - afferma il sindaco - il quartiere Salice è stato costruito in un periodo in cui l'abusivismo era particolarmente vivace. A differenza di altre zone di Bronte, prettamente laviche, questa è caratterizzata da terreni argillosi, ed i proprietari non hanno badato ai rischi, investendo parecchio danaro, a volte anche i risparmi di una vita di lavoro all'estero, per costruirsi una casa propria. A poco a poco però - conclude Firrarello - si sono accorti che lentamente il terreno scivolava a valle, minacciando la staticità dei fabbricati”. Bisognava quindi correre ai ripari. E' stata segnalata alla Regione la necessità di inserire questa zona fra quella maggiormente a rischio idro geologico, convincendo l'assessore Interlandi della necessità di effettuare subito i lavori di consolidamento, altrimenti si rischiava di perdere, ormai, un quartiere. “La Regione - continua Firrarello - impegnate le somme, ha chiesto al Comune di presentare al più presto il progetto e l'ing. Salvatore Caudullo, responsabile dell'Ufficio tecnico, sta provvedendo affinché i tempi vengano rispettati”. Con questi soldi bisognerà innanzi tutto permettere un efficiente drenaggio delle acque in tutto il territorio, ricostruendo anche i naturali reticoli idraulici interrotti dalle costruzioni. L'idea è anche quella di ripulire i valloni a monte permettendo all'acqua di non ristagnare e ricostruire i terrapieni che negli anni sono stati lesionati. Solo così la frana ormai decennale potrà fermarsi. “Entro la metà di marzo - conclude Firrarello - il progetto sarà presentato alla Regione e poi senza perder tempo procederemo a far realizzare i lavori”.
22 Febbraio 2007 FIRMATO IL DECRETO DI FINANZIAMENTO Il restauro della chiesa di San Giovanni E’ arrivato al Comune l’atteso finanziamento del restauro della chiesa di San Giovanni sita nella centrale via Umberto. Il dirigente generale del Dipartimento regionale Beni culturali ed Ambientali, avv. Romeo Palma ha firmato, infatti, il decreto che dispone il finanziamento del progetto redatto dall’architetto Luigi Longhitano per un importo di 997 mila e 488 euro. Per la cittadina una buona notizia visto che la Chiesa di San Giovanni per i brontesi è più che un chiesa abbandonata. Il progetto prevede il restauro degli altari e delle statue, oltre ad affrontare il riuso, nel suo complesso al fine di potere utilizzare la chiesa come auditorio di musica sacra, vista anche la qualità architettonica degli interni particolarmente baroccheggianti, come dimostra la cappella dedicata a Santa Rosalia, il cui interno decorato con stucchi nello stile della scuola Serpottiana, massima espressione dell’arte barocca in Sicilia. «Si procederà – aggiunge il vice sindaco Calanna - anche al miglioramento statico di tutto il complesso con la sigillatura delle lesioni presenti, il consolidamento delle volte, la sostituzione delle murature non più recuperabili. Secondo gli storici – continua – questa Chiesa esisteva già nel 1574, citata da mons. Torres nel “Liber visitationis”, durante la sua visita pastorale a Bronte. Sul frontone dell’architrave si vedono scolpite due date (1580-1799), che probabilmente indicano gli anni delle ricche dotazioni ed i rifacimenti da parte della famiglia baronale Sottosanti e dell’abate don Francesco Sanfilippo».
21 Febbraio 2007 «Una rete idrica da rifare» Il sindaco Firrarello rispolvera un vecchio progetto e chiede all'Ato 17 milioni per la condotta Diciassette milioni di euro per «riparare» la vecchia e piena di falle rete idrica del Comune di Bronte. Li chiederà all'Ato idrico il sindaco di Bronte, sen. Pino Firrarello per finanziare un progetto che prevede il completo rifacimento della rete idrica nel centro storico. L'acqua prelevata dai pozzi si perde inesorabilmente fra le tubature, a causa delle numerose falle che ormai dominano l'intera rete. Un problema grave e soprattutto un vero peccato se pensiamo che in estate c'è il rischio di non avere l'acqua tutto il giorno. Per questo Firrarello ha adeguato un vecchio progetto e ne chiederà il finanziamento: «Si tratta - dice il senatore - di un progetto che risale addirittura a quando fui sindaco e che fu completato nel 1993. Purtroppo però, nonostante le sollecitazioni ufficiali che feci non fu definito in tempo per essere finanziato. Ai tempi, infatti, i progetti di rifacimenti delle reti idriche che superavano un certo importo, dovevano essere visionati dalla "Sogesid", un nucleo di valutazione del ministero del Bilancio che adesso è stato abolito. Insomma il tempo che il progetto otteneva tutti i visti, alla Regione finirono i soldi, ed alla fine nella programmazione regionale entrò solo lo stralcio della rete idrica di Sciarotta, che feci finanziare». «Questo progetto - continua Firrarello - invece ricostruiva l'intera rete idrica del centro storico, costruita negli anni 30, ed appena mi sono insediato ho chiesto agli uffici di rispolverarlo per intero per riproporre il finanziamento». Così gli uffici hanno rivisto costi e cartografie e nel rispetto della normativa il sindaco ha inviato l'intero elaborato all'Ispettorato regionale ai Lavori pubblici. Per realizzare i lavori però è necessario reperire i fondi che Firrarello sa già dove trovare: «L'Ato idrico - afferma il sindaco - ha le risorse per finanziare opere i cui progetti sono definitivi. Siccome non è che siano molti i progetti definitivi in circolazione, ritengo che questo abbia le carte in regola per essere finanziato».
21 Febbraio 2007 Sì del comandante dei carabinieri al progetto della nuova caserma Il progetto della nuova caserma dei carabinieri è piaciuto al comandante provinciale dei carabinieri, col. Sergio Pascali, ricevuto dal sindaco di Bronte, sen. Pino Firrarello appunto per illustrargli quanto preparato dal progettista, ing. Claudio Mirenda. Insieme con il colonnello al vertice hanno partecipato il comandante della Compagnia di Randazzo, capitano Gaetano Birtolo ed il comandante della locale Stazione, maresciallo Roberto Caccamo. Con loro il vice sindaco di Bronte, on. Nunzio Calanna, l'esperto Nino Paparo e il presidente del Consiglio comunale, Gino Prestianni. Il progetto prevede che la nuova caserma venga realizzata in contrada Sciara Sant'Antonio, in prossimità della via Selvaggi. L'edificio si compone di tre corpi di fabbrica, due a tre elevazioni e uno, centrale, a due elevazioni. Il corpo di fabbrica centrale è destinato a contenere uffici, sala operativa, camere di sicurezza, l'armeria, alloggio del comandante, sala mensa e ambienti comuni. I corpi di fabbrica laterali conterranno, invece, gli alloggi, i garage ed i locali di servizio. Complessivamente potrà dare alloggio a 20 carabinieri, con Firrarello che chiede che, vista la ampia disponibilità di ospitare militari, la stazione dei carabinieri venga elevata a tenenza. «Abbiamo visionato con attenzione il progetto - ci dice il sindaco Pino Firrarello alla fine dell'incontro - che in verità al colonnello è piaciuto. Ha chiesto, infatti, che facessero solo dei piccoli cambiamenti, ed ha preso l'impegno di ottenere entro 60 giorni tutti i visti necessari che la scala gerarchica dell'Arma dei Carabinieri deve porre, prima che il Comune bandisca la gara d'appalto per l'inizio dei lavori. Noi stessi - continua Firrarello - abbiamo individuato nel Montepaschi di Siena l'istituto di credito che ci concederà il finanziamento di un milione e 600 mila euro necessari per realizzare l'opera. Vorremmo definire l'intero iter prima delle ferie estive».
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