|
Il mio orizzonte di Luigi Margaglio Cesare
Diffusa tenerezza di celeste senza fiocchi di nuvole bambine. Lontano, agli orli, bruno di foreste. Quà e là, paesi a fior’ de le colline.
Azzurra ai fianchi e, in cima, ancor nivale, - forza velata dalla sua bellezza - l’Etna, con la sua mole, il cielo assale: miracolo d’aerea leggerezza.
E sembra, se il candore s’invermiglia, nei tramonti purissimi d’inverno, altare che s’imporpora e s’ingiglia per offerirvi un sacrificio eterno.
Al deserto d’innumeri colate, - flutto nero d’immobili marine - fa riscontro riposo di vallate; musica ondulazione di colline.
Una gramaglia di sconforto appare la lava, a oriente: impero della noia. Giù, nella valle che declina a mare, l'acqua e le piante esultano di gioia.
E come il fiume, visto dai Poeti, nell'aer cieco senza mutamento, il Simeto, tra laviche pareti, torce profondo il suo chiuso tormento.
Ma sortito dall'alveo tremendo, ecco spianarsi in ceruli sorrisi: vigne, aranceti e pascoli radendo, opulenze a specchiar di paradisi.
Terra in travaglio, sterile e ferace, è questa. Con un lievito di fiamma. Che insieme accoglie, ne la verde pace, luci di idillio e balenìo di dramma.
Così il poeta Luigi Margaglio Cesare (Bronte 2
Gennaio 1889 - 26 Febbraio 1970) descrive l'orizzonte della sua Bronte.
La poesia è tratta dal volume “Sinfonia in bianco e nero” - Liriche, edito a
Bronte nel 1939 dallo Stabilimento Tipografico Sociale. Altre opere di Luigi
Margaglio, tutte edite a Bronte dallo Stabilimento Tipografico Sociale A.
Santangelo, sono: "Pause d'azzurro" (liriche, 1938), "Sera d'autunno: a San
Damiano" (affresco drammatico ducentesco), "Il coro delle allodole" (poemetto) e
"L'ombra del sogno" (poema drammatico in tre atti), "Preludio" (1940). Luigi
Margaglio Cesare è stato anche professore al Real Collegio Capizzi, uno dei
fondatori e primo direttore responsabile per oltre due anni del prestigioso
quindicinale brontese "Il Ciclope"
(1946 - 1949) ed uno dei principali collaboratori di
Voce Amica, un bollettino parrocchiale degli anni '50. |
|
La mia terra
natale di Filippo Isola
Giace declive e agglomerato Bronte
sul lembo occidental di Mongibello:
ha un colle a manca e spento un vulcanello;
dirimpetto un po’ lungi un ampio monte;
giù giù un fiume, ardue balze e più d’un ponte;
a destra lava, un poggio doppio e bello;
di là dal poggio, a valle, un gran castello;
azzurre vette in fondo all’ orizzonte.
Canneti lungo il fiume, orti, giardini,
campi propizi ai grani ed alle viti,
e gore che dan moto a dei molini;
vi si discende per ameni clivi
di fichi d’India e d’alberi vestiti,
fra cui pistacchi mandorli ed olivi.
---
Note dell’Autore:
Verso 3: Monte Colla e Monte Barca; v. 4:
Monte Placa; v. 5: Simeto; v. 6: Lava di Salice
e i poggi delle contrade Borgonuovo, Canaraci, Margiogrande, Rùgola,
ecc; v. 7: Castello Maniaci; v. 8: Madonie; v. 9: Per
giardini intendiamo in Sicilia, anco gli agrumeti.
Di F. Isola:
L'Annunziata di
Bronte
|
|
|
Bronte
Una canzone dedicata a Bronte dal cantautore
Enzo Salvia (dall’album “Brivido d’amore” – 18 giugno 2011)
|
|
|
|
Vuoi vedere un paese
importante,
vuoi trovarti tra gente speciale,
generosa, la più ospitale,
visita Bronte,
na, na, na, na, na, na, na, na, na, naaaaaaa. Alza gli
occhi e puntali al cielo,
la montagna è il gigante più serio,
sputa fuoco, ma ti vuole bene,
si chiama Etna na, na, na, na, na, na, na, na, na, naaaaaaa.
(ritornello)
Se poi di storia sai,
verso Maniace vai,
e goditi il castello Nelson;
ma puoi restare qua
se hai voglia di guardare,
visita le chiese tutte. na, na, na, na, na, na, na, na, na, naaaaaaa. La
cultura è un fiore all'occhiello,
con personaggi di alto livello,
ma lo Scialandro è il posto più bello
per gli innamorati. na, na, na, na, na, na, na, na,
na, naaaaaaa. Se passeggi lungo il Corso Umberto,
puoi incontrare le ragazze più belle,
puoi gustare il vero pistacchio,
l’oro di Bronte. na, na, na, na, na, na, na, na, na, naaaaaaa.
(ritornello)
A Bronte puoi ballar,
la musica ascoltare,
andando in Piazza Badia;
Seduto a riposar,
riflettere e sognar
nei clubs e sulle gradinate.
na, na, na, na, na, na, na, na, na, naaaaaaa.
Bronte, na, na, na, na, na, na, na, naaaaaaaa. |
|
|